25/04/2012
Ocse: «L'Italia in coda alla classifica dei salari»
Ocse: «L'Italia in coda alla classifica dei salari»I dati del rapporto «Taxing wages». L'onere del fisco nel nostro Paese per un single senza figli è comunque aumentato di 0,7 punti percentuali, rispetto al 2010
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08/09/2011
Ocse: Pil italiano -0,1% nel terzo trimestre
Ocse: Pil italiano -0,1% nel terzo trimestreL'economia occidentale è vicina alla stagnazione. La stima soggetta ad ampi margini di incertezza. Nel quarto trimestre previsto un +0,1%
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07/09/2010
Pagella Ocse alla scuola italiana: bocciata
Pagella Ocse alla scuola italiana: bocciataPresentato a Parigi il rapporto annuale sull'Educazione. Spesa agli ultimi posti e sbilanciata: si investe solo il 4,5% del Pil, meno del Brasile. Record di ore tra i banchi
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07/07/2010
L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salari
L'Ocse: Italia agli ultimi posti per i salariGli stipendi italiani si attestano in media sui 31.462 euro, contro i 37.172 euro dei paesi avanzati. Dietro di noi solo Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Corea, Grecia e Spagna. Aumenta la disoccupazione, ma "inaspettatamente bassa" secondo l'Ocse
I salari italiani sono agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati. Lo rivela l'Outlook 2010 dell'Ocse sull'occupazione, secondo il quale nel 2008 i salari italiani si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%). Dietro di noi solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462) Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821). Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania (37.203).
Stipendi bassi e disoccupazione in aumento. Lo rivela l' Ocse. La disoccupazione in Italia si attesta al 7,8% nel 2009, in rialzo rispetto al 6,7% del 2008 ma sotto la media dei paesi Ocse, che è all'8,3%: per l'Ocse, si tratta di un tasso che seppur elevato, è come in Germania, Finlandia e Giappone, "inaspettatamente basso" a differenza di Spagna e Irlanda. Lo rivela l'Outlook 2010 sull'occupazione dell'organizzazione parigina: gli esperti stimano che per ritornare ai livelli pre-crisi alla fine del 2011, l'occupazione dovrebbe aumentare in Italia del 2,7%, la stessa media dei paesi dell'area Ocse e dell'Unione europea, mentre nell'area euro l'aumento dovrebbe essere del 3,1%, nei paesi del G7 del 3%, in Spagna (che ha una disoccupazione del 18% nel 2009) del 10,7% e negli Usa del 5,5%. Inoltre il nostro paese ha una disoccupazione di lungo periodo molto alta, introno al 50%, come la Germania, mentre quella di Usa e Canada è intorno al 10%. Nel complesso comunque la disoccupazione in Italia, come in Germania, Finlandia e Giappone, è stata, secondo l'Ocse "inaspettatamente bassa", a differenza che in Spagna e in Irlanda.
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26/05/2010
«La crisi? Tornante della storia»
«La crisi? Tornante della storia»NEL POMERIGGIO IL MINSITRO PRESENTA LA MANOVRA. «SALVA LA COESIONE SOCIALE». Tremonti al forum dell'Ocse a Parigi: «Due pilastri per la ripresa, uno tecnico e l'altro giuridico»
| Il ministro Giulio Tremonti (Ansa) |
MILANO -«Siamo a un tornante della storia, non siamo in una congiuntura economica». Lo ha detto Giulio Tremonti, parlando al forum dell'Ocse a Parigi. «L'intensità dei fenomeni che vediamo - ha aggiunto il ministro dell'Economia, che sarà nel pomeriggio a Roma per presentare con Silvio Berlusconi la manovra approvata martedì dal Cdm - è storica e sta modificando la predisposizione dell'esistenza, dell'economia e della politica».
«CORREGGERE GLI SQUILIBRI IN TERMINI DI REGOLE» - Il futuro dopo la crisi deve essere costruito su due pilastri, secondo il titolare dell'Economia, quello «tecnico» e tecnologico, ma anche quello «giuridico». «I grandi cicli dell'economia - ha spiegato Tremonti - sono sempre stati legati alla tecnologia, dalla macchina a vapore al motore a scoppio, dai computer all'intelligenza artificiale». Ma i passi avanti della tecnologia, ha proseguito, non bastano se non vengono corretti gli «squilibri» in termini di regole. La crisi, ha dichiarato ancora Tremonti, «ha mostrato uno scollamento tra il mercato e le regole: il primo è diventato globale, mentre le seconde sono rimaste locali. E questo è stato fonte di grossi problemi».
