10/06/2011

Germogli sul banco degli imputati Sono la fonte del batterio killer

Germogli sul banco degli imputati Sono la fonte del batterio killer

E-COLI. Lo annuncia il Robert Koch Institute a Berlino. L'infezione ha finora causato trenta vittime

Continua...


04/06/2011

Batterio killer, caso sospetto in Alto Adige

Batterio killer, caso sospetto in Alto Adige

Oms: 1823 casi e 18 morti. Secondo il quotidiano di lingua tedesca Dolomiten a Merano ricoverato un turista

Continua...


03/06/2011

Batterio killer, oltre 2.000 casi in Europa L'Oms: «Variante altamente tossica»

Batterio killer, oltre 2.000 casi in Europa L'Oms: «Variante altamente tossica»

Le sequenze genetiche mostrano che si tratta di una forma mutante di E.Coli. Morte sospetta in Francia

Continua...


02/06/2011

Batterio killer, l'allarme dell'Oms «È una variante mai vista prima»

Batterio killer, l'allarme dell'Oms «È una variante mai vista prima»

Le sequenze genetiche preliminari mostrano che il ceppo è una forma mutante. Esperti cinesi: «Il ceppo tedesco è altamente tossico»

Continua...


31/05/2011

Allarme dell'Oms su cellulari e wi-fi «Rischio tumori del sistema nervoso»

Allarme dell'Oms su cellulari e wi-fi «Rischio tumori del sistema nervoso»

SALUTE. La ricerca di un'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ma sono necessari altri approfondimenti

Continua...


23:56 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: salute, oms, tumori, cellulari, cancro, mondo, telefoni | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

23/10/2010

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Emergenza sanitaria sull'isola già duramente colpita dal terremoto del gennaio scorso: duemila contagiati. Si tratta del ceppo più pericoloso della malattia. L'Oms conferma: non si registravano casi da oltre un secolo

Continua...


24/11/2009

Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk

Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk

 

RICHIAMATO UN LOTTO DEL PREPARATO. Lo rende noto l'Oms. In corso accertamenti da parte delle autorità canadesi


GINEVRA - In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'influenza A. Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo le corrette ricerche» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline».

VACCINAZIONE COMUNQUE RACCOMANDATA - «Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha aggiunto Abraham, precisando però che l'Oms insiste nel raccomandare l'immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l'Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la gigantesca vaccinazione in corso era stato finora escluso un collegamento diretto con i vaccini. Secondo l'Oms, che citava dati derivati da 16 Paesi, i decessi sono stati una frazione infinitesimale dei 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate; e ogni 100 casi di reazione collaterale, 5 sono stati così gravi da provocare la morte.

GARACI (ISS): REAZIONI AVVERSE NELLA MEDIA - In generale le reazioni avverse verificatesi per il vaccino antipandemico «Sono reazioni avverse che si possono verificare con qualsiasi vaccino, e comunque le segnalazioni fatte sono nella media e si tratta anche di situazioni molto leggere e lievi». Lo ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci, a margine del 4/o Forum Risk Management in Sanità apertosi oggi ad Arezzo. «Le reazioni avverse cioè - ha affermato Garaci - possono essere presenti ma vengono monitorate e sono nella media della normalità». Quanto all'evolversi della pandemia di influenza A in Italia, «la situazione è tranquilla e bisogna proseguire - ha sottolineato il presidente Iss - sulla via delle vaccinazioni». Inoltre, «le situazioni di mutazione del virus H1N1 - ha avvertito Garaci - possono avvenire e ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque - ha concluso - si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati».


