17/09/2011
Comitini: il paese dei dipendenti pubblici
Comitini: il paese dei dipendenti pubbliciIl borgo siciliano diventa in un reportage lo specchio degli sprechi di denaro in italia. 64 impiegati e 960 anime. Il New York Times lo ha scelto per raccontare «la tragedia del sistema-Italia»
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01/07/2011
Strauss-Kahn verso la libertà: la cameriera avrebbe mentito
Strauss-Kahn verso la libertà: la cameriera avrebbe mentitoGli inquirenti E la clamorosa marcia indietro. L'indagine sull'ex direttore dell'Fmi potrebbe crollare: incongruenze e bugie nella ricostruzione della cameriera
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07/02/2011
Anche il New York Times vara il suo WikiLeaks
Anche il New York Times vara il suo WikiLeaksIl quotidiano americano sembra intenzionato a mettere a punto un sistema tecnologico per accogliere le soffiate degli informatori. Al Jazeera lo ha già fatto, mentre i cloni del sito di Assange crescono come funghi. Anche in Italia
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29/11/2010
Wikileaks, altre rivelazioni nei prossimi mesi
Wikileaks, altre rivelazioni nei prossimi mesiIl New York Times racconta tutte le tappe prima della pubblicazione. Domenica è andata online solo una parte del materiale in possesso del sito di Julian Assange. Il resto verrà reso pubblico a rate nel prossimo futuro
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15/11/2010
E gli Usa divennero il rifugio dei nazisti
E gli Usa divennero il rifugio dei nazistiRivelazione del New York Times: dopo la guerra molti criminali di guerra furono impiegati da Cia e Nasa
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27/07/2010
Il solare costa meno del nucleare
Il solare costa meno del nucleareUn articolo del New York Times su uno studio americano. Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più
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| I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org) |
NEW YORK - Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», afferma Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs - The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.
COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti. I costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni.
COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - Mentre, al contrario, i nuovi problemi sorti e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati e le stime sono costantemente in crescita.
Redazione online
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13/05/2010
New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti banche
New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti bancheSecondo l'accusa avrebbero fornito false informazioni alle agenzie di rating sui mutui, lo rivela il new york times
NEW YORK - Il procuratore generale di New York Andrew Cuomo avrebbe aperto, secondo quanto rivela il New York Times, un'inchiesta su 8 tra le principali banche del mondo: Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole e Merrill Lynch, ora controllata dalla Bank of America.
L'ACCUSA - L'accusa è di aver fornito false informazioni ad alcune tra le principali agenzie di rating tra le quali Standard & Poor's, Fitch e Moody's allo scopo di far sopravvalutare l'afffidabilità di titoli creati per sostenere i mutui da loro concessi. Si tratta in sostanza di far sopravvalutare le obbligazioni create dal raggruppamento di tanti mutui in un maxibond, a sua volta frazionato in titoli trasferiti al pubblico degli investitori. In pratica le banche che prestano il denaro in questo modo trasferiscono il rischio del pagamento delle rate al mercato dei risparmiatori. Se i mutui sono classificati dalle agenzie di rating come «prime» il rischio è minore perchè gli indebitati sono più affidabili, se sono classificati come «subprime» è ovviamente maggiore.
Redazione online
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09/07/2009
I Grandi e le misure anti-crisi: «Segni di ripresa, ma restano i rischi»
I Grandi e le misure anti-crisi: «Segni di ripresa, ma restano i rischi»
Accordo anche sul Clima. Ma india e cina bloccano l'intesa sui gas serra. Approvata la dichiarazione economica:«Mantenere aperti i mercati. Le persone al primo posto»
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| Berlusconi con la Merkel (Reuters) |
L'AQUILA - I segnali positivi ci sono. Ma la situazione economica mondiale rimane «incerta» con «rischi significativi per la stabilità». Per questo i Paesi si impegnano a fare «tutti i passi necessari per sostenere la domanda e ripristinare la crescita», mantenendo «liberi e aperti i mercati» e respingendo «il protezionismo di ogni genere» . È questo il messaggio principale contenuto nella dichiarazione economica approvata durante la prima giornata del G8 dell'Aquila. Nuove regole globali, lotta ai paradisi fiscali e attenzione al lavoro e al sociale sono le altre priorità toccate dal documento.
