15/10/2008

Per le Borse europee si accentua il rosso Negli Usa crollano le vendite al dettaglio

Per le Borse europee si accentua il rosso Negli Usa crollano le vendite al dettaglio

Brusca ripresa di Tokyo nel finale (+1,06%). In forte calo Londra, Parigi e Francoforte. Milano resiste al -2,2%, il premier francese fillon: «il 2009 potrebbe essere molto duro»

 

 

(Ap)
Alcune persone davanti ai monitor dellebanche che visualizzano l'andamento delle borse e dei titoli
                                             

 

 

 

TOKYO - Anche oggi è stata intensa ma di breve durata l’ultima esplosione di euforia delle Borse, divampata dopo i precedenti drammatici crolli e dopo le nuove gigantesche misure di aiuto approntate da Eurozona e Stati Uniti. Le piazze europee accelerano al ribasso a circa un'ora dall'avvio delle contrattazioni in scia alla chiusura in rosso nella notte dei mercati a Wall Street (-0,80%) e in Asia (Hong Kong ha chiuso a -5%). L'indice che sintetizza l'andamento dei mercati del Vecchio Continente, Dj Stoxx 600, arretra dell'1,6% risentendo delle vendite scattate sui titoli che hanno maggiormente recuperato terreno nel corso delle ultime sedute. Tra questi gli automobilistici, le materie prime e i petroliferi.

LONDRA E PARIGI - La peggiore piazza finanziaria è quella londinese che sta registrando perdite del 3,5%, a Francoforte il Dax cede il 2,8%; a Parigi il Cac 40 cala del 3,2%; Amsterdam è a -4%. Contengono i ribassi Milano (-2,2%) e Madrid (-1,7%), mentre le previsioni sull'avvio di Wall Street indicano un'altra seduta col segno meno. Anche la Borsa di Mosca ha avuto una brusca frenata. L'indice Rts è stato sospeso per un'ora alle 13.05 ora locale (le 11.05 in Italia) dopo avere registrato un -5% rispetto alla chiusura di martedì. Pesanti a New York i futures, dopo che le vendite al dettaglio negli Usa hanno segnato a settembre un crollo dell'1,2%, peggio delle previsioni (-0,7%). Anche nel settore delle auto le vendite sono diminuite dello 0,6%, più del previsto -0,2%. Il contratto sul Dow Jones lascia sul terreno 177 punti base, a 9.185,0 punti, quello sul Nasdaq-100 cede 9,5 punti, a 1.356,5; il future sullo S&P 500 è in calo di venti punti base, a 982,3.

TIMORI RECESSIONE - Ad alimentare i timori di un'imminente frenata dell'andamento dell'economia è stata la presidente della Federal Bank di San Francisco, Janet Yellen, che ha dichiarato che «l'economia americana sembra essere in recessione». Secondo Yellen, una delle economiste più apprezzate e stimate degli Stati Uniti, nel terzo trimestre 2008 non vi è stata «alcuna crescita» dell'economia americana, e per il quarto trimestre i dati lasciano prevedere addirittura «una contrazione». «I recenti dati economici suggeriscono che nel terzo trimestre l'andamento dell'economia è stato più debole di quanto ci si attendesse, rivelando probabilmente che non vi è stata alcuna crescita - ha spiegato -. La crescita per il quarto trimestre sembra essere ancora più debole, con una contrazione molto probabile».

FILLON: «2009 PUÒ ESSERE DIFFICILE» - Un allarme arriva anche dal premier francese Francois Fillon, secondo cui la crisi finanziaria «non è alle nostre spalle». Il governo francese teme una battuta d'arresto della crescita francese nel 2009 con gravi conseguenze. «Per il momento si fanno previsioni che sono dell'ordine di una crescita dello 0,2%, cioè estremamente debole. È un blocco della crescita, con conseguenze per l'occupazione, l'attività economica e il potere d'acquisto - ha detto Fillon alla radio francese Rtl -. Se l'America entra in recessione, è una pessima notizia per noi in quanto ciò significa che i paesi sviluppati avranno un 2009 molto, molto difficile». Secondo il premier francese la situazione potrà stabilizzarsi «solo quando l’insieme della grandi economie si saranno messe attorno a un tavolo per discutere della rifondazione del sistema finanziario».

