18/11/2011
Le azzurre italiane vincitrici della World Cup di pallavolo, grazie al Giappone vittorioso conto gli Stati Uniti
Le azzurre italiane vincitrici della World Cup di pallavolo, grazie al Giappone vittorioso conto gli Stati UnitiIl successo delle nipponiche contro gli Stati Uniti spedisce le ragazze di Barbolini sul gradino più alto del podio. Un trionfo meritato dopo le dieci vittorie conquistate (nove di fila) dalle azzurre: l'ultima contro il Kenya per 3-0
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17/11/2011
World Cup, l'Italia torna sulla terra: primo ko con gli Usa
World Cup, l'Italia torna sulla terra: primo ko con gli UsaDopo nove vittorie consecutive e la conquista del pass olimpico per Londra 2012, le azzurre si arrendono per 3-1 e subiscono anche il sorpasso in testa alla classifica. Nell'ultimo turno l'Italvolley affronterà il Kenya e gli Stati Uniti il Giappone.
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16/05/2011
Cade dal balcone e muore: la fine del maratoneta che trionfò a Pechino
Cade dal balcone e muore: la fine del maratoneta che trionfò a PechinoKENYA. Samuel Wanjiru, oro nella maratona all'Olimpiade 2008: incidente mortale dopo una lite con la moglie
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24/09/2010
Matrimonio segreto per Alessia Filippi
Matrimonio segreto per Alessia FilippiLa 23enne nuotatrice romana. La campionessa di nuoto si è sposata a Caracalla giovedì sera con un medico 31enne. Testimone la collega Gemo
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19/05/2010
Roma candidata alle Olimpiadi del 2020
Roma candidata alle Olimpiadi del 2020IL VOTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI. Battuta Venezia, non ha raggiunto i parametri minimi per concorrere. Ma il Veneto non ci sta. Bossi rilancia: «Ci diano le gare acquatiche». Proteste di Zaia e Orsoni
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| Il logo di Roma 2020 |
ROMA - È Roma la città italiana candidata alle Olimpiadi del 2020. Lo ha deciso a voto palese il Consiglio nazionale del Comitato olimpico riunito al Salone d'Onore del Coni: 9,2 contro i 5,3 di Venezia. Queste le parole ufficiali: «Il Consiglio nazionale del Coni delibera la città di Roma quale città italiana candidata ad ospitare la XXXII edizione dei Giochi Olimpici Estivi e la XVI edizione dei Giochi Paralimpici del 2020».
| La riunione del Consiglio del Coni (Emblema) |
LE MOTIVAZIONI - Spazi più ampi. Maggiore capacità ed esperienza organizzativa. Strutture già esistenti come il Villaggio Olimpico, oltre ad impianti già costruiti o in fase finale di costruzione. Più poli per le gare, oltre al Villaggio Olimpico. Maggiore ricettività alberghiera. La Commissione di valutazione del Coni ha attribuito a Roma 32,3 su 35 di punteggio, mentre Venezia ha sommato 20,1 su 35 (quindi una valutazione in decimi rispettivamente di 9,2 per la Capitale e 5,7 per la città lagunare). Per tanto sulla base dei criteri Cio, Venezia non raggiungerebbe il parametro 6 (calcolato in decimi) per superare la soglia già individuata dal Cio per Rio 2016.
«CANDIDATI PER VINCERE» - La riunione è stata aperta dalla relazione del presidente del Coni Gianni Petrucci che ha detto: «Noi candidiamo una città per vincere non per partecipare. Sappiamo che le altre città concorrenti saranno agguerrite, ma noi ci chiamiamo Italia». E ancora: «Due candidature: tutte due belle e tutte e due affascinanti, non una contro l'altra. Noi abbiamo agito alla luce del sole: nessuno ha fatto pressioni. Io non ho chiamato nessuno, si alzi qualcuno e dica: mi ha telefonato il presidente del Coni. Oggi votiamo con serenità la delibera che la giunta ha approvato all'unanimità».
