27/01/2010

Perché è stato deciso lo stop sugli Ogm»«Pericolosi e dannosi»

Perché è stato deciso lo stop sugli Ogm»«Pericolosi e dannosi»

 

Il caso - Il presidente onorario del Fondo per l’ambiente. Crespi: al governo il dossier sugli effetti per gli animali

 

ROMA — Ne ha per tutti, Giulia Maria Crespi. Per le multinazionali, «più potenti dei petrolieri» che con gli organismi geneticamente modificati «stanno corrompendo il mondo». Per Luca Zaia, ministro di un’agricoltura «al collasso ». E per la Chiesa, che starebbe diventando, secondo il presidente onorario del Fondo per l’ambiente italiano, il cavallo di Troia dei terribili Ogm. Però Zaia li ha fermati.

Non è contenta?
«Già. Nessuno ha detto il vero motivo per cui l’ha fatto».

Lei lo sa?
«Certamente. Perché lo stesso giorno in cui doveva essere ratificato l’accordo con le Regioni che avrebbe dovuto diventare operativo da domani 28 gennaio la Monsanto, una delle grandi multinazionali che producono gli Ogm, è stata costretta a pubblicare un dossier riservato da cui risultava che animali nutriti con mais geneticamente modificato avevano subìto gravi danni al fegato e ai reni. Ecco la verità».

Resta il fatto che gli Ogm in Italia sono fermi, al contrario di quanto sembra accadere in Europa.
«Resta il fatto che l’agricoltura italiana è al completo collasso. E agricoltura vuol dire turismo, occupazione, difesa idrogeologica. Diciamolo: finora Zaia è stato un disastro. Si cura soltanto di prendere il posto di Giancarlo Galan. Non si è minimamente occupato di aiutare le aziende agricole».

Come, come?
«Senta, l’unica cosa che ha fatto è stato aumentare le quote latte, facendo un favore ai suoi leghisti».

Questo non è aiutare le aziende?
«Bell’aiuto. Così anche i Paesi europei hanno preteso di aumentarle e ora più che mai c’è un dramma italiano, perché la concorrenza produce a minor costo. Infatti in Italia si stanno chiudendo stalle a più non posso. Me lo ha detto Zaia quando è venuto a trovarmi, con due auto blu e la scorta della Forestale. Lui è molto gentile, simpatico, un conoscitore dell’arte. Ma mi pare che i politici non si rendano conto della situazione».

È davvero arrabbiata.
«Sento delle cose che non vanno bene. Anche Pier Luigi Bersani dice: va bene la sperimentazione sugli Ogm, ma con prudenza. Con prudenza? E che cosa vuol dire? Se il mio vicino ha il mais geneticamente modificato, come posso impedire che la mia coltura venga inquinata dal polline? Lo sa che il polline viene portato dai venti? Che con il polline si arriva a contaminare anche le erbe selvatiche della stessa famiglia, diminuendo la biodiversità? E che in questo modo viene impoverito anche l’ambiente? ».

Se le cose stanno così, non è strano che un luminare come Umberto Veronesi abbia dichiarato che gli Ogm
«miglioreranno l’umanità»? «Miglioreranno l’umanità? Intanto sappiamo che in Argentina grandissime superfici coltivate con gli Ogm sono diventate sterili. E che la Food and drugs administration statunitense ha dato un giudizio negativo. Per quanto riguarda Veronesi, ha detto davanti a me che con gli Ogm si può fare agricoltura biologica, dimenticando che se così si eliminano certi insetti come la piralide, poi ci vogliono anche i diserbanti, i concimi, gli anticrittogamici... »

Ma l’uomo? Che prove esistono che facciano male alla nostra salute?
«Per saperlo con esattezza ci vorranno trenta o quarant’anni, ne ho parlato con gli esperti. Per il momento si privatizza un bene comune, perché il contadino che vuole utilizzare le sementi Ogm deve pagare una royalty a chi le produce, cioè le grandi multinazionali. Anni fa in India ci sono stati molti suicidi di contadini falliti perché si erano indebitati per questo e poi la siccità aveva compromesso i raccolti. Il contadino diventa dipendente delle potenti multinazionali, questo è il dramma ».

Veronesi, ma anche Rita Levi Montalcini. C’è chi sostiene che battaglie come la sua sono contro il progresso. Molte scoperte mediche e scientifiche sono avvenute forzando la natura.
«Non la insospettisce che anche la Chiesa stia aprendo agli Ogm organizzando convegni? »

Dovrebbe?
«Senta qua. E Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie».

Cos’è?
«La Genesi. Edizione critica ufficiale a cura di Civiltà cattolica presentata da Carlo Maria Martini. Ora, gli Ogm che cosa sono, se non la negazione di quel principio "secondo la propria specie", che la Genesi attribuisce a Dio? Non so se tutti hanno chiaro che si uniscono specie diverse: specie vegetali con specie animali, insetti. È una cosa completamente diversa dai cosiddetti ibridi. Si manipola la natura, e alla lunga la natura si ribella».

Ma allora perché la Chiesa sarebbe favorevole agli Ogm?
«Dice che contribuisce a risolvere il problema della fame nel mondo».

Non lo dice soltanto la Chiesa.
«Mi pare una tesi un po’ fasulla. Per ora gli Ogm fanno prosperare soltanto le multinazionali. Alcuni anni fa la scienziata ambientalista indiana Vandana Shiva ci ha raccontato come le multinazionali sono riuscite a imporre il brevetto sul golden rice, che era il loro cibo. La conseguenza è che tutti adesso devono pagare le royalty. Si stanno appropriando di brevetti in tutto il mondo ».