VIA PER LA RIPRESA - I Grandi sottolineano «i progressi raggiunti finora nel ripristinare la fiducia, stabilizzare il settore finanziario e fornire lo stimolo per sostenere la crescita e per creare posti di lavoro», ma «la situazione rimane incerta e rimangono rischi significativi per la stabilità economica e finanziaria». Le misure dei governi a sostegno dell'economia, che gli stessi si impegnano a continuare a fornire, «hanno avuto un impatto sulle finanze pubbliche». Per questo i Grandi si impegnano «ad assicurare la sostenibilità fiscale a medio termine». I capi di Stato e di governo affermano il loro impegno a raggiungere una chiusura positiva della riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio in maniera «rapida, ambiziosa, equilibrata e ampia».
LOTTA A PARADISI FISCO - La lotta all'evasione fiscale assume dimensioni internazionali: «Non possiamo continuare a tollerare - dicono i Grandi - grossi ammontari di capitali nascosti per evadere il fisco». Ruolo fondamentale è affidato all'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che ha già stilato le black list sui paradisi, alla quale si chiede di affrontare «rapidamente queste sfide e proporre ulteriori passi» in vista del prossimo G20 finanziario. I Grandi rinnovano il loro impegno all'applicazione di norme e principi comuni di «correttezza, integrità e trasparenza» coinvolgendo il G20 nella strategia definita dal "Lecce Framework", il quadro di regole promosso dalla presidenza italiana e dal ministro Tremonti nel recente vertice. Il G8 si impegna a anche a mantenere gli impegni presi nei vertici di Washington e Londra per riformare la regolamentazione finanziaria e stabilire norme più stringenti fra cui il controllo sugli hedge funds e i tetti agli stipendi dei manager. Il sostegno all'economia, sostengono inoltre i Grandi, passa per una maggiore attenzione al lavoro e alla situazione della gente che vive sulla pelle gli effetti della crisi. «Siamo impegnati a trattare la dimensione sociale della crisi, ponendo le persone al primo posto».
BERLUSCONI: «IL PEGGIO È PASSATO» - In serata, è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a stilare un bilancio sull'accordo e sulla prima giornata del G8: «Tutti quanti abbiamo convenuto che ci sono segnali di miglioramento - ha dichiarato. - Ormai la parte più dura della crisi è alle spalle, ora bisognerà uscire dalla crisi con un codice di valore per far sì che non si ripeta più». Il premier ha ribadito che «ci sono segnali di miglioramento» e al vertice «tutti abbiamo convenuto su questo. Abbiamo deciso - ha aggiunto - che è importante mantenere il sostegno al sistema bancario e a chi ha perso il posto di lavoro».
INTESA SUL CLIMA - Capitolo clima: i Paesi del G8, si legge nella dichiarazione che è stata approvata al termine della sessione sulla lotta ai cambiamenti climatici e sullo sviluppo, si impegnano a limitare «l'aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali». Ma non solo. Gli Otto grandi sottolineano anche la «volontà di condividere con tutti i Paesi l'obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questo implica che le emissioni globali raggiungano il picco quanto prima, per avviare subito dopo una rapida riduzione» e riaffermano il sostegno «all'obiettivo dei Paesi sviluppati di ridurre insieme le emissioni di gas serra dell'80% o oltre entro il 2050, prendendo il 1990 o anni più recenti» come punto di riferimento per il calcolo delle riduzioni». «Abbiamo raggiunto sul clima una posizione comune che discuteremo con i Paesi emergenti - ha dichiarato Berlusconi. - Europa e Stati Uniti sono fermamente per la riduzione dell'emissione di anidride carbonica. La data di ingresso in vigore dell'accordo è ancora in discussione: 2020 o 2050. Su questo si deve trattare». Bisogna insomma «verificare» se sia possibile un'intesa con India e Cina (pronte a dare battaglia sulla riduzione dei gas serra).
