18/02/2011
Pio Albergo Trivulzio, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuari
Pio Albergo Trivulzio, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuariIn lista la compagna di Pisapia. Lui: «Macchina del fango contro di me». Ci sono anche il direttore generale del Milan Ariedo Braida, Carla Fracci e un Cordero di Montezemolo
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Case di lusso a prezzi low cost. Scontro sulla lista degli inquilini
Case di lusso a prezzi low cost. Scontro sulla lista degli inquiliniIl presidente del consiglio comunale: oggi consegno i nomi. Milano, i privilegiati nell'elenco degli affitti del Pio Albergo Trivulzio
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16/01/2011
Wikileaks: «Lunedì avremo i dati di 2 mila conti in Svizzera, tra cui 40 politici»
Wikileaks: «Lunedì avremo i dati di 2 mila conti in Svizzera, tra cui 40 politici»Provengono da almeno tre istituzioni finanziarie e vanno dal 1990 al 2009. «Li valuteremo e se ci sarà traccia di evasione fiscale, saranno diffusi»
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03/07/2010
Lista Falciani, spuntano i primi 25 nomi
Lista Falciani, spuntano i primi 25 nomiLe fiamme gialle di Torino stanno lavorando sui nominativi di contribuenti italiani, contenuti nell'elenco dell'ex informatico del gruppo bancario Hsbc. Tra questi un ex ambasciatore e tanti personaggi non proprio noti
MILANO - Quelli che hanno superato il milione di dollari sono tutti ultrasettantenni. E adesso dovranno spiegare come mai abbiano scelto la filiale ginevrina della banca inglese Hsbc per mettere al sicuro il proprio «tesoretto». Tra i primi a farlo sarà l’ambasciatore Giuseppe Maria Borga, seguito da Donatella Marchini e da Alessandro Scarpaccini che hanno un deposito ciascuno con una somma perfettamente uguale: 1.035.501 dollari.
Benestanti e prestanome
Eccoli i primi nomi della «lista Falciani», gli italiani che hanno trasferito soldi all’estero e sono stati scovati dopo il «tradimento» del responsabile del sistema informatico dell’istituto di credito, Hervé Falciani appunto, scappato con l’elenco dei clienti. Ecco le prime 25 persone inserite nella più ampia rosa dei cento stilata in base ai «canoni di pericolosità fiscale» e adesso sottoposti a verifica dalla Guardia di Finanza perché hanno portato fuori dall’Italia un totale di 8 milioni e 299 mila dollari. Li hanno scelti - in un totale di 6936 «posizioni» - perché risulta che non hanno presentato denuncia dei redditi, oppure perché la loro dichiarazione è stata ritenuta «incongrua » rispetto alle somme che hanno movimentato. È la procura di Torino ad aver avviato le indagini per accertare eventuali episodi di riciclaggio. Alle Fiamme Gialle sono state affidate le verifiche su eventuali reati commessi. Ma i controlli riguardano soprattutto la regolarità dei versamenti al fisco.
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| Hervé Falciani, 38 anni, lavorava come informatico presso la sede di Ginevra in svizzera del gruppo bancario inglese Hsbc. E' riuscito a sottrarre i dati di quasi 6mila contribuenti e ha formato la "Lista Falciani" |
E dunque si estendono anche all’eventualità che alcuni di loro siano prestanome degli effettivi titolari. Al quarto posto della lista c’è Antonia Cesareo, 66 anni, che può contare su una provvista di 831.908 dollari, seguita a poca distanza da Guido Hermann Targiani che invece di soldi ne aveva portati in Svizzera 729.955. Nei giorni scorsi hanno tutti ricevuto un avviso a presentarsi per essere informati di quanto è stato scoperto, ma soprattutto per fornire giustificazione a questo trasferimento di soldi oppure chiarire se nel frattempo si sono avvalsi dello «scudo» varato dal Parlamento nell’ottobre del 2009. Chi non ne ha usufruito e non potrà dimostrare la liceità del proprio comportamento rischia di pagare una multa che va dal 20 al 50 per cento della cifra occultata al fisco, oltre alla tassa sul reddito maggiorata fino al 400 per cento. Ha 87 anni Ida Di Nola e un gruzzolo pari a 540.489 euro. Una cifra di molto inferiore la possiede Mario Baccari che di anni ne ha 81 e 61.425 dollari sul conto. Tra i più giovani ci sono Andrea Moccaldi, 37 anni, che risulta titolare di un conto con 342.675 dollari e Karim Amiji, 35, che oltrefrontiera ne ha portati 82.917. Provvista sostanziosa anche per Cherifa Hadjsadok, 44, con un deposito che ammonta a 401.896 dollari. E per Sabrina Piperno che di anni ne ha 42 e sul conto della Hsbc ne ha messi 514.530.
