02/09/2011
Wikileaks, online tutti i cablo americani
Wikileaks, online tutti i cablo americaniJulian Assange di nuovo in azione. Pubblicati oltre 250 mila documenti riservati della diplomazia Usa. Polemiche per i nomi di informatori e attivisti: non sarebbero stati «depurati»
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04/01/2009
Indagini su un appalto. E Richardson rinuncia al ministero offerto da Obama
Indagini su un appalto. E Richardson rinuncia al ministero offerto da Obama| Bill Richardson con Barack Obama |
LE ACCUSE - Richardson, che è uno dei più importanti esponenti politici della comunità latina americana, avrebbe aiutato, secondo l’accusa, la società privata a vincere un contratto pubblico del valore di 1 miliardo di dollari. La stessa società ha finanziato con diverse donazioni (la maggiore delle quali di 75.000 dollari) la corsa alle primarie di Richardson, che fu tra i primi sfidanti dello stesso Obama. Il nome del governatore era circolato con una certa insistenza anche per il posto di segretario di Stato. Il presidente eletto Barack Obama ha fatto sapere di aver accettato le «dimissioni» di Richardson «con profondo rammarico». «E’ un gesto espresso di sua volontà che pone la Nazione avanti al resto», ha detto Obama che ha aggiunto come «Richardson avrebbe dato un grande contributo al dipartimento del Commercio ed alla squadra economica». Il governatore del New Mexico, che resterà dunque nel suo attuale incarico, ha detto di aver rinunciato alla nomina perchè l’inchiesta lo costringerebbe a ritardare il suo arrivo a Washington. «Vista la gravità della situazione economica non posso chiedere al presidente eletto di ritardare anche di un solo giorno l’importante lavoro che deve essere svolto». Il governatore ha poi aggiunto di essere disponibile a lavorare per l’amministrazione Obama in futuro «in qualunque modo il presidente eletto ritenga opportuno».
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11/12/2008
Ambiente, premio Nobel nel dream team
Ambiente, premio Nobel nel dream teamManca solo il nome di chi guiderà il dipartimento degli Interni. Il fisico Steven Chu scelto da Obama come segretario per l'Energia. Imponente la squadra per la difesa del pianeta
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| Steven Chu |
TEAM DI ESPERTI - Steven Chu, 60 anni, figlio d'immigrati cinesi, ha vinto il Nobel per la Fisica nel 1997 per lo sviluppo di metodi per raffreddare gli atomi, ma in seguito ha rivolto sempre più la sua attenzione ai problemi dell'ambiente. Nel 2004 ha lasciato l'università di Stanford per guidare il Lawrence Berkley national laboratory e farne, come spiega il suo sito, «il leader mondiale nella ricerca sull'energia rinnovabile e alternativa». A gennaio Chu è stato uno degli ospiti del festival della Scienza all'auditorium di Roma. Carol Browner, avvocato della Florida ed ex assistente parlamentare di Gore, è stata alla guida dell'Epa durante gli otto anni dell'amministrazione Clinton. In questa veste ha imposto stretti limiti al livello d'inquinamento dell'aria, che le lobby industriali hanno tentato invano di bloccare con ricorsi alla Corte Suprema. Ora avrà un incarico inedito alla Casa Bianca per sovrintendere alle politiche per il clima, l'energia e l'ambiente. Alla guida dell'Epa andrà invece Lisa Jackson, afroamericana democratica nativa di New Orleans e più precisamente del Ninth Ward, il quartiere popolare devastato dall'uragano Katrina. La madre e il patrigno fuggirono appena in tempo, ma la loro casa fu completamente distrutta. La Jackson è stata capo del dipartimento per la protezione ambientale del New Jersey ed era stata da poco nominata capo dello staff del governatore di questo stato. Nancy Sutley, che dirigerà il consiglio della Casa Bianca per la qualità ambientale, ha lavorato a fianco della Browner all'Epa ed è attualmente vice sindaco di Los Angeles. Ha fatto parte del consiglio per il controllo delle risorse idriche della California ed è il primo esponente apertamente gay della futura amministrazione Obama.
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24/11/2008
Obama: «Crisi, le migliori menti per superarla»
Obama: «Crisi, le migliori menti per superarla»Presenta il suo team economico e parla della stagnazione: «E' di proporzioni storiche»
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| Obama durante la presentazione della squadra economica |
«SCOSSA ALL'ECONOMIA» - Obama si è augurato che il Congresso dia vita, a gennaio, a un «piano economico aggressivo» per far fronte alla crisi. Il futuro presidente ha parlato di un piano di stimolo dell'economia da attuare «subito», senza dettagliarne l'entità. «Non possiamo esitare e non possiamo rinviare - ha sottolineato -. Abbiamo bisogno di un grosso piano di stimolo». Obama ha spiegato di non voler, in questa fase, «discutere numeri» sulle dimensioni di questo intervento. «Dobbiamo essere certi che sia vasto abbastanza - ha detto il presidente eletto - da provocare una scossa nel sistema economico. Faremo in modo che scuota l'economia per farla tornare in forma».
