18/08/2011

Infermiera con la tubercolosi, controlli per mille neonati

Infermiera con la tubercolosi, controlli per mille neonati

La donna lavora nel reparto di neonatologia del policlinico Gemelli di Roma ed è stata sospesa dopo aver scoperto di essersi ammalata. A scopo precauzionale scatteranno da subito gli esami sui bambini nati da marzo a luglio

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02/09/2010

Olanda, 3 neonati morti trovati in appartamento: in manette una donna

Olanda, 3 neonati morti trovati in appartamento: in manette una donna

Tre cadaveri di neonati sono stati scoperti nell’abitazione di una donna a Geleen nel sud est dei Paesi Bassi. La donna è accusata di averli uccisi ed è stata arrestata

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07/01/2010

Il Pd: «Serve un Garante della salute» Foggia, doppia inchiesta sui neonati morti

Il Pd: «Serve un Garante della salute» Foggia, doppia inchiesta sui neonati morti

 

Quattro casi negli ultimi giorni. La proposta dei Democratici dopo gli ultimi casi di malasanità. Marino: «Più controlli e verifiche»

 

La morte a distanza di due neonati agli Ospedali riuniti di Foggia è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica
La morte a distanza di due neonati agli Ospedali riuniti di Foggia è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica

Quattro nuovi casi di presunta 'malasanità' dal Nord al Sud del Paese, a partire dalla morte di due neonati nello stesso reparto di Terapia intensiva di Foggia. C'è poi l'ottantenne morto dopo essere caduto da una autoambulanza a Bari, una donna morta di tumore in Trentino dopo che il risultato del pap test non le era stato spedito perché il francobollo non era stato pagato, un uomo morto d'infarto a Pisa poco dopo essere uscito da un Pronto Soccorso. Episodi che riportano alla ribalta il problema della gestione della Sanità sul territorio, per far fronte al quale arriva la proposta del Pd, contenuta in un disegno di legge depositato da pochi giorni al Senato, di istituire un'Agenzia nazionale del Garante per la salute con il compito di vigilare e verificare la qualità delle cure prestate dal Servizio sanitario nazionale. Una situazione che riflette, afferma il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino (Pd), una qualità dell'offerta sanitaria sul territorio che è a 'macchia di leopardo', ovvero elevata in alcune regioni e molto carente in altre. Per questo, Marino ha depositato un ddl che prevede la nascita di un'Agenzia nazionale con funzioni di Garante della salute: l'agenzia dovrebbe effettuare controlli e verifiche della qualità delle prestazioni e delle cure offerte. Ma avrebbe anche un potere 'concreto': quello di far chiudere reparti ospedalieri e strutture sanitarie che dovessero risultare 'non idonei'.

INDAGINE - E sul caso dei due neonati morti negli ultimi sette giorni a Foggia, oltre alla Procura della Repubblica (trenta persone indagate), anche la Commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando (Idv), ha aperto un'inchiesta. La Commissione ha chiesto una relazione all’Assessore alla sanità pugliese per chiarire lo svolgimento dei fatti ed accertare eventuali responsabilità. Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa della commissione. Analoga indagine è stata aperta dalla commissione nel caso delle due gemelline e della loro madre, morte in circostanze ancora da chiarire all’ospedale San Matteo di Pavia il 3 gennaio scorso. Tutti i casi saranno sottoposti all'attenzione dell’ufficio di presidenza della commissione che si terrà il prossimo 13 gennaio prossimo. Il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti di Foggia, Deni Aldo Procaccini, spiega che la morte dei due neonati è legata a «patologie indipendenti, senza correlazione fra gli eventi. Solo una casualità temporale». Secondo Procaccini, uno dei bambini ha avuto una enterocolite necrotizzante, una delle complicazioni possibili nei bambini prematuri, mentre per l'altro neonato si parla di polmone umido che fa avanzare l'ipotesi di ipertensione polmonare. Patologie «assolutamente indipendenti», ha ribadito il direttore sanitario, aggiungendo che anche l'ospedale aprirà un'inchiesta interna per verificare che tutto sia avvenuto correttamente e per tranquillizzare l'opinione pubblica sulla professionalità del reparto.


