07/05/2010

Coppa America, nuove barche e regole

Coppa America, nuove barche e regole

Conferenza stampa a ROMA ai musei capitolini. Coutts e Onorato annunciano le novità per la 34esima edizione. Regate preliminari, la fase finale nel 2013-14. Entro dicembre la scelta della sede dell'America's Cup

 

 

Russell Coutts, a sinistra, e Vincenzo Onorato: stretta di mano accanto alla Coppa America (Ap)
Russell Coutts, a sinistra, e Vincenzo Onorato: stretta di mano accanto alla Coppa America (Ap)

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - Un nuovo protocollo, ed era scontato. Una nuova classe di barche e questo era un aspetto meno certo anche se molto richiesto da sponsor, tv e partecipanti. Ma soprattutto, un nuovo spirito di collaborazione e apertura che promette di far dimenticare le estenuanti battaglie legali e verbali dell'ultima edizione. La 34esima Coppa America si annuncia come la più «democratica» negli oltre 150 anni di storia del trofeo. Almeno nelle premesse e nelle intenzioni annunciate a Roma (per la prima volta coinvolta in una sfida di Coppa America) da Russel Coutts, il neozelandese (4 volte vincitore dell'America's Cup) che nel ruolo di ceo guida il team del defender, Bmw Oracle Racing, e da Vincenzo Onorato, il Challenger of Record, ovvero il «primo sfidante» il cui ruolo è (anche) trattare con il defender a nome di tutti i team che vorranno partecipare.

 

Coutts e Onorato durante la conferenza stampa ai Musei Capitolini (Benvegnù Guaitoli)
Coutts e Onorato durante la conferenza stampa ai Musei Capitolini (Benvegnù Guaitoli)

I TEMPI - La promessa di Larry Ellison, patron di Oracle, dopo il successo su Alinghi nell'inusuale sfida dei multiscafi a Valencia, era di dare alla Coppa America una nuova vita con regole condivise, parità di condizioni tra i partecipanti, più coinvolgimento e certezze per i team, gli sponsor, le tv. Il lavoro che Coutts e Onorato stanno facendo va in questa direzione. «Anche le regole saranno scritte insieme. E in futuro gli esperti legali dei team dovranno diventare soltanto esperti di regole di regata, non di contratti o codici» dice Coutts. Un lavoro non facile né breve ma che ha già alcune scadenze e alcune certezze. La prima riguarda gli scafi: la 34esima Coppa America si disputerà con barche diverse da quelle che abbiamo visto ai tempi di Luna Rossa. «Era un'esigenza diffusa - dice Russe Coutts - per una competizione moderna servono barche che possano essere più veloci, più spettacolari. Non abbiamo pensato di decidere noi come defender, ma di aprire la discussione a esperti, con una commissione aperta ai progettisti che in questi anni si sono occupati di Coppa America, agli ingegneri di tutti i team e ad altri tecnici che hanno esperienza di America's Cup»: Particolare importante: la discussione è aperta a ogni soluzione quindi esploriamo tutte le possibilità sia per monoscafi sia per multiscafi». Un impegno non facile, ma che comunque non sarà portato a tempi lunghi. E' Vincenzo On0rato con il suo Mascalzone Latino Audi Team, sfidante per la terza volta (ora con il giovane Club Nautico di Roma) a rendere nota la tabella di marcia decisa insieme a Bmw Oracle: «Entro fine agosto sarà pubblicato il protocollo - dice - entro fine settembre saranno annunciati tipo e caratteristiche delle nuove barche. Poi da ottobre sarà aperta la possibilità ai team di candidarsi come sfidanti. Ed entro la fine di dicembre sarà resa nota la sede della sfida di Coppa America».