I conti frazionati
Al decimo posto della lista c’è Laurence Victor Journo con una provvista di 285.638 dollari. I nomi stranieri non devono ingannare. Si tratta sicuramente di cittadini italiani visto che sono titolari del codice fiscale, così come ha già accertato l’Agenzia delle Entrate a cui sono state chieste una serie di verifiche incrociate con altri dati che ha già a disposizione. L’interesse primario per il recupero delle tasse non versate riguarda infatti l’intera movimentazione che si può ricostruire attraverso l’analisi del dossier titoli, gli eventuali acquisti di valuta, i fondi di investimento. E poi bisogna stabilire se c’è stato un frazionamento tra membri della stessa famiglia. È l’ipotesi suggerita esaminando i conti di Anna Rosa, 56, Stefano 54, e Marco Estri, 50, che hanno rispettivamente: 115.615, 115.250, 114,991 dollari.
Le provviste basse
Francesco Locatelli, classe 1930, vanta un conto con 261.304 dollari. Niente a che vedere con quei 132 depositi che superano i 10 milioni di dollari, ma è comunque una cifra consistente. Di poco inferiore quella di Francesco Sette, 53 anni, che ha 188.863. Mara Tonizzo, 57, ha 113.764; Renata Mariotti, 61 anni, può invece contare su 112.576 dollari. Gli investigatori si interrogano adesso su quei depositi inferiori agli 80.000 dollari per capire come mai si sia deciso di tenere i soldi all’estero e così rischiare di incappare nelle maglie del fisco. È la domanda che sarà posta a Robert Miller, classe 1945, che risulta aver portato a Ginevra 79.097 dollari oppure a Haym Markovits, 61 anni, che ne ha trasferiti 40.844. Consuelo Palmerini ha 38 anni, che motivo aveva di tenere all’estero 21.866 dollari? Oppure Maria Luisa Leone, 75 anni, che ne ha 22.396. L’ipotesi è questo soldi possano essere parte di una provvista più ampia che è stata divisa su conti correnti intestati a persone diverse, oppure su banche diverse. Ma è anche possibile che si sia deciso, per un motivo lecito, che era più agevole non lasciarli in Italia. Per non rischiare le multe, gli interessati dovranno adesso dimostrarlo visto che in materia fiscale è stato introdotto l’inversione dell’onere della prova e dunque è il contribuente a dover portare gli elementi a proprio favore.
