27/06/2010
Berlusconi e la misteriosa dama bianca
Berlusconi e la misteriosa dama biancaAl G8 a toronto. Curiosità sulla bella signora bionda scesa per ultima dall'aereo della delegazione italiana in Canada
TORONTO - Bionda, appariscente e per un giorno senza nome. La donna del mistero al seguito della ristretta delegazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al G8 di Huntsville ha suscitato molta curiosità quando, vestita di bianco e con i capelli scompigliati dal vento, è stata vista scendere dalla scaletta dell’aereo di Stato. A distanza di 24 ore, la «dama bianca» ha finalmente un nome, ed anche un ruolo definito nella delegazione italiana: è Federica Gagliardi, già membro del comitato elettorale di Renata Polverini e ora capo della segreteria del segretario generale della Regione Lazio.
| Federica Gagliardi (da Facebook) |
Ai tempi della campagna elettorale delle Regionali, la Gagliardi ha avuto modo di entrare in contatto con palazzo Chigi, e - spiegano dalla delegazione italiana - aveva espresso la richiesta di far parte di una missione internazionale. Occasione che si è presentata a distanza di pochi mesi per il G8-G20 in Canada: vista l’impossibilità di una delle segretarie di partire per l’Ontario, la bionda trentenne è stata chiamata a fare parte della segreteria della delegazione italiana. Una presenza notata anche dalle altre delegazioni, che raccontano della presenza della Gagliardi al welcome dinner che ha aperto i lavori del summit di Huntsville. (fonte: Apcom)
12:42 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, toronto, g8, mistero, donna, appare, aereo, berlusconi, curiosità, ricerca, nome, federica gagliardi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
09/06/2010
La Schiavone: «Un onore sedersi accanto a Piersilvio»
La Schiavone: «Un onore sedersi accanto a Piersilvio»Visita della tennista a Palazzo Chigi, che si confonde sul nome del premier. «È una persona molto energica: in 7-8 minuti ci ha raccontato un sacco di cose e pure due barzellette»
![]() |
| (Reuters) |
ROMA - L'emozione di entrare in quelle che ha definito «bellissime stanze» di Palazzo Chigi ha giocato a Francesca Schiavone un piccolo scherzo. Parlando con i cronisti nella sala conferenze stampa dopo l'incontro con il premier Silvio Berlusconi, si lascia andare ad una piccola gaffe: « È stato un grande onore sedersi vicino a Piersilvio...».
LA PASSEGGIATA TRA LE "BELLISSIME STANZE" - La tennista italiana, la prima nella storia a trionfare in un torneo del grande slam, ha "sfilato" per le stanze di Palazzo Chigi, avvolta in un abito firmato Armani e tacchi alti. Accolta da una folta delegazione del governo, la sportiva lombarda si è concessa per qualche foto con il premier e poi per una breve conferenza stampa con Rocco Crimi, sottosegretario allo Sport e Gianni Letta, che la incorona: «Oggi a Palazzo Chigi c'è una sola regina». E così è: tutti in fila per una foto con lei, dai sottosegretari ai funzionari del palazzo. Lei sorride e racconta della passeggiata tra le «bellissime stanze» di Palazzo Chigi e ovviamente del faccia a faccia con Berlusconi. È una persona «molto energica- dice- in 7-8 minuti ci ha raccontato un sacco di cose e pure due barzellette. Ci ha parlato molto di lui e la cosa mi ha molto interessato. È un grande uomo, pieno di ambizioni grandissime, ma non lo scopro certo io. A sentirlo a pelle è molto simpatico, estroverso». Pausa, sorriso, piccolo rossore sulle guance. Prima di aggiungere: «Certo, parla, parla tantissimo...».
