07/09/2010
Bufera Rice: insulta i gay su Twitter e rimane senza Jaguar
Bufera Rice: insulta i gay su Twitter e rimane senza JaguarUn commento di troppo sugli omosessuali, lasciato sul noto social network dopo la vittoria dell'Australia del rugby contro il Sudafrica, costa la sponsorizzazione alla 22enne nuotatrice olimpionica. La Jaguar rescinde il contratto e le toglie la vettura
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15/07/2010
Matrimoni gay, l’Argentina dice sì
Matrimoni gay, l’Argentina dice sìE’ il primo Paese sudamericano a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Il provvedimento, presentato dal governo di centrosinistra, è stato approvato dopo un dibattito al Senato di 15 ore. Il voto è stato trasmesso in diretta tv
La cattolicissima Argentina è il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La legge è entrata in vigore giovedì 15 luglio dopo il voto del Senato, così sentito, da essere trasmesso in diretta tv.
Il provvedimento, sostenuto dal governo di centrosinistra del presidente Cristina Kirchner, è stata approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo un estenuante dibattito di 15 ore. La legge modifica il codice civile in cui non sarà più citato il matrimonio come l'unione di marito e moglie ma come "parti unite in matrimonio". Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni e l'assistenza sanitaria. Nel resto del mondo i matrimoni gay sono consentiti in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sud Africa, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
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18/05/2010
La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenze
La Carfagna si scusa con il mondo gay: grazie alla Concia ho superato diffidenzeAL QUIRINALE - L’INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI ALLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA. Il ministro: ho capito la vostra ricchezza. La deputata pd: gesto raro
ROMA — Paola Concia ha tirato fuori qualche lacrima: «Il Quirinale. Il presidente della Repubblica, questo presidente: Giorgio Napolitano. Sì, alla fine questa giornata così istituzionale mi ha proprio emozionato». Mara Carfagna è rimasta algida, ministeriale l’accento con il quale ha letto il suo discorso davanti al capo dello Stato. Ma alla fine è stata lei, il ministro delle Pari opportunità, ad emozionare gli animi. A scaldare il clima. I cuori.
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| La Carfagna e la Concia al Quirinale dal presidente Napolitano (Omega) |
Il ministro Carfagna ha tirato fuori il suo discorso e si è messa a leggere, seria seria. È stato quasi all’inizio del suo intervento che, senza esitare, ha detto: «Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Anna Paola Concia alla quale sono grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farmi conoscere la ricchezza del mondo associativo qui presente, con tutte le sue sfumature...». Appena insediata, un paio di anni fa, il ministro Carfagna si era scagliata con molta decisione contro le associazioni omosessuali: le avevano chiesto il patrocinio per il Gay Pride, il corteo tradizionale e annuale di tutti gli omosessuali d’Italia. E lei lo aveva rifiutato, con sdegno.
Acqua passata. Decisamente. Perché, sempre rivolta a Paola Concia, unica omosessuale dichiarata rimasta nel Parlamento italiano, Mara Carfagna ha usato parole di ringraziamento. Con grande enfasi, «per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato ».
Paola Concia ha raccolto scuse e ringraziamenti, con gioia. «Non è usuale che un ministro si scusi, nel nostro Paese», ha detto l’onorevole del Pd, lei che aveva fortemente voluto questa giornata celebrata al Quirinale. E ha poi aggiunto: «Effettivamente ben altri ministri in Italia avrebbero motivo di scusarsi con gli italiani. Mara Carfagna lo ha fatto, usando queste belle parole». Sono molti mesi che Paola Concia e Mara Carfagna hanno modo di lavorare insieme. «Lei mi ha sempre ascoltato», confessa con orgoglio Concia, aggiungendo: «Le ho spiegato come andavano le cose nel nostro mondo e lei mi ha seguito».
