22/05/2009

Somalia: la Maestrale si scontra con i pirati e cattura un gruppo di 9 bucanieri

Somalia: la Maestrale si scontra con i pirati e cattura un gruppo di 9 bucanieri

 

I somali ora sono prigionieri a bordo della nave della nostra marina militare. Un elicottero della fregata salva un mercantile caraibico poi ingaggia un conflitto a fuoco con i corsari

 

La fregata italiana Maestrale (Ansa)
La fregata italiana Maestrale (Ansa)

 

 

 

 

 

 

MILANO - L'equipaggio della fregata italiana Maestrale della marina militare ha catturato un gruppo composto da 9 pirati somali al termine di un conflitto a fuoco al largo delle coste della Somalia.

CONFLITTO A FUOCO - La Maestrale, impiegata nella missione europea antipirateria Atalanta, è intervenuta inviando un elicottero per sventare un attacco dei pirati nel golfo di Aden contro la «Maria K.» una nave cargo battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine (Caraibi). I nostri marinai a bordo dell'elicottero hanno prima impedito l'abbordaggio al mercantile, poi ingaggiato un conflitto a fuoco con i pirati costringendoli alla resa. Attualmente i bucanieri sono prigionieri a bordo della fregata Maestrale in attesa di sapere dove verranno portati per il processo: se in Italia o in un altro Paese. E' la prima volta che una nave della Marina italiana cattura un gruppo di pirati somali.


29/04/2009

Mercantile italiano sfugge ai pirati

Mercantile italiano sfugge ai pirati

 

Nuovo assalto a circa 300 miglia a sud di Mogadiscio. La nave è stata avvicinata da un barchino ma è riuscita a sventare l'attacco con delle manovre diversive

 

La Jolly Smeraldo
La Jolly Smeraldo

ROMA - Dopo l'attacco fallito nei giorni scorsi alla nave da crociera Melody della Msc Crociere, anche un mercantile italiano, il Jolly Smeraldo, della Compagnia Messina di navigazione, è sfuggito a un attacco di pirati mentre si trovava 300 miglia a sud-est di Mogadiscio. La nave è stata avvicinata da un barchino con sette persone a bordo ma è riuscita a sventare l'attacco con delle manovre diversive. A bordo ci sono 15 italiani; gli altri nove sono dell'est europeo. Lo hanno confermato fonti della compagnia, che hanno anche precisato che i marinai hanno già potuto comunicare con le proprie famiglie e tranquillizzarle. Il comandante della portacontainer è Domenico Scotto Di Perta, di Procida (Napoli). La Jolly Smeraldo, una portacontainer ro-ro da circa tremila tonnellate, era partita da Mombasa, in Kenya, ed è diretta a Jeddah, in Arabia Saudita, dove è attesa il 6 maggio prossimo. Il 15 maggio rientrerà a Genova.

I PIRATI HANNO SPARATO - I pirati hanno anche sparato colpi d'arma da fuoco contro la nave, ma non ci sono stati feriti tra i 24 componenti dell'equipaggio. È quanto si apprende dal Comando generale delle Capitanerie di Porto, che ha ricevuto l'allarme.

IL COMANDANTE: «MOMENTI DI PAURA» - «Abbiamo avuto paura, certo, ma siamo riusciti a metterci in salvo» ha spiegato il comandante Domenico Scotto Di Perta. L'equipaggio ha individuato sul radar un barchino in una zona. I pirati sono poi arrivati a una distanza di meno di 100 metri, ben visibili: «abbiamo aumentato la velocità e azionato le manichette antincendio come deterrente a un eventuale abbordaggio». Il barchino ha iniziato l'inseguimento, «correvano veloci, ci hanno sparato addosso senza procurare danni alla nave. Poi, quando hanno visto la nostra tenacia hanno lasciato stare. Sono stati quindici minuti molto difficili ma l'equipaggio ha risposto in maniera eccellente».


24/04/2009

Buccaneer, ultimatum dei pirati: riscatto entro 72 ore o uccidiamo i marinai italiani

Buccaneer, ultimatum dei pirati: riscatto entro 72 ore o uccidiamo i marinai italiani

 

Sono 16 i marinai nelle mani dei corsari. Entro lunedì i pirati somali vogliono che si avvii una trattativa concreta. Appello dei familiari a Berlusconi

 

La Buccaneer (Ap)
La Buccaneer (Ap)

MILANO - Le trattative sarebbero state avviate da tempo, ma oggi si è arrivati comunque all'ultimatum. I sequestratori della nave Buccaneer hanno infatti lanciato un ultimatum di 72 ore, a partire da oggi, per avviare una trattativa concreta pena l'uccisione dei 16 marinai. Lo hanno riferito i familiari di due degli ostaggi che hanno potuto parlare con loro giovedì sera.

MOMENTI DI ANGOSCIA - Si vivono quindi momenti di angoscia a casa di Vincenzo Montella e Giovanni Vollaro, i due marittimi di Torre del Greco (Napoli) imbarcati sul Buccaneer, il rimorchiatore sequestrato dai pirati in Somalia lo scorso 11 aprile. Secondo quanto riferiscono le famiglie dei due marittimi, sequestrati insieme agli altri 14 membri dell'equipaggio (otto dei quali italiani), Montella e Vollaro hanno telefonato giovedì sera e hanno parlato con i rispettivi padri, ai quali hanno detto che i sequestratori hanno fornito loro un ultimatum di 72 ore a partire da oggi per avviare una trattativa per il rilascio degli ostaggi. In caso contrario - sempre secondo quanto riferiscono i familiari di Montella e Vollaro - procederanno all'uccisione dei 16 marinai.

