26/02/2010

Iceberg gigante alla deriva nelle acque dell’Antartide

Iceberg gigante alla deriva nelle acque dell’Antartide

 

Un enorme blocco di ghiaccio, grande come la superficie del Lussemburgo,vaga nelle acque del Polo Sud. Pericoli per la navigazione.

 

 

 

Un iceberg gigante della dimensione del Lussemburgo si e' staccato da un ghiacciaio in Antartide dopo essere investito da un altro mostro di ghiaccio ancora piu' grande. Il blocco di ghiaccio ha una superficie di 2.500 km/q si 'e staccato dal ghiacciaio Mertz e si trova alla deriva nei mari meridionali minacciando la navigazione.


07/10/2009

«SosTariffe», il sito per capire quale contratto scegliere per il telefonino

«SosTariffe», il sito per capire quale contratto scegliere per il telefonino

 

CELLULARI. Un servizio online per orientarsi tra le moltissime offerte degli operatori in base alle proprie reali esigenze

 

MILANO - Navigazione a tempo o kilobyte, costi di connessione, addebiti alla risposta, abbonamento o ricaricabile, con o senza scatto: il mondo delle telecomunicazioni è ormai diventato, per il consumatore, una giungla di prezzi, offerte, tariffe non sempre limpidissime, ma soprattutto così variegate che è molto difficile fare una comparazione. A meno di non peregrinare da un operatore all’altro muniti di taccuino e calcolatrice. Per questo quattro studenti universitari hanno messo in piedi un sito per aiutare i consumatori a scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

COME FUNZIONA - SosTariffe.it è un motore di ricerca gratuito che seleziona le tariffe più convenienti dei servizi internet e telefonici in base ai parametri immessi dall’utente. Lanciato due mesi fa, oggi al motore che setaccia le offerte Adsl e internet mobile si affianca quello sulla telefonia cellulare, vera spina nel fianco di milioni di consumatori frastornati dalla miriade di possibilità e opzioni a loro disposizione. Il funzionamento è piuttosto semplice: la ricerca viene impostata in base al numero di sms e chiamate effettuate al giorno, alla loro durata, ai numeri più ricorrenti; dopodiché il sistema tira fuori, ordinate rigorosamente per prezzo, le offerte dei vari operatori e quanto costerebbero al mese in base al profilo digitato. Se poi l’utente è davvero interessato viene inviato sul sito dell’operatore prescelto. «SosTariffe riesce in parte ad autosostenersi grazie alle commissioni che gli operatori dei servizi comparati ci riconoscono nel momento in cui un utente sottoscrive un abbonamento. Ci teniamo ad aggiungere che ciò non influenza in nessun modo i risultati, che sono sempre ordinati per prezzo crescente», ha spiegato a Corriere.it Alessandro Bruzzi, uno degli ideatori del servizio.

PRESTO LUCE E GAS - Ma sul sito è possibile anche confrontare le tariffe Adsl o di internet mobile: anche in questo caso si dà qualche indicazione sulle proprie preferenze (navigazione a consumo o flat? Occasionale o quotidiana? Che tipo di velocità? Quali servizi aggiuntivi?) e poi il sistema elenca una serie di offerte calcolando il prezzo effettivo che tiene conto di canone, promozioni e costi aggiuntivi. Tuttavia i ragazzi di SosTariffe non vogliono fermarsi alla telefonia: «Entro fine novembre – spiega Bruzzi – oltre alla sezione sulle linee fisse aggiungeremo quella sulle offerte di luce e gas; e poi anche mutui e prestiti». La febbre della comparazione è solo all’inizio.

Carola Frediani

Fonte: Corriere.it


28/04/2009

Telefonia, inizia l'era del «Facefonino»

Telefonia, inizia l'era del «Facefonino»

 

Migliaia di adesioni dei fan e apparecchi esauriti in un pomeriggio. Vodafone e «3» lanciano Internet sul cellulare partendo da Facebook: offerte mirate e device ad hoc

 

L'Inq1, il telefonino di «3» con Facebook integrato
L'Inq1, il telefonino di «3» con Facebook integrato

MILANO — Internet sempre in tasca, 24 ore su 24. E un solo click per entrare in Facebook, aggiornare il proprio status, in­serire nuove foto sul profilo. Quella che è già una realtà per i possessori di smartphone o i ti­tolari di contratti aziendali di­venta ora alla portata di tutti, grazie a piani tariffari agevolati e a cellulari da meno di cento euro che riescono a garantire una parte significativa delle funzionalità degli apparecchi più sofisticati (e costosi). Insomma, il web mobile diventa sempre più low cost.

