25/04/2012
La discriminazione geografica della Rc Auto. E quella norma "affossata" dal governo
La discriminazione geografica della Rc Auto. E quella norma "affossata" dal governoAnalisi supermoney: a napoli tariffa media superiore di tre volte rispetto a milano. Le liberalizzazioni teorizzavano per «le classi di massimo sconto identiche offerte su base nazionale». Ma il Ministero dello Sviluppo economico chiarisce: «Contrasto con la normativa europea»
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20/07/2011
Dl rifiuti, Lega: «Verso ritiro»
Dl rifiuti, Lega: «Verso ritiro»EMERGENZA NAPOLI. Il presidente dei deputati leghisti Reguzzoni: «Decadenza dei termini». Spunta l'ipotesi di un nuovo provvedimento
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26/03/2011
L'ultimo mantra di Santoro, Saviano e Vendola? Sostenere che il Nord è peggio del Meridione. Vendola spara: «Lombardia mafiosa» Formigoni lo gela: «Ma si droga?»
L'ultimo mantra di Santoro, Saviano e Vendola? Sostenere che il Nord è peggio del Meridione. Vendola spara: «Lombardia mafiosa» Formigoni lo gela: «Ma si droga?»Durissimo scontro tra Formigoni e Vendola dopo l'attacco del governatore pugliese: "Al Nord la 'ndrangheta controlla le Asl. La Lombardia è la regione più mafiosa d'Italia". Il numero uno del Pirellone: "E' un miserabile che parla sotto effetto di sostanze". Ma la sanità lombarda è un modello per l'Italia
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19/11/2010
Fini: "La mafia è ovunque ci siano interessi"
Fini: "La mafia è ovunque ci siano interessi"Il presidente della Camera interviene sulla polemica che ha visto contrapporsi lo scrittore Saviano e il ministro dell'Interno Maroni: "Non capisco come ci si possa indignare se c'è chi dice che la criminalità è anche al Nord".
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03/08/2010
Maturità con lode, Sud più bravo: Nord doppiato Lega attacca: "Sospetto sbilanciamento di voti"
Maturità con lode, Sud più bravo: Nord doppiato Lega attacca: "Sospetto sbilanciamento di voti"Agli studenti delle regioni del Sud il primato di più bravi d’Italia: è al meridione, infatti, che si sono contati più 100 e lode all’ultimo esame di maturità. Il Carroccio: "C'è uno sbilanciamento dei voti che rischia di infliggere un duro colpo al criterio della meritocrazia"
Roma - Agli studenti delle regioni del Sud il primato di più bravi d’Italia: è al meridione, infatti, che si sono contati più 100 e lode all’ultimo esame di maturità. Al Nord, invece, gli studenti al top sembrano molti meno, ma i numeri così sproporzionati fanno venire qualche dubbio sull’utilizzo di uguali metodi di giudizio. ma la Lega Nord non ci sta. Tanto che il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, attacca: "C'è uno sbilanciamento dei voti che desta più di un sospetto e rischia di infliggere un duro colpo al criterio della meritocrazia".
Al Sud i più bravi a scuola Secondo un’anticipazione del Corriere della Sera, "vicinissima ai risultati definitivi" del Ministero, sono 4.037 allo stato i diplomati cum laude negli istituti superiori italiani: di questi 2.016 ù quasi la metà esatta ù provengono dalle regioni meridionali e dalle isole. Più del doppio di quelli del Nord. Se il record "secco", in base ai numeri, spetta alla Puglia (631), in realtà a voler guardare la percentuale sul totale dei diplomati la medaglia d'oro va alla Calabria: "solo" 362 lodi, che però rappresentano ben il 2,1% sull0ammontare complessivo dei diplomati. La Puglia si ferma poco sotto, con l'1,8%. Salendo un po' lungo lo Stivale, si scopre che anche Umbria e Marche si difendono bene, rispettivamente con l'1,6 e l'1,4% (che corrispondono a 89 e 156 ragazze e ragazzi), e persino l'Emilia si attesta sull'1,4%, ovvero 336 "bravissimi".