«NUOVI POSTI DI LAVORO» - Obama ha ribadito che tra gli obiettivi di lungo termine del piano economico che dettaglierà nelle prossime settimane, c'è la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro entro il gennaio 2011. «C'è un consenso a livello politico - ha detto il presidente eletto - sul fatto che ci sia bisogno di un nuovo stimolo». I media hanno ipotizzato un intervento di dimensioni comprese tra i 500 e i 700 miliardi di dollari, con alcune fonti che si sono spinte fino a ipotizzare la necessità di un intervento da 1.000 miliardi di dollari. La cautela mostrata da Obama nel non voler rivelare in anticipo i dettagli della propria strategia, secondo molti analisti, ha avuto un'influenza negativa sul listino di Wall Street che in concomitanza con la diffusione delle parole di Obama non ha registrato variazioni di rilievo. In ogni caso per la giornata di martedì è attesa una nuova conferenza stampa dedicata al bilancio federale.
FRENO SU AUMENTO TASSE - Il futuro capo della Casa Bianca potrebbe inogni caso ritardare l'annunciato colpo di spugna sui tagli alle tasse per i redditi più alti varati durante l'amministrazione Bush, e lasciare che tali misure perdano efficacia alla loro scadenza naturale, alla fine del 2010. Non lo ha detto lui peronalmente ma è quanto emerge dalle dichiarazioni di due suoi consulenti, David Axelrod e Bill Daley, intervistati dalla televisione. Le parole dei due membri dello staff suggeriscono che Obama non voglia aggiungere nuovi carichi fiscali in un periodo di crisi, nonostante il sempre più vasto debito pubblico statunitense e l'aggravarsi dello stato dei conti pubblici, ma è anche possibile che il successore di Bush voglia guadagnarsi il sostegno dei Repubblicani per allargare la base di consenso intorno al piano di stimolo per l'economia da lui annunciato. Durante il suo mandato Bush aveva abbassato le tasse dal 39,6% al 35% sui redditi più alti. Obama aveva promesso di annullare gli sgravi per i più ricchi in modo da poter alleggerire il carico fiscale della classe media.
«I CERVELLI MIGLIORI» - Molte parole Obama le ha invece spese per presentare i suoi collaboratori. La nuova squadra economica, ha spiegato il presidente eletto, mette insieme «i migliori cervelli d'America» ed è stata scelta «sulla base dell'esperienza» ma anche della capacità di offrire «idee coraggiose» per uscire dalla crisi. Obama ha aggiunto che la filosofia comune a tutti i membri della sua squadra economica è che «non possiamo avere una Wall Street che prospera se non prospera anche Main Street».Tra i nomi scelti da Obama ci sono Christina Romer, una economista di Berkeley, alla guida del Council of Economic Advisers, un organismo della Casa Bianca che ha compiti consultivi e che in passato è stato diretto da due futuri presidenti della Fed, Alan Greenspan e Ben Bernanke; Timothy Geithner come prossimo ministro del Tesoro; e Larry Summers alla guida del Consiglio nazionale per l'economia alla Casa Bianca. Melody Barnes sarà invece a capo del Consiglio di politica interna della Casa Bianca. La Barnes, una collaboratrice di Ted Kennedy, lavorerà fianco a fianco con la squadra economica per aiutare l'America a uscire dalla crisi.
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15/11/2008
Obama vuole Hillary segretario di Stato
Obama vuole Hillary segretario di StatoLa Cnn cita fonti democratiche. Anche il vice Biden spinge per la senatrice. L'ex first lady vola a Chicago per incontrare il neo-presidente
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| Hillary Clinton sul palco in sostegno di Barack Obama |
WASHINGTON — Lo scorso gennaio, alla domanda su quali libri avrebbe considerato essenziali se fosse stato eletto presidente, Barack Obama rispose indicando una biografia di Abraham Lincoln, scritta da Doris Kearn Goodwin, dal titolo Team of Rivals, squadra di rivali: «Parla della capacità di Lincoln di portare nel suo governo gli oppositori e chi si era candidato contro di lui. Si sentiva abbastanza sicuro da volere queste voci dissenzienti vicino. È quello che intendo fare da presidente». «Signed, sealed, delivered», potremmo dire citando la canzone di Stevie Wonder, colonna sonora della sua campagna. Potrebbe essere Hillary Clinton il prossimo segretario di Stato americano, l'ambasciatrice nel mondo dell'Amministrazione Obama. L'incarico le è stato offerto ieri pomeriggio dallo stesso presidente-eletto.