INTERNET IN TASCA - Vodafone e 3 hanno lanciato quasi in contemporanea due iniziative che puntano soprattutto su quella che negli anni scorsi era stata definita la «generazione del pollice», quella dei giovani più avvezzi all'utilizzo di sms, al punto che quella che inizialmente era considerata una funzione accessoria dei telefoni nel giro di pochi anni un business redditizio al pari del traffico voce. Ma i tempi sono cambiati e la nuova moda adesso è il social network, l'agorà virtuale. Le nuove generazioni vivono perennemente in community e non è un caso che la nuova carta che compagnie telefoniche hanno deciso di giocarsi sia proprio quella di Facebook, il «sesto continente», la più estesa tra le comunità telematiche. Partono da lì, dal desiderio - per alcuni una vera e propria esigenza - di stare sempre in contatto con il resto del (loro) mondo.

La pagina del Vodafone Social Network su Facebook
La pagina del Vodafone Social Network su Facebook

OFFERTA SOCIAL NETWORK - Ed è proprio dall'interno delll'ambiente Facebook che è possibile attivare la nuova promozione Vodafone, la «Mobi­le internet Facebook Edition», una tariffa flat che a 2 euro alla settimana permette di navigare da cellulare senza limiti di tem­po e di volume dati. Per usufruirne è necessario essere titolari, oltre che di un utenza Vodafone, anche di un proprio profilo Facebook. Niente negozio e niente call center: per fare partire la nuova opzione si parte direttamente dalla pagina fb del Voda­fone Social Network, che da gio­vedì scorso — giorno del debutto —, ha raccolto l'adesione di oltre 22 mila fan. Questi ultimi non sono da considerare automa­ticamente dei nuovi utenti del servizio , ma Vittorio Veltroni, direttore Vodafone Internet Services di Vodafone Italia, parla di «un altissimo tasso di redemption», ovvero di un ritorno in termini di contratti sottoscritti «davvero molto soddisfacente», anche se ancora non vengono ancora diffusi numeri ufficiali.

Mark Zuckerman, fondatore di Facebook, con l'Inq1
Mark Zuckerman, fondatore di Facebook, con l'Inq1

COMMUNITY SUL MONITOR - Sono invece stati più di mille in un solo pomeriggio coloro che lunedì hanno acquistato un Inq1, quello che la «3 Italia» ha già ribattezzato il «social mobile», ovvero un telefonino progettato apposita­mente per l’accesso ai social network. Molti negozi hanno subito esaurito le loro forniture. La particolarità del nuovo device? Oltre al prezzo, il fatto che questo apparecchio nasce proprio come interfaccia tra l'utente e la sua community: un unico passaggio è sufficiente per accedere alla ho­me del proprio profilo Face­book e anche al di fuori della na­vigazione il display riporta in tempo reale gli aggiornamenti che i propri amici hanno effet­tuato o le richieste e le notifi­che ricevute. L’Inq1, prodotto dalla Inq Mobile del gruppo Hutchinson Whampoa, permette anche di effettuare chiamate via Skype e di chattare illimitatamente con Windows live messenger. Co­sta 99 euro oppure si può avere in comodato d’uso a 10 euro al mese. Fino alla fine dell’anno gli utenti potranno navigare fi­no a 3 gigabyte al mese gratuita­mente; dal gennaio 2010 il ser­vizio, che comprende anche la chat illimitata e 10 ore di chia­mate Skype-to-Skype al giorno, costerà 5 euro al mese.

WEB MOBILE MA LOW COST - Di offerte flat per la navigazione via cellulare ne esistono diverse e sia Vodafone sia «3 Italia» le hanno da tempo messe in campo. La novità sta però proprio nel puntare su Facebook, nel rivolgersi ad un pubblico particolare, un target più che mirato. «Chiunque può navigare con un I-phone, un Blackberry o uno smartphone di ultima generazione - fa notare ancora Vittorio Veltroni -, ma l'obiettivo era estendere su vasta scala, anche e soprattutto tra coloro che dispondono di un telefono non particolarmente sofisticato perché non se lo possono permettere, la possiblità di accedere senza limiti ad alcuni servizi del web, tra cui appunto la gestione e la fruizione dei social network». La «3», che ai possessori di altri apparecchi offre opzioni come la «Naviga 3», ha pensato invece di integrare servizio, software e hardware in un unico apparecchio dedicato che tuttavia, a differenza dei telefoni naturalmente preposti alla navigazione - gli smartphone appunto - avrà un costo decisamente più accessibile. «Inq1 ha le stesse caratteristiche che hanno reso Facebook un fenomeno travolgente e costituisce un formidabile aggregatore di servizi di comunicazione, dall'email all'upload di foto all'instant managing - dice Vincenzo Novari, amministratore delegato di «3 Italia» -. E consente un'efficace organizzazione della propria vita di relazione, mettendo a frutto uno schermo, quello del cellulare, che è il più personale e privato».