UN VOTO CONTRO ROMA - È del senatore della Lega Nord Giuseppe Leoni l'unico voto contrario espresso nel corso della votazione del Consiglio nazionale del Coni che ha deliberato la scelta di Roma come candidata italiana per i giochi Olimpici e Paralimpici del 2020. Contrarietà espressa anche con il grido di battaglia della Lega: «Roma ladrona». Leoni ha poi aggiunto: «Ora ci hanno rubato anche le Olimpiadi».
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| Il sindaco di Roma (Graffiti) |
LE TAPPE - Spiega ancora Petrucci: «Diverse città avevano espresso il desiderio di ospitare i Giochi olimpici, siamo arrivati alla determinazione di due città: Roma e Venezia. Abbiamo stabilito in diverse tappe le procedure che il Coni intendeva seguire. Oggi non ci si può stupire di questo iter. La giunta del 21 ottobre ha nominato un comitato ristretto composto dalle massime autorità del Paese», dice Petrucci sottolineando la qualità della Commissione di valutazione. «Ne fanno parte quelli che io chiamo i colossi dello sport mondiale: Mario Pescante, Franco Carraro, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti e Ottavio Cinquanta. A questi aggiungiamo il dottor Pagnozzi, segretario generale dei Comitati olimpici europei, e Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico. Sono fiero che dalla commissione non siano usciti i punteggi dei giudizi», dice ancora. «Questa commissione è garanzia di competenza. Quello che oggi andiamo a proporre è quello che fa il Cio. Abbiamo due candidature belle e affascinanti, oggi possiamo decidere con serenità». Il Codacons ha presentato un ricorso al Tar contro le Olimpiadi. «Noi abbiamo tempo per intervenire sull'argomento», conclude Petrucci.
LA MEDIAZIONE DI BOSSI - Contro la decisione interviene anche Umberto Bossi. «Ora è necessario che Zaia tratti con il sindaco di Roma per vedere se Venezia può ottenere almeno i giochi acquatici», propone il leader della Lega. «Si può trattare» ha aggiunto e a chi gli chiedeva se non si vada, invece, a un muro contro muro tra le due città ha replicato ancora: «si può trovare una mediazione».
SINDACO E GOVERNATORE DELUSI - «Insoddisfacente sia nel merito che nel metodo»: così giudica la decisione del Coni il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dopo la sconfitta di Venezia. «Siamo assolutamente convinti che la proposta di Venezia non sia stata tenuta nella giusta considerazione e che, invece, avrebbe potuto rappresentare una novità seria per la qualità che esprime. Venezia, capitale universale della bellezza, è il miglior ambasciatore di tutto il nostro Paese nel mondo». Non si arrende il governatore, che considera la scelta un modo per penalizzare il Nord. «Sia chiaro - ha detto ancora Zaia - che non escludiamo un intervento formale in altre sedi. Garantisco inoltre che da oggi spulcerò personalmente l'intera documentazione voce per voce, sviscerando numeri, conti e promesse che sono alla base di una scelta che ritenere sbagliata è un eufemismo». Durissima la reazione del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni: «Decisione già scritta che non può che lasciare l’amaro in bocca». Dai microfoni di Radio 24, Orsoni attacca il Coni: «Trovo questo modo di comportarsi del Coni vergognoso, che dimostra tutta l’insufficienza dei vertici dello sport italiano che negli ultimi tempi hanno inanellato solo insuccessi nelle varie manifestazioni internazionali. E’ assolutamente ridicolo dire che Venezia non è in grado di gestire eventi internazionali quando è la città in Italia con più presenza di turisti, anche più di Roma».
