19/11/2009
Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»
Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»
Cerimonia a kabul con 300 invitati stranieri, tra cui frattini e clinton. Il presidente apre all'ex sfidante Abdullah: «Imparerò dai miei errori. Lotta dura a corruzione e tangenti»
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| Karzai passa in rassegna la guardia d'onore (Epa) |
MILANO - Hamid Karzai si è insediato ufficialmente a Kabul: sarà presidente dell'Afghanistan per i prossimi cinque anni. Nel discorso programmatico, durante la cerimonia davanti a 300 ospiti stranieri, promette di «imparare dai propri errori» e invita gli ex candidati e in particolare Abdullah Abdullah a entrare a far parte di un governo di unità nazionale «per la riconciliazione nel Paese». Corruzione e tangenti - ha sottolineato - sono un grave problema e serve una lotta senza quartiere: «Nella designazione dei ministri e dei funzionari governativi farò molta attenzione al profilo di ogni persona. Tutti i membri del mio governo dovranno presentare una dichiarazione chiara dei loro beni».
SICUREZZA - Promette quindi che «nei prossimi cinque anni saremo in grado di assumere progressivamente le nostre responsabilità in tema di sicurezza e permettere così il progressivo disimpegno delle forze internazionali». Tra gli obiettivi di politica estera del governo, Karzai sottolinea «il miglioramento delle relazioni con gli Usa»: «Siamo coscienti dei grandi sacrifici in vite umane e risorse fatti da anni dagli Usa in Afghanistan. Le nostre relazioni sono buone, ma adesso devono migliorare molto».
FRATTINI E CLINTON - Alla cerimonia erano presenti il ministro italiano degli Esteri Franco Frattini e il segretario di Stato americano Hillary Clinton. Frattini ha chiesto a Karzai un passo deciso e trasparente per rilanciare l'economia, sconfiggere la corruzione, garantire la sicurezza, offrendo il sostegno dell'Italia: «In Afghanistan manca un istituto nazionale anti-corruzione che possa formare i funzionari delle pubbliche amministrazioni. L'Italia si candida a giocare un ruolo importante. Lo abbiamo fatto formando centinaia di funzionari iracheni nelle municipalità e nel governo centrale, lo possiamo fare anche qui. Karzai deve fare delle scelte, non solo dei suoi ministri ma anche dei governatori, riguardanti persone immuni da corruzione». La CLinton conferma che la comunità internazionale è disposta a sostenere il nuovo governo, a patto che prosegua nella ricostituzione delle forze di sicurezza e offra «benefici tangibili» alla popolazione.
GIURAMENTO - Il presidente rieletto, con il tradizionale abito a strisce verdi, ha giurato di «rispettare e applicare la costituzione» nelle mani del ministro della Giustizia Abdullahim Wardach. Poi, parlando in pashtun, ha accettato il giuramento dei due vicepresidenti. Karzai si è aggiudicato il secondo mandato consecutivo dopo aver vinto le elezioni del 20 agosto e la conferma definitiva nel ballottaggio del 7 novembre, con il ritiro di Abdullah.
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03/11/2009
Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente
Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente
AFGHANISTAN. Il neo presidente: «Depongano le armi, partecipino al processo di pace. Insieme sradicheremo la corruzione»
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| Hamid Karzai (Reuters) |
KABUL - I «fratelli talebani» depongano le armi e partecipino al processo di pace nel Paese: è l'appello del presidente afgano Hamid Karzai, nel primo intervento dopo la rielezione seguita all'annullamento del ballottaggio per il ritiro di Abdullah Abdullah. Karzai ha chiesto ai talebani espatriati dall’Afghanistan di tornare e ha confermato l’intenzione di coinvolgere nella nuova amministrazione funzionari provenienti da ogni parte del Paese.
«MARIONETTA» - Durissima la replica degli studenti del Corano: Karzai non è che «una marionetta» delle potenze occidentali che hanno deciso l'esito delle elezioni. In un comunicato diffuso sul web a nome dell'Emirato islamico in Afghanistan affermano che «l'annullamento delle elezioni ha dimostrato che le decisioni che riguardano l'Afghanistan sono elaborate a Washington e a Londra prima di essere annunciate a Kabul». I talebani giudicano poi «sorprendente che coloro che sostenevano che la marionetta Karzai era coinvolta in massicce e inaccettabili frodi, l'abbiamo ora eletto presidente sulla base di quegli stessi voti fraudolenti».
