12/04/2012
Il "super" che assume gli studenti di domenica
Il "super" che assume gli studenti di domenicaNuova occupazione part time mentre si discute sulle aperture festive dei punti vendita. L'idea di Pam in 130 negozi: già 5.000 richieste
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06/03/2012
Precari e lavoro: le lezioni da fornaio? «Sono solo per arricchimento personale»
Precari e lavoro: le lezioni da fornaio? «Sono solo per arricchimento personale»CRISI E OCCUPAZIONE. Sorpresa dopo l'appello dei panificatori «servono braccia», aspirante garzone riceve risposta dall'Unione dei panettieri: «Il nostro non era un corso professionale»
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31/01/2012
Lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6,7%
Lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6,7%Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001. I dati Istat: continuano a crescere i senza lavoro
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15/12/2011
Allarme Confindustria: «Il 2013? 800 mila occupati in meno e pressione fiscale al 54%»
Allarme Confindustria: «Il 2013? 800 mila occupati in meno e pressione fiscale al 54%»GLI SCENARI ECONOMICI - «PAREGGIO DI BILANCIO CREDIBILE CON DECRETO LEGGE SALVA-ITALIA». Saranno 219mila i senza lavoro nei prossimi 2 anni. Tasso disoccupazione al 9% a fine 2012.
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09/09/2011
Il piano di Obama: 447 miliardi per far ripartire economia ed occupazione
Il piano di Obama: 447 miliardi per far ripartire economia ed occupazioneMISURE ANTRICRISI. L'appello del presidente: «Votatelo subito». Taglio fiscale per i lavoratori dipendenti. l'apertura dei Repubblicani
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21/08/2011
Autunno nero per l'occupazione
Autunno nero per l'occupazioneIl calo dell'occupazione dipendente sarà dello 0,7%. La stima di Unioncamere: si perderanno 88 mila posti di lavoro. Tasse locali aumentate del 138% in 15 anni
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24/06/2010
Confindustria: l'Italia perderà 200mila posti nel 2010-11
Confindustria: l'Italia perderà 200mila posti nel 2010-11Secondo il centro studi dell'associazione degli industriali nel prossimo biennio il pil crescerà fino al 1,6%, ma l'occupazione rischia di calare ancora. E senza evasione fiscale le tasse potrebbero scendere del 16%
L'economia italiana è fuori dalla recessione e il Pil crescerà dell'1,2% quest'anno e dell'1,6% nel 2011 nonostante gli effetti negativi della manovra che peserà di 0,4 punti sia nel 2011 che nel 2012. Ma tra il primo trimestre del 2008 e il quarto trimestre del 2009 si sono persi in Italia 528mila posti di lavoro. E tra quest'anno ed il prossimo l'onda lunga della crisi economica potrebbe portare ad una ulteriore riduzione di 246mila posti di lavoro. Lo stimano gli economisti di Confindustria ipotizzando la domanda di lavoro attesa ed il possibile processo di riassorbimento dalla cassa integrazione (solo al 50% per la cig straordinaria, quasi completo per l'ordinaria). Cos' "il numero di persone occupate calerà di 144mila unità dal quarto trimestre 2009 al quarto del 2010, e di altre 102mila nel corso del 2011". Nonostante una forza lavoro prevista in crescita nel 2011 (+0,2%), il tasso di disoccupazione è atteso in aumento all'8,7% a fine 2010 ed al 9,4% a fine 2011. Questo è lo stato dell'arte dell'economia italiana secondo il Centro Studi di Confindustria che ha reso note oggi le nuove stime macroeconomiche.
A favorire la crescita rispetto alle stime di dicembre, che indicavano una crescita del pil nei prossimo bienni del 1,1% e del 1,3% sono intervenuti, secondo viale dell'Astronomia, "il deprezzamento del cambio dell'euro, il rapido recupero del commercio mondiale, il rafforzamento della ripresa italiana verrà dunque dalla domanda estera". Sul fronte del lavoro, invece, il centro studi sottolinea che il ricorso alla cassa integrazione "è ulteriormente aumentato nel primo trimestre 2010, sfiorando quota 460 mila", indicando che "l'andamento dell'occupazione nei prossimi mesi dipenderà in modo cruciale dal processo di riassorbimento dei cassintegrati".
A preoccupare il centro studi degli industriali è anche il livello dell'evasione fiscale il cui livello è stimato in 124,5 miliardi nel 2009, pari all'8,2% del Pil. Mentre "la pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti che pagano integralmente imposte e contributi e' al 51,4% del reddito italiano, contro il 43,2% ufficiale" che incorpora anche il sommerso e indica quindi una incidenza "solo apparente". A parità di gettito, "eliminando l'evasione - calcolano gli economisti di Confindustria - le aliquote fiscali e contributive potrebbero essere abbattute del 16%".
