31/07/2010
Pdl, c’eravamo tanto amati
Pdl, c’eravamo tanto amatiDal discorso del predellino a San Babila del novembre 2007 alla rottura del luglio 2010. Il video che ripropone gli annunci entusiastici sulla nascita del partito, i reciproci ringraziamenti, le stilettate e infine lo scontro aperto tra Fini e Berlusconi
Le immagini che vi proponiamo, tratte dall’archivio storico di Sky Tg24 e montate dalla redazione si Sky.it, ripercorrono le tappe dell’avventura del Pdl.
Un percorso tutto in salita che ha portato il partito a diventare la coalizione di maggioranza del nostro paese, fino alla battuta d’arresto sancita in questi giorni dal divorzio, definitivo, tra i due padri fondatori: Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.
Milano, piazza San Babila, novembre 2007. Il premier, entusiasta e circondato da un bagno di folla, emozionato ed eccitato, annuncia lo scioglimento di Forza Italia.
Il partito confluirà in un più grande progetto al quale, si augura “aderiranno tutti”.
Si aprono così le porte di un nuovo appuntamento con la politica italiana che Alleanza nazionale non può mancare: “Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, con grande capacità, hanno saputo cogliere il momento” dichiara Fini. E’ il maggio 2008, An si scioglie.
Nasce così il Popolo della Libertà, tenuto a battesimo nel marzo 2009 nel primo congresso: “Ringrazio Gianfranco – afferma il premier dal palco - che anteponendo l’interesse dell’Italia a quello personale ha contribuito in modo decisivo a scrivere insieme a noi questa pagina di storia”.
I mesi che seguono sono scanditi da ringraziamenti e dimostrazioni di affetto tra le due prime donne della politica italiana.
Abbracci e sorrisi che fanno da sottofondo ai momenti clou dell’agenda politica.
Poi, irrompono le parole di Fini, che sul tema giustizia ha avuto sempre una visione più laica di quella del premier, catturate in un fuorionda che assesta il primo colpo all’equilibrio della coalizione: “Quell’uomo confonde il consenso popolare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia. Confonde la leadership con la monarchia assoluta”.
E’ il dicembre 2009, l’occasione è il convegno sulla mafia.
Da quel momento i volti si fanno più scuri, e iniziano le sottili ma dirette stilettate in un crescendo di tensioni che culminano con la prima pubblica ammissione di rottura tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera.
Aprile 2010, direzione nazionale del Pdl . I due leader condividono il palco anche in questa occasione. Ma i toni pacati e affettuosi del primo congresso di partito lasciano spazio alla polemica, accesa e nervosa.
Si guardano severi dal palco. Fini parla delle “bastonature mediatiche” ricevute dopo aver manifestato in qualche occasione il suo dissenso. Berlusconi invece accusa i finiani di esporre il partito al pubblico ludibrio.
I toni si alzano, in tutti i sensi. Il premier invita il presidente della Camera a non fare l’uomo politico e a non rilasciare pubblicamente dichiarazioni inopportune.
La terza carica dello Stato non ci sta. Si alza in piedi, avanza verso il palco, poi sfida il capo del partito: “Altrimenti cosa fai, mi cacci”?
Il resto è storia recente. E i fatti degli ultimi giorni hanno di fatto scritto l’ultima pagina del percorso comune dei due fondatori del Pdl.
Berlusconi annuncia che Fini è incompatibile col partito e lo invita a lasciare la sua carica. Il presidente della Camera, in una breve conferenza stampa risponde che resterà al suo posto a Montecitorio e dà al premier dell’"illiberale”.
Infine, l’annuncio della costituzione del gruppo parlamentare finiano "Futuro e libertà per l'Italia" segna come una scissione il partito che voleva essere popolo.
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| Tag: politica, scontro, fini, berlusconi, nascita, nuovo partito, annuncio, gianfranco fini | OKNOtizie |
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11/11/2009
Rutelli fonda «Alleanza per l'Italia»«Il simbolo sarà scelto online»
Rutelli fonda «Alleanza per l'Italia»«Il simbolo sarà scelto online»
Tabacci portavoce. La prima uscita pubblica si terrà a Parma a dicembre. Presentato il nuovo soggetto politico creato dall'ex leader della Margherita dopo l'addio al Pd
| Francesco Rutelli (Omega) |
MILANO - L'addio al Pd di Rutelli diventa ufficiale. A sancirlo in via definitiva è la nascita di «Alleanza per l'Italia»: questo il nome del movimento fondato dall'ex leader della Margherita, che del nuovo partito sarà anche il presidente. Il portavoce è Bruno Tabacci, che ha a sua volta lasciato l'Udc. La prima convention nazionale di «Alleanza per l'Italia», il soggetto politico fondato da Francesco Rutelli, si terrà a Parma, l'11 e 12 dicembre prossimi. Per Rutelli si tratta di un ritorno: nella città emiliana, nel 2003 si era tenuto il congresso della Margherita. La scritta «Alleanza X l'Italia», con il simbolo della "x" per metà verde e per metà rosso al posto della parola «per», è il simbolo scelto da Rutelli per rappresentare il suo nuovo partito. Non si tratta di una scelta definitiva, spiega il presidente del neonato movimento: «Sarà lanciata una consultazione online per arrivare al simbolo che poi resterà».
«RISPETTO IL PD, MA...» - «Rispetto il Pd ma non sono d'accordo con la sua svolta a sinistra» spiega Rutelli presentando il suo nuovo movimento. «Da oggi inizia un cammino - aggiunge l'ex Pd - per aggregare tutte le persone che vogliono un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice».
L'ADESIONE DELLA LANZILLOTTA - Il neonato partito di Rutelli incassa intanto il sostegno e l'adesione di Linda Lanzillotta, ex ministro Pd che ha annunciato l'addio ai democratici. «È stata una scelta sofferta, maturata negli ultimi mesi» spiega Lanzillotta, mettendo in guardia i democratici: altri lasceranno. «Sento un disagio diffuso», sottolinea l'ex ministro in un'intervista al Corriere della Sera. «È fallito un progetto al quale ho molto creduto - prosegue -: il rinnovamento della cultura politica, la modernizzazione del Paese. Il Pd non è riuscito a fondere le culture tradizionali con quelle innovative». Le primarie, dice, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d'approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità - aggiunge - ha bisogno che qualcuno rappresenti l'altro pezzo della cultura riformista. Noi restiamo nell'area di centrosinistra, ma miriamo ad assorbire parti dell'elettorato del centrodestra». Come la Lanzillotta anche i senatori Franco Bruno e Carlo Gustavino lasciano il Pd per aderire ad «Alleanza per l'Itali». Chi resta nel Partito democratico è invece Paola Binetti. Lo annuncia la stessa deputata teodem. «Fino a prova contraria, resto» ha detto ad Affaritaliani.it.
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| Tag: politica, rutelli, fondazione, nuovo partito, portavoce, tabacci, soggetto, politico, creato, addio, pd, presentazione, parma | OKNOtizie |
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