22/01/2010
La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati
La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati
IL LANCIO. Esce dalla fase di test Ipredator, il servizio lanciato dai creatori di The Pirate Bay per garantire l'anonimato
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Dopo 5 mesi di prova apre al pubblico Ipredator , l'ultima trovata dei creatori di The Pirate Bay, il popolare sito svedese condannato in primo grado dalla giustizia del suo Paese con l'accusa di favorire la condivisione di file illegali. Ma a differenza della “baia dei pirati”, il nuovo servizio non offre link a video, canzoni o file di altro tipo; si limita invece a garantire qualcosa che potrebbe rendere lo scambio di questi materiali su Internet molto più facile: l'anonimato dell'utente. Ai navigatori basterà pagare 5 euro al mese per esplorare la rete al riparo da occhi indiscreti.
RISPOSTA ALLA DIRETTIVA – Lo scopo dichiarato di Ipredator è quello di contrastare le recenti leggi svedesi che rendono più difficile per gli utenti scaricare file online. Lanciato in una versione di prova nel luglio scorso, il servizio è infatti un'esplicita risposta all'entrata in vigore in Svezia della direttiva europea sulla proprietà intellettuale del 2004, IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive). Promulgata in primavera, la legge svedese che recepisce la direttiva permette ai detentori dei diritti d'autore di rivolgersi ai fornitori di accesso alla rete per ottenere dettagli sugli utenti sospettati di attività che violano la normativa sul copyright.
LO SCUDO E LA SPADA – L'impiego di questo servizio, complice la popolarità dei “pirati” scandinavi, potrebbe estendersi in tutti quegli stati che progettano di introdurre misure più dure per punire il download illegale di materiale digitale. Sono parecchi infatti i Paesi che, dietro pressione delle etichette musicali e cinematografiche, hanno varato o stanno studiando leggi che inaspriscono le pene e aumentano i controlli sull'attività online dei propri cittadini. Il caso più noto è quello della Francia che ha da poco varato la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi. Il provvedimento prevede che gli utenti che per tre volte siano stati scoperti a scaricare materiali coperti da copyright debbano comparire davanti a un giudice che potrà decidere se applicare una multa o imporre la disconnessione dell'utente titolare dell'abbonamento a Internet.
SOLUZIONI RISERVATE – Di fronte a queste norme giudicate intrusive, gli utenti, almeno quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico, non stanno a guardare e l'anonimato è una delle strade più battute. In Svezia, che con il 32,5 % vanta una penetrazione della banda larga tra le più alte d'Europa, il ricorso ai servizi di anonimizzazione, è in aumento. Secondo una recente ricerca sarebbero 130 mila i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che ricorrono a simili soluzioni (il 10 % del totale dei giovani). Il rischio, sottolineato da attenti osservatori della rete come Stefano Quintarelli, è dunque che norme come quelle svedesi o francesi possano favorire comportamenti ancora più illeciti di quelli che vogliono combattere. «Con leggi come queste – spiega al Corriere della sera.it - c'è la possibilità che l'occultamento dell'identità in rete diventi una pratica molto diffusa con tutti i problemi che questo comporta. Perché dietro il riparo di sistemi di anonimizzazione si possono svolgere attività socialmente molto più pericolose che scaricare musica o film, come per altro già denunciato dalle forze di sicurezza inglesi».
RETI PRIVATE – Sotto l'aspetto tecnico, almeno per ora, Ipredator non aggiunge niente di nuovo a quello che già esiste. Di fatto è ciò che in gergo si definisce una Virtual private network che garantisce la riservatezza di chi naviga intervenendo sull'indirizzo IP dell'utente, il numero che il fornitore associa ad una connessione, e dunque permette di tracciare le attività effettuate da un determinato dispositivo. Ipredator sostituisce questo indirizzo IP, slegando così l'azione del navigatore dal service provider di riferimento. Inoltre i creatori del servizio garantiscono che il sistema non archivia alcun dato relativo al traffico dell'utente.