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01/06/2010
Ad aprile persi 307mila posti di lavoro
Ad aprile persi 307mila posti di lavoroDati Istat. Tasso di disoccupazione all'8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Tra i giovani è al 29,5%
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| (Ansa) |
MILANO - I dati dell'Istat lanciano l'ennesimo allarme sul fronte del lavoro: la disoccupazione continua a salire e il tasso raggiunto nell'aprile è all'8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Nello stesso mese, secondo l'Istat, sono stati 370mila i posti di lavori persi.
Il numero di occupati ad aprile 2010 è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati), in aumento dello 0,2 per cento (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell'1,3 per cento (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Secondo i dati Istat il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, in aumento, rispetto a marzo, di 0,1 punti percentuali, ma ancora inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell'anno precedente. Il numero di inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni - spiega sempre l'Istat - è pari a 14 milioni 810 mila unità, con una riduzione dello 0,5% (-76 mila unità) rispetto a marzo 2010 e un leggero aumento dello 0,1% (+9 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di inattività è, quindi, pari al 37,5% (-0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile 2009).
OLTRE DUE MILIONI IN CERCA DI LAVORO - Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 220 mila unità, in crescita dell'1 per cento (+21 mila unità) rispetto al mese precedente e del 20,1 per cento (+372 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all'8,9 per cento, più elevato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
GIOVANI: «DISOCCUPAZIONE AL 29,5%» - La nuova ricerca sull'andamento del mercato del lavoro conferma anche che non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione giovanile e che è anzi in questo settore che registrano i dati più allarmanti: ad aprile è pari al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009. L'Istat sottolinea che si tratta del dato più elevato da quando esistono le serie storiche mensili, ovvero dal 2004.
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13/02/2010
Draghi: «Fuori dalla crisi con un tasso di crescita basso e disoccupati in aumento»
Draghi: «Fuori dalla crisi con un tasso di crescita basso e disoccupati in aumento»
«Finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte resta rischio di ripercussioni sul Pil». Il governatore: «Stiamo ora uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei»
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| MarioDraghi (Eidon) |
MILANO - «Alla fine dello scorso anno vi erano in Italia oltre 600 mila occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che è al momento forzatamente inoperosa è elevata e crescente. Finchè la flessione dell'occupazione non s'inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul Pil». Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al Forex leggendo la sua relazione.
CRESCITA - «Stiamo ora uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai minimi europei» ha aggiunto Draghi, mettendo in evidenza come «una crescita economica sostenuta sia base di benessere» e come per questa «ne siano condizione le riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di competitività del Paese che dura da un quindicennio».
LA CRISI GRECA - L’Italia dei primi anni novanta era in condizioni economiche «peggiori» di quanto non lo sia attualmente la Grecia, eppure è riuscita ad uscire dalla crisi con le proprie forze. È quanto ha rilevato «a braccio» il governatore nel corso del suo discorso al congresso. «Non ci dimentichiamo - ha detto - che eravamo in condizioni più drammatiche, ma siamo stati in grado di uscire da soli dalla crisi».
GOVERNO ECONOMICO DELL'UE- «L'euro è saldo», sottolinea il governatore della Banca d'Italia, anche se è venuto il momento, specifica, che l'Unione europea abbia anche un «governo economico» saldo e univoco: «Occorre che nell'Unione europea si formi la volontà comune di estendere alle strutture economiche e alle riforme di cui necessitano, la stessa attenta verifica, lo stesso energico impulso che sono stati esercitati negli ultimi anni sui bilanci pubblici. Dieci anni fa - afferma Draghi - all'avvio della moneta unica si levarono voci a richiedere anche un governo economico dell'Unione; furono sovrastate dai cori entusiasti che celebravano la meta raggiunta insieme all'impegno a resistere a ogni ulteriore integrazione».
SCUDO FISCALE - «Le operazioni di rimpatrio dei capitali in regime di "scudo fiscale" devono essere attentamente esaminate dagli intermediari, al fine di individuare e segnalare operazioni sospettabili di riciclaggio» ha spiegato ancora Draghi aggiungendo che «le banche devono impegnarsi di più a uno scrutinio attento delle operazioni di rimpatrio». Finora - ha aggiunto il governatore - «sono giunte poco più di 50 segnalazioni di possibili reati connessi con operazioni di emersione di disponibilità all'estero. È un numero esiguo, spiegato solo in parte dal fatto che la legge esclude l'obbligo di segnalazione per diverse fattispecie di reato».
SUPERBONUS BANCARI - Poi Draghi si è soffermato sul tema dei superbonus bancari sottolinenando come le prossime assemblee dei soci delle banche dovranno fornire «informazioni esaurienti e dati puntuali» sull'adeguamento delle regole su bonus e stipendi ai nuovi standard internazionali. Il governatore della Banca d'Italia ha chiesto anche ai sei maggiori gruppi di verificare la coerenza dei loro sistemi di incentivazione e remunerazione anche con le linee guida dell'Fsb di cui lo stesso Draghi è presidente.
