27/03/2012

Fede, la Svizzera respinge 2,5 milioni di euro. «Mai portato quei contanti in Svizzera»

Fede, la Svizzera respinge 2,5 milioni di euro. «Mai portato quei contanti in Svizzera»

IL CASO. Il direttore del Tg4 si è presentato con una valigetta piena di contanti. No al deposito. La Finanza indaga un accompagnatore. «È falso, si torna alla carica per mettermi in difficoltà e convincermi a lasciare la direzione del Tg4»

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03/02/2011

La Cassazione dice no all'arresto di Tanzi

La Cassazione dice no all'arresto di Tanzi

La procura milanese aveva chiesto la misura restrittiva per evitare una possibile fuga. Accolto il ricorso dei legali dell'ex patron di Parmalat. La questione dovrà tornare al tribunale del riesame

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15/12/2010

L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col Comune

L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col Comune

La decisione per "la presenza di un’alta percentuale di bambini appartenenti ad altre culture e religioni e di stranieri appena ammessi alla frequenza, che non parlano neppure italiano". Ma ora è polemica

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22/11/2010

Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italiani

Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italiani

INQUINAMENTO. Documento di Bruxelles nega al ministero della Salute la deroga ai limiti per la potabilità. E impone ordinanze per vietarne l'uso alimentare. Lazio regione più colpita

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22/10/2009

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

 

Il Cda della Rai rinvia il rinnovo: «Troppo oneroso, bisogna contenere le spese». Il conduttore: «Giusto approfondire, ma si pubblichino le cifre di tutti», «Troppo costoso il contratto di Vespa»

 

Bruno Vespa (Eidon)
Bruno Vespa (Eidon)

ROMA - Non è passato in Cda Rai il rinnovo del contratto di Bruno Vespa. L'ipotesi portata dal direttore generale, Mauro Masi, all'attenzione degli amministratori dell'azienda di viale Mazzini non ha avuto il via libera. Il contratto in questione deve in qualche maniera «essere coerente» - come è stato sottolineato in alcuni interventi, a quanto riferisce l'Agi - con la situazione generale dell'azienda e non invece in contraddizione con la necessità di contenere i costi. A sollevare il problema sul rinnovo del contratto al conduttore di 'Porta a Porta' è stato peraltro un consigliere della maggioranza, cui è seguito poi l'intervento - per la minoranza - di Nino Rizzo Nervo. Dal canto suo il presidente Paolo Garimberti ha preso atto delle posizioni che venivano espresse, come pure il direttore generale Masi. E alla fine, insieme ad altri temi all'ordine del giorno rimandati ad una nuova riunione (come l'audizione del direttore di Raidue, Massimo Liofredi), è stato deciso un riesame complessivo del contratto di Vespa, da sottoporre più in avanti nuovamente all'attenzione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini. L'ipotesi di nuovo contratto - durata triennale - che era stata portata in Cda prevedeva - a quanto riferiscono alcune indiscrezioni - un compenso 'minimo' di 1,6 milioni di euro l'anno, ma poi la misura reale del compenso per il conduttore è data dal meccanismo delle sue presenze in programmi Rai, dal numero degli 'speciali' realizzati, e dal numero delle prime e seconde serate di 'Porta a Porta', il che finisce con il far lievitare il 'minimo garantito'.

VESPA - «Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio», ha replicato Vespa. «Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22%, sarà più facile ragionare». Poi il conduttore si dice dispiaciuto che «le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra, calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori».

RAISAT - Il Cda della Rai ha poi deciso di riportare RaiSat, finora società consociata, tutta dentro l'azienda di viale Mazzini. La decisione è maturata dopo il fallimento della trattativa con Sky e la logica è quella - come sottolinea il consigliere Rodolfo de Laurentiis - di operare un «passaggio ineludibile di riportare dentro l'azienda una struttura che serviva a Sky e che ora, con il digitale terrestre, garantisce i suoi canali in maniera free. Non aveva quindi senso tenere RaiSat in quella situazione».


17/10/2009

Mancino: «No a Csm sotto il ministero» Anm: «Difenderemo la Costituzione»

Mancino: «No a Csm sotto il ministero» Anm: «Difenderemo la Costituzione»

 

Il presidente dell'Associazione magistrati: «Sarebbe un ritorno al passato, a cui ci opporremo». Capezzone: «csm non è terza camera: niente veti preventivi»


Nicola Mancino (Lapresse)
Nicola Mancino (Lapresse)

AVELLINO - «A chi dice che bisogna fare un doppio Csm io dico che non si può, perchè uno dei due dovrebbe andare sotto al ministero della Giustizia, il che è assurdo. O si è giudici e si è indipendenti, oppure si è qualcos'altro e bisogna vedere che cos'è questo qualcos'altro». Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, rispondendo a una domanda dell'agenzia Ansa sulla riforma della Giustizia. «Al momento non c'è un testo di riforma - ha detto Mancino a margine di una conferenza organizzata dall'Ordine degli avvocati di Avellino - e quindi non si può esprimere un parere. Ci sono propositi, molti velleitari, molti duttili e prudenti, molti altri non ancora definiti. Quando ci sarà una proposta definitiva, che è nei poteri del Governo formulare, allora noi ci esprimeremo».