Raffaele Mastrolonardo
12:19 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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04/05/2009
Amazon pronta a lanciare un nuovo tipo di lettore Kindle per i quotidiani
Amazon pronta a lanciare un nuovo tipo di lettore Kindle per i quotidiani
E apple sta studiando un dispositivo che permettera' anche di navigare sul web. Sarà più grande dell'attuale e permetterà di leggere comodamente giornali e riviste abbonandosi

Kindle il lettore di Amazon
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| Anche dall'Iphone è possibile sfruttare il sotware di lettura e le applicazioni di Kindle (Ap) |
NEW YORK (USA) - L'elettronica al soccorso della carta stampata? Amazon, il più grande negozio mondiale online, potrebbe lanciare un'ancora di salvataggio elettronica al travagliato mondo dell'editoria giornalistica statunitense. Lo scrive il New York Times, annunciando che tra poco la compagnia di Jeff Bezos lancerà una versione di Kindle, il suo lettore di libri elettronici, di dimensioni maggiori rispetto all'attuale. Questa nuova versione è disegnata appositamente sulle misure di quotidiani e periodici.
IL NUOVO MODELLO - Una portavoce di Amazon non ha voluto commentare ma alcuni organi di informazione sembrano essere coinvolti nel lancio del nuovo dispositivo. Si parla con insistenza del New York Times anche se la casa editrice del celebre quotidiano americano non ha voluto commentare l'indiscrezione. Grazie al nuovo dispositivo i lettori di e-book di Amazon e di altri produttori potrebbero permettere agli editori di risparmiare milioni di dollari sui costi di stampa e distribuzione dei loro giornali, proprio in un momento in cui il settore è sotto pressione come mai nella sua storia. Secondo gli analisti, gli editori potrebbero usare questi nuovi dispositivi mobili per tornare in qualche modo al loro iniziale modello di business: vendere abbonamenti, e sostenere gli articoli con la pubblicità. Già la versione attuale di Kindle, peraltro, la 2.0, anche se delle dimensioni della pagina di un tascabile, circa 15 centimetri, offre l'abbonamento a oltre 58 quotidiani e periodici: leggere il Wall Street Journal in modalità digitale costa 9,99 dollari mensili, il New York Times 13,99 dollari e una rivista come il New Yorker 2,99 dollari. Gli abbonati inoltre hanno la possibilità di vedere aggiornato una volta al giorno il loro quotidiano.
APPLE PRONTA A SFIDARE AMAZON - Ma Amazon non sarebbe la sola ad accogliere la sfida di un lettore digitale dedicato per giornali e riviste che si affianchi alla carta stampata. Anche la Apple (che peraltro sul suo Iphone permette già di scaricare il software di lettura di Kindle) infatti avrebbe in cantiere un tablet computer che permetterebbe di fare tutto ciò che fa Kindle con il più il vantaggio dello schermo a colori e della navigazione web. Con lo svantaggio sembrerebbe però di consumare di più e di offrire una lettura meno riposante per gli occhi in quanto non verrebbe adottata la tecnologia dei display della E Ink utilizzata da Kindle. Inoltre molti si chiedono se la possibilità di navigare sul web non finirebbe per dirottare nuovamente i potenziali clienti dei quotidiani sulle loro versioni on line a scapito degli abbonamenti alla versione «cartacea» del giornale seppur sotto forma digitalizzata. Per alcuni analisti la possibilità di conciliare la vendita dei dispositivi con gli abbonamenti sarebbe quella di offrire gratis il lettore in cambio di un abbonamento annuale. Contando magari sull'uscita di un nuovo modello di lettore ogni anno per garantirsi i rinnovi.
Marco Letizia
20:24 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/04/2009
Dipendente in malattia «beccata» mentre usa Facebook: licenziata
Dipendente in malattia «beccata» mentre usa Facebook: licenziata
La denuncia: «L'AZIENDA CI SPIAVA TRAMITE UNA FALSA RICHIESTA D'AMICIZIA SUL SITO». Una 31enne di Basilea ha perso il posto: «Chi è in grado di navigare in Rete, può anche lavorare»
Una dipendente della nota compagnia di assicurazioni svizzera Nationale Suisse si è data malata per un giorno. La causa, una forte emicrania. Tuttavia, il datore di lavoro ha scoperto che la donna navigava su Facebook, e l'ha licenziata in tronco. La motivazione: «Chi è in grado di navigare in Rete, può anche lavorare». Ma allora, che cosa può o non può fare un dipendente mentre si trova a casa in malattia? Deve evitare tutte le attività e restare tassativamente a riposo a letto? Anzi, nemmeno stando a letto con il computer sulle ginocchia può sentirsi al sicuro? Il caso svizzero mostra a quali difficoltà può andare incontro un dipendente assente per malattia che però è attivo sul web ed è visibile dai colleghi di lavoro.