Sergio Rizzo


18/08/2009

Time mette sotto accusa l'esercizio fisico : «Non fa dimagrire»

Time mette sotto accusa l'esercizio fisico : «Non fa dimagrire»

 

IL «CASO». Copertina del magazine americano a proposito del«falso mito». Ma è davvero così?

 

MILANO - «I miti sullo sport: ti fa bene ma non ti fa dimagrire, per quello devi magiare meno». Titolo e sommario di copertina del settimanale Time, che dedica un'inchiesta al seguente interrogativo: «Perchè tanta gente fa sport e non riesce a dimagrire?». Saltiamo subito alle conclusioni dell'inchiesta: lo sport aiuta a prevenire le malattie, certo, anche le più temute come il cancro o l'infarto, ma per dimagrire non serve poi a molto perchè fa venire fame e quindi le calorie che si bruciano si recuperano.

MILIONI IN PALESTRA - Il dato da cui parte Time è che un terzo della popolazione americana è sovrappeso nonostante ben 45 milioni di statunitensi risultino iscritti a una palestra, contro i 23 milioni del 1993. Insomma, l'abitudine a muoversi, tanto caldeggiata dai medici, non regalerebbe risultati tangibili. Gli autori dell'inchiesta si affidano ad Eric Ravussin, docente della Louisiana State University, per una spiegazione: «In generale - assicura l'esperto - per perdere peso l'attivitá fisica è molto utile. Il problema di base è che, mentre è vero che con lo sport si bruciano calorie e che per buttare giù i chili di troppo occorre proprio fare questo, il movimento fisico ha un altro effetto: stimola la fame». E di conseguenza fa mangiare di più, complice l'alibi di aver diritto a una ricompensa dopo faticose sessioni di tapis roulant o cyclette. Rinforza questa tesi Timothy Church, collega di Ravussin e autore di uno studio pubblicato quest'anno sulla rivista «Plos One», in cui, arruolando 464 donne in sovrappeso, avrebbe dimostrato che lo sport regolare non fa perdere più chili rispetto all'inattività: «Spesso si fa un'ora di corsa - spiega - e poi si fa una pausa in pasticceria per premiarsi dello sforzo compiuto. Ma anche un piccolo dolcetto fa riguadagnare il doppio delle calorie perse». Oppure, ancora, si fa jogging un giorno e poi non ci si muove più per una settimana, magari mangiando a quattro palmenti perchè convinti di aver fatto abbastanza.

IL «COMPLOTTO» - Un altro esperto, Steven Gortmaker, direttore del Prevention Center on Nutrition and Physical Activity dell'università di Harvard, illustra infine la sua teoria-complotto: «Perchè, secondo voi, le catene di fast food costruiscono aree di gioco per bambini nei loro ristoranti? Più loro si muovono, più hambuger mangeranno». In conclusione, consigliano gli specialisti Usa, tutti dovremmo fare più attività fisica, ma non occorre faticare ore e ore in palestra: per mantenersi in salute e in forma, prevenendo malattie fisiche e mentali, basta camminare regolarmente. Almeno, tornati a casa, non si sentirà il bisogno di premiarsi con una fetta di torta.

IN PALESTRA? - «Detto che camminare regolarmente e mangiare meno è un consiglio condivisibile, forse vale la pena fare qualche considerazione» commenta Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Inran (Istituto Nazionale della Nutrizione), di Roma. «La prima è che sarà anche vero che oggi ci sono più americani iscritti in palestra rispetto al 1993, ma quanti di loro ci vanno con regolarità? E che tipo di attività svolgono?» Insomma, il dato in sé significa poco. Come del resto confermano puntualizzazioni successive, e cioè che non basta fare esercizio una volta alla settimana per poi rimpinzarsi per sei giorni su sette e che è molto meglio fare esercizio regolarmente e non strenuamente. Ma da qui a dire che lo sport non aiuti a dimagrire ce ne passa.

GRATIFICAZIONE - «La seconda considerazione è che non è affatto sempre vero che l'esercizio fisico induca a mangiare di più» continua il nutrizionista. «E' possibile che ci sia qualcuno che tende a premiarsi eccessivamente dopo una sessione in palestra, ma chi fa sport sa che è anche molto diffuso l'effetto opposto e cioè che il fatto di avere fatto esercizio sia gratificante e che induca a cercare meno consolazione nei dolci». «A ridurre anche il sospetto effetto "ingrassante indiretto" dell'attività fisica» continua Ghiselli, «c'è anche la considerazione che lo sport praticato con regolarità aumenta il metabolismo basale e quindi dovrebbe favorire un consumo maggiore di calorie». Quanto alla tesi complottista sui fast-food? «Mi sembra un po' troppo "mirata". Credo che i fast-food, come molti altri punti di vendita, tendano sempre di più a organizzarsi per consentire ai genitori di "parcheggiare" i bambini per potersi dedicare in modo più rilassato allo shopping, di qualsiasi cosa».

E QUANDO SI SMETTE? - Insomma, in conclusione, come ricorda Time, è vero che fare esercizio fisico in modo non strenuo ma con costanza, fa sicuramente bene ed è da considerare vantaggioso per la salute e per il benessere. Quanto poi al fatto che non faccia dimagrire, va ammesso che questo può anche non costituire la sua prima finalità (che è appunto il benessere) ma rappresenta un gradito «effetto collaterale» assai frequente. E poi vale la pena forse chiudere con un altro interrogativo: come mai gli sportivi di alto livello quando cessano l'attività agonistica spesso ingrassano? Alla prossima inchiesta per la risposta

l.r.

Fonte Corriere della Sera