11:45 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: curiosità, visita, palazzo chigi, francesca schiavone, gaffe, confonde, nome, premier, berlusconi, chiamato, piersilvio | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
01/06/2010
Mihajlovic, ancora non c'è ed è già un caso
Mihajlovic, ancora non c'è ed è già un casoSport. La carriera di Sinisa e l’altolà di Sofri per le sue idee politiche
Evitate di sfruculiarlo. L’autocontrollo non è mai stato il suo forte. Meglio non chiedere referenze a Vieira, che si sentì apostrofare per il colore della sua pelle (Versione di Patrick: «Mi ha chiamato scimmia». Versione di Sinisa: «Lui mi ha detto zingaro di m. e io gli ho risposto negro di m.»). E meno male che non ci sarà un incontro ravvicinato con Mutu, sputato e calpestato durante un tristemente famoso Lazio-Chelsea: otto giornate di squalifica. E’ tutto? Non proprio. Nel suo curriculum (eccellente) di calciatore tuttofare, figura anche un’indagine per uno striscione, «Onore alla tigre Arkan», in morte di un terrorista serbo accusato di genocidio e apparso nella curva degli ultrà della Lazio pare su sua specifica richiesta. Ecco, le abbiamo citate tutte e subito le macchie sulla sua carriera perché è giusto non far finta di non sapere, ma anche perché per gli sbagli del passato Mihajlovic ha già regolato i suoi conti con la giustizia sportiva.
Non è un buon esempio? Adriano Sofri, sul Foglio e poi sul Riformista, ha scritto che non può essere l’uomo giusto per Firenze: «Ha usato e abusato del suo ruolo sportivo per esaltare le sue opinioni, e poiché i suoi idoli erano Arkan e le tigri serbiste e le loro imprese criminali, mi sembra difficile che ideali simili non influiscano sul modo di considerare l’agonismo sportivo e la formazione dei campioni a lui affidati». E’ un processo alle intenzioni. Dopo l’episodio dello striscione, non ci ha più provato. Continua a ritenere Arkan un eroe? Sarebbe orribile, ma irrilevante per il suo lavoro. Del resto, Mourinho è il più grande di tutti e nessuno gli chiede conto delle sue idee di destra radicale. Né si è mai eccepito su quanto possa essere condizionato il gioco di Hiddink dai suoi rigidi ideali socialisti. Il nuovo allenatore della Fiorentina ha il diritto di essere giudicato per il suo (breve) passato da tecnico e soprattutto per il lavoro che saprà svolgere d’ora in avanti. Certo, il carattere di una persona, quello non si cambia.
Mihajlovic è uno che non porgerà mai l’altra guancia. Ne sa qualcosa anche Totti, recentemente vittima dei suoi strali. Ma avere carattere significa avere quello che viene definito un cattivo carattere e nello stesso tempo avere quello che viene definito un cattivo carattere significa avere carattere. Non è detto che questo sia un male per un capo in generale e per un allenatore in particolare. D’accordo, Prandelli non era così, eppure ha lavorato benissimo e, ultima stagione a parte, ha ottenuto risultati straordinari con i suoi metodi da buon padre di famiglia. Ma non c’è una sola strada per il successo. E’ ragionevole pensare che i dirigenti viola abbiano voluto cambiare registro in panchina proprio per non avere un replicante, magari buono come Cesare, ma meno bravo di lui.
Dunque, parliamo di Mihajlovic allenatore. Ottima spalla di Mancini all’Inter. Forse anche qualcosa di più. Di sicuro, curava l’addestramento specifico dei difensori. Per il resto è sempre difficile calcolare il peso specifico di un allenatore in seconda. Va comunque detto che la prima stagione di Mancini senza Mihajlovic, al Manchester City, è stata deludente: fallito l’obiettivo zona Champions nell’anno in cui una delle big four, il Liverpool, ha steccato la stagione. Anche Sinisa ha steccato la prima. A Bologna non ha lasciato il segno: esonerato e senza di lui la squadra si è salvata. Meglio, molto meglio a Catania. Sembrava una missione impossibile. Perché la squadra, pronosticata da retrocessione a inizio stagione, con Atzori aveva cominciato giocando benino ma senza fare punti.
Con il suo arrivo è cominciata una rimonta fantastica e realizzata mantenendo alta la qualità del gioco. Salvezza, e senza eccessivi affanni. Gruppo condotto con grande personalità. Si può dire che Mihajlovic sia stato l’unico allenatore giovane a non avere sbagliato stagione. Ha messo in campo una squadra offensiva, intensa, armonica, piacevole. Senza timori reverenziali nei confronti delle grandi (ha battuto Inter e Juventus). Anche duttile tatticamente con quel 4-3-3 di base che si trasforma in 4-1-4-1 quando c’è la necessità di ripiegare. Insomma, quella della Fiorentina è sicuramente una scommessa, ma non un azzardo puro. E, per fortuna, Arkan è morto e anche da vivo non ha mai giocato a pallone.