La situzione al Nord Nelle Regioni del Nord, di norma dunque, gli studenti al top sono in percentuale meno di quelli al Sud. L'Emilia-Romagna è insieme alla Liguria ferma all'1%. La Lombardia con 256 lodi si aggiudica uno 0,5%; il Piemonte con 208 è allo 0,9%. E se in Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia nessun istituto ha assegnato più di 7 lodi, in Sardegna e Toscana soltanto uno ha raggiunto quota 9 e in Molise non c'è chi sia andato oltre quota 5, nelle Regioni del Sud le cifre hanno un andamento ben diverso: in Sicilia, 4 scuole hanno elargito più di 11 lodi, in Calabria 7 hanno superato il 14, e in Puglia 10 hanno oltrepassato la boa dei 10 "eccellenti". Sono calabresi 7 istituti su 10 nella top ten dei "lodisti": 26 bravissimi nel solo liceo Da Vinci di Reggio. Insomma, conclude il Corriere, i voti al Sud sono ottimi, ma questo sbilanciamento con gli istituti del Nord "porta con sé l'ombra di qualche dubbio".
Lega: "Un colpo alla meritocrazia" "Non è un elemento per cui rallegrarsi quello che vede gli studenti del Sud emergere dagli esami di maturità come quelli con un punteggio nettamente più alto rispetto a quelli del Nord", ha commentato il leghista Boni temendo una disparità di valutazione: "Non vorremmo infatti che le scuole di una certa parte del Paese abbiano dimostrato una maggiore indulgenza e una minore rigidità nell’attestare la preparazione dei maturandi, senza rendersi conto dei disastri causati nell’elargire a pioggia voti elevatissimi". Boni ha poi denunciato "un’eccessiva discrezionalità che di fatto rischia unicamente di ostacolare il percorso scolastico di coloro che, pur non avendo ottenuto il massimo dei voti, hanno magari una preparazione migliore di tanti altri studenti".
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15/04/2010
Bossi : ci prenderemo le banche del Nord Vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli
Bossi : ci prenderemo le banche del Nord Vertice con Berlusconi a Palazzo GrazioliRiflettori puntati sul ministero dell'agricoltura. Giovedì il Cavaliere vede Fini. Il Senatur: «No alla federazione col Pdl, il Carroccio sta da solo». Altolà sulla legge elettorale: non si cambia.
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| Umberto Bossi arriva a Palazzo Grazioli accompagnato dal figlio Renzo e da Rosy Mauro (Di Vita) |
MILANO - La Lega non è disponibile a una federazione con il Pdl, ma è pronta a conquistare le banche del Nord. Lo ha assicurato Umberto Bossi, che in serata ha incontrato il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli per fare il punto sulle Riforme. «È chiaro che avremo uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo» ha spiegato il leader del Carroccio. Forte del successo della Lega alle regionali, il Senatur non si scompone quando i giornalisti a Montecitorio gli chiedono conto della possibilità che un leghista vada a Palazzo Chigi nel 2013 in caso di riforma in senso semi-presidenziale. «Vedremo - è stata la sua risposta -. Abbiamo già dimostrato che tutto è possibile», ma in ogni caso «la Lega ha già tante poltrone e non ce ne interessa una in più».
LEGGE ELETTORALE - Quanto alle riforme, l'avvertimento del Senatur è chiaro: «Si va in Commissione ed è lì che si vede quale è l'interesse del Pd a fare le riforme». Il percorso, ha aggiunto il ministro, è noto: «Si parte dal Consiglio dei ministri, che approva una legge, poi si vedono le modifiche che porta la sinistra». Altolà comunque sulla legge elettorale. «Non si tocca - ha detto il numero uno del Carroccio - . Stiamo parlando di federalismo e non di legge elettorale. La legge elettorale funziona già e io toglierei il doppio turno anche alla Comunali. Se si fa il federalismo si deve fare il Senato federale - ha poi spiegato -. Schifani non ha detto che non vuole il Senato federale, ha detto che non deve diventare una Camera di seconda serie e non lo sarà».
