20/04/2012

Dietrofront del governo: non sarà cancellata l'esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati

Dietrofront del governo: non sarà cancellata l'esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati

Il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. La nota del ministero: solo un refuso nel testo, la norma sarà ripristinata con un emendamento dell'esecutivo

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11/02/2010

Donazione di organi, si cambia: la scelta nella carta d'identità

Donazione di organi, si cambia: la scelta nella carta d'identità

 

Trapianti - Se ne discute in Italia da ventidue anni. La norma inserita nel «Milleproroghe»

 

ROMA - Si indicherà sulla carta d’identità se si vuole essere o meno donatori di organi. Il documento di riconoscimento «deve contenere l’indicazione del consenso ovvero del diniego della persona cui si riferisce a donare i propri organi in caso di morte », prevede un comma del maxiemendamento al decreto milleproroghe sul quale il governo ieri ha posto la fiducia. Se approvata, la novità potrebbe dare una spinta alle donazione in un Paese, l’Italia, che già si colloca tra i prima in Europa nel settore dei trapianti, con 21 donatori per milione di abitanti. L’iniziativa del governo è l’ultimo capitolo di un dibattito cominciato nel 1988, quando il tema fu discusso per la prima volta in Parlamento. Nel 1999 fu varata la legge 91 che introduce il silenzio-assenso informato. Un provvedimento che però non ha avuto completa applicazione per la mancata creazione del registro informatico dei potenziali donatori. «Grazie all’art. 23 della legge, sulla base del quale il cittadino può esprimere la volontà di donare—spiega il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa — un milione di persone hanno comunque espresso la loro volontà».

Ad esempio, con una dichiarazione scritta accompagnata da data e forma, oppure con una tessera di un’associazione donatori, o ancora con il tesserino blu introdotto dal ministero della salute nell’aprile 2000. «Tutte queste possibilità sono ugualmente valide» sottolinea Nanni Costa. La legge prevede che se una persona ha espresso la propria volontà, al momento della morte se ne prende atto; se non lo ha fatto, i familiari hanno diritto ad opporsi all’espianto degli organi. La 91 prevede che possa farlo il coniuge, in assenza di questo i figli e, in assenza dei figli, i genitori: Oggi, intanto, alle 11 si riunirà la conferenza dei capigruppo del Senato per decidere i tempi del voto di fiducia mentre la commissione Bilancio è al lavoro per il parere. C’è infatti un problema riguardante la copertura per la proroga della sospensione dei pagamenti dei tributi per le popolazioni abruzzesi. Ma ieri sera il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha assicurato che la questione sarà risolta con la relazione tecnica del governo. Numerose le novità del maxiemendamento. I visti per gli immigrati per lavoro saranno rilasciati «entro il 30 novembre, nel limite delle quote stabilite nell’ultimo decreto emanato. La fiera di Milano potrà entrare nella gestione di Expo 2015. C’è la conferma della proroga degli sfratti al 31 dicembre 2010.

Enrico Marro


05/01/2010

Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»

Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»

 

Col nuovo anno è entrata in vigore la controversa norma «Hadopi». Gli utenti accusati di file sharing illegale saranno avvisati prima con una email, poi con una lettera, ma poi scatterà la disconnessione da Internet

 

(Fotogramma)

PARIGI - Dopo un iter travagliato durato quasi due anni, in Francia è entrata in vigore la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi, dal nome dell'autorità che dall'1 gennaio 2010 è chiamata a vigilare sui comportamenti degli utenti d'Oltralpe.