06/11/2009

La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»

La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»

 

L’Oms: «Può combinarsi con l’aviaria. Sui decessi indagine per omicidio a Roma

 

ROMA — Impedire che il vi­rus nel prendere il largo senza controllo si mescoli con quello dell’aviaria (H5N1) ed esca dal­la «ricombinazione» più forte e pericoloso. Un allarme contenu­to nei bollettini dell’Organizza­zione mondiale della sanità e ri­lanciato dal viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, in visi­ta al Cotugno di Napoli e poi in Parlamento per un’informativa a Camera e Senato: «Se avvenis­se, il rischio per noi sarebbe grande. La mortalità salirebbe al 30-50%. Attualmente invece siamo fermi sullo 0,002%, mol­to bassa, inferiore a quella di una influenza di stagione». La mutazione è un’evenienza dietro l’angolo quando è in cir­colazione un agente patogeno nuovo. Finora però l’H1N1 non ha mostrato segnali di variazio­ne.

SORVEGLIANZA - «Sembra molto stabile, non è stato osservato nulla di allar­mante », tranquillizza il responsabile della ri­cerca presso i Centri Europei per il control­lo delle malattie, Johan Gieseke. Per sventare l’avvio di una eventua­le mutazione, è attiva una rete di sorveglian­za alla quale partecipa anche l’Italia: «Per ora il virus pandemico appare fragile, tan­to che basta una passata di sa­pone per ucciderlo. Ma non pos­siamo escludere un cambia­mento brusco. Dunque bisogna evitare che si creino le condizio­ni », avverte Antonina Dolei, se­gretario della Società italiana di virologia.

IL BILANCIO - In Italia i morti per influenza A sono saliti a 26. Ieri alla lista si sono aggiunti un uomo di 42 anni, ricoverato a Campobasso, gravemente obeso, e una ragaz­zina di 13 anni a Desio, affetta da una malattia rara che com­porta gravi problemi respirato­ri. Dunque altre vittime in con­dizioni di salute già molto pre­carie, come Chantal Carleo, 18 anni, e il tecnico di radiologia Maurizio Scavizzi, 58 anni, de­ceduti rispettivamente al Bam­bin Gesù e allo Spallanzani. Le loro famiglie hanno presentato un esposto ritenendo che non siano stati opportunamente protetti dall’infezione. La Procu­ra di Roma ha aperto un’inchie­sta per omicidio colposo. L’ultimo bilancio del ministe­ro del Welfare elenca «25 deces­si legati con certezza al virus A/H1N1. Tutti i pazienti, tranne uno, presentavano gravi patolo­gie ». Persone che avrebbero ri­schiato anche se colpite da un altro virus. Ben 124 i ricoveri in reparti ospedalieri ad alta spe­cializzazione (rianimazione) e con assistenza respiratoria. Colpiti soprattutto i giovani.

SCUOLE VUOTE - Un bambino ogni trenta tra 5 e 14 anni è a casa per malattia. Gli italiani influenzati dall’ini­zio della pandemia, comparsa ad ottobre, sono circa 540 mila. La curva dei casi si sta rapida­mente innalzando e toccherà l’apice poco prima di Natale tan­to che in Veneto si sta ipotizzan­do la chiusura anticipata di cer­te scuole. La Regione con la massima incidenza è la Campa­nia. Entro la prossima settima­na verrà completata la terza fa­se di distribuzione dei vaccini. La profilassi viene offerta a ope­ratori dei servizi essenziali, per­sone con malattie croniche (i dermatologi ospedalieri del­l’Adoi, riuniti ieri in congresso, la consigliano ai malati di pso­riasi), alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e ai bambini: «Vaccineremo i gio­vani anche dopo che la pande­mia avrà toccato l’apice», ha detto Fazio. Entro novembre sa­ranno immunizzati 5 milioni di italiani. Raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni.

Margherita De Bac


01/09/2009

Influenza A, i pediatri: «No al rinvio anno scolastico, sì a chiusure mirate»

Influenza A, i pediatri: «No al rinvio anno scolastico, sì a chiusure mirate»

 

Influenza A: dieci domande e dieci risposte

 

Con il primo caso grave in Italia, cresce l'ansia per l'evolvere del contagio dell'influenza «A», cioè la nuova influenza che secondo gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità colpirà tra il 30 e il 40 per cento della popolazione europea.