Gianfranco Teotino
15:24 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, calcio, fiorentina, allenatore, squadra, polemiche, nome, sinisha mihajlovic, altolà, sofri, serbo, tifoso, arkan | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/02/2009
La città di Eu pensa di cambiare il nome Su Internet nessuno la trova
La città di Eu pensa di cambiare il nome Su Internet nessuno la trova
La cittadina normanna ha visto crollare il numero dei turisti. I motori di ricerca elencano decine di pagine che fanno riferimento all'Unione europea
![]() |
| Una vista di Eu |
EU (FRANCIA) - Da quando Internet è diventato d'uso comune, qualsiasi città turistica ha tratto benefici dal web. L'eccezione che conferma la regola si chiama Eu, storica ed elegante cittadina della Normandia, residenza reale dal 1830 al 1848, borgo amato e visitato da illustri personaggi come Giovanna D'Arco, Gugliemo il Conquistatore e Riccardo Cuor di Leone. Negli ultimi anni però la città normanna, che conta circa 8000 abitanti, ha visto crollare il turismo per colpa di Internet. Infatti gli internauti che intendono avere informazioni su Eu attraverso il web difficilmente troveranno quello che cercano: dopo aver digitato il nome del paesino su qualsiasi motore di ricerca essi troveranno solo pagine che fanno riferimento all'Unione Europea (Ue) oppure al verbo avere (in francese la parola "eu" indica il participio passato del verbo avere, il nostro "avuto"). Altri siti francesi esclusivamente dedicati al turismo come Voyages-Sncf.com non riconoscono nemmeno il nome della città normanna. Per mettersi al passo con i tempi e rivitalizzare il turismo Marie-Françoise Gaouyer, sindaco della città, ha avanzato una proposta: cambiare il nome del paese aggiungendoci una sillaba o una parola.
REFERENDUM - Non sarebbe il primo caso di città che cambia nome per questione pratiche. L'anno scorso ad esempio i cittadini di Vantoux, in Francia, decisero di cambiare il loro nome perché "Vantoux" nella lingua transalpina significa "vandali". Alla fine optarono per "Vantouseins"(cittadini di Vantoux). Negli Usa recentemente la città di Olema, in onore di Barak Obama, ha deciso di sostituire due delle lettere presenti nel proprio nome per identificarlo con quello del Presidente. L'energica prima cittadina di Eu è decisa a seguire la stessa strada. Assicura che cambiar nome non sarà affatto una tragedia e ha già in mente diverse opzioni. La prima è quella di "Mairie de la Ville d'Eu” e che la Gaouyer ha già detto di preferire. Ma non disdegna altri nomi come "Eu-le-Château" oppure "Eu-en-Normandie". Secondo il sindaco saranno i cittadini attraverso un referendum a decidere il nome definitivo: «Dobbiamo adattarci alla modernità, soprattutto in un mondo dove Internet è essenziale» ha dichiarato la prima cittadina al quotidiano locale ParisNormandie.
CONTRARI - Tuttavia non sarà facile convincere i residenti. Sono tanti quelli che si dichiarano contrari alla proposta del sindaco: «Internet o altro, io ho sempre chiamato la mia città Eu e certo non cambio adesso» taglia corto il sessantaduenne Jack Lavoine. Più pratico Jean-Claude Andréoni che a chi gli contesta il fatto che la città è poco conosciuta, controbatte: «Se proprio i turisti vogliono conoscerla, si dirà Eu la città che confina con Tréport. Oppure con Dieppe. Cosi va sicuramente meglio. Ma non cambieremo certo nome a causa di Internet». Sebbene ci vorranno almeno quattro anni prima che Eu abbia un nuovo nome (il consiglio comunale dovrà prima indire il referendum, poi dopo che questo sarà stato approvato ci vorrà anche una legge del Parlamento) il referendum sembra inevitabile. «Per trovare su un motore di ricerca la città di Eu bisogna almeno visualizzare una decina di pagine» afferma Jacques Richard, direttore dell'ente del turismo Otsi (Office de Tourisme et de syndicats d'initative). «Oggi sempre più persone organizzano le loro vacanze usando internet. Se non trovano immediatamente la città di Eu, probabilmente decidono di passare le vacanze altrove» conclude il direttore
08:44 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: città, sconosciuta, internet, eu, nome, cambiare nome, città normanna, normandia, francia, turismo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