Redazione online
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13/02/2010
Morte Kumaritashvili: errore umano. La pista sarà modificata
Morte Kumaritashvili: errore umano. La pista sarà modificata
Un'indagine condotta dalla federazione internazionale dello slittino e dal comitato dei Giochi ha stabilito che la morte dello slittinista è stata causata da un errore dell'atleta. Scagionata la pista di Whistler, che però verrà modificata.
La morte di Nodar Kumaritashvili è stata causata da un errore dell'atleta e non dalla pista di Whistler. Lo ha stabilito un'indagine condotta dalla federazione internazionale dello slittino e dal comitato dei Giochi di Vancouver, che nella serata canadese di ieri, mentre le Olimpiadi Invernali celebravano la cerimonia di apertura, hanno delineato un primo contorno al tragico ed orribile incidente dello slittinista 21enne georgiano, deceduto dopo essere finito fuori pista durante le prove.
Nonostante l'esito della rapidissima indagine scagioni la pista (oggi le competizioni di slittino prenderanno il via regolarmente) le autorità sportive dello slittino e del Vanoc hanno tuttavia deciso di alzare subito il muro su cui è finita la vita di Kumaritashvili, sbalzato fuori pista ad altissima velocità dopo avere perso il controllo in prossimità dell'ultima curva. Oltre alle modifiche a quel punto del lato sinistro del budello di gara si è deciso di "cambiare il profilo del ghiaccio". Come, dove e quanto non si sa. Quello che è certo è che secondo la federazione ed il comitato di Vancouver queste modifiche sono state decise "per evitare che si verifichi nuovamente un simile ed estremamente insolito incidente".
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11/02/2010
I Giochi proibiti di Sarah, la bionda regina del freestyle
I Giochi proibiti di Sarah, la bionda regina del freestyle
Non ammessa a Vancouver perché le sue specialità non ci sono, è lì come volontaria
| Sarah Burke |
VANCOUVER - Nei panni gentili di una volontaria qualsiasi che si aggira per Cypress Mountain si fa fatica a riconoscere una delle 100 donne (lei è al numero 91) più sexy del Nordamerica secondo la rivista Fhm, per cui ha posato con una lingerie bianca e ridottissima. Sarah Burke, bellezza bionda di 27 anni, è qui per una prova con se stessa. Non solo perché vive a Squamish, sulla strada. Sarah è uno dei miti di chi ama le discipline fuori pista, quelle che hanno la loro Olimpiade negli X Games. Sarah li ha vinti 3 volte, Sarah ha vinto tutto. È ricca e famosa. Quando non gareggia, gira filmati, fa la protagonista di spot o posa per campagne pubblicitarie. Ha tutto, ma non ha l’Olimpiade. Destino crudele, il suo. «È frustrante pensare a molti dei miei amici, quelli con i quali vivo sul circuito, in gara e io con le pantofole davanti alla tv». Per cui si è infilata gli scarponcini e si è accreditata come volontaria. Per dimostrare a se stessa che è capace di sopportare da vicino l’ingiustizia di non essere ammessa all’Olimpiade come atleta perché le sue specialità del freestyle, superpipe e slopestyle, non ci sono. Forse nel 2014, a Sochi. Forse. Ma Sarah è tenace. Tra le sue virtù la migliore è la tenacia. Ogni tanto se lo dice. «Guarda dove è arrivata una ragazzetta di Midland, Ontario». Laggiù Sarah ha messo gli sci a 5 anni, crescendo dietro una pista. Ma le discipline classiche l’annoiavano. Ogni mattina, prima di scuola, sgattaiolava nel budello dell’halfpipe, riservato allo snowboard e proibito a chi come lei aveva gli sci. Per anni ha servito i suoi ghirigori a chi aspettava le gare maschili, poi, nel 2003 gli X Games aprirono al superpipe. Fu subito oro, successo, copertina. Non ha mai approfittato del suo charme, della sua avvenenza, sebbene ammetta che «con questa riesco ad aprire qualche porta in più, anche se per i ragazzi è più facile fare soldi e diventare famosi basandosi solo sul talento; una donna deve offrire il pacchetto completo». Pratica, diretta al punto, pronta a cominciare il suo percorso iniziatico per dimostrare a se stessa di poter sopportare l’Olimpiade a casa sua senza gli sci ai piedi.