Fiorenza Sarzanini
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27/06/2010
Berloni, Zucchero e gli altri: un miliardo a San Marino
Berloni, Zucchero e gli altri: un miliardo a San MarinoL'ITER SI E' BLOCCATO: LE AUTORITA' DELLA ROCCA CHIEDONO SINGOLE ROGATORIE NOMINATIVE. La Guardia di Finanza ha acquisito una lista con 1200 nomi: anche i calciatori Amoruso e Palombo
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| Zucchero (Ansa) |
ROMA — Un miliardo di euro. È l’entità delle somme che, a sentire gli investigatori, almeno 1.200 italiani hanno depositato o fatto transitare a San Marino negli ultimi quattro anni e mezzo. La lista dei presunti evasori fiscali è stata acquisita dalla Guardia di Finanza durante alcune perquisizioni avvenute nei mesi scorsi sul Titano a caccia di tracce utili per individuare gli eventuali riciclatori di denaro sporco che potrebbero aver utilizzato la ex Smi Bank e gli strumenti forniti da Iti Finanziaria e Iti Leasing e la fiduciaria Anphora, riconducibili al conte Enrico Maria Pasquini. Tra i nomi su cui la magistratura vorrebbe avere mano libera per svolgere accertamenti, il cantante Zucchero, Clara Nasi (moglie di Pasquini, imparentata con la famiglia Agnelli), i fratelli Antonio e Marcello Berloni (dell’omonimo gruppo industriale), Adolfo Guzzini (presidente e ad della iGuzzini), Giancarlo Morbidelli (fondatore della casa motociclistica), il re dei prosciutti Sante Levoni, l’ex calciatore Lorenzo Marronaro, il presidente del Cesena (appena promosso in serie A) Igor Campedelli, i giocatori Nicola Amoruso (Atalanta) e Angelo Palombo (Sampdoria), Matteo Melley (avvocato e presidente della fondazione Carispe), l’immobiliarista romano Valter Mainetti (con la società Sorgente ha acquistato grattacieli a New York). «Il rapporto di Walter e Paola Mainetti con la società fiduciaria Smi—ha precisato l’azienda— si è limitato ad una intestazione fiduciaria di un immobile. L’operazione, normalissima per chi opera sui mercati internazionali, è stata effettuata nella massima trasparenza e regolarmente dichiarata alle autorità italiane competenti».
Nessuno dei personaggi i cui nomi appaiono nell’elenco è indagato. E le Fiamme Gialle incaricate dell’inchiesta della pm romana Perla Lori, almeno allo stato, non hanno la possibilità di compiere verifiche approfondire per accertare la sussistenza di violazioni fiscali. Per questo, è in atto un duro scontro con le autorità di San Marino. Il giudice del Titano Lamberto Emiliani ha dato via libera alla rogatoria che ha consentito l’esecuzione delle perquisizioni (tra i documenti sequestrati, c’è la lista per il momento composta solo di nomi e cognomi, date e luoghi di nascita dei soggetti) ma l’iter si è poi bloccato. Apparentemente le autorità della Rocca sono collaborative: in realtà, secondo i magistrati romani, oppongono una sorta di resistenza passiva. Come? E’ presto detto: alla richiesta di conoscere i flussi di denaro in entrata e uscita di ogni contribuente (peraltro non c’è alcuna certezza che si tratti di reali intestatari dei conti, si sospetta che in parecchi casi ci si trovi di fronte a prestanome) è stata opposta la necessità di far pervenire singole rogatorie nominative.
Un lavoro enorme, praticamente impossibile da portare a termine rispettando i tempi di prescrizioni e scadenze processuali varie. C’è di più: nell’elenco sequestrato dalla Guardia di Finanza i nomi sono poco più di 1.700. Da San Marino, ne sono stati «cassati» 500. Motivo? Alle toghe romane sono stati forniti solo i nomi degli italiani residenti nel nostro Paese. E se un cittadino italiano ha trasferito la residenza, in maniera più o meno fittizia, a Montecarlo? Niente da fare, quel nome viene gelosamente custodito dal Titano nelle sue (per ora) inviolabili casseforti.
Flavio Haver
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02/06/2010
Lippi: «Ho scelto i 23 più adattabili»
Lippi: «Ho scelto i 23 più adattabili»L'ITALIA VERSO IL MONDIALE. «E in Sudafrica porto anche Cossu come 24esimo»
SESTRIERE - «Le scelte sono state tutte in funzione dell'adattabilità dei giocatori a diverse posizioni in campo e alla maniera in cui vogliamo giocare. Non è una questione di aver scelto uno più bravo dell'altro. Sono tutti ragazzi molto seri, molto partecipi. Ho privilegiato la duttilità»: così il c.t. azzurro Marcello Lippi ha spiegato le sue scelte sulla rosa dei 23 convocati per il Mondiale sudafricano. «Gliel'ho detto ieri sera, ma quando erano stati convocati 28 giocatori sapevano tutti che c'era la certezza che cinque di loro avrebbero continuato a stare con noi fino alla fine del ritiro e a disposizione. La loro reazione è stata di dispiacere e anche per me lo è stato. Le esclusioni sono state tutte particolarmente difficili. Per Giuseppe Rossi vale forse un po' di più perché da più a lungo era con noi» ha aggiunto il commissario tecnico. Che poi ha preso tempo sulla scelta di Camoranesi, infortunatosi ieri: «In Sudafrica potrei portare anche un ventiquattresimo giocatore, nei prossimi giorni vedremo l'evoluzione di Camoranesi. Potrebbe essere, per lo meno fino alla prima partita. Si ripete quanto successe in Germania con Bonera. Cossu il ventiquattresimo? Potrebbe essere».