INCONTRO CON IL PREMIER - Il colloquio a palazzo Grazioli non aveva come tema solamente la road map per le riforme ma anche, è stato spiegato dall'entourage della presidenza del consiglio, per «ufficializzare» anche alla presenza del Senatur la nomina di Giancarlo Galan a ministro dell’Agricoltura, promozione che potrebbe arrivare già in vista del Consiglio dei ministri di venerdì. «È un incontro tra due amici. Andrà tutto bene» aveva assicurato Paolo Bonaiuti prima dell'inizio del faccia a faccia. Resta però da vedere quale sarà la posizione della Lega sull'assegnazione di un ministero che fino ad oggi era stato in quota Carroccio e che al Carroccio aveva dato notevole visibilità, come spiega anche il travolgente successo di Luca Zaia alle Regionali. Ai cronisti Bossi non aveva voluto rilasciare commenti: «Ne parlo direttamente con Berlusconi». Il figlio Renzo, già all'indomani delle Regionali, aveva fatto però notare che in quel ministero la Lega aveva operato bene. E proprio dal figlio e da Rosy Mauro il Senatur si è fatto accompagnare all'incontro serale con il Cavaliere. In ogni caso, lo stesso Bossi si era detto nei giorni scorsi possibilista circa un via libera a Galan, non ricandidato in Veneto proprio per fare posto a Zaia.
IL CONFRONTO CON FINI - Giovedì mattina, invece, il Cavaliere vedrà l'altro cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini. Da fonti vicine alla presidenza del Consiglio, riportate dalle agenzie di stampa, si apprende che i due si sono sentiti al rientro di Berlusconi dal summit sul nucleare a Washington e hanno stabilito di tenere il loro mini-vertice che servirà a chiarire diverse questioni e a parlare del delicato tema delle riforme. In vista dell'incontro, il ministro Sandro Bondi, da sempre molto vicino a Berlusconi, invita il presidente della Camera a smarcarsi pure, «ma senza ossessioni». Proprio sul tema delle riforme Fini si è confrontato in mattinata anche con Renato Schifani.
Redazione online
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13/08/2009
Pensioni d'invalidità, boom al Sud: sono il 50% in più rispetto al Nord
Pensioni d'invalidità, boom al Sud: sono il 50% in più rispetto al Nord
Oltre due di invalidi milioni in Italia. La Lombardia la regione che ha meno pensioni
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| Un invalido aiutato da un volontario (Fotogramma) |
MILANO - Oltre 2 milioni gli invalidi in Italia che percepiscono una pensione di invalidità e nel Sud il numero di prestazioni, in rapporto alla popolazione, è del 50% superiore rispetto al Nord. Se nel Sud e Isole ci sono 4,39 pensioni ogni 100 abitanti, al Nord il rapporto scende a 2,91. In Italia la Regione con meno pensioni di invalidità, sempre in rapporto alla popolazione, è la Lombardia (2,79). Sono alcuni dei dati contenuti nella 'Relazione Generale sulla situazione economica del Paese 2008' del ministero dell'Economia. Nel rapporto si sottolinea la necessità di intervenire sulla materia e soprattutto sui controlli: «Nonostante i numerosi interventi normativi - scrive il Tesoro - la materia necessita ancora di un riordino complessivo, in particolare per quanto riguarda la definizione degli interventi, le modalità di accertamento e verifica». Se in tutte le regioni del Sud c'è «un numero relativamente maggiore di prestazioni», come si legge nel rapporto, da segnalare sono anche i casi di Umbria e Liguria dove vengono erogate rispettivamente 5,48 e 4,10 prestazioni ogni 100 abitanti.
IL MINISTRO- Questi dati « sono la riprova di un modo distorto con cui si è fatto politica nel Meridione e di come ora si debba dare una sterzata». Lo ha affermato, in una nota, il ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi. «Non bisogna cioè commettere gli errori del passato. Quando parlo di rivoluzione per il futuro del Sud mi riferisco anche a questo. Il Meridione ha bisogno di una nuova prospettiva, non più di elemosine».