REDDITIVITA' DELLE BANCHE - La redditività delle banche italiane è nettamente peggiorata «di pari passo con il deterioramento della qualità dei loro prestiti» ha spiegato ancora Draghi. Nei primi nove mesi del 2009 gli utili si sono dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2008 per i maggiori accantonamenti e rettifiche sui crediti. Il rendimento del capitale e delle riserve si è ridotto in ragione d'anno, nota Draghi, dal 9% al 4,2%. Il flusso di nuove sofferenze, inoltre, nel terzo trimestre ha superato il 3%, valore più elevato degli ultimi dieci anni. «Secondo prime elaborazioni - aggiunge Draghi - il peggioramento della qualità del credito sarebbe proseguito anche nell'ultima parte dell'anno con probabili effetti sui risultati del quarto trimestre». L'aumento degli incagli e di rate non pagate prefigura ulteriore peggioramento nei mesi a venire.
Redazione online
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21/01/2010
Apprendisti a 15 anni: l’ultimo anno di scuola si potrà fare a bottega
Apprendisti a 15 anni: l’ultimo anno di scuola si potrà fare a bottega
Approvato l’emendamento Cazzola al ddl lavoro. Via libera di Confindustria, contrari
Pd e Cgil. Il ministro Gelmini: "Vogliamo favorire l'occupazione rapida dei giovani"
L’ultimo anno di scuola si potrà svolgere non in classe ma «a bottega». Lo stabilisce l’emendamento al ddl collegato alla Finanziaria del relatore Giuliano Cazzola (Pdl), approvato dalla commissione Lavoro della Camera, dove si legge che «l’obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di apprendistato per l’espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione». La norma vale per tutte le scuole: di fatto si potrà cominciare a lavorare come apprendisti già a 15 anni, e questa esperienza varrà come ultimo anno di obbligo scolastico. Il provvedimento lunedì approderà in Aula a Montecitorio, per poi tornare al Senato per il via libera definitivo.
Soddisfazione, intanto, è stata espressa da Cazzola per «il lavoro svolto ed il clima di collaborazione trovato in commissione» sul ddl delega. Secondo Cazzola, «la norma consente di contrastare l’evasione dell’obbligo scolastico che è molto diffusa nell’ultimo anno». E in questo senso la legge anche Emma Marcegaglia: «Chi lascia la scuola deve continuare ad avere formazione», sostiene il numero uno di Confindustria.
Ma l’apprendistato a 15 anni non piace a tutti. La maggioranza e il ministro Sacconi «hanno deciso di fare carta straccia dell’obbligo scolastico», afferma Giuseppe Fioroni, responsabile Pd area Welfare. Diverse le reazioni dei sindacati: «È l’ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico», commenta il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, mentre il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, invita il governo a rivedere la norma e il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini parla di misura «frettolosa», da correggere prima dell’approvazione in aula.
Critiche «ideologiche», replica il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che da tempo insiste sulla necessità di riscoprire l’apprendistato come strumento formativo che integra apprendimento e lavoro. «Non si tratta per nulla di anticipare l’età di lavoro - continua il ministro - , ma di consentire il recupero di un giovanissimo demotivato a seguire gli altri percorsi educativi attraverso una più efficace modalità di apprendimento in un contesto lavorativo». E il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si dice «favorevole ad ogni iniziativa che permetta un rapido inserimento dei giovani nel mondo del lavoro».
In particolare si aprono interessanti prospettive nell’artigianato, dove l’apprendistato rappresenta, oggi come in passato, il principale strumento di inserimento: nel 2008 un apprendista su tre era occupato in un’impresa artigiana. E proprio l’apprendistato è stato protagonista dell’ultimo convegno di Confartigianato, dedicato al piano Italia 2020 per rilanciare l’occupazione giovanile messo a punto dal ministero del Welfare e da quello dell’Istruzione: «Abbiamo trovato con il ministro Sacconi una comunanza di vedute - spiega il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini - , che va nella direzione da noi indicata già da tempo: riportare attenzione su un meccanismo, l’apprendistato, che era stato “scolarizzato” dai governi precedenti e ora viene rimesso nel luogo dove deve stare, l’impresa.
In un momento economico ancora difficile come quello attuale, la proposta approvata oggi (ieri ndr) dà speranza a tanti giovani che potranno trovare qualificazione nel mondo del lavoro, anziché rimanere fuori dal sistema scolastico. Da sempre l’apprendistato nelle nostre imprese offre sia un’occasione di formazione dal punto di vista tecnico e non solo, sia prospettive di lavoro concreto». Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, nel 2009, nonostante la crisi, una impresa artigiana su quattro ha avuto difficoltà a reperire personale qualificato.
12:52 Scritto in SCUOLA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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