08/04/2012

L'assalto dei pirati a colpi di kalashnikov. Video : ecco come vanno all'arrembaggio

L'assalto dei pirati a colpi di kalashnikov. Video : ecco come vanno all'arrembaggio

Incuranti dei tiri di sbarramento i predoni inseguono la nave. Immagini rare di un attacco a una nave mercantile mentre le le forze di sicurezza a bordo rispondano al fuoco

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28/02/2012

Costa Allegra non più alla deriva: rimorchiata da un peschereccio francese e scortata a Desroches

Costa Allegra non più alla deriva: rimorchiata da un peschereccio francese e scortata a Desroches

La nave aveva avuto un incendio a bordo e ha vissuto una notte ad alta tensione. Più di mille persone a bordo senza energia elettrica, ma il peggio è passato. Esclusa l'ipotesi di dolo

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01/04/2011

Berlusconi: 100 rimpatri al giorno Appello a Tunisi: «È tsunami umano»

Berlusconi: 100 rimpatri al giorno Appello a Tunisi: «È tsunami umano»

Cabina di regia a Palazzo Chigi. Il premier: «Supporto economico per il reinserimento dei migranti». Tendopoli pronte in 2 giorni, no delle Regioni

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09/08/2010

India, scontro tra petroliera e cargo Marea nera al largo di Mumbai

India, scontro tra petroliera e cargo Marea nera al largo di Mumbai

La collisione tra le due navi si è verificata sabato. Stop al traffico portuale: tonnellate di greggio si sono già riversate in mare

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28/07/2010

Esplosione su petroliera nel Golfo. Un marinaio: «È stato un attacco»

Esplosione su petroliera nel Golfo. Un marinaio: «È stato un attacco»

Scarsa la fuoriuscita di greggio. Nell'incidente ferito un marinaio. La nave, giapponese, danneggiata da uno scoppio vicino allo stretto di Hormuz, nelle acque fra l'Oman e l'Iran

 

Lo stretto di Hormuz visto dal setellite
Lo stretto di Hormuz visto dal setellite

TOKYO - Per ora non sono ancora chiari i contorni nei quali si è verificato un grave danno a una petroliera giapponese. L'unica cosa certa è che la nave è stata danneggiata da un'esplosione vicino allo stretto di Hormuz, nelle acque fra l'Oman e l'Iran e si teme che sia stato un attacco.

SCARSA FUORIUSCITA DI GREGGIO, UN FERITO - La società proprietaria, la Mitsui Osk, ha riferito al ministero dei Trasporti nipponico che l'episodio, che ha registrato un solo ferito, potrebbe essere stato causato da un attacco esterno, mentre dal cargo di grande stazza non c'è stata fuoriuscita di greggio.

«È STATO UN ATTACCO» - La nave, malgrado i danneggiamenti, è riuscita comunque a proseguire la navigazione. Secondo la compagnia, l'esplosione potrebbe essere stata creata da un attacco esterno. «Dal momento che uno dei membri dell'equipaggio ha visto un lampo all'orizzonte immediatamente prima dell'esplosione, la società sospetta che sia probabile un attacco», ha detto il ministero dei Trasporti giapponese. La nave trasportava 270mila tonnellate di petrolio greggio, ma non sono state perdite segnalate dalla cisterna; e si dirigeva dagli Emirati Arabi Uniti verso il porto di Chiba in Giappone. Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico -con i porti di ricchi Paesi petroliferi come Kuwait, Bahrain e Qatar- e l'Oceano Indiano ed è un canale altamente strategico per le forniture energetiche globali.



24/06/2010

Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”

Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”

Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”

 

 

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Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.

Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".


La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.

 


05/06/2010

Gaza: nuovo blitz israeliano via mare. Nessun ferito

Gaza: nuovo blitz israeliano via mare. Nessun ferito

Forze israeliane sono salite a bordo della Rachel Corrie, imbarcazione di attivisti diretta verso la Striscia, che aveva rifiutato di cambiare rotta. I passeggeri a bordo sono illesi.

 

 

 

E' finita come previsto, con l'abbordaggio delle forze israeliane e l'interruzione forzata del viaggio verso la Striscia di Gaza, ma stavolta senza scontri o violenza, la traversata della Rachel Corrie: la piccola nave irlandese salpata per cercare di rompere il blocco imposto dallo Stato ebraico all'enclave palestinese controllata dagli integralisti di Hamas.
L'imbarcazione è arrivata ad Ashdod. Qui il suo carico (carta, equipaggiamenti medici e giocattoli, ma anche cemento, in genere razionato dal blocco israeliano a causa del suo asserito possibile uso per scopi militari) sarà ispezionato prima del promesso trasporto via terra a Gaza.