Lippi ha poi confermato che i cinque esclusi rimarranno con la nazionale fino alla seconda amichevole, sabato con la Svizzera a Ginevra. Domani sera a Bruxelles c'è invece il Messico: «Un test determinante per chiarirsi le idee», visto che l'avversario si avvicina per caratteristiche di gioco al Paraguay, primo ostacolo al Mondiale, il prossimo 14 giugno. Per questo, dopo l'allenamento di questo pomeriggio, il c.t. azzurro scioglierà le riserve sulla formazione, ma la strada è tracciata. «Proveremo l'assetto più volte testato in questi giorni, con qualche variante negli uomini», ha detto Lippi, cioè il 4-2-3-1 sul quale ha lavorato in questi giorni. Infine, uno scatto d'orgoglio da parte del c.t.: «Tutti dicevano, e lo sento ancora oggi, che sono troppo riconoscente con i campioni: invece ho cambiato la squadra al 50%. Non potevo lasciarne a casa 23 solo perché erano a Berlino nel 2006. Qui ci sono anche tanti giocatori giovani e abbastanza esperti. Sono il futuro della nazionale, ma devono essere anche il presente».
Redazione online
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18/05/2010
Evasori, oggi in Italia la lista Falciani Consegnato il faldone con 7000 nomi
Evasori, oggi in Italia la lista Falciani Consegnato il faldone con 7000 nomiSONO PRESENTI NELL'ELENCO SOTTRATTO DALL'EX DIPENDENTE DELLA DIVISIONE SVIZZERA DI HSBC. Nelle mani della Guardia di Finanza la lista dei correntisti italiani sospettati di evasione fiscale
MILANO - Gli uomini della Guardia di Finanza sono entrati in possesso dei nomi dei correntisti italiani sospettati di evasione fiscale presenti nella lista sottratta dall'ex ipendente Hervè Falciani alla divisione svizzera di Hsbc. Le Fiamme gialle hanno già preso in consegna il faldone, che contiene i nomi di oltre 7000 italiani, a Parigi e lo stanno riportando in Italia. Il faldone con i nomi dei connazionali sospettati di evasione è stato consegnato dal procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier. Lo ha confermato lo stesso magistrato francese: «Abbiamo avuto l'ordine di elaborare l'elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi. Abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorità». (Fonte Adnkronos)
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11/05/2010
Calcio: ecco la lista dei 30 per i Mondiali
Calcio: ecco la lista dei 30 per i MondialiEntro il primo giugno saranno comunicati i 23 definitivi. Una sola sorpresa rispetto al previsto. Non c'è Legrottaglie, al suo posto un attaccante in più
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| Il ct della Nazionale Marcello Lippi (Ansa) |
MILANO - Il commissario tecnico della Nazionale Marcello Lippi ha scelto i 30 giocatori per i Mondiali in Sud Africa. Il primo giugno Lippi dovrà comunicare i nomi dei 23 definitivi. Rispetto alle indiscrezioni circolate in questi giorni è uscito dai 30 prescelti il difensore della Juve Legrottaglie. È entrato invece un altro attaccante, Giuseppe Rossi del Villarreal.
LA LISTA - Questi i giocatori selezionati dal ct azzurro:
Portieri: Buffon, De Sanctis, Marchetti, Sirigu.
Difensori: Bocchetti, Bonucci, Cannavaro F., Cassani, Chiellini, Criscito, Grosso, Maggio, Zambrotta. Centrocampisti: Camoranesi, Candreva, Cossu, De Rossi, Gattuso, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe, Pirlo.
Attaccanti: Borriello, Di Natale, Gilardino, Iaquinta, Pazzini, Quagliarella, Giuseppe Rossi.