SVILUPPO E AFRICA - Via libera dai leader del G8 anche alla dichiarazione su «Sviluppo e Africa: per una globalizzazione sostenibile e inclusiva». Gli Otto si impegnano a mitigare l'impatto della crisi economica mondiale sui Paesi poveri e a «rinnovare tutti gli impegni, in particolare verso l'Africa» e gli sforzi per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo Onu del Millennio entro il 2015. Secondo i Grandi, è necessario porre «l'agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell'agenda internazionale». I progressi «nello sradicamento della povertà - si legge - possono essere raggiunti solo se la crescita economica e il cambiamento climatico, attraverso un ambizioso accordo a Copenaghen», sono perseguiti in maniera congiunta.
RITARDI NEGLI AIUTI - A proposito degli aiuti all'Africa, Berlusconi ha affermato che l'Italia si impegna di fronte al G8 a rispettare gli obiettivi che aveva assunto nell'ambito del global fund (nei giorni scorsi le organizzazioni a sostegno del continente africano hanno rinfacciato all'Italia di essere lontana dall'investimento programmato pari allo 0,5% del Pil per il programma promosso al G8 di Genova del 2001, anch'esso a presidenza italiana). Sull'Africa «sono stati segnalati alcuni ritardi fra i quali quelli del mio Paese che, è stato fatto notare, non ha versato quanto dovuto. Manterremo l'impegno entro fine anno come è negli accordi del global fund», ha assicurato Berlusconi.
IRAN - I leader del G8 hanno poi raggiunto un accordo per un testo comune sulla delicata questione dell’Iran. A quanto si apprende da fonti della presidenza, non è stato però ancora stabilito se il dossier iraniano sarà incluso nella dichiarazione finale degli Otto sulla politica estera o se sarà l'oggetto di uno "statement" isolato.
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08/07/2009
I Grandi a Coppito, parte il G8 Obama: «Forte leadership dell'Italia»
I Grandi a Coppito, parte il G8 Obama: «Forte leadership dell'Italia»
Il cancelliere tedesco angela Merkel sulle rovine di Onna. Un pranzo su temi economici dà il via al vertice. Il presidente Usa a L'Aquila dopo l'incontro con Napolitano
| L'arrivo a Pratica di Mare del presidente americano Barack Obama e della Moglie Michelle (Reuters) |
L'AQUILA - Il vertice del G8 a L'Aquila è ufficialmente iniziato. Ad aprire i lavori un pranzo di lavoro incentrato sui temi dell'economia globale, iniziato intorno alle 13, 30 con un ritardo di circa mezz'ora sulla tabella di marcia. La prima delle tre giornate di lavoro è ristretta ai leader degli Otto Grandi (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) più il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il premier svedese e presidente di turno dell'Ue, Fredrik Reinfeldt.
L'ARRIVO DI OBAMA - Uno degli ultimi leader ad arrivare nel capoluogo abruzzese è stato il presidente americano Barack Obama. Ad accogliere l'inquilino della Casa Bianca a Coppito c'era il premier Silvio Berlusconi. I due si sono abbracciati e baciati, facendosi immortalare davanti al logo del summit. Obama, così come il Cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente della Federazione russa Dmitri Medvedev e il premier giapponese Taro Aso sono arrivati all’ingresso della sala a piedi accompagnati dalle loro delegazioni. Altri leader invece hanno usufruito della macchina elettrica.