Roberto Perrone



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11/11/2009
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Poche righe da Roma: «La candidatura è irricevibile», l'amministrazione comunale aveva dato la disponibilità ad organizzare l'evento
BARI - Il Coni boccia la candidatura di Bari per le Olimpiadi del 2020. Ora è ufficiale: «La candidatura è irricevibile» è l'incipit del comunicato con cui Roma dà lo stop al sogno olimpico del capoluogo pugliese. Usain Bolt quindi non sfreccerà sulla pista dello stadio San Nicola. Almeno non nell'evento globale a cinque cerchi. Già il presidente Gianni Petrucci aveva commentato sferzante, il 19 ottobre scorso: «Le candidature olimpiche non sono come le pizze: nessun paese ne propone una al giorno, ed è giusto mettere ordine». Lasciando intendere che la decisione di Elio Sannicandro, assessore comunale allo sport, di promuovere la «nomination» pugliese per i Giochi era stata forse dettata da eccessivo entusiasmo. Esclusa Bari rimangono in corsa Roma, Venezia e Palermo.
Ecco il testo della nota romana: «Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ribadendo quanto già espresso in occasione della riunione della Giunta Nazionale del 21 ottobre scorso in merito ai requisiti di ricevibilità delle richieste da parte delle città che intendono candidarsi ad ospitare i Giochi Olimpici precisa che tali richieste non possono limitarsi ad essere espressione di mera intenzione all'organizzazione dei Giochi da parte delle amministrazioni comunali, ma devono già far riferimento e fondarsi sulle condizioni essenziali di base previste dal Cio e dalla Carta Olimpica per il successo della candidatura». «Pertanto la richiesta pervenuta in data 9 novembre da parte del sindaco di Bari, Michele Emiliano, in cui si manifesta la "disponibilità" a potersi candidare da parte della città, non può essere considerata ricevibile dal Coni, così come già comunicato allo stesso sindaco di Bari per lettera, anticipata via fax, in data 10 novembre».
Alessandro Chetta
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08/10/2009
Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò
Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò
IL PRESIDENTE DELL'AQUANIENE: «MALAGIUSTIZIA». Indagine della Procura su presunti abusi edilizi nella realizzazione degli impianti. In tutto 30 sotto inchiesta
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| Malagò all'Aquaniene (Lapresse) |
ROMA - Piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, e altre strutture edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive, sono state sequestrate in mattinata in 11 circoli sportivi romani, tra i più noti della capitale. L'iniziativa giudiziaria si inquadra nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sui presunti abusi edilizi compiuti per la realizzazione degli impianti destinati alla organizzazione dei Mondiali di Nuoto Roma 2009.
INDAGATI -Trenta le persone indagate nell'ambito di questa inchiesta, tra queste figurano anche il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi, e Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei mondiali e presidente del Circolo Canottieri Aniene (la sua iscrizione nel registro degli indagati è relativa a questa seconda qualifica).
L'INCHIESTA - Il sequestro, che viene eseguito dalla polizia municipale, è stato disposto, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, dal gip Donatella Pavone. Tre le strutture sottoposte a sequestro totale c'è il circolo Acqua Aniene, amministrativamente facente capo al Circolo Aniene, in via della Moschea nel quartiere Parioli. Strutture abusive, ancora in fase di edificazione, sono state sottoposte a sequestro nei circoli: «Roma 70», «Polisportiva Parioli Tiro a Volo», «Roma team sport», «Polisportiva Città futura». Sigilli alle strutture già ultimate nei circoli: «Acqua Aniene», «Cristo Re», «Axa Immobil sport», «Real sport village», «Associazione Agepi», «Villa Flaminia», «Sport 2000». Il gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture (dal 15 settembre scorso diventato definitivo dopo l'uso concesso per i mondiali di nuoto) in altri quattro circoli di Roma: «Salaria Sport Village», «Tevere Remo», «Gav New city», «Flaminio sporting club».