Una coppia decisamente strana quella di Mara Carfagna e Paola Concia. Ma che al lavoro funziona, garantisce ancora lei, la deputata omosessuale. «In più occasioni la nostra collaborazione ha portato buoni frutti. Della campagna contro l’omofobia, ad esempio, abbiamo parlato tanto e poi l’ha fatta. Sulla legge contro l’omofobia, della quale sono relatrice, il ministro Carfagna si sta impegnando a lavorare con me. Quando si riesce a lavorare insieme è sempre un bene per tutti. Adesso aspettiamo di ottenere risultati concreti».
Alessandra Arachi
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16/03/2010
Cassazione: dare del gay è un reato
Cassazione: dare del gay è un reato
La Suprema corte: basta denigrazioni nei confronti degli omosessuali. Si rischia una condanna per ingiuria
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| Giudici di Cassazione (Garufi) |
MILANO - Dare del gay ad una persona è reato: la Cassazione dice basta alle denigrazioni nei confronti degli omosessuali e ricorda che tale condotta può sfociare in una condanna per ingiuria. La Suprema Corte affronta l'argomento nell'ambito di un procedimento, aperto nei confronti di un 71enne che, in una lettera aveva offeso un uomo ricordandone «il suo essere gay» in riferimento a una vacanza che il destinatario della missiva aveva fatto in montagna con un marinaio e il suo allontanamento da un club sportivo frequentato da ragazzini.
Il tribunale di Ancona, in sede di rinvio (durante il primo processo d'appello l'imputato era stato assolto, ma il verdetto era stato annullato dalla Cassazione), aveva condannato il 71enne a 400 euro di multa per il reato di ingiuria, rilevando che le espressioni usate dall'imputato nella lettera «esprimevano riprovazione per le tendenze omosessuali del contraddittorie e un inequivoco ed intrinseco intento denigratorio riferito all'allontanamento da un luogo frequentato da minori. La prima sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza 10248 ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato contro la sentenza di appello bis, rilevando che «correttamente» il tribunale di Ancona ha «svolto la sua funzione inquadrando per un verso il termine 'gay' utilizzato nella lettera agli episodi che la sentenza annullata aveva omesso di considerare, la vacanza con il marinaio e l'allontanamento dal club frequentato da minori e valutando le ulteriori accuse, presenti nella missiva ritenuta offensiva, come denigratorie, con giudizio di merito, logicamente motivato».
Nella lettera, infatti, l'imputato accusava anche la parte offesa di sottrazione di documenti pubblici dagli uffici municipali di Ancona, nell'ambito di una abusiva cancellazione di contravvenzioni, nonchè di aver favorito in un concorso pubblico la nipote dell'imputato. Per la Cassazione, il ricorso dell'imputato non può essere accolto neanche in relazione al fatto che tra le parti esistevano »rapporti tesi«, che avrebbero potuto, secondo il ricorrente, portare al riconoscimento della scriminante della provocazione: ciò, si legge nella sentenza, »è in contraddizione con il tempo trascorso rispetto ai fatti indicati come provocatori, poichè una lettera inviata dopo un giorno da essi, col corollario del tempo necessario per concepirla e scriverla, escludono in radice il concetto di immediatezza«. (Fonte Agi)
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26/06/2009
Il divorzio milionario della Navratilova
Il divorzio milionario della Navratilova
Si sono sposate nel 2001 nello New Hampshire. Toni Layton ha trascinato in tribunale l'atleta di origine cecoslovacca e minaccia di rivelare «torbidi segreti»
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| Martina Navratilova e la moglie Toni Layton |
NEW YORK - L’eguaglianza dei diritti adesso è totale. Una delle coppie gay più celebri del mondo, la star del tennis Martina Navratilova e la moglie Toni Layton sono invischiate in un divorzio multimilionario che nulla ha da invidiare a quelli, altrettanto rabbiosi, tra celebri coppie etero quali Paul McCartney e Heather Mills e Madonna e Guy Ritchie. Nell'era obamiana in cui ben cinque Stati americani hanno legalizzato i matrimoni gay, anche questo è il segno dei tempi. A lanciare l'offensiva è stata la 56enne Layton che ha aspettato l’inizio del torneo di Wimbledon e il mese in cui negli Stati Uniti si celebrano i diritti dei gay per trascinare in tribunale la 52enne atleta di origine cecoslovacca, promettendo di gettarla sul lastrico. «Ha distrutto la mia vita» afferma Toni nella denuncia depositata questa settimana in Florida. Dove accusa Martina di averla «scaraventata per strada con soltanto i vestiti che avevo indosso». Dopo aver «cambiato la serratura delle sei magioni che condividevamo dal 2001», quando convolarono a nozze in una romantica cerimonia privata nel New Hampshire.