LA VISITA AL QUIRINALE - Prima di arrivare a L'Aquila, al termine della visita al Quirinale, il presidente americano Obama ha voluto offrire un vero attestato di stima e fiducia all'Italia e al suo esecutivo. «Il governo italiano è un vero, grande amico degli Stati Uniti su tanti temi importanti e Italia e Usa lavorano fianco a fianco» ha detto Obama. L'Air Force One proveniente da Mosca e con a bordo il presidente americano, la moglie e le loro figlie Malia e Sasha è atterrato a Pratica di Mare intorno alle 10, 30. La famiglia Obama si è subito diretta in elicottero a Roma per incontrare al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la moglie Clio. Sui temi del G8 «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership» ha ribadito più volte il presidente americano, sgombrando di fatto il campo dalle polemiche sollevate dal New York Times. Lo stesso sherpa americano del G8 Mike Froman ha voluto specificare che la presidenza italiana ha fatto «uno splendido lavoro» nella preparazione del vertice sia sull'agenda politica che per la logistica. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una possibile fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi ha spiegato che si tratta di una ipotesi «assolutamente non credibile».
ELOGIO A NAPOLITANO - Obama, per la prima volta in Italia da presidente, ha voluto chiudere il colloquio con Napolitano facendo i complimenti al capo dello Stato: il presidente gode di «una reputazione meravigliosa», «dell'ammirazione di tutto il popolo italiano, non solo per la sua carriera politica, ma anche per la sua integrità e gentilezza: è un vero leader morale e rappresenta al meglio il vostro Paese» ha detto il presidente americano. Il capo dello Stato da parte sua ha rimarcato nel suo intervento la «forte convergenza di veduta tra il presidente Usa Obama, l'amministrazione Usa e governo italiano sulle misure anticrisi».
| Silvio Berlusconi e Angela Merkel a Onna (Reuters) |
BERLUSCONI CON LA MERKEL A ONNA - In mattinata, mentre Obama era impegnato al Quirinale il cancelliere tedesco Angela Merkel ha visitato Onna, il paese dell'Aquilano più colpito dal terremoto del 6 aprile, accompagnata dal premier Silvio Berlusconi. La Germania intende finanziare la ricostruzione della cittadina dove avvenne un eccidio nazista nella Seconda guerra mondiale.
LA PROTESTA DEI TERREMOTATI - A l'Aquila, in concomitanza con il summit, è iniziata la protesta dei terremotati. I comitati di cittadini nati dopo il summit del 6 aprile hanno sistemato sulla collina di Roio una scritta a lettere cubitali, visibile anche dalla sede del vertice. «Yes we camp» si legge. Impossibile non notare che si tratta di una ironica distorsione dell'ormai famoso slogan di Obama.
«PREGATE PER I LEADER» - Un pensiero al summit in programma a l'Aquila lo ha rivolto in mattinata Benedetto XVI, esortando i fedeli, nel corso dell'udienza generale del mercoledì, a pregare «per tutti i responsabili del G8 riuniti in questi giorni a L'Aquila» e ad «affidare alla Vergine Maria le loro grandi intenzioni». «Da questo importante summit mondiale possano scaturire decisioni e orientamenti utili al vero progresso di tutti i popoli, specialmente di quelli più poveri» ha detto il Pontefice. Si è soffermato sul vertice, facendo riferimento anche all'enciclica di Ratzinger, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando all'assemblea dell'Abi. Facendo riferimento al processo di regolamentazione che arriva sul tavolo del G8 il ministro ha spiegato che «l'utilità delle regole in economia è fondamentale» e questo «è una conquista che risale a 2-3 secoli fa». Ma le regole, avverte Tremonti,, «devono essere qualcosa in più: lo trumento che trasporta nel mondo dell'economia i valori, il principio, l'etica. Questo è il messaggio che ci viene dall'enciclica. Questo è il punto principale, l'etica» ha spiegato il ministro, auspicando a «regole che non soffochino il mercato» ma «che siano etiche e morali, che trascendono gli interessi particolari».