In questa pagina cerchiamo di dare risposte a tutte le domande, a tutti i quesiti, a tutti i dubbi. La nuova influenza, infatti, fa paura. Nonostante il virus H1N1 non sia particolarmente pericoloso e somigli a quello dell'influenza «classica», è la contagiosità del morbo che può causare decisioni anche drastiche, come quella di Londra che qualche mese fa decise di prendere alcuni provvedimenti particolari come quello riguardante gli aeroporti: in Inghilterra i passeggeri «sospettati» di avere la malattia non vengono fatti salire sugli aerei.

L'Italia, almeno per il momento, non è indicata dall'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) come Paese a rischio. Entro il mese di marzo la possibilità che nella penisola si verifichino 4 milioni di casi è concreta, ma dal ministero della Salute fanno sapere che entro l'autunno arriverà il vaccino. Per ora le scorte di antivirali per la nuova influenza dovrebbero bastare, ed è attivo anche un numero verde (1500) per avere tutte le informazioni del caso.

 

Proviamo a fornire una risposta alle dieci domande che subito vengono alla mente:

- Quando la pandemia colpirà il nostro Paese?

Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Margaret Chan ha dichiarato che «il virus dell'influenza A viaggia a una velocità incredibile, quattro volte più rapido di altri virus. In sei settimane ha percorso una distanza che altri virus coprono in sei mesi». Secondo le stime dell'Oms l'ondata principale del virus arriverà in autunno sia in Europa sia negli Usa, nello stesso periodo in cui arriveranno sugli scaffali degli ospedali le prime dosi del vaccino. «Non si può dire con certezza se il peggio sia passato o se debba ancora venire - ha sottolineato la Chan -. Come tutti i virus influenzali – ha aggiunto - l'AH1N1 ha il vantaggio di cogliere di sorpresa, mentre noi dalla nostra, abbiamo quello della scienza e della ricerca».

- Qual è la mortalità dell'influenza suina?

L'ultimo rapporto dell'Oms parla di 2.200 morti nei 177 Paesi colpiti dalla pandemia. Secondo gli esperti «il 30% degli abitanti dei Paesi a più alta densità di popolazione - inclusa l'Italia - rischiano di essere contagiati». La direttrice dell'Oms ha spiegato anche che «il 60% delle morti hanno riguardato persone con problemi di salute. Questo vuol dire che il 40% delle vittime sono giovani adulti in buona salute che muoiono di febbre suina in 5-7 giorni». Se il virus peggiorerà le strutture ospedaliere rischiano il collasso, visto che le complicazioni polmonari provocano lunghe e costose degenze ospedaliere. In Australia, per esempio, i contagiati ufficiali sono oltre 34mila, 150 i morti e 83 i casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva.

- Quali sono le vie di infezione?

Basta un colpo di tosse o uno starnuto, senza ripararsi la bocca con la mano o il fazzoletto, perché il virus passi da un soggetto a un altro. Oppure un bacio. Oppure un colloquio a pochi passi uno dall’altro. Il cavalli su cui viaggia il virus sono le gocce di saliva e le secrezioni di naso, gola e polmoni. Ci sono anche forme di contagio indiretto, come per esempio bere dallo stesso bicchiere e toccare superfici contaminate portandosi poi le mani alla bocca o al naso. Il rischio di contagio inizia già durante il periodo di incubazione della malattia: da un giorno prima dell'inizio dei sintomi a sette giorni dopo la comparsa della febbre. I bambini possono essere contagiosi fino a 10 dieci giorni dopo la comparsa della febbre.

- Quali sono i sintomi da non sottovalutare?

È basata solo sui sintomi. Perché si tratti di influenza A, come di normale influenza, deve esserci un’infezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di almeno 38 gradi accompagnata da almeno uno di questi campanelli: mal di testa, dolori muscolari, brividi, debolezza, perdita di appetito. E da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, mal di gola, raffreddore. Nei bambini, altri segnali possono essere: irritabilità, pianto e inappetenza; occhi arrossati e congiuntivite con febbre alta; laringotracheite e bronchite sempre con febbre; diarrea e vomito, anche senza febbre, nei lattanti. Il tampone nasale o faringeo, che serve in laboratorio per identificare il tipo di virus, viene fatto solo su indicazione del medico

- Come distinguerla dalla solita influenza?