IL LUOGO - Quest'ultima scelta, insieme alla data dell'evento, è quella che solleva più curiosità tra addetti ai lavori e appassionati. «Per la scelta della sede lavorerà un team di esperti in organizzazione sportiva. E' importante trovare il luogo giusto sia per l'aspetto delle regate sia perché alla Coppa America servono strutture logistiche e un villaggio di accoglienza e servizi». San Francisco, sede del Golden Gate Yacht Club, il circolo difeso da Bmw Oracle, è ovviamente in lizza. Ma Coutts conferma che verranno esaminate altre sedi, non solo americane. E soprattutto annuncia che defrnedre e Challengere intendono avviare una serie di eventi annuali preparatori, che permettano ai team una continuità tecnica e agli sponsor una maggiore visibilità. Già Alinghi, a dire il vero, prima della 32esima edizione aveva aperto questa strada con gli Act (uno dispotato anche in Italia, a Trapani). Una buona idea da rilanciare e magari potenziare, tenendo conto che ora è nato anche il circuito del Vuitton Trophy (prossimo appuntamento il 22 maggio alla Maddalena). Lo storico sponsor della selezione tra gli sfidanti non è ancora ufficialmente coinvolto nella prossima Coppa America. Ma è facile prevedere che, dopo la rottura con la gestione di Alinghi, la collaborazione riprenderà. Quindi si tratterà di trovare una soluzione pratica, cosa che è interesse di tutti i protagonisti. Infine la questione delle date per l'evento principale, ovvero la selezione degli sfidanti e la Coppa America vera e propria: «C'è tanto da lavorare, vogliamo fare le cose per bene ma senza perdere tempo... Ragionevolmente la prossima Coppa America si potrà disputare nel 2013 o nel 2014». Vale la pena di aspettare se il cammino appena cominciato porterà davvero le novità positive che defender e Challenger hanno annunciato.

Elio Girompini


27/04/2010

Il Garante della privacy: «Telecamere solo garantendo la libertà delle persone»

Il Garante della privacy: «Telecamere solo garantendo la libertà delle persone»

Nuove regole per la videosorveglianza. Da sei mesi ad un anno per adeguarsi. Appositi cartelli per segnalare la loro presenza e verifica dell'authority prima della loro attivazione

 

Due telecamere per la videosorveglianza nel centro Milano (Ansa)
Due telecamere per la videosorveglianza nel centro Milano (Ansa)

Sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone. Appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia. Obbligo di sottoporre alla verifica del Garante della privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o «intelligenti».

I TEMPI - Queste, in sostanza, le nuove regole varate dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici o privati. Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno. Il provvedimento generale, che sostituisce quello del 2004 e introduce importanti novità, si è reso necessario - spiega il Garante - non solo alla luce dell'aumento massiccio di sistemi di videosorveglianza per diverse finalità ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia: tra questi, quelli più recenti che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze, in particolare in materia di sicurezza urbana, così come le norme, anche regionali, che hanno incentivato l'uso di telecamere. Il provvedimento, di cui è stato relatore Francesco Pizzetti, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, tiene conto delle osservazioni formulate dal Ministero dell'interno e dall'Anci.

LE REGOLE - Ecco in sintesi le regole fissate dal Garante. Principi generali Informativa: i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati con cartelli della presenza delle telecamere. Nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati siano collegati alle forze di polizia è necessario uno specifico cartello, sulla base del modello del Garante. Le telecamere istallate a fini di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica non devono essere segnalate, ma il Garante auspica comunque l'utilizzo di cartelli che informino i cittadini. Conservazione: le immagini registrate possono essere conservate per periodo limitato e fino ad un massimo di 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (es. banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana. Eventuali esigenze di allungamento dovranno essere sottoposte a verifica preliminare del Garante. Settori di particolare interesse Sicurezza urbana: i Comuni che installano telecamere per fini di sicurezza urbana hanno l'obbligo di mettere cartelli che ne segnalino la presenza. La conservazione dei dati non può superare i 7 giorni. Sistemi integrati: per i sistemi che collegano telecamere tra soggetti diversi, sia pubblici che privati, o che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza «in remoto» da parte di società specializzate (es. società di vigilanza, Internet providers) mediante collegamento telematico ad un unico centro, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza. Per alcuni sistemi è necessaria la verifica preliminare del Garante. Sistemi intelligenti: per i sistemi di videosorveglianza dotati di software che permettono l'associazione di immagini a dati biometrici (es. «riconoscimento facciale») o in grado, ad esempio, di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli è obbligatoria la verifica preliminare del Garante. Violazioni al codice della strada: obbligatori i cartelli che segnalino i sistemi elettronici di rilevamento delle infrazioni. Le telecamere devono riprendere solo la targa del veicolo. Deposito rifiuti: lecito l'utilizzo di telecamere per controllare discariche di sostanze pericolose ed «eco piazzole». Settori specifici Luoghi di lavoro: le telecamere possono essere installate solo nel rispetto dello norme in materia di lavoro. Vietato comunque il controllo a distanza dei lavoratori, sia all'interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro (es. cantieri, veicoli). Ospedali e luoghi di cura: no alla diffusione di immagini di persone malate mediante monitor quando questi sono collocati in locali accessibili al pubblico. È ammesso, nei casi indispensabili, il monitoraggio da parte del personale sanitario dei pazienti ricoverati in particolari reparti (es.rianimazione), ma l'accesso alle immagini deve essere consentito solo al personale autorizzato e ai familiari dei ricoverati. Istituti scolastici: ammessa l'installazione di sistemi di videosorveglianza per la tutela contro gli atti vandalici, con riprese delimitate alle sole aree interessate e solo negli orari di chiusura. Taxi: le telecamere non devono riprendere in modo stabile la postazione di guida. Trasporto pubblico: lecita l'installazione ma rispettando limiti precisi come l'angolo visuale circoscritto. Web cam a scopo turistico: la ripresa deve avvenire con modalità che non rendano identificabili le persone. Soggetti privati Tutela delle persone e della proprietà: si possono installare telecamere senza il consenso dei soggetti ripresi, ma sempre sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante. (Fonte: Ansa)