Per ora Lippi conferma la sua predilezione per la Juventus, che può contare su 8 convocati, contro i 4 del Milan, i 3 del Napoli, i due di Udinese, Cagliari, Palermo, Genoa, Fiorentina, Samp e gli unici giocatori di Roma, Bari e Villareal. Nessun giocatore dell'Inter quindi (che però nella sua formazione tipo avrebbe come unico giocatore convocabile Mario Balotelli) e solo un giocatore per i giallorossi, che insieme ai nerazzurri hanno dominato il campionato italiano.
Redazione online
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25/11/2009
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Cosentino, la Camera dice no all'arresto
Al voto l'Udc si divide. Il Pdl fa quadrato per il no. Il Pd aveva dato via libera. Respinta dalla giunta per le autorizzazioni la richiesta del tribunale di Napoli
| Il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino (Emblema) |
ROMA - La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha detto no alla richiesta di arresto nei confronti del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica.
I VOTI - La proposta del relatore Nino Lo Presti di negare l’autorizzazione al Tribunale di Napoli è infatti stata approvata con 11 voti a favore, 6 contrari e un astenuto, il radicale del Pd Maurizio Turco. Il resto dei democratici, compreso il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, ha respinto la proposta del relatore aderendo quindi alla richiesta di arresto, mentre i due componenti dell’Udc hanno espresso voti diversi fra loro: Domenico Zinzi contrario all’arresto, Pierluigi Mantini favorevole così come l’Idv Federico Palomba. Bruno Cesario, campano, ex Pd, da ieri con il movimento di Francesco Rutelli, era assente.
PAROLA ALL'AULA - La delibera della Giunta ora approderà in aula entro il 10 dicembre, termine entro il quale, come da regolamento, devono essere esaminate le richieste di arresto per un deputato. L'ultima parola su Cosentino spetta dunque all'assemblea di Montecitorio. Al Senato, invece, oggi è il giorno della mozione di sfiducia contro il segretario presentata da Pd e Idv. Il vicecapogruppo dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha invitato la maggioranza a fare quadrato in difesa dell'esponente del governo spiegando che, diversamente, si finirebbe col creare le condizioni per colpire anche Silvio Berlusconi.
«FUMIS PERECUTIONIS» - Intanto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchito denuncia la gravità del comportamento di politici dell’opposizione che alimentano «insulti e aggressioni» alla Giunta per le immunità della Camera per il no all’arresto di Nicola Cosentino. «E’ evidente che per Di Pietro e qualche altro - scrive Cicchitto in una nota- l’unica linea possibile è quella della manette. La maggioranza dei componenti della Giunta per le Autorizzazioni è stata di diverso parere e ha rilevato l’esistenza di un fumus persecutionis; non per questo va insultata e aggredita. C’è chi sta cercando di creare un pessimo clima nel nostro Paese. Va in questo senso anche la sollecitazione di chi a livello politico sostiene che tutto ciò che i magistrati affermano o deliberano va accettato a scatola chiusa».
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11/11/2009
Il pentito e i nomi dei politici Spuntano Landolfi e Bocchino
Il pentito e i nomi dei politici Spuntano Landolfi e Bocchino
L'INCHIESTA - LE CARTE. L’imprenditore dei Casalesi: Cosentino è il mio padrone
| Nicola Cosentino |
NAPOLI - «Sappi che il mio padrone è Nicola Cosentino, e più di quello nessuno ti poteva raccomandare... fai conto che sei già dentro». Così diceva l’imprenditore in odore di camorra al giovane che aspettava l’assunzione nel consorzio Eco4, nato per gestire lo smaltimento dei rifiuti nell’area casertana. E lui, Nicola Cosentino, confermava: «L’Eco4 è una mia creatura, l’Eco4 song’io ! ». È la storia di questo consorzio già al centro di altre indagini antimafia che porta il sottosegretario all’Economia, nonché coordinatore del Pdl in Campania, all’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, con la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura di Napoli al giudice per le indagini preliminari. I capi di imputazione contro Cosentino sono pesanti. «Contribuiva, sin dagli anni Novanta, a rafforzare vertici e attività dei gruppi camorristi Bidognetti e Schiavone, dai quali riceveva puntuale sostegno elettorale». Inoltre, negli anni avrebbe «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche». E la richiesta di arresto viene giustificata anche con «la persistenza del debito di gratitudine» che il sottosegretario avrebbe verso i clan di Casal di Principe.