Può presentarsi sia in forma lieve che grave, ma i sintomi dell’influenza A, il virus H1N1, assomigliano a quelli dell’influenza stagionale «classica»: febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa, perdita d’appetito, tosse, e in alcuni casi mal di gola, nausea, vomito e diarrea. E come l’influenza stagionale, avverte il ministero del Welfare sul suo sito internet, può causare un peggioramento di patologie croniche preesistenti. Sono stati, infatti, segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria). Non è possibile rendersi conto «da soli» di aver contratto l’influenza suina. Per diagnosticare l’influenza è infatti necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie, che deve essere analizzato da un laboratorio.

- Cosa si può fare per evitare il contagio?

Evitare luoghi chiusi e affollati. Mantenere almeno un metro di distanza da chi presenta sintomi influenzali. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, non basta sciacquarle. In mancanza di acqua, utilizzare soluzioni a base di alcol o disinfettanti. Soprattutto dopo aver tossito e starnutito. Evitare di toccare il viso (in particolare naso, bocca e occhi) se le mani non sono pulite: chi tocca una superficie contaminata e con le stesse mani si strofina gli occhi, si infetta. Curare la propria igiene: coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce. Buttare i fazzoletti, meglio se di carta, subito dopo l’utilizzo. La mascherina può servire negli ambienti a rischio e deve essere a trama stretta. È utile se, in contemporanea, si adottano le altre precauzioni.

- Quali cure vengono somministrate?

Le stesse che vengono utilizzate nell’influenza stagionale e che mirano a ridurre i sintomi, cioè antipiretici, antinfiammatori, balsamici. Importante è rimanere a casa (anche per evitare il propagarsi dell’infezione), a riposo e aspettare che passi. I medici di famiglia raccomandano di non andare al pronto soccorso perché inutile e neppure nei loro ambulatori: non si farebbe altro che propagare il virus. In caso di dubbi o di improvvise complicanze, come per esempio un forte dolore al petto, bisogna prima di tutto telefonare al proprio curante. I medici si stanno organizzando per dedicare del tempo apposito per rispondere ai propri assistiti. A dare una mano ci saranno anche i camici bianchi delle guardie mediche, quelli che di prassi sono disponibili i giorni festivi e la notte.

- Il virus si è evoluto in un nuovo ceppo?

L’allarme lanciato nei giorni scorsi su un possibile nuovo ceppo dell’influenza suina non ha fondamento: «Non c’è nessun nuovo ceppo. È un errore di traduzione» rassicura Gianni Rezza, virologo dell’Istituto superiore di sanità. «L’Oms ha solo precisato che ci sono segnalazioni di casi in cui virus attacca direttamente i polmoni – precisa l’esperto - ma anche in Messico le morti sono state provocate dalle complicanze polmonari. Nel mondo l’infezione continua a dare sintomi lievi». Anche i medici dell’ospedale San Gerardo di Monza, che da martedì scorso hanno in cura il 24enne di Parma con una grave insufficienza respiratoria e risultato positivo al virus A/H1N1, precisano che «ad oggi non è vero» che il paziente abbia contratto un ceppo del virus «più cattivo».

- I classici antivirali hanno efficacia?

Sì, ma secondo l’Oms i farmaci antivirali devono essere somministrati solo ai malati d'influenza suina le cui condizioni di salute sono già debilitate. Gli esperti hanno sottolineato infatti come gli effetti collaterali del farmaco (nausea o problemi di stomaco) possono superare facilmente i benefici, sopratutto per le persone in buone condizioni di salute. Al contrario la terapia a base di Tamiflu (o Relenza) deve essere iniziata il prima possibile in quei soggetti con malattie gravi preesistenti o le cui condizioni mostrano un grave deterioramento. Particolare attenzione ai soggetti dei «gruppi di rischio», come donne in gravidanza o soggetti affetti da diabete che devono ricevere un trattamento prioritario.