UNICREDIT TOCCA -4% - Unicredit di nuovo pesante in Piazza Affari, dove interrompe la serie positiva durata per due sedute consecutive. Il titolo di piazza Cordusio, peggiore del listino S&P/Mib (-1,7% a 23.075 punti), segna ora una flessione del 4% a 2,595 euro. Oltre a Unicredit, che guida i ribassi del settore bancario sul mercato milanese, perdono quota anche Intesa SanPaolo (-3,89%), Bpm (-3%) e il Banco Popolare (-1,68%). Controcorrente la collegata di quest'ultima, Banca Italease (+0,8%), che beneficia ancora dell'accordo siglato con i tedeschi di Dz Bank. Sul resto del listino si guarda a Mondadori (+9%), sospesa per gran parte della mattinata per eccesso di rialzo. Lo stesso vale per Seat Pagine Gialle, che dall'ammissione agli scambi sale del 9,2%, sulla spinta del mercato che specula su un'ipotesi di delisting del gruppo da Piazza Affari. Volatili Fiat (+0,32%), che oscilla intorno alla soglia degli 8 euro, e Telecom (+1%) che si avvicina a quota 1 euro, mentre campeggia il segno meno davanti al settore energia con Eni ed Enel che perdono entrambe 2 punti percentuali. In rialzo Cir (+1,1%) a un giorno dalla corsa innescata dal rinvio del riassetto delle attività della holding.

MUTUI E PETROLIO - Ancora in ribasso anche i tassi interbancari in euro. L'Euribor a tre mesi è sceso di 7 punti base al 5,17%, a una settimana è sceso al 4,10% dal 4,20% precedente. Giù il petrolio, che si attesta sotto la soglia dei 78 dollari al barile, e in Europa perdono quota i titoli del comparto.

TOKYO - Il giorno dopo il grande rimbalzo superiore al 14 per cento, anche a Tokyo si è riaffacciata l’incertezza sull’efficacia delle misure contro la crisi di credito. Ma il Nikkei ha saputo resistere alla volatilità di Wall Street, guadagnando in chiusura l'1,06% e girando bruscamente in positivo dopo una seduta altalenante (l'indice ha recuperato recupera rispetto al -1,44% registrato a metà seduta).

LE ALTRE PIAZZE - A differenza di Tokyo, le altre Borse asiatiche dimenticano il rialzo record messo a segno alla vigilia e tornano ad essere incerte a un giorno dall'ingresso del Governo Usa nel capitale di nove colossi bancari di Wall Street. A Hong Kong l’indice Hang Seng cede quasi il 5%, dopo che martedì aveva messo a segno un rialzo superiore ai 13 punti percentuali. Shanghai, prima piazza della Cina continentale, ha siglato gli scambi ripiegando dell’1,12%, Taiwan dello 0,86%, la sudcoreana Seoul è calata del 2%. Negativa anche l’indiana Bombay, che negli scambi pomeridiani cede il 5,61%. Unica eccezione Tokyo, dove il Nikkei 225 ha siglato la seduta in rialzo dell’1,06%.


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06/10/2008

Borsa: tutte giù, Piazza Affari tra le peggiori -6%

Borsa: tutte giù, Piazza Affari tra le peggiori -6%

 

Londra (-5%) e Parigi (-4,6%) precipitano. Francoforte (-3,3%) in forte calo. Crolla Mosca (-7%)

 

 

(Ap)
 

 

 MILANO - Prima seduta delle borse mondiali successiva al piano di salvataggio degli Usa e al summit del G4 a Parigi. L'effetto è stato lo stesso: a picco le asiatiche, in forte ribasso quelle europee. Le iniziative Oltreoceano di venerdì scorso e quelle europee di sabato non hanno placato il panico tra gli investitori per le potenziali ripercussioni a livello globale della gravissima crisi scatenata a suo tempo dal tracollo dei mutui «subprime».

MERCATI ASIATICI - A Tokyo l'indice Nikkei perdeva il 4,7%, toccando i nuovi minimi da quattro anni e mezzo. Poi nel finale ha rosicchiato qualcosa, chiudendo con un meno 4,25%. A Hong Kong l'indice Hang Seng ha ceduto il 4,97%. La borsa di Shanghai ha perso il 5,23%, pari a 120,05 punti a 2.173,74 punti, dopo che per tutta la scorsa settimana era stato chiuso per la festività del primo ottobre. Peggio ancora andava quella di Seul, con un ribasso di ben il 5,4%. A Bangkok -3,0%, a Singapore -2,6%; e -5,3% a Giacarta, dove il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha convocato un super-vertice tra ministri competenti, autorità della Banca Centrale e rappresentanti del settore privato. In Australia la chiusura è stata del -3,3%, la più bassa dal novembre 2005. Identico il calo conclusivo registrato in Nuova Zelanda. Anche la Borsa saudita, la prima in termini di capitalizzazione nel mondo arabo, ha aperto in forte ribasso, perdendo il 9,6%, mentre le altre borse delle monarchie petrolifere del Golfo continuano a registrare un calo sulla scia dell’andamento registrato domenica.