Il tessuto criminale
L’inchiesta si basa sulle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia. Il ruolo centrale è quello di Gaetano Vassallo, un imprenditore legato, per sua stessa ammissione, alla cosca di Francesco Bidognetti. Il nome dell’esponente politico del Pdl Vassallo lo fa ai magistrati per la prima volta l’1 aprile del 2008, raccontando di un incontro tra il sottosegretario e Sergio Orsi, l’imprenditore che definiva Cosentino «mio padrone», e che con il fratello Michele (ucciso a Casal di Principe nel giugno del 2008) gestiva l’Eco4. «Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Cosentino e anche l’onorevole Landolfi (Mario Landolfi, parlamentare e vicecoordinatore del Pdl in Campania; ndr ) aveva svariati interessi in quella società. Presenziai personalmente alla consegna di cinquantamila euro in contanti da parte di Orsi Sergio all’onorevole Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe». In un’altra deposizione, Vassallo riferisce quanto gli avrebbe raccontato uno degli esponenti della famiglia Bidognetti nel corso di un summit: «Ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali. In particolare, Bidognetti Raffaele (...) riferì che gli onorevoli Italo Bocchino (vicecapogruppo del Pdl alla Camera; ndr ), Nicola Cosentino, Gennaro Coronella (senatore Pdl; ndr ) e Landolfi facevano parte del 'nostro tessuto camorristico'».
La camorra
L’Eco4 era un’azienda che il gip definisce «pura espressione della criminalità organizzata». Va ricordato che si tratta di società a capitale misto, quindi anche pubblico, governata di fatto da personaggi detti «Zio» (soprannome di Francesco Bidognetti), «Panzone» e «Gigino o’ drink» e dove aveva un ruolo anche un personaggio come Emilio Di Caterino (poi pentito), uno degli autori del massacro di Castelvolturno, in cui il gruppo stragista dei Casalesi uccise sette immigrati. Nel 2002, Eco4 entra nel progetto per la realizzazione del termovalorizzatore nella provincia di Caserta. La sede viene scelta a Santa Maria La Fossa, attraverso una procedura che passa dal Commissariato straordinario per i rifiuti, all’epoca gestito da Antonio Bassolino, il quale, chiamato a testimoniare, «non sapeva fornire ragioni» sull’ordinanza firmata dal suo vice Giulio Facchi, nome che appare più volte nelle intercettazioni telefoniche dei «dirigenti» di Eco4. A quel tempo, Santa Maria La Fossa non è però sotto il controllo dei Bidognetti ma degli Schiavone, il più potente clan dei casalesi. Quindi Vassallo, che nella società è il referente dei Bidognetti, viene messo da parte: «L’onorevole Cosentino mi spiegò quali erano le ragioni della mia esclusione dal consorzio. Mi spiegò che ormai gli interessi economici del clan dei casalesi si erano focalizzati, per quanto riguarda il tipo di attività in questione, nell’area geografica controllata dagli Schiavone (...) e che pertanto il gruppo Bidognetti era stato 'fatto fuori' perché non aveva alcun potere su Santa Maria La Fossa. Ne derivava la mia estromissione. In poche parole l’onorevole Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dal clan dei casalesi».
I nipoti del cardinale
Dell’Eco4 e di Cosentino parla ai giudici anche Michele Orsi, in una deposizione del giugno 2007: «Circa il 70 per cento delle assunzioni che vennero operate per la Eco4 erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico- elettorali, richieste da Valente (Giuseppe Valente, presidente del consorzio; ndr ), Cosentino e Landolfi (...) Ricordo ad esempio le assunzioni di Picone Nicola, vicesindaco di Trentola, e quella di Oliviero, consigliere di Villa Literno, entrambe richieste dall’on. Cosentino. Sempre Cosentino ci richiese l’assunzione di due nipoti del Cardinale Sepe, da noi regolarmente attuate».
Fulvio Bufi
Marco Imarisio
corriere.it
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