A
pochi giorni dalla strage avvenuta sulla Freedom Flottiglia diretta a Gaza, che il 31 maggio scorso era stata assaltata da forze speciali israeliane, si sono dunque verificati nuovi momenti di tensione tra attivisti e militari israeliani. Tutto è iniziato nella mattinata di sabato, quando la nave irlandese Rachel Corrie, che trasportava a bordo un equipaggio di attivisti filopalestinesi, ha continuato a dirigersi verso la Striscia di Gaza nonostante l'invito della marina militare di Israele a cambiare rotta. Dopo ore, la flottiglia è stata catturata e costretta a dirigersi verso il porto israeliano di Ashdod. La prima conferma è arrivata attraverso Twitter dall'organizzazione pacifista Perdana, comproprietaria della nave. Tutti i passeggeri a bordo stanno bene, si legge ancora su Twitter.

L'esercito israeliano ha confermato che soldati delle forze speciali sono saliti a bordo della nave irlandese Rachel Corrie, riferisce il sito di
Haaretz. L'abbordaggio si è volto senza feriti o violenze. I soldati sono giunti sulla nave via mare su piccole imbarcazioni e non si sono calati dagli elicotteri. Un portavoce dell'esercito ha detto che l'abbordaggio è avvenuto con l'assenso degli attivisti del Free Gaza Movement che si  trovano a bordo.

 

Il video, diffuso dall'esercito israeliano, che documenta l'abbordaggio della Rachel Corrie:


 


04/06/2010

La 'Rachel Corrie' in viaggio verso Gaza Si teme un nuovo scontro con Israele

La 'Rachel Corrie' in viaggio verso Gaza Si teme un nuovo scontro con Israele

In mattinata interrotti i contatti radio: «sabotaggio». Un'attivista: « Siamo a 170 miglia dalla Striscia». Ahmadinejad: regime sionista va verso la distruzione.

 

La 'Rachiel Corrie' (Ap)
La "Rachiel Corrie" (Ap)

Il cargo irlandese "Rachel Corrie" prosegue il suo viaggio verso Gaza: venerdì pomeriggio dovrebbe raggiungere la zona di interdizione di 20 miglia imposta da Israele. Greta Berlin, portavoce di Free Gaza, ha detto che la nave non intende fare tappe intermedie e che l’obiettivo resta quello di consegnare gli aiuti direttamente ai palestinesi. Nei giorni scorsi il ministero degli Esteri israeliano ha ribadito che alla nave sarà impedito l'accesso a Gaza: sarà intercettata in alto mare, ha spiegato, e accompagnata nel porto di Ashdod, dove il carico sarà ispezionato. C'è dunque timore sulla sorte della nave, a quattro giorni dal sanguinoso attacco contro la flottiglia.

BLACKOUT CONTATTI - «Ci troviamo a 170 miglia marine dalla Striscia di Gaza (circa 315 km, ndr), quando arriveremo a 120 miglia dalla costa diminuiremo la velocità di crociera - ha detto un'attivista ad Al Jazira -. Non abbiamo avuto ancora contatti con gli israeliani e al momento siamo tranquilli perché speriamo che capiscano che la nostra è una nave che trasporta solo aiuti umanitari e non vogliamo la violenza». Venerdì mattina i contatti via satellite hanno smesso temporaneamente di funzionare e gli organizzatori della "Freedom Flotilla" hanno accusato Israele di sabotaggio. Tanto più che due imbarcazioni della flottiglia (Challenger 1 e 2) sono state messe fuori uso una settimana fa da guasti improvvisi e non hanno potuto accogliere i giornalisti che intendevano seguire la "Rachel Corrie". A bordo del cargo ci sono 19 attivisti (cinque irlandesi, sei malesi, sei filippini, un britannico e un cubano), un carico di cemento, equipaggiamenti medici, giocattoli e carta per scrivere. Della missione fanno parte la premio Nobel irlandese Mairead Maguire e l'ex vice segretario dell'Onu Denis Halliday.