MILANO: CEDE QUASI 6%, TRA PEGGIORI CALI - Piazza Affari tracolla a circa un'ora e mezza dall'avvio delle contrattazioni con l'indice S&P/Mib che è arrivato a perdere quasi il 6 per cento, mettendo a segno uno dei peggiori cali dalla sua introduzione. Ora l'indice che sintetizza l'andamento dei titoli a maggiore capitalizzazione cede il 5,79% a 24.411 punti, mentre il Mibtel perde il 5,21% a 18.571 punti.

IN EUROPA - Lo scivolone riguarda anche le altre borse europee. A Londra l'indice Ftse100 perde il 5,01% a quota 4.730 punti. Il Cac40 di Parigi cede il 4,67% a 3.890 punti, Il Dax di Francoforte lascia sul terreno il 3,29%, a 5.606 punti. Lo Smi di Zurigo ha perso il 3,66%, a 6.627 punti Le vendite colpiscono soprattutto il settore bancario. BNP Paribas ha perso il 4,2%, Credit Agricole ha ceduto il 6%; Dexia è calata del 12,8% e Societe General è arretrata del 6,9%. La tedesca Commerzbank ha perso il 15,7%, mentre Deutsche Bank è calata del 6%.

BORSA MOSCA APRE CON UNO SCIVOLONE DEL 7% - Anche i due principali indici della borsa di Mosca, l’RTS e il Micex, hanno aperto con un forte ribasso, rispettivamente del 3,47% e del 7,64%. Sull’onda della chiusura negativa di Tokyio, Mosca parte dunque con un nuovo, pesante scivolone. E l’RTS scende di nuovo sotto la soglia «psicologica» dei 1.000 punti.

EURO SCENDE A MINIMI 2 ANNI E MEZZO - Intanto l'Euro è scivolato ai minimi di due anni e mezzo conntro lo Yen negli scambi asiatici: gli investitori hanno spostato l'attenzione ai guai degli istituti di credito del Vecchio Continente dopo che i leader delle quattro maggiori economie europee hanno deciso di non adottare un'azione coordinata per far fronte alle difficoltà del settore bancario. Intorno alle 8 la moneta unica viaggia sopra i minimi di seduta a 1,3607 dollari dopo aver toccato il livello più basso di tredici mesi a 1,3596. L'indice del dollaro, che rende conto dell'andamento del biglietto verde contro un paniere delle principali valute è balzato ad un massimo di oltre tredici mesi a 81,189. Alla stessa ora guadagna lo 0,3% circa a 81,128.


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01/10/2008

Borsa, titoli bancari in altalena

Borsa, titoli bancari in altalena

 

 

Il ministero dell'economia e bankitalia: «assicureremo la stabilità del sistema». Sospesi al ribasso Unicredit (che rimbalza del 10%) e Intesa. Berlusconi: «Gli italiani non perderanno soldi»

 

 

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ROMA - L'attesa è tutta rivolta alla riunione odierna del Senato americano, chiamato a decidere sulle sorti del piano Paulson pensato per salvare Wall Street e il sistema bancario statunitense. Ma le Borse europee vivono un'altra giornata complicata: le piazze del Vecchio continente prima limano i guadagni messi a segno nelle battute iniziali della giornata, poi iniziano a perdere per recuperare a metà giornata. A Londra l'indice Ftse 100 avanza dell'1,93%. A Milano il Mibtel sale dello 0,06%. In calo dello 0,48% Francoforte, mentre Parigi avanza dello 0,18%. Wall Street apre invece con il segno meno: il Dow Jones segna -0,47%, il Nasdaq -0,86% e lo S&P 500 -0,45%
BANCARI NEL CAOS - A pesare sul paniere principale di Piazza Affari sono le perdite registrate dai bancari: sospensioni a raffica per Intesa San Paolo (poi riammessa), Banco Popolare e Fiat. Anche Unicredit vive una giornata sulle montagne russe. Il titolo, rientrato nel primo pomeriggio in negoziazione dopo il congelamento al ribasso, vira infatti al rialzo e avanza del 7,3% a quota 2,79 euro. Da segnalare che Santander non commenta le voci di un possibile interesse all'acquisto di Unicredit. Lo si apprende da un portavoce dell'istituto spagnolo interpellato dall'Ansa sulle ipotesi che la banca possa approfittare della bassa capitalizzazione del gruppo di Piazza Cordusio per fare un ingresso in forze nel capitale. Intanto Intesa-San Paolo accusa una flessione del 2,8% (si attesta a 3,73 euro), dopo aver subìto una sospensione al ribasso. Il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza, si dice «non preoccupato». Parlando a margine del rapporto della fondazione Rosselli, Salza ha spiegato come «il titolo è stato poi riammesso» e «sia stato un atto doveroso da parte dell'autorità, ma contingente».