LA MANOVRA - Per Tremonti, infatti, è fondamentale «salvaguardare la coesione sociale». «La scelta fatta ieri in Italia - ha spiegato il ministro in merito alla manovra da 24 miliardi approvata dall'esecutivo - è stata quella di conservare i livelli fondamentali di stato sociale, quindi di non ridurre la sanità o gli aiuti, prevedendo però una forte riduzione della spesa dei governi centrali e locali». «Pensiamo - ha aggiunto Tremonti - che si possano incorporare molte funzioni pubbliche locali nei ministeri, e che i ministeri debbano scegliere con una certa flessibilità cosa e come spendere sulla base del budged loro assegnato».
Redazione online
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11/05/2010
Ocse: Italia salari sempre più bassi
Ocse: Italia salari sempre più bassiCuneo fiscale al 46,5%. Nel 2009 il nostro Paese si colloca al 23esimo posto su 30 con guadagni inferiori del 16,5% rispetto alla media
MILANO - I salari italiani sono tra i più bassi nella classifica dei Paesi Ocse. L'Italia si colloca per gli stipendi al ventitreesimo posto, con guadagni inferiori al 16,5% rispetto alla media dei trenta Paesi che fanno parte dell'organizzazione di Parigi. I dati sono riferiti al 2009 e l'Italia si colloca nella stessa posizione dell'anno precedente. È quanto risulta dal Rapporto «Taxing Wages» dell'Ocse. I salari medi annui netti in Italia per un single senza figli nel 2009 sono stati pari a 22.027 dollari (Ppe, a parità di potere di acquisto) contro un lordo di 31.167 dollari. Nel 2008 il netto ammontava a 22.117 dollari e il lordo a 31.314, come emerge da uno studio Ocse sulla tassazione dei salari. Nel 2000 il salario netto era di 18.451 dollari e il lordo a 25.933. L'Italia è sotto la media Ocse che nel 2009 risultava di 26.395 dollari per il salario netto e 35.887 per il lordo e sotto la media Ue-15 (28.454 e 40.525 dollari rispettivamente). Espressi in euro i salari netti nel 2009 in Italia risultano di 18.503 euro su un lordo di 26.181 euro, in calo dal 2008 (18.578 e 26.304 euro).
CLASSIFICA - Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, rivela sempre l'Ocse, è in Italia al 46,5%. Nella classifica dei maggiori trenta Paesi, aggiornata al 2009, l'Italia è al sesto posto per peso fiscale sugli stipendi, dopo Belgio (55,2%), Ungheria (53,4%), Germania (50,9%), Francia (49,2%), Austria (47,9%). Il peso di tasse e contributi sui salari in Italia è rimasto stabile dal 2008 al 2009, registrando solo un lieve (-0,03%). L'Italia occupa infatti nella classifica Ocse la stessa posizione, la sesta, rispetto all'anno precedente.
Redazione online
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23/11/2009
Ocse: nel terzo trimestre dell'anno il Pil italiano cresce più della media Ue
Ocse: nel terzo trimestre dell'anno il Pil italiano cresce più della media Ue
Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%. Per l'Italia +0,6% rispetto al 2° trimestre, superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%).
MILANO - L'economia italiana nel terzo trimestre dell'anno cresce più della media europea Nel terzo trimestre di quest'anno il prodotto interno lordo è cresciuto nell'area Ocse dello 0,8% rispetto al trimestre precedente; nel secondo trimestre la crescita nei Paesi Ocse si era invece fermata. L'Italia, che nel terzo trimestre di quest'anno ha messo a segno una crescita dell'economia dopo cinque trimestri negativi, registra - riferisce l'Ocse - un +0,6% rispetto al trimestre precedente, leggermente inferiore ai Paesi del G7 (+0,7%), ma superiore sia alla media Ue (+0,2%) che all'area Euro (+0,4%). Su base annua il Pil nei Paesi Ocse ha visto un calo del 3,3% e in Italia del 4,6%, migliorando però in entrambi i casi il dato rispetto al periodo aprile-giugno 2009 (rispettivamente -4,6% e -5,9% in confronto allo stesso trimestre del 2008).
GLI ALTRI PAESI - Negli Stati Uniti l'economia cresce dello 0,9% nel terzo trimestre e in Giappone dell'1,2%. Bene anche la Germania, che registra un +0,7% e la Francia a +0,3%, mentre la Gran Bretagna resta l'unico paese in contrazione, con un -0,4%. Su base annuale l'area euro registra una contrazione del 4,1%, l'Unione europea un -4,3% gli Usa un -2,3% e il Giappone un -4,4%. In discesa del 4,8% il Pil della Germania, del 2,4% quello della Francia e del 5,2% quello della Gran Bretagna.