LA LEGA- «Ora non ci si può nascondere dietro altre scusanti: il Sud deve camminare con le sue gambe, deve produrre la ricchezza per il suo popolo, deve avere la forza di ribellarsi a clientelismo, inefficienza e certa sospetta regalia degli enti locali». Commentano così i dati del ministero dell' Economia sulle pensioni di invalidità, i senatori della Lega Nord, in commissione lavoro del Senato, Angela Maraventano e Armando Valli che aggiungono: «Solo nella pubblica amministrazione ci sono più lavoratori nel Sud, che in media in quasi tutto il resto del paese».
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16/07/2009
Sud, in dieci anni 700 mila emigrati Napolitano: «Superare i divari»
Sud, in dieci anni 700 mila emigrati Napolitano: «Superare i divari»
Il rapporto svimez. Solo nel 2008 in 122mila si sono spostato al Centro-Nord. Le partenze soprattutto da Campania, Puglia, Sicilia
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ROMA - «Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto». Lo scrive il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al Presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, Nino Novacco in occasione della presentazione del «Rapporto SVIMEZ 2009 sull'economia del Mezzogiorno. Lo studio fotografa la situazione economica del Sud italiano, rilevando un crollo del Pil a -1,1% il Pil delle regioni meridionali nel 2008, e contiene dati preoccupanti soprattutto in relazione al numero degli emigrati: in dieci anni (1997 -2008) - si legge - circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno.
«ITALIA SPACCATA IN DUE» - Il Mezzogiorno, secondo il rapporto, è la Cenerentola d'Europa. «Caso unico» nel vecchio Continente, «l'Italia- sottolinea l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno - continua a presentarsi come un Paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-nord che attira e smista flussi al suo interno corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni». I posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, «sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all’emigrazione». Così nel 2008 il Sud ha perso oltre 122mila residenti a favore del Centro-nord, a fronte di un rientro di circa 60mila persone. Oltre l’87% delle partenze ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia.
L'APPELLO DI NAPOLITANO - «La crisi economica rafforza il convincimento - scrive Napolitano - che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese. Il fatto che le politiche di riequilibrio territoriale messe in atto in passato abbiano conseguito risultati insufficienti rende certamente indispensabile un forte impegno di efficienza e di innovazione da parte delle istituzioni meridionali; ma questo impegno non sarebbe sufficiente senza il supporto di una strategia di politica economica nazionale mirata al superamento dei divari in termini di dotazione di infrastrutture, di investimento in capitale umano, di rendimento delle amministrazioni pubbliche e di qualità dei servizi pubblici».
L'EMORRAGI PIU' FORTE IN CAMPANIA - Tornando allo studio, l’emorragia più forte è in Campania (-25mila), seguono Puglia (-12.200) e Sicilia (-11.600). Nel 2008 poi - spiega lo Svimez - sono stati 173mila gli occupati residenti nel Sud ma con un posto di lavoro al Centro-nord o all’estero, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Sono i pendolari di lungo raggio, cittadini a termine che rientrano a casa nel weekend o un paio di volte al mese. Sono giovani e con un livello di studio medio-alto: l’80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato (il 24% è laureato). Spesso sono maschi, single, dipendenti full-time in una fase transitoria della loro vita, come l’ingresso o l’assestamento nel mercato del lavoro. Le regioni che attraggono maggiormente i pendolari - secondo il rapporto - sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. È da segnalare però la crescita dei pendolari meridionali verso altre province del Mezzogiorno, pur lontane dal luogo d’origine: 60mila nel 2008 (erano 24mila nel 2007).
DIMINUITI I LAUREATI NEGLI ATENEI MERIDIONALI - Rispetto ai primi anni 2000, poi, sono aumentati i giovani meridionali trasferiti al Centro-nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. In vistosa crescita le partenze dei laureati «eccellenti>: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. La mobilità geografica Sud-Nord - conclude lo Svimez - permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano dopo la laurea al Centro-nord vanno incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% dei giovani "immobili al Sud" non arriva a 1.000 euro al mese, mentre il 63% di chi è partito dopo la laurea guadagna tra 1.000 e 1.500 euro e oltre il 16% più di 1.500 euro.
