13/08/2010
Alla regia ci pensano i club. È la svolta del calcio in tv
Alla regia ci pensano i club. È la svolta del calcio in tvLa rivoluzione. Con la nuova legge, sarà la Lega a produrre le partite. Le società potranno censurare striscioni e replay
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22/06/2010
Bossi contro la Nazionale: «La partita con la Slovacchia? Tanto se la comprano»
Bossi contro la Nazionale: «La partita con la Slovacchia? Tanto se la comprano»La federcalcio: «offensivo, stavolta ha passato il segno». Il leader della Lega ha risposto così ai cronisti che gli chiedevano un pronostico sul match di giovedì
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| Umberto Bossi (Ansa) |
MILANO - «Tanto la partita se la comprano: vedrete che al prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi che giocano nelle squadre italiane». Facile immaginare che faranno discutere le parole del leader della Lega Umberto Bossi, che ha risposto così ai cronisti alla Camera che gli chiedevano un pronostico sulla partita del Mondiale che vedrà giovedì contrapporsi la Nazionale italiana a quella della Slovacchia, decisiva per la permanenza degli Azzurri al Mondiale in Sudafrica.
«HA PASSATO IL SEGNO» - Dura la replica della Federcalcio italiana: «Stavolta Bossi ha passato il segno» si legge in una fredda nota ufficiale. «Una dichiarazione sconcertante e offensiva. Questa volta e in questo momento, il senatore Bossi ha passato il segno».
Redazione online
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07/10/2009
A Venditti non piace la Calabria
A Venditti non piace la Calabria
LE POLEMICHE. Reazioni indignate per le frasi del cantautore riprese da un video messo su Youtube. E la radio non mette dischi
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| (Foto Reuters) |
ROMA - Aumentano le polemiche per le frasi-provocazione di Antonello Venditti sulla Calabria. Su Youtube è stato caricato un video di un concerto in Sicilia del cantautore romano in cui parla della Calabria. «Ma perché - si chiedeva Venditti nell'introdurre un suo brano - Dio ha fatto la Calabria? Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esisterà. Qualcuno deve fare qualcosa per la Calabria». E, ancora. «Ho conosciuto un ragazzo calabrese che prendeva il traghetto per la Sicilia, dove trovava una ragione, la cultura. In Calabria non c'è veramente niente, ma niente che sia niente».
LA REAZIONE DELLE ISTITUZIONI - Parole che non sono piaciute a Bova, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, quelle dell'artista romano. «Ad Antonello Venditti la Calabria ed i calabresi proprio non piacciono», ha commentato stigmatizzando i «pesantissimi giudizi espressi dal cantante. Poveretto - ha aggiunto Bova - da quando canta meno, gli capita di sbagliare tono e note. Evitiamogli di peggiorare, lasciamolo a riposo. È già grave che un cantante stecchi una nota. Diventa imperdonabile se stona tutta una canzone». Anche il Sindaco di Reggio Calabria è intervenuto: «Come calabresi siamo indignati e offesi» ha detto Giuseppe Scopelliti, continuando: «Venditti spesso è venuto nella nostra regione riscuotendo consenso, successo, applausi e fiumi di danaro».
POLEMICHE IN RADIO - Radio Libera Bisignano, dal 1976 la radio più ascoltata a Cosenza e Provincia e sempre all'apice degli ascolti in Calabria, ha deciso di non mandare più in onda dischi di Venditti. «Chieda scusa ai calabresi». L'iniziativa viene estesa e proposta alle altre emittenti al fine di «poter levare una voce univoca di protesta» Tra le dichiarazioni riportate da un sito internet che proprio non vanno giù: «In Calabria non c'è nulla, nè arte e nè cultura».
FACEBOOK - Sono otto i gruppi costituiti su Facebook contro Antonello Venditti. Il gruppo che ha raccolto più adesioni, 732, è «petizione online contro le idiozie di Antonello Venditti sulla Calabria». C'è poi «la Calabria odia Antonello Venditti», con 353 membri. Infine, c'è «Antonello Venditti: Dio, perchè hai fatto la Calabria?», con 378 adesioni. E intanto Giacomo Mancini, ex deputato ed esponente del Pdl dedica a Venditti il «Vaffa» di Masini.