CHE COSA PREVEDE - Descritta come una delle più severe norme contro il download illegale, la legge prevede un percorso educativo basato su un sistema di risposta graduale in tre tappe: gli utenti scoperti a scaricare file protetti da copyright (musica, film e altre opere d'ingegno) saranno avvisati una prima volta via mail, una seconda volta attraverso una raccomandata cartacea e al terzo «errore» saranno invitati a comparire davanti a un giudice, che potrà decidere se applicare una multa o la disconnessione forzata. In tutti questi casi, a ricevere gli avvisi non è chi ha commesso il reato, ma il titolare dell'abbonamento internet. HADOPI - A vigilare su tutto il processo, sarà l'Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi), i cui nove membri sono stati da poco nominati. L'Autorità farà da intermediaria tra gli aventi diritto (artisti, major) e i fornitori di connettività, chiamati a cooperare per denunciare gli utenti che scaricano file illegalmente. A differenza della prima versione della legge (bocciata dalla Corte Costituzionale)-, l'Hadopi non potrà disconnettere un abbonato senza il parere preventivo di un giudice.

OBIETTIVI - Fortemente spalleggiata da Sarkozy, che l'ha presentata come una norma-modello per altri Paesi europei, la nuova legge intende ridurre drasticamente il fenomeno della pirateria. Come ha spiegato il senatore Michel Thiolliere alla Bbc, «dopo il primo avviso due utenti su tre smetteranno di scaricare file illegali. Al secondo avviso il 95% abbandonerà del tutto questa abitudine».

OPPOSITORI - Eppure in molti sollevano dubbi sull'efficacia dell'Hadopi: come è già accaduto in altri Paesi, gli utenti troveranno presto nuovi modi per condividere file protetti da copyright. La webzine Torrent Freak elenca sei modalità per fruire di contenuti online senza problemi. Il provvedimento non piace nemmeno ai servizi segreti inglesi che temono il dilagare di nuovi sistemi protetti per scaricare in tutto anonimato. Simili servizi renderebbero ancora più dura la lotta delle autorità internazionali contro la pedo-pornografia e altre attività criminali online.

Nicola Bruno


09/09/2009

Via libera alla norma sui precari Interesserà 12-13 mila insegnanti

Via libera alla norma sui precari Interesserà 12-13 mila insegnanti

 

Approvato dal Consiglio dei ministri. Prevista l'indennità di disoccupazione per i docenti ai quali non sono state rinnovate le supplenze annuali

 

Mariastella Gelmini (Infophoto)
Mariastella Gelmini (Infophoto)

ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha approvato una norma che consente di tutelare gli insegnanti precari. La norma verrà inserita nel decreto legge Ronchi (su questioni ambientali) e interesserà una platea di 12-13 mila docenti ai quali quest'anno non saranno rinnovate le supplenze annuali: questi docenti, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a Palazzo Chigi, potranno così beneficiare dell’indennità di disoccupazione, sulla base di un accordo con Ministero del Welfare e Inps.

COSA PREVEDE LA NORMA - Coloro che hanno diritto all'indennità di disoccupazione - ha spiegato la Gelmini in una conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri - potranno avere (grazie alla norma inserita nel decreto Ronchi e quindi in vigore appena pubblicata in Gazzetta ufficiale) una via preferenziale per rimanere all'interno della scuola, attraverso le supplenze brevi, e potranno essere coinvolti in progetti educativi: contro la dispersione scolastica, il sostegno ai soggetti più deboli, o per l'orientamento. Sarà, inoltre, possibile siglare accordi con le Regioni che potranno partecipare anche in maniera finanziaria all'attuazione di questi progetti. Il progetto sarà valido soltanto per quest'anno. «Per il prossimo prevediamo - ha assicurato il ministro - che questo tipo di problemi non ci sia più».

«RAGGIUNTO UN IMPORTANTE OBIETTIVO» - «Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che anche i sindacati attendevano con ansia» ha voluto aggiungere il ministro dell'Istruzione, commentando l'ok dato dal Consiglio dei ministri alla norma sui precari. Il ministro, riferendosi quindi alla platea dei soggetti interessati, ha ricordato che la Finanziaria prevedeva un taglio di 43.000 posti; 30.000 - ha precisato - si sono però liberati con i pensionamenti e dunque il numero effettivo si aggira tra i 12 e i 13 mila.