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06/11/2009
Rapporto ocse sll'economia italiana
Rapporto ocse sll'economia italiana
L'Organizzazione: forti segnali di crescita. Ocse: c'è ripresa, Italia al top, «Noi il sesto Paese più ricco». Berlusconi in Consiglio dei ministri: «Superata la Gran Bretagna, siamo la sesta nazione più ricca al mondo»
| Il premier Berlusconi (Ap) |
ROMA - L'Italia ha ormai sorpassato la Gran Bretagna per Prodotto interno lordo e quindi è ormai la sesta nazione più ricca tra i paesi industrializzati dal mondo. Silvio Berlusconi, riferiscono alcuni presenti, interviene al Consiglio dei ministri per fare alcune considerazioni sullo stato di salute dell'economia nazionale.
L'OCSE E LA RIPRESA, ITALIA AL TOP - Ad avvalorare le dichiarazioni del premier sulla situazione economica italiana ci sono i dati che riguardano l'area Ocse. Secondo l'Organizzazione parigina infatti, non solo il superindice registra un nuovo rialzo a settembre (di 1,3 punti rispetto ad agosto, e di 3,4 punti su settembre 2008), ma, in questo quadro, l'Italia è il Paese che mostra l'incremento maggiore su base annua (+10,8 punti), con un'economia giudicata «in espansione», mentre su base mensile si registra un +1,3. Su base congiunturale, il Paese che mostra un incremento maggiore è invece la Germania (+2 punti, e +5,7 punti rispetto al 2008). Le uniche economie che rispetto a settembre dello scorso anno risultano in calo sono il Giappone (-0,7 punti), il Brasile (-7,1 punti) e la Russia (-6,7 punti).
«IL PEGGIO È PASSATO» - Lo stesso Berlusconi, durante la conferenza stampa al termine del Cdm, ha commentato i dati Ocse: «Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell'Ocse», ha detto il premier. «Il peggio della crisi è alle spalle - ha aggiunto -. La crisi ha segnato più di altri la Gran Bretagna, essendo la sua economia basata sulla finanza» ed ha portato l'Italia «al terzo posto in Europa» come contribuenti e «siamo sesti nelle Nazioni Unite. Insomma, non possiamo lamentarci» perché «non va malissimo».
IL PRESSING SUI MINISTRI - La ripresa economica del nostro Paese, ha spinto il premier, riferiscono fonti ministeriali, a lanciare un monito in Cdm agli uomini di governo: sarebbe il caso che i risultati e le cose positive che stiamo facendo vengano fatti valere. Il presidente del Consiglio avrebbe infatti chiesto ai colleghi di dare risalto a quanto di buono questo esecutivo sta realizzando e ha realizzato in sedici mesi.
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03/09/2009
Ocse: ripresa prima del previsto, ma sarà lenta. Nel 2009 Pil italiano a -5,2%
Ocse: ripresa prima del previsto, ma sarà lenta. Nel 2009 Pil italiano a -5,2%
Segnali di rallentamento della caduta dell'economia anche per il nostro Paese: la stima di giugno era -5,5%, «ma i governi debbono continuare nei piani di stimolo alle economie».
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| Nel 2009 il Pil italiano, secondo l'Ocse, potrebbe calare meno del previsto (Emblema) |
MILANO - La recessione mostra i primi segni di rallentamento: il Pil delle principali economie mondiali (G7) dovrebbe scendere quest'anno del 3,7%. Lo prevede l'Ocse rivedendo la stima di giugno (-4,1%). Segnali di rallentamento della caduta dell'economia arrivano anche per l'Italia. Per il 2009 l'Ocse stima una diminuzione del prodotto interno lordo del 5,2%, a fronte del -5,5% stimato in giugno.
LE ALTRE ECONOMIE - Migliorano anche le stime sul Pil di Giappone (da un -6,8% a un -5,6%), Germania (da un -6,1% a un -4,8%), Francia (da un -3% a un -2,1%) e Canada (da un -2,6% a un -2,5%). Confermata invece la previsione che vede l'economia Usa contrarsi del 2,8%. Peggiorano invece le stime sulla Gran Bretagna, il cui Pil è visto in calo del 4,7%, una flessione maggiore del -4,3% calcolato a giugno. L'economia dell'eurozona, infine, è stimata in contrazione del 3,9%, contro il -4,8% della rilevazione precedente.