RESTITUZIONE DEI REGALI - Come risarcimento per «crudeltà fisica, emotiva e mentale» e «rottura della partnership domestica», la moglie tradita chiede svariati milioni di dollari all’ex compagna ben nove volte vincitrice a Wimbledon (un record). Oltre alla restituzione di «innumerevoli effetti personali intestati a me sola» - tra cui sei automobili, un motoscafo, due jet-ski e due scooter – e di altrettanti regali fatti alla 52enne Navratilova, tra cui gioielli, una bicicletta, vasi di ceramica, animali domestici e persino due fucili e una pistola. Tecnicamente le due donne non potrebbero divorziare perché la Florida, stato in cui entrambe risiedono, non riconosce la validità delle unioni omosessuali. Ma la Layton spera di avvalersi dell’accordo pre-nuziale in cui le due donne avrebbero acconsentito a «condividere in parti uguali tutte le proprietà e i beni acquisiti durante il nostro matrimonio». Incluse quattro ville comprate negli anni in cui erano rimaste assieme.
«SEGRETI TORBIDI DI MARTINA» - Nonostante la laconica risposta della sua portavoce («non commentiamo su questioni private») la Navratilova sarebbe propensa a chiudere al più presto la partita nel timore che la sua ex decida di portare a segno la sua più recente minaccia: scrivere una libro per svelare «i molti segreti torbidi del passato e del presente di Martina, gli intrighi riguardanti l'arcirivale Chris Evert, la natura incestuosa della Women's Tennis Association, nomi di ex amanti, conflitti di interesse negli affari». «Rischia di essere una separazione ancora più brutta della prima» profetizza sul suo blog Perez Hilton, influente cronista gossip apertamente gay, ricordando il precedente divorzio della Navratilova dalla biondissima scrittrice texana Judy Nelson. Che le fece causa per 7,5 milioni di dollari dopo essere stata messa alla porta dalla star, per la quale aveva abbandonato marito e figli. «Ho lasciato la mia famiglia per accudire Martina, per aiutarla nei momenti difficili, per farle da manager, per essere la sua compagna e anima gemella» aveva spiegato alla giornalista Barbara Walters della Abc. Una relazione solo all’apparenza diversa: in realtà uguale a tantissime altre. Si amano, vivono sotto lo stesso tetto, crescono insieme. Poi si lasciano, piangono, litigano. E finiscono in tribunale. Il copione, per Judy e Martina e adesso Toni e Martina, è identico a quello di milioni di coppie in tutto il mondo.
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03/03/2009
Gay e lesbiche, arriva il mutuo agevolato
Gay e lesbiche, arriva il mutuo agevolato
È il primo mutuo di questo tipo nel nostro paese. La Bhw Bausparkasse taglierà lo "spread" dello 0,15% e permetterà di cumulare i redditi di coppie di fatto
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MILANO - Coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, considerate come coppie coniugate. Succede nella banca tedesca specializzata Bhw Bausparkasse che proporrà anche in Italia il mutuo agevolato per gay, lesbiche e coppie omosessuali. La Bhw taglierà lo "spread" dello 0,15% e permetterà di calcolare i redditi cumulati. Il mutuo agevolato per gay e lesbiche, che verrà presentato giovedì prossimo in una conferenza stampa a Milano, «è sulla falsariga di quanto la banca tedesca già propone - spiega Riccardo Gottardi, segretario nazionale dell'Arcigay - per forze dell'ordine, dipendenti di ministeri e giornalisti». Oltre al taglio dello spread (il differenziale rispetto al tasso di riferimento scelto) tutto sommato limitato, «si tratta soprattutto di un riconoscimento civile - aggiunge Gottardi - e non dispiace sapere che c'è una banca dove gay e lesbiche non solo sono bene accetti, ma anzi possono ricevere delle agevolazioni».