LA SMENTITA DI ANTONELLO - «Mai offesa, è una terra che amo» così Venditti ha dichiarato nella lettera di smentita. «Una terra che è, sotto molti profili, disagiata per notissimi problemi che ne pregiudicano il futuro sereno che invece meritano tutti i calabresi, soprattutto i giovani»
La lettera
Venditti: «Mai offesa la Calabria, è una terra che amo». Il cantautore interviene sulla polemica scatenata da una sua frase durante un concerto
In merito agli articoli apparsi in data 6 ottobre e anche in considerazione delle dichiarazioni rilasciate da personaggi politici nell’immediatezza della pubblicazione della notizia, ho il dovere di precisare quanto segue. L’ascolto integrale delle mie dichiarazioni attraverso il filmato pubblicato su YouTube, peraltro senza alcun consenso né da parte mia nè da parte dell’organizzatore del concerto, rende il significato esatto delle mie parole.
In quel concerto ho dedicato “Stella”, una canzone-preghiera, alla Calabria, una terra che amo moltissimo ma che è, sotto molti profili, disagiata per notissimi problemi che ne pregiudicano il futuro sereno che invece meritano tutti i calabresi, soprattutto i giovani. In questo senso ho auspicato che “qualcuno deve fare qualcosa”. La mia denuncia nata, lo ripeto, dall’amore per la terra calabrese e per le persone oneste che la abitano ha mutato il proprio significato attraverso il gioco di omissioni e tagli giornalistici alle dichiarazioni rese, nonché di commenti certamente non continenti che mi hanno descritto come un male al pari della ‘ndrangheta (si veda il servizio pubblicato su www.cn24.tv, dal titolo “La polemica: dopo la ‘ndrangheta ci mancava Venditti”). A conferma di una polemica confezionata devo aggiungere che la notizia non può essere annoverata fra quelle di cronaca, dato che il concerto si è svolto nell’estate del 2008 e non, come il sito Strill.it vorrebbe far credere, “la scorsa estate”. Nell’estate del 2009 ho cantato nuovamente in Calabria, nell’area portuale di Corigliano Calabro, esprimendo ancora parole d’amore e di denuncia davanti a 100 mila persone. Tutti hanno capito ed applaudito. Ma se, come è evidente, si preferisce il silenzio di chi denuncia ciò vuol dire che le parole possono ancora muovere le coscienze. Ciò di cui invece bisogna aver terrore è proprio il silenzio.
Antonello Venditti
Fonte: Corriere della Sera
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08/05/2009
Fini e il metrò per milanesi «Offende la Costituzione»
Fini e il metrò per milanesi «Offende la Costituzione»
«Basta leggere la Carta per capire che proposte come quella non si fanno». Il presidente della Camera boccia la proposta della Lega: «Oltraggio alla dignità delle persone»
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| Gianfranco Fini (LaPresse) |
ROMA - Gianfranco Fini boccia la proposta del leghista Matteo Salvini di riservare alcuni vagoni del metrò alle donne e ai milanesi. «Offende la dignità delle persone e la Costituzione a prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione» ha dichiarato il presidente della Camera venerdì mattina, durante un incontro presso la Fiera campionaria con alcuni studenti milanesi.
«PROPOSTE COME QUESTE NON SI FANNO» - «Basta leggere la Costituzione per capire che proposte come quella non si fanno», ha chiosato Fini dopo aver precisato che «il presidente della Camera ha il dovere di essere imparziale nel dibattito politico tra maggioranza e opposizione».
«DAL DDL TOLTE NORME ANTICOSTITUZIONALI» - «Dal ddl sulla sicurezza - ha aggiunto Fini - sono state tolte due norme perché incostituzionali». Solo qualche giorno fa governo e maggioranza ha fatto dietrofront sulla norma relativa ai "presidi spia" dopo i dubbi espressi dal numero uno di Montecitorio. «Le norme - ha spiegato Fini - sono state cancellate anche perché il presidente della Camera aveva espresso dei rilievi di incostituzionalità».