POLITICHE DI STIMOLO - Secondo l'Ocse i governi «debbono continuare nei piani di stimolo» alle economie dato che «la crescita della disoccupazione e la debolezza del mercato immobiliare continuano a comprimere i consumi». Nelle ultime settimane «abbiamo visto una serie di buone notizie» per il quadro economico globale e «la ripresa sembra a portata di mano», tuttavia, si legge nella nota «diversi fattori frenanti implicano che per un certo periodo di tempo la ripresa sarà lenta».
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17/06/2009
«Scuola italiana, risultati modesti. E la metà degli insegnanti è over 50»
«Scuola italiana, risultati modesti. E la metà degli insegnanti è over 50»
«Misurare performance di presidi e docenti». Ocse: «Bene riforma, ora realizzarla in pacchetto onnicomprensivo». Gelmini: «Il rapporto ci dà ragione»
| Il ministro Mariastella Gelmini (Calzari) |
ROMA - La scuola italiana è in coda nella classifica dei Paesi Ocse: il nostro sistema educativo, secondo il rapporto sull'Italia stilato dall'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, produce risultati «fra i più modesti» dell'area, «nonostante la spesa per studente sia molto elevata». Non solo. Esistono «forti differenze regionali che non possono essere semplicemente spiegate con la diversa quantità di risorse disponibili» e che rappresentano un fardello per l'intera economia nazionale.
SERVE RIFORMA ORGANICA - Nel documento, l'Ocse riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma della scuola volta a «razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti». Viene sottolineata, tuttavia, la mancanza di un quadro complessivo e definitivo. E, in proposito, il rapporto suggerisce all'esecutivo un approccio più organico: «Considerando la natura di queste riforme - si legge - sarebbe preferibile realizzarle con un pacchetto onnicomprensivo, piuttosto che in modo parcellizzato» «L'Ocse ci dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall'opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine» ha detto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, presentando il rapporto.
IL RAPPORTO - Il rapporto si basa su un'indagine internazionale sull'insegnamento e l'apprendimento (Talis), realizzato in 23 Paesi del mondo, tra cui Belgio, Spagna e altri, ma non, ad esempio, Francia e Germania. In particolare, vengono prese in esame le condizioni in cui gli insegnanti si trovano ad operare. L'Italia, conferma il rapporto, è il Paese con la più alta percentuale (52%) d'insegnanti che superano i 50 anni, mentre solo il 3% ha invece un'età inferiore ai 30 anni. Il 95% degli insegnanti italiani si dice comunque soddisfatto del proprio lavoro e il 98% - la più alta percentuale dopo la Slovenia - giudica positivamente il proprio livello di efficienza nell'attività svolta.
«MISURARE LA PERFORMANCE DI INSEGNANTI E PRESIDI» - L'Ocse parte dalla constatazione che «l'assenza di chiare informazioni sulla valutazione degli studenti e dell'intero sistema, dai docenti all'amministrazione centrale, è stata la causa principale delle cattive performance». E suggerisce il principio della responsabilità che «va introdotta a diversi livelli, in primi luogo per i presidi e i direttori scolastici, ma anche per gli insegnanti, in modo tale che la scelta degli insegnanti stessi, la formazione delle classi e i metodi educativi abbiano un'adeguata informazione consentendo il giudizio sui risultati formativi e sul sistema di incentivi». Ma per realizzare questi obiettivi, i presidi dovranno «ottenere un'adeguata autonomia dei poteri di gestione, al contrario dell'attuale quasi completa assenza di autonomia». Secondo l'Ocse, «elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide» per l'Italia. La riuscita di una riforma complessiva del sistema educativo è anche una chiave per ridurre le differenze regionali: «Contenere il gap educativo fra Nord e Sud è una della vie per ridurre le differenze economiche e sociali complessive. Di conseguenza, andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono».
CATTIVA CONDOTTA - Il 70% degli insegnanti italiani delle scuole medie inferiori, secondo il rapporto, considera la cattiva condotta degli studenti come un ostacolo al processo d'insegnamento. Le principali cause di disturbo alle lezioni sarebbero le intimidazioni o le aggressioni verbali verso altri studenti (30%), seguono le aggressioni fisiche tra studenti (12,7%), le aggressioni agli insegnanti (10,4%), ma anche i furti (9,1%) e per ultimo il problema della diffusione di droghe e alcol (4,5%).
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