30/03/2010

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

 

Localizzazione degli utenti, accesso alle informazioni personali da parte di compagnie esterne e nuove regole per il tagging. Le modifiche possono essere discusse fino al 3 aprile. Le prime reazioni

 

facebook

 

L'anno scorso bastò una piccola modifica per sollevare un pandemonio in rete: utenti sul piede di guerra e finanche minacce di azioni legali. Tanto che Mark Zuckerberg fu costretto a fare mea culpa nel giro di pochi giorni, promettendo che in futuro qualsiasi modifica sarebbe stata comunicata in maniera trasparente, dando agli utenti la possibilità di dire la propria prima dell'entrata in vigore.

E' passato più di un anno e Facebook ora ci riprova di nuovo a cambiare il "patto legale" che regola il trattamento dei dati personali degli iscritti. Con un
post pubblicato sul blog ufficiale, sono state annunciate nuove modifiche. C'è tempo fino al 3 aprile per leggere le proposte e discuterle in questa sezione del sito. Poi Facebook potrà decidere di adottarle, tenendo conto dei suggerimenti arrivati.
Naturalmente non è facile muoversi nel "legalese" dei documenti pubblicati. Accanto a modifiche formali, ci sono anche cambiamenti più sostanziali che potranno avere un impatto rilevante sulla condivisione delle informazioni personali, l'utilizzo che possono farne le applicazioni terze e il nuovo servizio di localizzazione degli utenti.

Molti cambiamenti sono stati inseriti in vista del lancio di nuove funzionalità che saranno annunciate alla conferenza F8 in programma per il 21 aprile. Tra queste ci dovrebbe essere anche la localizzazione automatica degli utenti attraverso il dispositivo da cui si accede (computer o cellulare).


Ma vediamo più da vicino quali sono le novità più importanti presenti nella nuova bozza della
"Normativa sulla Privacy" e della "Dichiarazione di Diritti e Responsabilità" di Facebook.

1) Non si potrà creare più di un account. Una volta rimosso un profilo, bisognerà chiedere l'autorizzazione per poterne attivare uno nuovo. In questo modo Facebook vuole evitare il proliferare di finti account, soprattutto nel caso dei giochi online o di adesione a gruppi politici.


2) Non si potrà "taggare" o inviare mail ad un utente senza il consenso preventivo. Si vuole evitare, in questo modo, la pratica del tagging su foto e documenti che possono rivelare informazioni personali di un utente a sua insaputa. Facebook prova così anche a rispondere alle recenti obiezioni arrivate dall'Unione Europea che intende
aprire un'istruttoria sulla privacy contro Facebook e Google.

3) Le agenzie pubblicitarie potranno accedere ai dati personali degli utenti, ma non potranno più trasferirli all'esterno. Si cerca così di frenare il "business dei dati personali" che stava prendendo piede tra le compagnie più spregiudicate.


4) Le applicazioni terze potranno accedere a un maggior numero di informazioni (i nomi degli amici, il genere sessuale, le foto del profilo, la località in cui si vive o da cui ci si connette con il computer). Queste informazioni tenderanno a diventare sempre più pubbliche. Il che deve essere letto nell'ottica di "twitterizzazione" di Facebook: diventare un social network sempre più aperto e meno privato.