AFGANI UNITI - «Tenteremo di portare la pace in tutto il Paese. Chiediamo ai nostri fratelli talebani di tornare in Afghanistan in questo ambito, e su questo chiediamo l'assistenza e la cooperazione della comunità internazionale - ha detto Karzai -. La pace sarà possibile quando tutti gli afgani saranno uniti e parleranno con una sola voce, lavorando insieme per un governo di unità che rappresenti tutti». L'amministrazione di Kabul ritiene che i principali leader ribelli si siano rifugiati nel vicino Pakistan. Karzai ha proposto varie volte al mullah Omar, il capo supremo dei talebani, e agli altri responsabili dei combattenti islamici di unirsi al processo politico, garantendo la loro incolumità anche al cospetto delle forze internazionali, ma i suoi appelli non sono mai stati presi in considerazione dai leader degli studenti del Corano.
CORRUZIONE - Il neo presidente ha detto che intende «sradicare la corruzione e affrontare tutti i problemi esistenti»: «L'Afghanistan è stato infestato dalla corruzione, il nostro governo è stato infestato dalla corruzione. Impiegheremo tutti i mezzi necessari per sradicare questa sporcizia - ha dichiarato -. Dobbiamo essere capaci di dimostrare alla nazione afgana e al mondo che gli afgani sono sinceri nei loro sforzi e vogliono raggiungere dei risultati».
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15/01/2009
I PERSIANI FURONO PRIMI USARE ARMI CHIMICHE
I PERSIANI FURONO PRIMI USARE ARMI CHIMICHE
LONDRA - Le tensioni tra Oriente e Occidente, si sa, sono vecchie quanto il mondo. Ne sapevano qualcosa gli antichi romani che sul 'limes' mediorientale condussero decine di guerre. Ora, però, un gruppo di archeologi britannici ha scoperto un dettaglio sorprendente: i persiani, durante l'assedio a Doura Europos (256 dopo Cristo), usarono armi chimiche per sterminare i legionari asserragliati nella città. I moderni, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo.
Non è stato - contrariamente a quanto si pensava sino ad oggi - il 'secolo breve' a dare i natali alla guerra chimica. Secondo gli studiosi dell'università di Leicester, infatti, le tracce rilevate durante gli scavi non lasciano dubbi: le truppe sassanidi usarono un mix di zolfo e bitume per 'gassare' i difensori romani. Il sito di Doura Europos, scoperto nei pressi della cittadina siriana di Salhieh negli anni Venti, ha finalmente svelato i suoi segreti.
E racconta uno scontro aspro, senza esclusione di colpi. I persiani, per minare le fondamenta delle mura di cinta, decisero di scavare dei tunnel sotterranei. Ma i romani, che di assedi se ne intendevano parecchio, compresero subito cosa stava accadendo e si misero a scavare dei contro-tunnel. "E' evidente", ha detto all'Independent il professor Simon James, "che quando i due plotoni s'incontrarono furono i romani ad avere la peggio".
Gli archeologi hanno infatti riportato alla luce 20 legionari in completo assetto di battaglia. Ma cosa accadde di preciso? Far fuori un intero manipolo romano in un tunnel largo meno di due metri non era infatti cosa semplice. "I persiani - ha spiegato James - devono aver sentito i romani intenti a scavare. E gli hanno preparato un brutta sorpresa". "Nella loro sezione di tunnel - ha concluso - interrarono dei bracieri e dei mantici.
E quando i romani abbatterono le pareti aggiunsero le sostanze chimiche: i soldati, in pochi secondi, caddero incoscienti. In qualche minuto sopraggiunse la morte". Ed ecco spiegati i cristalli di zolfo e le tracce di bitume scoperte dagli archeologi nei tunnel di Doura Europos.
23:37 Scritto in STORIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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