ATTACCO DALL'IRAN - Intanto dall'Iran arriva un nuovo pesante attacco contro Israele. «Ogni altra aggressione spingerà ulteriormente il regime sionista verso la distruzione» ha detto il presidente Mahmoud Ahmadinejad a una folla radunata davanti al mausoleo dell'ayatollah Khomeini a Teheran, in occasione del 21esimo anniversario della morte del fondatore della Repubblica Islamica. Ha sottolineato che, secondo la visione dello stesso Khomeini, «il regime sionista è il più importante strumento del dominio mondiale e la sua caduta significa la caduta della colonna portante dell'arroganza». Quindi ha parlato di «attacco barbaro» di Israele: «Presto - ha concluso - saranno organizzati migliaia di nuovi convogli diretti a Gaza che porteranno libertà alla nazione palestinese, dopo aver annientato i sionisti».

Redazione online


04/04/2010

Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in Australia

Cargo finisce sulla barriera corallina Rischio di disastro ecologico in Australia

Il timore è che il mercantile cinese, lunga 230 metri, possa spezzarsi. La Sheng Neng I trasporta 65mila tonnellate di carbone ed ha 950 tonnellate di petrolio

 

SYDNEY - In Australia è scattata una lotta contro il tempo per evitare un enorme disastro ecologico, dopo che un cargo cinese lungo 230 metri si è incagliato nella Grande barriera corallina, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island, paradiso ecologico sulla costa nordorientale dello stato del Queensland al largo della città di Rockhampton. La nave trasporta 65mila tonnellate di carbone caricate nel vicino porto di Gladstone ed ha 950 tonnellate di petrolio a bordo. Finora la perdita in mare è stata contenuta, ma secondo le autorità australiano la nave, Sheng Neng I, potrebbe spezzarsi in due. In questo caso il fragile ecosistema della zona rischierebbe la devastazione.


IL RISCHIO DELLA ROTTURA - «C'è la concreta possibilità che possa spezzarsi - ha dichiarato la premier del Queensland, Anna Bligh - Stiamo facendo ogni sforzo possibile per limitare l'impatto di questo incidente sulla Grande barriera corallina». Una prima ispezione aerea ha constatato che allo stato attuale la perdita di petrolio in mare è limitata ad alcune chiazze di dimensioni contenute che sono state notate a circa quattro chilometri dalla Sheng Nen I. La Grande barriera corallina australiana è uno degli ecosistemi a maggior rischio del pianeta. Da tempo i gruppi ambientalisti che per navigare nella zona sia obbligatorio l'uso di un pilota che conosca alla perfezione le secche affioranti come quella in cui si è incagliato il cargo cinese. «Se il carico finisse in mare, l'ecosistema locale sarebbe devastato» ha detto Ian Herbert, vicepresidente del Consiglio per la conservazione della natura, specificando che «alcune specie coralline che circondano le isole di quell'area sono molto particolari». Una portavoce dell' Agenzia australiana per la sicurezza marittima ha affermato che una società specializzata per i recuperi in mare, la Svitzer, è già stata contattata dagli armatori cinesi della Sheng Nen I.

la nave cinese sulla barriera corallina (Ap)

La nave cinese sulla barriera corallina (Ap)

26/03/2010

Affondata nave sudcoreana nel mar Giallo «Siluro inviato da Pyongyang»

Affondata nave sudcoreana nel mar Giallo «Siluro inviato da Pyongyang»

 

VICINO AL CONFINE MARITTIMO TRA LE DUE COREE. L'unità militare ha aperto il fuoco contro una nave non identificata. A bordo 104 persone: si temono vittime

 

Il mar Giallo
Il mar Giallo

SEUL - Tirano venti di guerra tra le due Coree: una nave della marina di Seul è affondata tra le ore 21 e 22 locali (le 13 e le 14 in Italia) al largo dell'isola di Baengnyeong, nel mar Giallo.

SILURO DA PYONGYANG - Potrebbe essere stata colpita da un siluro nordcoreano, vicino al confine marittimo tra i due Paesi, come riferisce la tv pubblica di Seul. Sulla nave affondata, 15mila tonnellate di stazza, è presente un equipaggio di 104 persone che dopo l'attacco ha aperto il fuoco contro un'altra nave non identificata. In corso le operazioni di salvataggio, ma potrebbero esserci già molte vittime.

ALLERTA MASSIMA - Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap l'allerta delle truppe di Seul è al massimo livello, al punto che il governo ha convocato una riunione d'emergenza dei ministri del comitato di Sicurezza.

 

 

Redazione online