Per il momento, le reazioni degli utenti non sembrano molte preoccupate. Nella versione italiana dei documenti si trovano molti "like" e commenti frettolosi di assenso ("Ok, va bene"). Solo qualche utente sottolinea che: "Non ci penso proprio a leggere tutto. Anche se utile, non ho tempo ne voglia. E così credo molti altri utenti. E questo è un dato di fatto di ciu tenerne conto, se volete realmente un feedback. Dovreste evidenziare solo le modifiche rispetto allo statuto attuale. Allora potrei leggerlo. E con me molti altri utenti". C'è poi chi contesta le nuove funzionalità di localizzazione automatica: "Non capisco perchè sia necessario raccogliere informazioni sul dispositivo usato per l'accesso e sul browser, ma soprattutto perchè raccogliere informazioni sulle pagine visualizzate". E qualcuno storce il naso anche per la condivisione pubblica dei dati: "Non sono d'accordo, voi caricate i nostri dati, poi in qualunque momento li potete dare a chiunque".


In generale comunque sono davvero pochi gli utenti che stanno intervenendo: siamo nell'ordine delle migliaia, davvero una piccolissima minoranza di quegli oltre 400 milioni di utenti attivi che continuano a condividere risorse online, ignari di ogni diritto o rischio.


28/08/2009

Le nuove regole per diventare insegnanti

Le nuove regole per diventare insegnanti

 

Gelmini: «Si passa dal semplice sapere al sapere insegnare». Un anno di tirocinio, assunzioni in base alla necessità per evitare precariato. Più inglese e competenze tecnologiche

 

MILANO - Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti. Il ministro Gelmini ha presentato le novità per chi vuole accedere all’insegnamento che si sviluppano, in particolare, su quattro grandi linee: il tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica; il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell’accesso illimitato alla professione che creava il precariato; con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo; più inglese e nuove tecnologie.

COMMISSIONE - Il regolamento è il frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita una azione di primo confronto col mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica. L’obiettivo dei nuovi percorsi è di garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole. Cambiano dunque le modalità per accedere all’insegnamento.

SCUOLA PRIMARIA - Con il nuovo sistema per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione per la scuola primaria e dell’infanzia. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie. Per la prima volta si è data specifica attenzione al problema degli alunni con disabilità, prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali.

SCUOLA SECONDARIA - Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale + 1 anno di Tirocinio Formativo Attivo; è prevista una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie; l’anno di tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di tirocinio a scuola sotto la guida di un insegnante tutor; rispetto al percorso SSIS (Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario), si prende il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi già nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi sul tirocinio, sui laboratori e le didattiche.

IL VECCHIO SISTEMA - Con il vecchio sistema per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria bastava la laurea quadriennale a ciclo unico con test d’accesso al primo anno e scelta, dopo un biennio comune, dell’abilitazione in primaria o in scuola dell’infanzia; per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado era necessaria la laurea magistrale e 2 anni di SSIS (Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario).

TIROCINIO FORMATIVO - Chiudono le Siss per le secondarie di primo e secondo grado e al loro posto si dà vita al Tirocinio Formativo Attivo della durata di 1 anno, terreno di incontro tra scuola e università. Durante il Tirocinio sarà dedicato ampio spazio all’approfondimento della didattica con esperienze sul campo. L’idea di fondo è passare dal sapere al sapere insegnare. In questo Regolamento è stato dato pieno riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilità di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c’è la sperimentazione dell’obbligo formativo. Inoltre gli Uffici scolastici regionali organizzeranno e aggiorneranno gli albi delle istituzioni scolastiche accreditate che ospiteranno i tirocini sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero, evidenziandone buone prassi e specificità. Gli USR avranno anche funzione di controllo e di verifica sui Tirocini. Sino alla costituzione degli albi, le Università scelgono liberamente le scuole, di concerto con gli USR che mantengono compiti di vigilanza. Il consiglio di corso di tirocinio, che prevede la presenza di scuola e università, ha compiti di coordinamento e di progettazione e rappresenta il terreno di incontro e di raccordo tra le due realtà. Le commissioni di abilitazione prevedono un equilibrio tra scuola e università e un peso determinante del tirocinio e della prova didattica sul voto di abilitazione. I dottori di ricerca e i “precari della ricerca”, se in possesso dei requisiti curriculari, entrano in soprannumero, dopo un esame orale, nell’anno di tirocinio, vedendo valorizzato il loro percorso. L’anno di tirocinio prevede forme di interazione e coprogettazione del percorso tra istituzioni scolastiche e atenei ed è stato previsto uno specifico spazio di laboratori destinati ad approfondire quanto viene fatto in classe.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO - È previsto che la formazione dei docenti per il sostegno sia posta in capo alle università, pur prevedendo la possibilità di specifici accordi con gli enti del settore.