«VITTIME AL 100%» - «Sono senza parole per l'ennesimo passaggio sconcertante di questa vicenda. Siamo delle vittime al 100%. Siamo davanti ad un caso lampante di malagiustizia o di responsabilità altrui. Sono molto amareggiato, perché tutti sanno che il mio impegno nasce dall'amore per lo sport, e non è dettato da alcun interesse, se non quello di promuovere questa attività sportiva». Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo «Aquaniene», uno degli impianti sottoposti a sequestro. «Non riesco a capire cosa sia successo, abbiamo rispettato tutte le procedure, l'impianto è pubblico - aggiunge Malagò - e finanziato solo con fondi privati ed è conforme alle autorizzazioni riconosciute. Se a monte ci sono delle altre motivazioni non so. Abbiamo rispettato tutte le norme, le autorizzazioni e l'utilizzo dell'impianto».
«SOLIDARIETA'» - Solidali con gli indagati da parte del sindaco di Roma e della Federazione. «Esprimo solidarietà a Giovanni Malagò che ha fatto un grande lavoro come presidente del comitato organizzatore. Credo che questo avviso di garanzia sia un atto dovuto da parte della magistratura più che uno specifico risultato dell'inchiesta», ha detto Gianni Alemanno, a Torino per l'assemblea annuale dell'Anci. E la Fin (Federazione Italiana Nuoto) assicura il proprio sostegno, e auspica un rapido corso della giustizia: «Il potenziamento dell'impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto. Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal dipartimento della Protezione Civile, dal commissario delegato di Governo, dal Consiglio e dalla giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l'iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni. Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli organi di tato e dagli enti locali - hanno attuato investimenti a favore dell'intero movimento natatorio».
SORPRESA - Sorpresa e rammarico per gli sportivi illustri che frequentano il centro natatorio Aquaniene di Roma, facente capo al Circolo Canottieri Aniene, alla notizia del sequestro della struttura disposta dal gip di Roma. Alcuni ex atleti, come gli ex campioni mondiali di tennis e di nuoto, Adriano Panatta e Domenico Fioravanti, hanno saputo del sequestro proprio mentre erano all'interno dell'Aquaniene. «Non ne sapevo nulla e sono dispiaciuto anche per Malagò», ha detto Panatta, socio del circolo Canottieri Aniene.
20:24 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/03/2009
Schianto in auto, muore Parisi
Schianto in auto, muore Parisi
L'ex campione del mondo di pugilato, oro a Seul, ha perso la vita in un incidente stradale, scontro frontale a voghera
Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam)
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| Giovanni Parisi |
VOGHERA - Giovanni Parisi, 42 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20:40, si è scontrata frontalmente con un furgone. Parisi, originario di Vibo Valentia ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.
FUORI STRADA - Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi, una Bmw, è uscita fuori strada, finendo in un campo lungo il tratto della tangenziale di Voghera, compreso tra le uscite di Oriolo e Voghera Ovest. Giovanni Parisi, sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua Bmw Coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d'accertamento da parte della Polizia Locale, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera. L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione.

Giovanni Parisi con Marvin Hagler nel 1995 (Reuters)
Parisi sul podio più alto nell'Olimpiade di Seoul 1988 (Omega)
LA CARRIERA - Giovanni Parisi aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie. Non era riuscito però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters Wbo. Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto con il soprannome di Flash, per il carattere guascone, capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva. Parisi era salito alla ribalta internazionale con la vittoria olimpica a Seul, dove aveva battuto il romeno Dumitrescu, per poi passare professionista per una brillante carriera
07:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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