CONSOB - Nel frattempo arriva un'ulteriore stretta della Consob sulle vendite allo scoperto, dopo le restrizioni già adottate il 22 settembre. La Commissione ha deliberato un provvedimento che prevede - come nel caso di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamenti italiani - che la vendita deve essere assistita, oltre che dalla disponibilità, anche dalla proprietà dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolazione dell'operazione.

BERLUSCONI - Sulla difficile posizione delle banche interviene Silvio Berlusconi: «Gli italiani non perderanno i loro soldi» assicura il presidente del Consiglio. «Non consentirò attacchi speculativi alle nostre banche» aggiunge il premier da Napoli, dove si trova per un vertice sull'emergenza rifiuti. Il Cavaliere, ovviamente, segue con preoccupazione la tempesta finanziaria che ha investito Wall Street e che sta producendo i suoi effetti anche sulla Borsa italiana. Per questo, assicura, si impegna a lavorare per impedire attacchi ai nostri istituti di credito. Ma nello stesso tempo, promette che non saranno toccati i soldi depositati dagli italiani.

TESORO - Poco dopo, arriva una nota del ministero dell'Economia che definisce ingiustificate le tensioni registrate in questi giorni a Piazza Affari. «Al fine di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale, il ministro dell'Economia e delle finanze d'intesa con il Governatore della Banca d'Italia si impegna ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario ed a difendere i risparmiatori, secondo le indicazioni del presidente del Consiglio», dice la nota.

BRUNETTA - Sullo stesso tema interviene anche Renato Brunetta: «Sulla crisi americana sono ottimista e penso che alla fine il congresso Usa prenderà una decisione saggia nonostante le fibrillazioni degli ultimi giorni» spiega il ministro della Funzione Pubblica e Innovazione, nel corso di una conferenza stampa al ministero a proposito della crisi americana. Poi Brunetta aggiunge: «Comunque credo che le Borse sapranno valutare positivamente il pragmatismo dell'amministrazione statunitense e per quello penso che il mercato potrà ripartire».


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19/07/2008

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI
Vi consiglio una decina di obbligazioni in cui vale la pena investire, a media e lunga scadenza. L'articolo che potete scaricare cliccando sul link in fondo mette anche in guardia dai possibili rischi che si corrono anche quando si investe in titoli considerati sicuri come le obbligazioni.

Attenzione al rating dei titoli
Il giudizio dato da alcune agenzie specializzate sull'affidabilità di una determinata società, chiamato rating, non sempre è lo strumento più sicuro per acquistare obbligazioni (ma anche altri titoli d'investimento). Il rating è considerato uno strumento oggettivo nel misurare il rischio di solvibilità di un emittente, in realtà ormai sono numerosi i casi in cui ha fallito.
Ci devono essere altre garanzie per essere sicuri di correre pochi rischi. Come regola generale, diffidate sempre di chi vi offre un rendimento molto più elevato rispetto ai titoli in circolazione, anche se, in apparenza, l’emittente è solidissimo.

State lontani dalle sigle complicate
Nell’articolo affrontiamo un altro tipo di inganno cui si può incorrere: le obbligazioni le cui condizioni possono cambiare nel corso del tempo. Di solito questo tipo di titoli è denominato con sigle particolari, ad esempio sono chiamate obbligazioni exchangeable o con opzione call.
Il consiglio è di preferire le obbligazioni che rimborsano integralmente il capitale a scadenza e che hanno cedole fisse, oppure la cui modalità di calcolo è chiara, stabilita al momento dell’emissione e uguale per sempre, fino alla fine del periodo della durata dell’investimento.

Anche in futuro potrete usufruire di queste semplici regole che vi permetteranno di poter investire in obbligazioni anche se quest'articolo che potrete scaricare sarà vecchio.

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