SPECIALIZZAZIONE - Sono previsti percorsi di specializzazione per il CLIL (insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado di una materia non linguistica in inglese).

ABILITAZIONE MUSICALE - Il sistema Afam concorre a pieno titolo alla formazione iniziale dei docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare, è stata rivista la classe di abilitazione per lo strumento musicale.

REGIME TRANSITORIO - Sino all’entrata a regime delle nuove lauree magistrali, la programmazione del numero di abilitati e il test è previsto, per la secondaria di primo e secondo grado, prima di accedere all’anno di Tirocinio formativo attivo. Per quanto riguarda i precari non abilitati e gli ex diplomati negli istituti magistrali sono stati previsti percorsi che, dietro il superamento di prove d’accesso in grado di verificare la preparazione disciplinare, consentano di conseguire l’abilitazione.

OBIETTIVI - Il regolamento sulla Formazione iniziale, dunque, punta a raggiungere tre obiettivi:
1) Focalizza nella formazione iniziale non solo le materie tradizionali, ma l’acquisizione di alcune competenze trasversali: seconda lingua inglese e competenze di didattica attraverso le nuove tecnologie;
2) Sostituisce al sistema SSIS strutture più snelle, concentrate sull’incontro e sulla coprogettazione tra istituzioni scolastiche e università evitando autoreferenzialità, costi per il sistema e per gli studenti e abbreviando di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria;
3) Prevede una programmazione dei numeri in grado di evitare la proliferazione del precariato. Con successivo decreto si stabiliranno le lauree magistrali relative al secondo ciclo dell’istruzione, per seguire il percorso di cambiamento del secondo ciclo e delle classi di abilitazione.

GELMINI - «Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico – ha affermato il ministro Mariastella Gelmini - un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie SSIS un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare».


02/07/2009

Platini: «Nuove regole per il mercato»

Platini: «Nuove regole per il mercato»

 

«Ronaldo? Non capisco come si possano spendere 90 milioni di euro per un giocatore». Il presidente della Uefa «infastidito» dal Real Madrid

 

Michel Platini, Presidente Uefa
Michel Platini, Presidente Uefa

 

 

 

 

 

 

 

Nuove regole. È la promessa di Michel Platini per cercare di arginare l'egemonia sul mercato dei club più ricchi. Nel mirino del presidente della Uefa c'è soprattutto il Real Madrid che in meno di un mese ha speso circa 220 milioni di euro per acquistare quattro giocatori. Platini, «infastidito», ha promesso un intervento della confederazione europea per rimediare ad una situazione che, a suo dire, ha oltrepassato i limiti del ragionevole

LA CAMPAGNA ACQUISTI- La squadra spagnola ha acquistato Cristiano Ronaldo, Ricardo Kakà, Karim Benzema e Roul Albioli. «Il trasferimento di Ronaldo mi fa sorgere delle domande, ma se il Real ha le garanzie delle banche...», ha detto Platini. Ma in ballo c'è anche la questione morale. «A titolo personale non capisco come si possa spendere 90 milioni di euro per un giocatore è un qualcosa mi infastidisce». Il presidente dell’Uefa, che recentemente si era appellato ai club domandando un «fair play finanziario». E ha quindi annunciato contromisure da parte della confederazione: "Qualcosa si farà ci lavoreremo sopra. Ma ci vorrà un po’ di tempo, forse due o tre anni. Voglio istituire delle regole».

SALARY CAP E LIMITE SPESA MERCATO - Così l’esecutivo della Uefa ha accolto l’allarme lanciato da, Michel Platini e al termine di una riunione a Vilnius, in Lituania, l’esecutivo Uefa ha ribadito, indicando come obiettivo ««un calcio più giusto e trasparente», l’importanza del «principio chiave di un calcio che ricompensi quelle società che vivono con i propri mezzi».