REDDITI CUMULATI - «Consideriamo - spiega Giulio Peruzzi, area manager di Bhw - le coppie di fatto come coniugate, anche quelle dello stesso sesso. La questione maggiore credo sia quella della possibilità di cumulare i redditi per calcolare l'importo del mutuo: l'unica cosa che chiediamo è che la coppia si co-intesti la casa e viva sotto lo stesso tetto», conclude Peruzzi.
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| Tag: mutui, agevolazioni, gay, lesbiche, omosessuali, coppie di fatto, banca tedesca, arcigay, bhw | OKNOtizie |
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17/09/2008
BRUNETTA LANCIA I "DIDORE"
BRUNETTA LANCIA I "DIDORE"
E Brunetta lanciò i «DiDoRe»:coppie di fatto, diritti ma senza costi «una riflessione da professore che porto avanti con rotondi». Il ministro: «Lo Stato tuteli gli altri legami, non mi interessa se etero oppure omo»
| Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, con la fidanzata |
«Se invece ne nascono divisioni e lacerazioni, la straccio. Abbiamo ben altre cose da fare. Però...». Però ai «Didoré», come li chiama, Brunetta non ha ancora rinunciato. Non vorrebbe parlarne. La prima preoccupazione è evitare polemiche, non replicare alle critiche del mondo cattolico, espresse prima da Avvenire e ora da Famiglia Cristiana. Però il ministro della Funzione pubblica non rinuncia a chiarire meglio il suo progetto. «Né Dico, né Pacs. Con il pretesto dei diritti, la sinistra intendeva puntare alla roba. Assalire la diligenza del welfare. In particolare, le pensioni di reversibilità; su cui l'Italia ha già le norme più generose al mondo, che però non affondano il sistema perché di solito un coniuge sopravvive all'altro di una manciata di anni. Ma con i Dico il superstite avrebbe percepito la pensione per venti o trent'anni: un disastro. Al contrario, i Didoré — DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi — non prevedono oneri per lo Stato. Non un solo euro a carico del contribuente. Non welfare; diritti individuali. La sinistra, nascondendosi dietro le coppie omosessuali, aveva progettato un colpo grosso, un imbroglio. Paradossalmente, meglio Zapatero, per cui le due tipologie di convivenza si equivalgono. Per me, così non è, così non può essere e non voglio che sia».
«Ecco l'altro punto importante: nessuna mimesi, nessuna imitazione riduttiva del matrimonio. La mia visione della famiglia è quella dell'articolo 29 della Costituzione, e non può prescindere dal matrimonio tra un uomo e una donna. La famiglia è un bene pubblico, e come tale destinatrice di welfare. Lo stesso vale per una coppia con figli. Ciò non toglie esistano altri legami che non sono beni pubblici, ma possono essere considerati beni meritevoli. Cioè beni che meritano l'attenzione e la tutela dello Stato. A me pare che in questa categoria rientrino legami di affettività, di reciprocità solidaristica, di mutua assistenza; a prescindere dal sesso. Da buon laico, non voglio uno Stato che si infili in camera da letto e guardi sotto le lenzuola. Se due persone decidono di vivere insieme — non mi interessa se vadano a letto o no, se siano etero o omo; purché si scambino affettività e solidarietà —, credo possa essere considerato positivo».