30/04/2009
Crolla ponte sul Po, un ferito
Crolla ponte sul Po, un feritoHa ceduto un'arcata della struttura che collega Piacenza alla sponda lombarda. Alcune auto precipitate nel fiume. Sul posto vigili del fuoco e sommozzatori. Traffico in tilt, treni regolari
MILANO - Un'arcata del ponte ha ceduto è c'è stato il crollo. L'ondata di piena del Po potrebbe essere tra le cause, anche se non ancora accertato, del cedimento parziale del ponte sulla Statale 9 che collega Piacenza alla sponda lombarda, nel territorio di San Rocco al Porto (Lodi). Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco sommozzatori che hanno soccorso almeno tre persone che si trovavano in alcune auto precipitate in acqua. Tuttavia, secondo l'Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, non risulta alcun ferito grave. Il 118 di Lodi è intervenuto con un’automedica e tre mezzi di base: i soccorritori hanno accertato che due delle persone precipitate sono risultate illese e mentre una è rimasta ferita in forma non preoccupante ed è stata portata all’ospedale di Codogno.
AUTO NELLA GOLENA - Il disastro è avvenuto attorno alle 12.50. L'arcata, appoggiata su due piloni, ha ceduto da quello più interno all'alveo, appoggiandosi inclinata sulla sottostante golena, a qualche metro dell'alveo vero e proprio. In quel momento stavano transitando alcune vetture, tre delle quali sono come scivolate verso il basso, senza precipitare e, soprattutto, senza finire nella corrente di piena. «Non sappiamo ancora con certezza cosa sia successo: le campate del ponte sono cadute in acqua trascinandosi dietro le auto. I vigili del fuoco stanno verificando la presenza di eventuali dispersi» ha detto Maurizio Mainetti, responsabile del servizio gestione emergenze della Protezione Civile.
LA GRU INCASTRATA - Il cedimento ha interessato dunque il tratto che sovrasta la golena, non il letto del fiume. Nei paraggi è atterrato un elicottero del 118 e i vigili del fuoco hanno calato un'autoscala per raggiungere il ferito che era aggrappato a uno sportello di una delle tre auto precipitate. Sul ponte che ha ceduto erano stati di recente effettuati lavori di ristrutturazione. Non solo: nella giornata di mercoledì lo stesso viadotto era stato bloccato al traffico per oltre quattro ore per le conseguenze di un singolare incidente stradale, che però non sembra avere alcun nesso con il crollo: un autocarro che trasportava una gru, infatti, era rimasto incastrato con il sovrastante viadotto dell'autostrada Brescia-Cremona. Per la rimozione dei mezzi e per la valutazione di eventuali danni sulla struttura superiore erano occorse diverse ore di lavoro, con il traffico impazzito. Nella valutazione dell'incidente c'è pure la ricerca di eventuali nessi causali tra i lavori e il cedimento, anche alla luce del fatto che la piena appena passata, 7,51 metri, era pesante ma poco in confronto ai 10,50 metri del 2000.
TRENI REGOLARI - Il traffico in tutta la zona ha ovviamente subito ripercussioni, con lunghe code e rallentamenti sulle altre strade su cui è stata deviata la circolazione. Trenitalia ha fatto invece sapere di non avere ricevuto alcuna disposizione dalla Protezione civile per il blocco del traffic sull'adiacente ponte ferroviario che collega il nord al sud. Quindi - si legge in una nota della compagnia ferroviaria - il traffico è regolare sia sulla vecchia linea che sulla nuova dell'Alta Velocità. I tecnici Fs - ha spiegato l'ufficio stampa di Ferrovie dello Stato - hanno verificato la regolarità della situazione infrastrutturale sia sul ponte della linea Tav che su quello della linea tradizionale, evidenziando che nessun danno è stato riportato dal cedimento del vicino ponte stradale.