21/04/2009

Sicurezza sul lavoro, nuove norme contestate: una lettera a Napolitano

Sicurezza sul lavoro, nuove norme contestate: una lettera a Napolitano

 

Processo Thyssen, denuncia dei parenti delle vittime: le nuove regole assolverebbero i vertici aziendali. Sacconi: «interpretazione capziosa. pronti, se necessario, a riscrivere il testo»

 

Un momento del processo Thyssen in corso a Torino (Ansa)
Un momento del processo Thyssen in corso a Torino (Ansa)

TORINO - Tra il malumore dei parenti e dei colleghi delle vittime del rogo alla Thyssen Krupp è ripreso a Torino il processo a sei dirigenti della multinazionale dell'acciaio per la morte dei sette operai nell'incendio di 16 mesi fa. La polemica è legata al progetto di riforma del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, che secondo la Fiom Cgil contiene una norma che potrebbe sottrarre gli imputati dalle loro responsabilità. In aula una donna ha esposto un piccolo cartello con i volti delle vittime e la scritta «non uccideteli una seconda volta». I familiari hanno anche scritto una lettera al presidente Giorgio Napolitano e gliela faranno avere tramite Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo e deputato del Pd, in occasione della visita odierna del capo dello Stato a Torino. La prima parte dell'udienza è stata dedicata al controesame dei consulenti della difesa.

CGIL - Lunedì la Fiom Cgil puntava il dito proprio contro la riformulazione dell'articolo 10 bis del Testo unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Una modifica «di cui non si sentiva il bisogno, al di fuori della delega al governo, con il chiaro intento di bonificare i processi, anche quelli in corso, salvando i top manager dalle loro responsabilità» ha detto Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom e responsabile per il sindacato dei metalmeccanici della Cgil dell' Ufficio salute e sicurezza. La nuova formulazione dell'articolo 10 bis «prevede infatti che la responsabilità del datore di lavoro - avevano spiegato Elena Poli e Sergio Bonetto, avvocati del foro di Torino - sia subordinata ad alcune condizioni tra le quali spicca quella di cui alla lettera 'd', in base alla quale la responsabilità è esclusa se l'evento sia imputabile a preposti, medico competente, progettisti, fabbricanti e soprattutto ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal testo unico sulla sicurezza». La norma è «retroattiva, per cui il primo effetto si avrà sui processi in corso. Di fatto, si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in moti casi top manager e amministratore delegato» aveva detto Poli. «Siamo di fronte a un'altra porcata che sta passando nel silenzio generale - ha affermato il segretario generale Fiom, Gianni Rinaldini - sulla base delle richieste fatte dalla Confindustria. Siamo di fronte a uno stravolgimento del Testo unico sulla sicurezza grave e inaccettabile, tanto più in considerazione del processo in corso sul rogo della Thyssen».

FERRERO E DAMIANO - Una denuncia quella della Cgil che era stata accolta anche dal segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero per cui «Se passasse questa norma infatti i livelli più alti di un'azienda non sarebbero più responsabili dei gravi infortuni sul lavoro che si verificassero in quell'azienda». Dello stesso parere Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro ed attuale responsabile Lavoro del Pd. «La nostra preoccupazione è forte circa il depotenziamento delle sanzioni e circa il tentativo di scaricare le responsabilità penali dal vertice aziendale ai livelli inferiori. Vogliamo verificare se la riduzione drastica delle responsabilità del datore di lavoro e dei dirigenti, comporta il rischio di addossarla al lavoratore quando avviene un infortunio. Non vorremmo che si pensasse che in primo luogo le responsabilità sono del lavoratore e poi, proprio se non ci sono responsabilità sue o del suo superiore, del datore di lavoro. Su questo argomento - conclude Damiano - intendiamo sviluppare uno specifico approfondimento per poter intervenire con decisione e riportare all'ispirazione originale, voluta dal governo Prodi, i contenuti conclusivi del decreto».