SALVINI ALL'ATTACCO - Intanto, all’indomani della proposta di riservare in metrò carrozze a milanesi e donne, il deputato della Lega Matteo Salvini torna all’attacco e nella sua rubrica su Affaritaliani.it - «Arancini Padani» - attacca Gianfranco Fini, riportando i malumori dei milanesi: «Il presidente della Camera ci ha rotto le balle». «Io votavo per Fini ma c’ha proprio rotto le balle con ’ste difese di clandestini, islamici e zingari», è l’eco - riferisce Salvini - che giunge dal banco di frutta e verdure regolarmente vendute «con tanto di scontrini fiscali, mica come quegli str.... (due abusivi che vendono limoni, carciofi, rapanelli e insalata) che non pagano una lira di tasse e mi portano via il lavoro».
REAZIONI - Nel frattempo alla bocciatura del presidente Fini sulla proposta di Salvini si aggiunge quella del presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino: «La proposta di Salvini o è una becera provocazione o è una bestialità politica» ha detto Bocchino. «Chi ha responsabilità nello stesso partito del ministro degli Interni farebbe bene ad essere prudente su questi argomenti». «Quella di Salvini - secondo il ministro Gianfranco Rotondi - è la stecca nel coro di un piano serio e articolato sull'immigrazione e sulla sicurezza che il governo sta mettendo attentamente in campo. È chiaro che nessuno pensa di prendere in considerazione quella che non è nemmeno una proposta ma una provocazione».
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09/11/2008
Carla Bruni: «Felice di non essere più italiana, dopo le parole di Berlusconi»
Carla Bruni: «Felice di non essere più italiana, dopo le parole di Berlusconi»La première dame francese sulla "abbronzatura" di Obama. «Voglio aiutare a cambiare le élite culturali troppo bianche». Episodio di razzismo in Usa con Naomi
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| Carla Bruni |
PARIGI - Carla Bruni ha detto di essere felice di non essere più italiana dopo le frasi di Silvio Berlusconi che aveva definito «abbronzato» Barack Obama. La moglie di Nicolas Sarkozy a febbraio ha ottenuto la nazionalità francese. «Quando sento Berlusconi prendere questa cosa alla leggera e scherzare sul fatto che Obama è "sempre abbronzato", mi fa strano. Lo si metterà sull'umorismo... Ma spesso, sono molto felice di essere diventata francese», ha dichiarato la Bruni in un'intervista apparsa domenica su Le Journal du Dimanche.
CAMBIARE LE ÉLITE IN SENSO MULTICULTURALE - La première dame di Francia nell'intervista ha detto inoltre che, dato il suo ruolo di moglie del presidente, non ritiene più opportuno firmare petizioni, ma desidera impegnarsi per l’uguaglianza, aiutando le élite a cambiare. «Se fossi soltanto ’la cantante’ Carla Bruni, firmerei senza problemi il manifesto per l’uguaglianza reale in Francia, ma mi chiamo Bruni-Sarkozy e il mio nome mi appartiene meno». La modella-cantante si è però detta d’accordo con le linee generali di questo testo: «Mi sono spesso chiesta da dove veniva il blocco delle nostre società che fa in modo che siamo così bianchi, nelle élite, in Parlamento, nei circoli dirigenti (la musica, la moda sono una cosa diversa) mentre la società è un incrocio», ha proseguito, «Siamo paralizzati dalle abitudini. Il potere ha spesso avuto la stessa testa, uomini bianchi e piuttosto vecchi. Le abitudini, alla fine, diventano una sclerosi.. Mio marito non è Obama. Ma i francesi hanno votato per il figlio di immigrato ungherese, il cui padre ha un accento, la cui madre è di origine ebrea; e ha sempre rivendicato di essere un po’ un francese venuto da altrove. E anch'io non corrispondo al profilo di première dame: sono un artista, nata italiana!».
RAZZISMO CON NAOMI - Poi Carla Bruni ha parlato di un episodio di razzismo avvenuto nel 1992 negli Stati Uniti. «Siamo stati in Sud Carolina diversi giorni per un servizio fotografico. Ma io e Naomi Campbell abbiamo sempre pranzato nella nostra roulotte, anche se lì vicino c'era un buon ristorante. Quando ho chiesto il motivo, mi hanno risposto che Naomi non l'avrebbero mai fatta entrare, perché di pelle nera. Veder vincere Obama, è stata quindi una gioia immensa».
12:56 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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