LE ALTRE OFFERTE - Anche le altre compagnie telefoniche, pur non sfruttando direttamente l'onda lunga di Facebook (almeno per ora), hanno inserito tariffe ad hoc per la navigazione nei propri piani tariffari: le opzioni Mega 10 ore e Mega 1500 di Wind (la prima a due euro per dieci ore di navigazione al mese, la seconda per avere con 8 euro al mese l'equivalente di 1500 euro di traffico dati); Maxi Alice Week o Maxi Dream 10 di Tim (la prima per navigare fino a un massimo di 100 Mb al prezzo di due euro la settimana; la seconda, per i possessori dello smartphone Dream, per avere a 10 euro al mese 50 Bb al giorno di traffico dati). L’era dell’accesso teorizzata da Jeremy Rifkin negli anni Novanta, agli albori della new economy, diventa insomma sempre più a portata di mano. E questa volta nel senso letterale del termine.

Alessandro Sala


14/04/2009

Il cybercrimine non conosce crisi

Il cybercrimine non conosce crisi

 

Il rapporto symantec sulle minacce in rete. L'Italia "guadagna" posizioni. In netta crescita codici pericolosi (+265%) e phishing (+66%). Nel mirino soprattutto le carte di credito

 

DUBLINO - Il vessillo dei pirati campeggia su una parete. Ma la Jolly Roger, la celebre bandiera nera con il teschio e le ossa incrociate, è l'unico "omaggio" al nemico. I ragazzi del Symantec Security Response di Dublino – un team di esperti informatici che monitorano costantemente la Rete a caccia di virus e cybercriminali - devono tenere gli occhi ben aperti sui monitor, durante la navigazione. Perché la battaglia, in questo caso, si gioca su Internet. E i mari, secondo l'edizione XIV del rapporto sulle minacce in Rete elaborato proprio da Symantec – multinazionale che produce antivirus e sistemi per la sicurezza dei dati - sono sempre più infestati.

PROFITTI ILLEGALI - Nel 2008, la diffusione su Internet di codici pericolosi (vale a dire software nocivi come virus, worm, cavalli di Troia e simili) utilizzati per infettare e violare i computer è cresciuta, su scala planetaria, del 265% rispetto al 2007. Più del 60% delle minacce attualmente note è stata rilevata durante l'anno passato. Il worm Conficker, che ha infettato milioni di computer in pochi mesi lasciando temere uno tsunami informatico (anche se l'interesse dei cybercriminali non è quello di attaccare le infrastrutture della Rete, quanto quello di controllare il maggior numero di computer), rappresenta insomma solo la punta dell'iceberg. Nel mirino ci sono tutti: imprese, enti pubblici e semplici utenti della Rete. «Non esiste un obiettivo tipico – spiega Kevin Hogan, responsabile del centro Symantec che opera alla periferia della capitale irlandese – ovunque ci sia un'opportunità di profitto c'è il rischio che qualcuno cerchi di approfittare delle falle e delle vulnerabilità dei sistemi informatici».

PHISHING E SPAM - Il problema è che, molto più che in passato, i cybercriminali, oggi, si aggirano per il Web proprio con l'intento di fare soldi. Illegalmente. E per questo vanno a caccia di dati sensibili: soprattutto numeri di carte di credito e informazioni bancarie. Le pratiche di phishing – un esempio su tutti: la finta e-mail inviata dalla banca che chiede di fornire dati personali dopo aver dirottato l'utente inconsapevole su un sito illegale – ha vissuto nel 2008 un ulteriore boom. Secondo l'Internet Security Threat Report sono stati scoperti infatti oltre 55 mila host di pishing, vale a dire computer che ospitano siti fraudolenti: un aumento del 66% rispetto al 2007. Addirittura maggiore l'incremento di attività legate allo spam (+192%): si è passati da 119,6 miliardi di messaggi nel 2007 a 349,6 miliardi del 2008. «Il problema è che il cybercrimine è molto redditizio – spiega ancora Hogan, dopo aver chiesto ai visitatori del suo centro di lasciare all'esterno pc e apparecchiature elettroniche in modo da evitare che qualche virus finisca per infettare i computer dei suoi ragazzi -. Bastano poche centinaia di euro di investimento iniziale – aggiunge - per realizzare profitti altissimi».