Circolata fra l'incredulità dei più nei giorni scorsi, la notizia è letteralmente deflagrata giovedì sera, quando due anonimi consiglieri di Obama l'hanno confermata alla Nbc e al Washington Post. L'ex first lady è volata a Chicago su richiesta del presidente eletto, il quale secondo altre due fonti anonime, citate dalla Cnn, le avrebbe chiesto se sia interessata a servire nel suo governo, alla guida della diplomazia. Nessuno, nel campo di Obama o in quello dei Clinton, ha voluto commentare l'ipotesi. Parlando ieri ad Albany, Hillary ha messo le mani avanti: «Non sono qui per speculare o discutere su nulla che riguardi l'Amministrazione del presidente eletto». Fonti democratiche hanno assicurato al Corriere che la Clinton è in pole position per il Dipartimento di Stato, accanto alla candidatura di Bill Richardson, governatore del New Messico, che Obama ha incontrato ieri dopo aver visto Hillary.
A spingere nella direzione della ex first lady, il futuro vicepresidente Joe Biden. Biden avrebbe serie perplessità su John Kerry, il senatore del Massachusetts e candidato alla presidenza nel 2004, che finora è stato considerato in cima alla lista dei papabili. Il posto di ministro degli Esteri per Kerry dovrebbe essere la ricompensa del suo appoggio a Obama, dato in gennaio quando la corsa alla nomination era ancora aperta e Hillary rimaneva favorita. Le fonti dicono anche, con una punta di malizia, che Kerry prima di appoggiare Obama si fosse offerto a Clinton, chiedendo in cambio la stessa promessa, ricevendone un rifiuto.
Sia come sia, Joe Biden emerge come il consigliere decisivo e più ascoltato da Obama in politica estera. Ed è questo che potrebbe far pendere la bilancia in favore dell'ex first lady, che Biden, suo collega al Senato, ha in grande stima. In una delle sue recente gaffe, gli scappò di dire che «Hillary sarebbe stata una candidata alla vicepresidenza migliore di me». Più importante sarebbe il messaggio di forza e di unità che Obama manderebbe all'America e al mondo, scegliendo l'antica rivale, la regina che ha spodestato, come suo ministro degli Esteri. Dopo i veleni delle primarie, «segnalerebbe la sua serietà, quando parla di superare le divisioni », spiega il politologo Paul Light della New York University.
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11/11/2008
Obama è Renegade: ecco i nomi in codice
Obama è Renegade: ecco i nomi in codiceLa moglie Michelle è Rinascimento: svelati gli appellativi che la scorta ha assegnato alla «first family» americana
WASHINGTON - Barack Obama è «Renegade» (il rinnegato) così lo aveva già ribattezzato il secret service americano per identificarlo rapidamente, da quando nel maggio 2007 il senatore era stato messo sotto la protezione degli agenti federali. La stampa Usa ha svelato ora i nomi in codice, o «nicknames», ovvero i soprannomi che la scorta ha assegnato agli altri membri della famiglia del 44esimo presidente. «Renegade», che per certi versi potrebbe anche essere l'omonimo telefilm con Lorenzo Lamas, non è però un nomignolo scelto a caso: nel codice militare della Nato è il termine con cui si indicano gli aerei sospettati di essere stati dirottati da terroristi.
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| Barack Obama |
I PIÙ BIZZARRI - I vari presidenti (con relative consorti e famiglie) si sono visti affibbiare negli anni i nomi più strani, spesso divertenti: George W. Bush si è guadagnato il nome di «Tumbler», cioè il bicchierone piatto da acqua o da cocktail; la first lady Laura quello di «Tempo». «Evergreen» (sempreverde) è stato invece il nomignolo assegnato dalla scorta dell'intelligence per Hillary Clinton mentre «Eagle» (aquila) era quello del marito Bill. «Energy» veniva chiamata la figlia Chelsea mentre per il vicepresidente Al Gore era stato scelto il nome di «Saw Horse» (il cavalletto per segare la legna). George Bush senior era chiamato «Timberwolf» (lupo dei boschi), la consorte Barbara «Tranquility». E ancora: Ronald Reagan e la moglie Nancy erano rispettivamente «Rawhide», (dalla omonima serie tv western) e «Rainbow» (arcobaleno). Tra i nomi decisamente più bizzarri c'è «Dancer», data a Rosalynn Carter, moglie del presidente Jimmy Carter; «Searchlight» (proiettore) per Richard Nixon; «Lancer» (lanciere) per John F. Kennedy e «General», naturalmente per Harry Truman.
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