- La carne di maiale resta sempre sicura?

Né la carne di maiale, né i prodotti non alimentari di derivazione suina sono rischiosi per la salute, visto che il virus ha compiuto il cosiddetto «salto di specie» e il contagio è già arrivato da mesi nella fase in cui si propaga da uomo a uomo. Per l’Oms la carne di maiale è sicura sia se mangiata fresca previa cottura (il virus muore a temperature superiori ai 70 gradi centigradi) sia sotto forma di insaccati (il virus ha vita breve, di certo inferiore ai tempi di lavorazione di salami e simili). Anche prodotti come colle, saponi o spazzolini, sono assolutamente innocui. I virus dell’influenza sono infatti deboli, e la loro sopravvivenza nell’ambiente esterno - al di fuori di un organismo - non può superare i dieci minuti.

Queste dieci domande-risposte non contengono la soluzione del problema, ma aiuteranno ad affrontare con cognizione di causa il prossimo autunno, il periodo che gli esperti sono concordi nell'indicare come il più problematico, quando la pandemia si farà sentire in tutta la sua forza.


24/04/2009

Allarme in Messico e negli Usa per un nuovo tipo di febbre suina: 70 morti

Allarme in Messico e negli Usa per un nuovo tipo di febbre suina: 70 morti

 

Il maggior numero di casi a città del messico: chiuse le scuole. Per il Cdc americano la malattia si trasmette da uomo a uomo. Si teme pandemia. Attivate vaccinazioni di massa

 

A Città del Messico la gente gira per le strade indossando le mascherine (Reuters)
A Città del Messico la gente gira per le strade indossando le mascherine (Reuters)

CITTA' DEL MESSICO - E' allarme in Messico e negli Stati Uniti, per un nuovo tipo di febbre suina che si starebbe trasmettendo da uomo a uomo e che potenzialmente potrebbe dar vita ad una pandemia. Il virus che è stato rilevato prima in Messico e poi negli Stati Uniti, secondo l'agenzia governativa americana per la salute Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), è un mix inedito di virus di solito presenti tra maiali, uccelli e esseri umani. La situazione peggiore è al momento a Città del Messico dove le scuole e le università sono state chiuse. Il governo messicano ha annunciato che sono 16 i casi confermati di persone morte a causa della nuova variante del virus, ai quali bisogna aggiungere altri 48 decessi «sospetti» e 934 pazienti che potrebbero aver contratto la malattia. Per l'Oms, l'organizzazione mondiale della Sanità le vittime invece sarebbero 70, anche se non è chiaro se sono attribuibili allo stesso tipo di virus.

USA - Negli Stati Uniti invece al momento i casi sospetti sono 7, ma le persone che sono state contagiate non risultano adesso avere più sintomi e sono guarite. I primi ad ammalarsi negli States sono stati un ragazzo e una ragazza nelle due Contee più a Sud della California. Poi sono stati scoperti altri 5 casi attraverso la rete di sorveglianza della normale influenza. Nessuno dei pazienti, che presentavano sintomi molto simili all'influenza, ha avuto alcun contatto diretto con i maiali. Fra i contagiati, due sedicenni che frequentano la stessa scuola a San Antonio e un padre e una figlia. Secondo il Cdc, dunque, la malattia si starebbe trasmettendo da uomo a uomo. In ogni caso il presidente degli Stati Uniti Barack Obama viene aggiornato e sta seguendo la vicenda ora per ora.

I CASI - La maggior parte dei casi finora rilevati si concentrano soprattutto a Città del Messico - la cui area urbana rappresenta una megalopoli di oltre 20 milioni di abitanti - ma sono stati scoperti anche a San Luis Potosì, nella Baja California (nord) e a Oaxaca (sud). Il ministero della Sanità ha chiesto ai cittadini di prendere misure di protezione per evitare il contagio: non visitare luoghi affollati, mantenersi lontani da persone con problemi respiratori, lavarsi le mani con acqua e sapone, non condividere i pasti, ventilare le case e gli uffici e pulire gli strumenti di uso condiviso.