IL LICENZIAMENTO - Il fatto risale allo scorso novembre, ed è stato reso noto in questi giorni dal giornale elvetico online «20 Minuten». La 31enne di Basilea era rimasta a casa per un giorno. Aveva detto di non poter stare davanti allo schermo al computer per via di una forte emicrania, e di aver bisogno di stare al buio. Ma qualcuno, dalla ditta, l'ha vista attiva su Facebook. Una settimana dopo, il datore di lavoro l'ha convocata nel suo ufficio: «Deve lasciare la società. Ha cinque minuti di tempo per prendere le sue cose e uscire». Alle rimostranze della donna, la risposta del capo e del responsabile dell'ufficio personale è stata: «Chi naviga in Rete, può anche venire al lavoro». «L'abuso di fiducia, più che l'attività su Facebook, ha portato all'interruzione del contratto di lavoro», ha poi precisato la società in un comunicato. Questo fatto, ha aggiunto la compagnia Nationale Suisse, ha distrutto la sua credibilità come dipendente.
LA RICHIESTA DI AMICIZIA - La donna, di cui non è stato rivelato il nome, ha detto a «20 Minuten» online che a causa dell'emicrania non riusciva neppure a camminare avanti e indietro per casa, e che si è messa navigare su Facebook stando sdraiata sul letto, col suo telefonino iPhone. Inoltre, ha accusato il datore di lavoro di aver spiato per un lungo periodo sia lei che altri dipendenti: due settimane prima avrebbe ricevuto una richiesta d'amicizia da una fantomatica «Hannelore Müller». Anche ad altri suoi colleghi sarebbe arrivata la richiesta di questa misteriosa donna che non aveva foto online, ed è improvvisamente sparita poco dopo il licenziamento. Nationale Suisse ha respinto l'accusa di spionaggio, dicendo che l'attività della dipendente su Facebook mentre era a casa in malattia era stata intercettata da un collega «per caso». Ora l'accesso al social network è stato completamente bloccato in azienda. La donna, che in ogni caso non vuole più far ritorno dal suo ex datore di lavoro, ha ammesso infine: «Facebook per me oramai è morto».
Elmar Burchia
17:12 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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25/07/2008
INTERNET IN AUTO? FRA UN ANNO!
INTERNET IN AUTO? FRA UN ANNO!Presto sarà possibile guidare e contemporaneamente navigare. Su internet, s'intende. Le case automobilistiche di mezzo mondo fanno a gara per la messa a punto di tecnologie che permettano di connettersi alla Rete dall'interno delle vetture in movimento.Secondo il settimanale inglese Sunday Times, la svolta è ormai dietro l'angolo, con gli americani della Chrysler in pole position che già dalla fine del 2009 dovrebbero essere in grado di vendere auto accessoriate con internet.Nel 2010 anche la Bmw dovrebbe essere in grado di proporre le prime macchine con web incorporato. Il sistema su cui punta la Chrysler è stato elaborato da una compagnia - la Autonet Mobile - sulla base della tecnologia senza fili wi-fi, utilizzando per le connessioni la rete cellulare ad alta velocità.I passeggeri, già abituati negli ultimi anni ai player per mp3 e dvd, vedranno aprirsi nuovi orizzonti sul versante dell'entertainment mobile: per Sterling Pratz, amministratore delegato di Autonet Mobile (società specializzata nel servizio internet dentro le auto), potranno «giocare con i videogiochi online, guardare un film, scaricare musica, scrivere e-mail...».Insomma tutto quello che si può fare con il computer di casa. La presenza 'in-car' di internet dovrebbe anche permettere il controllo della propria auto a distanza, per accertarne le condizioni ed eventualmente per chiudere le portiere e spegnere le luci.L'unico possibile risvolto negativo è la sicurezza: la connessione al web potrebbe rivelarsi fonte di pericolosa distrazione per i conducenti e provocare così un aumento degli incidenti automobilistici.Proprio per questo Autonet Mobile tiene a precisare che sviluppa la navigazione online sulle quattroruote pensando esclusivamente ai passeggeri e con l'idea che va vietata a chi sta al volante.La mia domanda è: come? :-)Largo al reato di 'navigazione' e via un sacco di crediti dalle patenti!
19:41 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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