APPELLO A BERLUSCONI - Le famiglie dei marittimi torresi sono in ansia: «Chiediamo il massimo interessamento da parte del governo - dicono Mariarca, compagna di Giovanni Vollaro, e Francesca, sposata con Vincenzo Montella - e che Berlusconi faccia tutti i passi possibili per giungere alla liberazione degli ostaggi in mano ai pirati somali». Giovanni Vollaro ha un figlio di 6 anni, mentre Vincenzo Montella ha due bambini piccoli: «I nostri figli - proseguono le donne - sono in forte apprensione. Abbiamo provato a tenere lontana la nostra angoscia, ma è ovvio che capiscono che la nostra vita è cambiata dopo l'11 aprile». Anche la chiesa si è interessata alla vicenda dei due marittimi. Sabato sera nella basilica di Santa Croce è in programma una celebrazione eucaristica: «Pregheremo per i marittimi in mano ai sequestratori - fa sapere don Giosuè Lombardo, parroco di Santa Croce -. Sugli sviluppi della vicenda abbiamo informato immediatamente anche l'arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, chiedendo che sia interessato anche Papa Benedetto XVI. Sono ore di estrema tensione ed è giusto non lasciare nulla di intentato per arrivare alla liberazione degli ostaggi».


11/04/2009

Nave sequestrata dai pirati A bordo ci sono 10 italiani

Nave sequestrata dai pirati A bordo ci sono 10 italiani

 

In totale ci sono 16 persone di equipaggio. Un rimorchiatore di proprietà Usa ma battente bandiera italiana è stato abbordato nel Golfo di Aden

 

Imbarcazioni di pirati nel golfo di Aden (Ap)
Imbarcazioni di pirati nel golfo di Aden (Ap)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ADEN - Dieci marinai italiani sono finiti nelle mani dei pirati del Golfo di Aden. Erano infatti a bordo di un rimorchiatore di proprietà statunitense e battente bandiera italiana, ma gestito da una compagnia degli Emirati Arabi Uniti, che è stato sequestrato dai pirati nel Golfo di Aden. Lo hanno reso noto autorità marittime regionali, precisando che a bordo vi sono 16 uomini, che non sono in possesso di armi e starebbero bene.

LA TESTIMONIANZA - Il tenente Sergio Carvalho, a bordo della nave da guerra Corte - Real, ha detto che il rimorchiatore ha inviato una chiamata di soccorso prima che le comunicazioni si interrompessero sei minuti dopo. L'ufficiale si è limitato a confermare la presenza di italiani a bordo, ma non l'abbordaggio, riferito invece da una organizzazione per il monitoraggio degli atti di pirateria.


20/12/2008

Idranti e bottiglie, così i marinai cinesi hanno messo in fuga i pirati somali

Idranti e bottiglie, così i marinai cinesi hanno messo in fuga i pirati somali

Ha funzionato l'uso di armi di fortuna contro l'assalto dei corsari nel Golfo di Aden, dopo l'episodio, la scelta di pechino: navi da guerra per proteggere traffico commerciale

 

 

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L’equipaggio cinese della nave "Zhenhua 4", abbordata pochi giorni fa nel Golfo di Aden, è riuscito a respingere i pirati somali lanciando contro i corsari bottiglie, lattine e tutto quello che poteva essere trasformato in un proiettile. nella foto in alto si vede un membro dell’equipaggio pronto a tirare quella che sembra una bottiglia molotov. Altri cinesi hanno usato addirittura potenti idranti (Reuters)

 

 

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WASHINGTON – I marinai questa volta sono stati più bravi e coraggiosi dei pirati somali. L’equipaggio cinese della nave "Zhenhua 4", abbordata pochi giorni fa nel Golfo di Aden, è riuscito a respingere i banditi. I marinai si sono barricati nella zona alta del ponte ed hanno iniziato a lanciare contro i corsari bottiglie, lattine e tutto quello che poteva essere trasformato in un proiettile. In una foto si vede anche un membro dell’equipaggio pronto a tirare quella che sembra una bottiglia molotov. Altri sono invece ricorsi ai potenti idranti. Un gruppo di pirati, schierato nella parte centrale del ponte, ha minacciato l’uso delle armi ma non è bastato a piegare la resistenza.

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I SOCCORSI DOPO UN'ORA - Dopo oltre un’ora sono arrivati in soccorso della nave due elicotteri ed un’unità malese che hanno costretto alla fuga i predoni. Dopo il drammatico episodio, la Cina ha annunciato l’imminente invio di una nave militare per proteggere il traffico commerciale. Mossa imitata anche dall’Iran, particolarmente inquieto per la situazione nell’area. In queste settimane si è discusso a lungo circa l’opportunità di schierare guardie armate per proteggere i mercantili. Alcuni esperti militari ritengono che sia la risposta più immediata mentre tra gli armatori si nutrono dubbi in quanto si temono le conseguenze di uno scontro in alto mare.