MERCATO SOTTERRANEO - Il settore maggiormente colpito, manco a dirlo, è quello dei servizi finanziari (76% degli attacchi rilevati). Esiste, in Rete, un vero e proprio mercato nero dove è possibile trovare, a prezzi stracciati, migliaia di dati sensibili. Il prodotto più "gettonato" è la carta di credito (32% del totale, +11% rispetto al 2007): informazioni fondamentali come il numero e la scadenza sono vendute anche a pacchetti. Il prezzo, per ogni carta di credito, può variare da pochi centesimi a qualche decina di euro. E come in ogni compravendita, anche qui vige la legge della domanda e dell'offerta: per questo, ad esempio, i dati sensibili carpiti in Europa, Asia e Medio Oriente costano di più (in quanto meno facilmente reperibili) rispetto a quelli relativi ai navigatori americani. A far salire il prezzo è anche la completezza delle informazioni fornite: codici di sicurezza (quelli che si trovano sul retro delle carte), numeri di telefono e identificativi PIN fanno aumentare il valore del "prodotto" sul mercato illegale. Ai grossi acquirenti, poi, sono riservati sconti speciali.

Sul monitor gli attacchi alla Rete in tempo reale
Sul monitor gli attacchi alla Rete in tempo reale

TRANSAZIONI ILLECITE - La "popolarità" delle carte di credito è legata all'estrema semplicità con cui possono essere recuperate e poi utilizzate, ad esempio, per fare shopping online. Non solo: le carte di credito con bande magnetiche vergini possono essere prodotte in un certo Paese, inviate in un secondo Paese per la copia delle informazioni rubate e quindi spedite nei Paesi di origine dei dati sottratti. L'estrema organizzazione dei gruppi criminali che operano sul Web è confermata dal fatto che ormai esistono vere e proprie pseudo-aziende specializzate su larga scala nello sviluppo di codici illegali e che sono strutturate in maniera simile alle società produttrici di software legittimo. Tanto da risultare in concorrenza tra loro.

CLASSIFICA - Gli Stati Uniti sono la patria del cybercrimine. Il 25% degli attacchi informatici avvenuti nel 2008 sono partiti dagli Usa. Non solo: il 43% dei computer che ospitano siti di phishing scoperti nel 2008 si trova negli Stati Uniti. Nulla di sorprendente: le attività illecite online non possono che andare di pari passo con la diffusione di Internet e, in particolar modo, delle connessioni a banda larga. Per questo motivo, il Brasile (salito dall'ottavo al quinto posto), la Turchia (dal quindicesimo al nono) e la Polonia (dal dodicesimo al decimo) hanno visto aumentare il numero di attività informatiche illegali in linea con lo sviluppo delle infrastrutture Internet e degli utenti broadband.

RISALITA - E l'Italia? Nelle classifiche sull'illegalità informatica dell'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) il nostro Paese risale posizioni: in particolare, rispetto al 2007, l'Italia passa dal 5° al 4° posto per numero di attività malevole, dal 7° al 5° per origine degli attacchi informatici e dal 4° al 3° per numero di computer "bot infected", ossia computer nei quali i cyber-criminali si sono insinuati per assumerne il controllo e usarli come "ponte" per lanciare attacchi informatici di vario tipo. Anche se, precisa il rapporto, a questo "salto" contribuisce soprattutto la minore incidenza che i vari fenomeni hanno avuto negli altri Paesi.

MA QUALE CRISI – Una cosa è certa, sottolinea la ricerca: l'economia sommersa del web non sembra aver risentito minimamente della crisi economica globale. Tanto che i prezzi sul mercato nero sono rimasti costanti, anche nel 2008. Nonostante la tempesta finanziaria, gli affari dei cybercriminali vanno a gonfie vele: difficile far ammainare il loro vessillo.

Germano Antonucci