VACCINAZIONI DI MASSA - Il ministro messicano della Sanità, Josè Angel Cordova Saavedra, ha spiegato successivamente che l'epidemia di influenza suina è causata da «un virus mutante altamente contagioso», mentre le autorità di Città del Messico hanno annunciato una vasta campagna di vaccinazione contro la malattia. «Siamo di fronte ad un nuovo virus influenzale i cui sintomi sono: febbre superiore ai 39 gradi che si presenta all'improvviso, tosse, mal di testa intenso, dolori muscolari e alle articolazioni, irritazione degli occhi» ha detto Cordova. Il virus noto come H1N1, ha sottolineato il ministro, «ha subito una mutazione dai maiali agli esseri umani» ed è comparso per la prima volta circa due mesi fa nel sud degli Stati Uniti, e anche se è diverso «da quello dell'influenza aviaria, che è molto più aggressivo» non è detto che i vaccini disponibili finora risultino efficaci. Il responsabile della Sanità di Città del Messico ha annunciato da parte sua una «vasta campagna di vaccinazione». In una conferenza stampa, Armando Ahued ha informato che circa un milione di dosi di vaccini saranno inviati alle autorità della capitale dal governo federale, aggiungendo però che teme che non siano sufficienti.

UE - La Commissione europea segue da vicino i casi di influenza suina segnalati negli Stati Uniti e in Messico in «stretto contatto» con l'Oms. Lo ha detto la portavoce della commissaria Ue alla salute Androulla Vassiliou. L'esecutivo europeo «segue da vicino la situazione», ha detto la portavoce Nina Papadoulaki sottolineando che questo avviene in stretto contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità, con gli Stati Uniti e l'Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie europea che ha sede a Stoccolma.

ISTITUTO DI SANITA' - Se fosse confermato che la trasmissione del virus dell'influenza suina nei casi segnalati in Messico sia avvenuta da uomo a uomo, questo indicherebbe un salto di specie compiuto dal virus: il virus potrebbe quindi essere capace di infettare e propagarsi nell'uomo innescando il rischio di pandemia. È quanto afferma il direttore del reparto di Epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) Stefania Salmaso. Al momento, ha precisato l'esperta, «non vi sono vaccini disponibili, poichè non si tratta di un virus di origine umana». Se l'ipotesi di una trasmissione diretta uomo-uomo fosse confermata, ciò indicherebbe, ha spiegato l'esperta, «che il rischio pandemia nell'uomo potrebbe arrivare non solo dal virus H5N1 dell'influenza aviaria degli uccelli, come finora maggiormente temuto dall'opinione pubblica, ma anche da virus influenzali tipici di specie più vicine all'uomo, come appunto i maiali». Tale eventualità, ha inoltre precisato, «non coglierebbe comunque gli esperti impreparati, poichè era già noto che il virus influenzale dei suini poteva rivelarsi potenziale origine di virus pericolosi per l'uomo». Va detto, ha aggiunto, che «la preparazione ad un'eventuale pandemia nell'uomo è già in corso in quasi tutti i Paesi del mondo». L'esperta ha infine invitato ad evitare gli allarmismi: «In Italia e in Europa - ha detto - non ci sono casi segnalati di influenza da suini nell'uomo, e sono in atto sistemi di sorveglianza e monitoraggio degli animali».

OMS - Alcuni dei campioni di virus prelevato presso malati in Messico hanno la stessa struttura genetica del virus che ha colpito la California, ha affermato a Ginevra l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L'Oms segue la situazione da vicino ed esamina le informazioni disponibili, ha detto una portavoce. Il portavoce Gregory Hartl ha peraltro detto che l'Oms convocherà, in un prossimo futuro, un comitato di emergenza che valuterà se la situazione costituisce un evento di sanità pubblica da preoccupazione internazionale.