RISPETTARE I GIUDICI - «Ci sono troppe polemiche. Un magistrato va giudicato più per quello che scrive che non per quello che s'immagina debba scrivere», ha rinforzato Mancino commentando il caso Mesiano, il giudice della sentenza Fininvest-Cir (nota come lodo Mondadori) pedinato da una troupe di Canale 5. La vicenda sarà esaminata martedì prossimo dalla prima commissione del Csm. «Bisogna rispettare - ha detto Mancino ad Avellino, dove partecipa ad un convegno dell'Ordine degli avvocati - un giudice che fa una sentenza. Se la sentenza non è condivisibile c'è il grado successivo di giudizio».

ANM: «DIFESA A OLTRANZA DELLA COSTITUZIONE» - «Difenderemo a oltranza i valori della Costituzione» ha sottolineato, da canto suo, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, replicando all'iniziativa lanciata dal premier Silvio Berlusconi di procedere a una riforma della giustizia mettendo anche mano alla Costituzione. Parlando con i cronisti a margine dei lavori del Comitato direttivo centrale dell'Anm che si è riunito sabato, Palamara spiega: «Noi diciamo no a una riforma della Carta costituzionale perchè difendiamo l'autonomia della magistratura nell'interesse dei cittadini. Ma dire no alla riforma della Costituzione- sottolinea- non vuol dire no a una riforma della giustizia che renda più veloci i processi». Quanto agli annunci del Governo di procedere a una riforma delle modalità di elezione del Consiglio superiore della magistratura, Palamara dice: «Il nostro obiettivo è garantire l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, noi abbiamo avviato comunque una seria riflessione di autoriforma della magistratura». Quindi un «no» deciso all'ipotesi di far dipendere i pubblici ministeri dall'esecutivo. «Questo sarebbe un ritorno al passato, a cui ci opporremo».

CAPEZZONE: «CSM NON È LA TERZA CAMERA» - «Sorprende dover constatare che una personalità così esperta e che ha attraversato così tante stagioni e con così rilevanti responsabilità come Nicola Mancino sembri dimenticare che il Csm non è una sorta di terza Camera autorizzata a contendere al Parlamento la definizione e l'approvazione delle riforme in materia di giustizia. E che la contesa inizi prim'ancora che vi siano testi di riforma proposti dal Governo o dal Parlamento rende la situazione ancora più grave e perfino surreale». Così Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha commentato le frasi di Nicola Mancino. «È così che il Csm si prepara ai prossimi mesi? Qualcuno pensa di schierare il Csm contro le riforme della giustizia prim'ancora che il processo riformatore sia iniziato? È accettabile che ci siano veti preventivi su testi che non sono ancora stati presentati? E, anche una volta che i testi saranno stati presentati, e poi discussi, e infine approvati, qualcuno pensa che il potere legislativo spetti al Csm in condominio con le Camere? Siamo a questo punto di confusione e di invasione di campo?» ha concluso Capezzone


25/08/2009

Gb, negato trapianto a giovane di 19 anni Il padre si rivolge al tribunale

Gb, negato trapianto a giovane di 19 anni Il padre si rivolge al tribunale

 

A luglio gary reinbach, 22 anni, è morto di cirrosi epatica. Il ragazzo avrebbe bisogno di un fegato, ma il sistema sanitario rifiuta l'operazione a chi ha problemi di alcol

 

 

gary londra.jpgLONDRA- L'ultima speranza sono gli avvocati. Perché due settimane sono poche. Pochissime se si tratta di salvare la vita del proprio figlio. Succede in Inghilterra, dove a un ragazzo di 19 anni, ricoverato dopo aver bevuto 30 lattine di birra in un fine settimana, è stato negato un trapianto di fegato perché non ha dimostrato di poter stare sobrio per almeno sei mesi consecutivi. Per i medici potrebbe morire entro 15 giorni. E il padre Brian ha deciso di intraprendere una battaglia legale. «Bisogna fare un'eccezione, perché queste regole vanno bene per gli adulti, e non per i più giovani che hanno ancora tutta la vita davanti», ha spiegato.

LE REGOLE- Le regole dei trapianti alla ribalta. E questo è un nuovo caso dopo quello di Gary Reinbach, 22 anni, morto il 20 luglio perché gli è stata negata l'operazione. Teenager e alcol. Un problema enorme. Considerata «una piaga sociale». Soprattutto in un paese dove da una parte i donatori di fegato scarseggiano, dall'altra le richieste sono in continuo aumento. Per questo le linee guida sono chiare: a chi non dimostra di essere stato sobrio per almeno se mesi, nessun trapianto.

IL CASO - E la vicenda di Garreth, riaccende, ancora una volta, il dibattito. Il ragazzo è stato ricoverato all'inizio del mese all'ospedale di Ulster in Irlanda dopo aver passato un fine settimana con gli amici. Un due giorni di maratona alcolica, durante la quale il ragazzo ha bevuto 30 lattine di birra. Il fegato non ha retto. E i medici si sono rifiutati di metterlo in lista d'attesa per il trapianto. Venerdì Garreth è stato trasferito al King's College Hospital di Londra, dove i dottori pensano potrebbe morire in due settimane. Esami clinici e biopsie, per cercare di stabilizzarlo. E un team legale che ha già preso in mano la pratica. Il padre vorrebbe cambiare le linee guida per poter salvare il figlio. E il tribunale è l'ultima speranza.