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Il Guardian: «Italia fuori dal G8» Frattini: «È una buffonata»
Il Guardian: «Italia fuori dal G8» Frattini: «È una buffonata»
Duro Scontro tra il ministro e il quotidiano britannico. Il giornale: «I piani del summit sono nel caos. Intervenuti gli americani». Il ministro: «Solo sciocchezze»
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| Frattini (Newpress) |
ROMA - Il Guardian spara sull'Italia, a proposito dell'organizzazione del summit dell'Aquila: «Italia fuori dal club del G8». E Frattini risponde ad alzo zero: «È una buffonata, spero che il Guardian esca dal club dei grandi giornali». In serata arriva anche la replica diretta del presidente del Consiglio, Berlusconi: «Una colossale cantonata di un piccolo giornale». Tutto è nato dalla tesi sostenuta dal quotidiano britannico, in un commento dell'editorialista che si occupa di diplomazie, Julian Borger, secondo le quali «all'interno del G8 crescono le voci di un'espulsione dell'Italia, perché i piani del summit sono caduti nel caos». Il commento prevede anche un futuro scenario di vertici senza l'Italia, «sostituita dalla Spagna che ha un più alto reddito pro capite» e riporta alcune affermazioni di alti funzionari occidentali, secondo i quali «il G8 è un club, con la sua quota partecipativa da pagare. L'Italia non lo sta facendo».
«ITALIANI TERRIBILI» - Secondo la fonte citata dal Guardian, «gli italiani - nell'organizzazione del summit - sono stati terribili. Non ci sono né metodi, né programmi». Il giornale scrive anche che, negli ultimi giorni, in assenza di iniziative concrete in agenda, gli Usa hanno preso il controllo della situazione, organizzando una «teleconferenza tra gli sherpa, in un ultimo disperato tentativo di inserire degli obiettivi nel summit». Un analista della New York University citato dal giornale, Richard Gowan, critica duramente la presidenza di Berlusconi: «Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è propagandare un'agenda molto sintetica per nascondere il fatto che non hanno realmente un'agenda».
FRATTINI: «È UNA BUFFONATA» - «Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo» ha dunque replicato il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest quando gli è stata rivolta una domanda sull'articolo del quotidiano britannico. Il ministro ha definito una «buffonata» la notizia, riportata dal Guardian, che gli Usa abbiano preso in mano l'organizzazione del summit dell'Aquila con una videoconferenza tra gli sherpa. «È una sciocchezza», ha commentato Frattini. Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia che gli Usa abbiano preso in mano la situazione c'è «un evidente fraintendimento» perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c'è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh.
LA RUSSA: «NON LEGGO GIORNALI STRANIERI» - «È una sciocchezza, basta non comprare il quotidiano inglese. L'Italia fuori dal G8? Se mai il "Guardian" sarà fuori dalle edicole...». Con una battuta anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, liquida l'articolo del 'Guardian «In questi giorni -dice La Russa- non leggo i giornali stranieri, nè le notizie riprese dai giornali stranieri».
BOSSI: «COPIANO I GIORNALI ITALIANI DI SINISTRA» - Anche Umberto Bossi dice di non essere minimamente preoccupato per le continue accuse della stampa estera nei confronti di Silvio Berlusconi. «Sono critiche - spiega mentre pranza in un bar vicino alla Camera dei deputati con il figlio Renzo - che vengono dall'interno, all'estero copiano i nostri giornali, i giornali della sinistra. Ma Berlusconi - aggiunge Bossi - non cade e non cadrà... Un governo cade se non fa niente ma lui di cose ne ha fatte tante...».
NYTIMES: «G8 COMMEDIA, TRAGEDIA O FARSA. DIPENDE DA BERLUSCONI» - A creare un clima di ulteriore attesa sul G8, con riflettori sempre più puntati su Berlusconi, arriva anche il New York Times che scrive come il vertice potrebbe assumere le caratteristiche della commedia, della tragedia o dell'impresa seria auspicata dai suoi organizzatori. Il più importante quotidiano Usa precisa che l'esito del vertice dipende dal premier Silvio Berlusconi, e dagli «scandali da soap opera a sfondo sessuale» da cui è costretto a difendersi. Ma non solo: a condizionare la riuscita o meno del vertice potranno contribuire anche altri due fattori, il sisma e i no global.
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