SACCONI - Le accuse della Cgil erano state respinte dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che le aveva definite «Frutto di un odioso pregiudizio e di un processo sommario alle intenzioni». Sacconi aveva spiegato che «la norma contestata vale la pena di ricordarlo non è in vigore perchè soggetta, come l'intero testo, al parere delle Regioni e delle Commissioni parlamentari» e ha lo scopo di «definire con certezza la responsabilità di qualunque datore di lavoro, dal più piccolo al più grande. Questa responsabilità- precisava Sacconi in una nota- riguarda non solo i doveri diretti del datore di lavoro, non solo tutte le carenze riferibili ad altri soggetti ma pur sempre dal datore conosciute o conoscibili, ma anche tutti i comportamenti omissivi che determinino quanto meno un concorso di colpa». E «poiché l'intenzione del governo è questa e solo questa, sarà possibile rimuovere - continuava il ministro - anche la più malevola e capziosa interpretazione, come ogni incertezza interpretativa, attraverso, se necessario, un'attenta riscrittura del testo». Su possibili ripercussioni sul processo alla Thyssen, «non si vede come questa norma possa interferire» con un processo nell'ambito del quale «vengono imputate ai dirigenti dell'azienda gravissime responsabilità che arrivano a configurare l'omicidio doloso, tanto sarebbe stato non solo il livello di conoscenza ma addirittura di consapevolezza dei rischi immanenti per i lavoratori».


06/03/2009

F1: PIU' SPETTACOLO, LA FOTA PROPONE NUOVE REGOLE

F1: PIU' SPETTACOLO, LA FOTA PROPONE NUOVE REGOLE

 

ROMA - Piu' spettacolo in Formula uno. Per assecondare questo obiettivo, la Fota, l'associazione che riunisce i team, da Ginevra propone nuove regole per l'assegnazione dei punti nei Gran Premi.

In base alle proposte presentate al vincitore di ogni Gp andrebbero 12 punti invece dei 10 attuali, mentre il secondo classificato ne otterrebbe 9 (invece di 8). Al terzo andrebbero sette punti, mentre dalla quarta alla ottava posizione i piloti avrebbero diritto in sequenza a 5-4-3-2-1 punti.

Tra le altre proposte della Fota per la stagione che prenderà il via a Melbourne (Australia) il prossimo 29 marzo, una riduzione del 50% dei test, la partenza in gara delle monoposto con serbatoi pieni e rendere accessibili i dati relativi alle gomme e alla quantità di benzina a bordo delle vetture.

Per quanto riguarda invece il taglio dei costi, la Fota propone già nel 2009 una riduzione dell'utilizzo della galleria del vento, l'aumento di oltre il 100% del chilometraggio per ogni motore (otto motori per ogni pilota a stagione), oltre alla possibilità di fissare a otto milioni di euro il tetto per la vendita dei motori ai team per stagione. Per il 2010 i team propongono inoltre di modificare il formato delle qualifiche, di dare nuove e radicali opportunità nell'assegnazione dei punti nel Mondiale, una ulteriore riduzione dei test e della durata dei Gran Premi (al massimo di 250 km o di un'ora e 40 minuti).

MONTEZEMOLO: TUTTI I TEAM PRONTI A RESTARE FINO AL 2012
- Tutti i costruttori automobilistici e gli attuali team di Formula 1 sono pronti a impegnarsi a gareggiare fino alla fine del 2012. Lo ha detto il presidente della Ferrari e della Fota Luca Cordero di Montezemolo, nel corso della riunione a Ginevra. "Per essere precisi, tutti i team e le case automobilistiche sono pronte rispettare il nuovo Patto della Concordia fino alla fine del 2012. Tutti i team attuali e i costruttori", ha sottolineato Montezemolo.

Quanto all'ipotesi di un Gp a Roma, Montezemolo sostiene che se il costo "sarà totalmente sostenuto da privati, come sembra possibile anche dopo averne parlato oggi con Bernie Ecclestone, credo sia interessante valutarne fino in fondo la fattibilità".

"Il progetto - ha detto Montezemolo - ha destato opinioni diverse e, da parte mia, anche dei dubbi. Per la sua particolarità questa gara non dovrà fare concorrenza a eccellenti circuiti permanenti come l'Autodromo di Monza. In ogni caso si dovrà guardare a come poterlo includere nel calendario del campionato, perché ci sono molti paesi emergenti che vogliono ospitare una gara iridata. Se il gran premio a Roma si farà, la Ferrari si preparerà nella maniera migliore, cominciando a frequentare molto presto l'Eur perché vorrà arrivare prima".