Da qui l'idea — «dell'economista», precisa Brunetta — di un testo unico che possa migliorare la vita di molti cittadini senza spese per lo Stato. Prevedendo il diritto, in caso di malattia, di visitare il convivente e accudirlo. Di designarlo come rappresentante per le decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie. Di succedergli nel contratto di locazione. Diritti, ma anche doveri: ad esempio, gli alimenti, per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. È una proposta su cui Brunetta non cerca lo scontro, anzi. «Semplicemente, alla teoria del piano inclinato, per cui qualsiasi spiraglio può aprire una deriva che si sa come comincia e non come finisce, preferisco la teoria della barriera. Della diga. Di qua la famiglia. Di là una situazione diversa, disciplinata da poche e chiare regole, che sono pur sempre meglio dell'impasse, dell'ipocrisia, del caos di oggi. Se si può creare un terreno di convergenza tra laici e cattolici, bene. Non sono credente. Ma credo nel rispetto reciproco, nel confronto, nella collaborazione. Se invece si va alla rottura, io rinuncio. Il paese ha ben altri problemi, e il lavoro non ci manca».
Quel che gli sta davvero a cuore, dice Brunetta, è proseguire le riforme. «Questo governo rappresenta la più grande coalizione riformatrice della storia repubblicana. Il vero erede della tradizione di centrosinistr ». Addirittura? «Forza Italia mette insieme tutte le anime riformiste del vecchio centrosinistra: noi socialisti lib-lab, i repubblicani di La Malfa, i liberali di Biondi, i socialdemo-cratici, i cattolici liberali. Insomma, il centrosinistra che ha governato il boom economico e poi il pentapartito che ha salvato il paese dall'inflazione ai tempi di Craxi e in seguito di Amato e Ciampi. Dopo il diluvio di Tangentopoli, Berlusconi ha avuto la geniale intuizione di allearsi con il riformismo padano, che porta al federalismo fiscale, e con il riformismo nazionale della nuova destra di Fini, che ha fatto un lavoro straordinario, pur se è troppo generoso quando rinuncia a ribadire che molti antifascisti non erano democratici. Di là ci sono la sinistra democristiana, le frange extraparlamentari e gli ex comunisti. Che sono sempre stati dalla parte opposta al riformismo: contro la Nato, contro l'Europa, contro lo Statuto dei lavoratori, contro il decreto di San Valentino, contro la politica dei redditi. Quando sento D'Alema definirsi socialista mi vengono i brividi. Non a caso, votano per noi i colletti blu e le partite Iva: l'Italia che lavora e quella che rischia. Votano per la sinistra i settori protetti, in particolare pezzi di pubblico impiego, e la rendita. Per troppi anni i salari del settore privato non sono cresciuti, e di conseguenza è calata la produttività; la dinamica salariale è stata vivace solo nei settori protetti. La Cgil ha scambiato moderazione salariale con potere politico. Noi dobbiamo liberare i salari dalla moderazione. Una parola che a me non piace».
La prossima settimana, anticipa Brunetta, è in arrivo un'altra novità. «Tutto in rete. Il primo accordo sarà con la Gelmini: la scuola. Il secondo con Alfano: la giustizia. Poi toccherà alla Lombardia e alla Campania, quindi a Milano e a Napoli. Alla fine la pubblica amministrazione farà sessanta convenzioni — con gli altri ministeri, con le Regioni, con i comuni capoluogo — per digitalizzare e collegare tutti in rete. Addio carta; via mail si faranno pratiche, certificati, licenze; andranno su Internet anche la pagelle ». E la crisi Alitalia? Quanti licenziati fineranno sul groppone dello Stato? «Neanche uno. La pubblica amministrazione deve diventare un'eccellenza, non fare da ammortizzatore sociale. Mi rifiuto di credere che il mercato non possa assorbire 3200 esuberi. Se ne arriva uno solo, me ne vado io. Ma Berlusconi ha già detto che non accadrà».
16:37 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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