20/07/2009

Sudcorea, scambio di neonati all'ospedale

Sudcorea, scambio di neonati all'ospedale

 

La piccola è nata nel 1992, i primi sospetti con analisi del sangue: gruppo non compatibile. I genitori si accorgono dell'errore dopo 16 anni. Risarciti dalla struttura con oltre 55 milioni di dollari

SEUL- I primi anni non ci hanno nemmeno pensato. Poi, a causa di un banale esame di routine, sono arrivati i sospetti. Quindi la conferma con l'esame del dna. La bambina che si erano portati a casa non è la loro. L'ospedale ha fatto un errore. E anche grave. Per questo la coppia ha deciso di rivolgersi al tribunale che ha condannato la struttura sanitaria a un maxi risarcimento: oltre 55 milioni di dollari.

L'ERRORE- La coppia aveva partorito la piccola nel 1992. I primi sospetti dopo qualche anno. Il gruppo sanguigno della bimba non è compatibile con il loro. È stato il test del dna a sfatare ogni dubbio. L'ospedale, condannato a pagare, per una forma di tutela della privacy, si rifiuta di rendere note le generalità della figlia biologica della coppia.


24/04/2008

SOSTANZE TOSSICO NOCIVE NEGLI ABITINI PER BAMBINI

SOSTANZE TOSSICO NOCIVE NEGLI ABITINI PER BAMBINI
Troppa chimica negli abiti, lo dice il nostro ultimo test. Un problema soprattutto per i piccini, più vulnerabili degli adulti alle sostanze tossiche.
Tre pigiamini, indicati per bimbi da 0 a 4-5 anni, venduti nella grande distribuzione e nei negozi per l'infanzia, a lungo termine potrebbero rappresentare un rischio per la salute di chi li indossa. Uno della linea Blukids (venduto da Upim) contiene un colorante a rischio, vietato dalla legge; mentre il pigiama Texbasic (Carrefour) e un modello di Tezenis contengono quantità eccessive di ftalati, altre sostanze chimiche indesiderate.

Meglio evitare quei pigiami
I rischi per la salute sono potenziali, ma non utilizzarli è una precauzione necessaria. Questi pigiamini contengono sostanze tossiche che possono mettere a repentaglio la salute dei bambini: dalle allergie fino a effetti tossici e cancerogeni. Dal tessuto alla pelle, infatti, possono migrare sostanze chimiche indesiderate soprattutto in caso di intensa sudorazione. Anche succhiando l'indumento il bambino può assorbirle attraverso la saliva.

Maggiori controlli
Alla luce dei nostri risultati è necessario fare controlli su larga scala. La nostra denuncia, infatti, è arrivata alle autorità. Altroconsumo ha segnalato il grave caso al ministero dello Sviluppo economico e alla Camera di Commercio di Milano. Le istituzioni devono intervenire, il nostro test è molto probabilmente solo la punta dell'iceberg del problema: la troppa chimica nei vestiti. Un rischio che riguarda tutti, anche gli adulti, a cui l'industria tessile deve rimediare. Lo conferma anche il fatto che i nostri colleghi di Belgio e Spagna, che hanno fatto il test, hanno denunciato problemi analoghi.

"Ci stiamo impegnando perché i produttori facciano una campagna di richiamo dei pigiami a rischio. Ma è grave anche la responsabilità delle autorità, che tardano ad applicare una legge severa che regoli il settore dell'abbigliamento. La nostra denuncia è la riprova che non esistono controlli, e quindi manca un'adeguata tutela della salute dei consumatori."

Cosa fare
Rispetto al problema è bene prendere qualche precauzione.

  • Innanzitutto conviene limitare l'acquisto di indumenti con stampe plastificate, che contengono le sostanze nocive più a rischio.
  • In molti casi lavare bene il capo prima dell'uso permette di scaricare parte delle sostanze chimiche. La formaldeide per esempio a ogni lavaggio viene eliminata. Ecco perché nei capi non nuovi ce n'è sempre meno.
  • Scegliere i vestiti in base alla provenienza non è una garanzia. Come dimostra il nostro test, non sono necessariamente i capi che provengono dai Paesi considerati a rischio a far emergere i problemi. Il made in Italy, così come altre etichette, non garantiscono la sicurezza dei vestiti. L'Oeko-tex, un marchio volontario che attesta la sicurezza dei tessuti, si rivela attendibile. I capi del test che lo riportano non hanno problemi.                                          
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