01/01/2010
Pezzi di asteroide, polo Sud lunare e Venere: la Nasa sceglie la nuova missione
Pezzi di asteroide, polo Sud lunare e Venere: la Nasa sceglie la nuova missione
I tre progetti finalisti del programma «Nuove frontiere». Realizzazione di imprese spaziali a medio costo, ma altamente specializzate
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| Ricostruzione dello sbarco su Venere (da Nasa) |
Propongono rispettivamente un'analisi dell'atmosfera e della superficie di Venere, il reperimento di rocce al polo Sud della Luna e il recupero di frammenti di un asteroide. Sono i tre progetti finalisti prescelti dall'Agenzia spaziale statunitense tra i quali sarà scelta la sua prossima missione nello spazio. Le tre idee sono state proposte dalla comunità scientifica internazionale nell'ambito del programma New Frontiers, istituito dalla Nasa per stimolare la ricerca nell'ambito della scienza planetaria.
MISSIONI A BASSO COSTO - Solo uno dei tre progetti selezionati sarà effettivamente tradotto in realtà: il vincitore sarà annunciato entro la metà del 2011, e dovrà essere messo a punto e pronto per il lancio per la fine del 2018. Fondamentale che il costo complessivo per la sua realizzazione non superirori i 650 milioni di dollari. Questo perché lo scopo delle Nuove Frontiere della Nasa è proprio quello di intraprendere nuove e importanti esplorazioni a medio termine del nostro sistema solare, con una spesa per così dire ridotta. A ciascuno dei finalisti è stato assegnato un finanziamento di 3,3 milioni di dollari, affinché da qui al 2011 gli scienziati coinvolti possano sviluppare la propria idea in modo più dettagliato e approfondito.
PROTAGONISTI - A contendersi la possibilità di entrare nella lista ufficiale delle «missioni future» per poi diventare parte della terza esplorazione celeste prevista da New Frontiers, sono questa volta il Surface and Atmosphere Geochemical Explorer (Sage), che ha come obiettivo l'esplorazione di Venere, quindi l'Osiris-Rex, pensato per portare sulla Terra 60 grammi di materiale prelevato da un asteroide, e infine la missione Luna, che prevede un atterraggio nei pressi del polo Sud del nostro satellite naturale per prelevare un chilogrammo di materiale lunare. Come dichiarato da Ed Weiler, dello Science Mission Directorate presso la Nasa, «queste tre proposte sono quelle di maggior valore, scientificamente parlando, tra le otto sottoposte all'attenzione della Nasa quest'anno». Il primo progetto avvallato dagli scienziati di New Frontiers è stato New Horizons, lanciato nel 2006 e attualmente in corso, per l'esplorazione di Plutone; il prossimo in lista è Juno - data di lancio 2011 - per lo studio del campo magnetico di Giove.
Alessandra Carboni
17:39 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: scienze, progetti, nasa, preparazione, missioni, voli spaziali, luna, venere, nuove frontiere, imprese spaziali, costi, imprese, specializzate | OKNOtizie |
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03/11/2008
Una sauna al contrario In costume a meno 110°
Una sauna al contrario In costume a meno 110°La crioterapia riduce il dolore e dà euforia. Dopo il Giappone, si sta diffondendo anche in Europa
| Nella camera del freddo |
Si chiama crioterapia e parte dal principio che il freddo lenisce i dolori. Relegata per anni a terapia localizzata, adesso la crioterapia è diventata «total body» e, dopo le prime cliniche specializzate in Giappone, nate negli anni Ottanta, si sono moltiplicate anche nel Nord Europa le «camere del freddo»: in Polonia, in Germania, in Finlandia, in Russia più recentemente in Francia, Gran Bretagna e Austria, dove due delle cinque strutture sono a pochi chilometri dal confine italiano: a Bad Bleiberg, nel centro di cura Kurzentrum, a venti chilometri da Tarvisio e a Seefeld, all'hotel AlpenMed Lamm, a dieci minuti da Innsbruck. In Italia la crioterapia ancora non esiste, ma alcuni centri termali si stanno organizzando per proporre la nuova tecnica.
Prima di ogni trattamento il medico controlla pressione e battito cardiaco. «La crioterapia è vietata a ipertesi e cardiopatici perché con il freddo l'organismo reagisce con una violenta vasodilatazione. Niente crio anche per le donne incinte» spiega il dottor Georg Kettenhuber. Superata la visita, il secondo step è la vestizione (o meglio, svestizione): costume da bagno, calze e scarpe da ginnastica, guanti, fascia per riparare le orecchie e mascherina da chirurgo per proteggere la bocca e il naso. E' ora di entrare nella prima camera: -15˚ tanto per cominciare l'acclimatamento. Due giretti in tondo nella microstanza e si sguscia nella seconda attraverso un portellone stagno identico a quello dei maxi freezer delle macellerie. Qui il gelo non è uno scherzo: -60˚, e si sentono tutti.
Altra breve camminata e, superata la terza porta, comincia la vera terapia, a -110˚. Qui dentro è peggio dell'Antartide, dove la temperatura raggiunge «appena» i 90˚ sotto zero.
Da fuori l'infermiera è sempre in contatto audio e video con il paziente, e ogni tanto segnala quanto tempo manca alla fine della terapia. Appena si entra, la prima cosa che viene in mente per resistere a quel gelo neppure immaginabile è correre, nell'illusione di scaldarsi un po'. Sbagliato. L'infermiera ricorda subito che gambe e braccia vanno mosse, ma lentamente, per mantenere la circolazione. Il respiro affannoso invece potrebbe danneggiare le vie aeree. La pelle comincia a tirare, formicolio dappertutto. Più o meno ti senti uno stoccafisso, ogni passo sempre più rigido. Man mano che passano i secondi tremi e batti i denti. Neppure le musiche di sottofondo riescono a distrarti: l'unico pensiero è sopravvivere. Lì dentro si può resistere fino a tre minuti e mezzo. Poi è decisamente il caso di uscire se non si vuole fare la fine del ghiacciolo. Si ripassa attraverso tutte le stanze e tornare ai -15˚ è quasi come essere alla Hawaii. All'uscita ci si sente all'inizio più o meno come uno zombi, poi sempre più rilassati ed euforici. Ultima visita di controllo e poi meritato relax, al calduccio.
«La sensazione di sollievo che si prova dipende dall'azione combinata del freddo e di alcuni recettori nervosi che si trovano sulla pelle — aggiunge Kettenhuber —. In pratica quando fa freddo i recettori mandano un segnale al cervello del tipo "Attenzione fa freddo, bisogna coprirsi". E' un messaggio importante, che ha la precedenza sugli altri, compreso quello del dolore. In pratica il freddo blocca la strada ad altri stimoli nervosi in modo che questi non giungano a destinazione. Molti dei nostri pazienti soffrono di infiammazioni croniche e il freddo per loro è l'unico modo per non provare dolore per qualche ora e dopo un ciclo completo provano sollievo per settimane».
12:50 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sauna, costume, sauna gelata, crioterapia, nuove frontiere, dolore, riduzione | OKNOtizie |
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