09/06/2010

Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas

Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas

Da mesi i cittadini sul piede di guerra: «Non dovevamo essere il simbolo della rinascita?». Una delle cinque abitazioni che rimasero in piedi sarà abbattuta per far posto a una strada

 

Il progetto (Pizzi)
Il progetto (Pizzi)

ONNA (L’Aquila) - Non riuscì a spianarla neppure il terremoto, forte e solida com’era, coi muri incatenati e il tetto di legno. Ma adesso arriva la «Variante Sud» dell’Anas e sembrano esserci davvero poche speranze. Il destino della casa-miracolo di Onna, una delle cinque (appena 5!) che si salvarono dal sisma mentre il resto del paese crollava (40 morti), appare segnato. La casa antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, l’ultima in fondo, a pochi passi dal fiume Aterno, verrà demolita (salvo ripensamenti o una sospensiva in extremis del Tar) perché in corrispondenza della cucina (secondo questo progetto) dovrà sorgere il sovrappasso della nuova strada (da Bazzano a San Gregorio, 6-7 chilometri in tutto) prevista dall’Anas per alleggerire il traffico della statale 17, ormai congestionato dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e la creazione in periferia dei 19 miniquartieri.

ASSEDIATI DALLE AUTO - Il tempo stringe. A dicembre scorso è stato approvato il progetto definitivo, a febbraio si è chiusa la gara. Sarebbero già pronte le lettere d’esproprio dei terreni: «Arriva la strada che asfalta la speranza», sospira Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus. «Ma come?», protestano in coro i cittadini della frazione alla fine dell’ennesima riunione. «Onna doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e adesso invece ci chiudono come indiani in una riserva, stretti tra la Statale e la Variante Sud. Assediati dalle auto e dall’inquinamento. Altro che turismo e agricoltura biologica, centro polivalente e piste ciclabili sul fiume. Sarà uno scempio...». Gli abitanti da mesi sono sul piede di guerra: Onna Onlus, la Proloco di Onna, il comitato cittadini di San Gregorio, hanno già presentato un ricorso al Tar e annunciano ora nuove iniziative. Non solo.

DIPLOMAZIA - Si rischia pure l’incidente diplomatico: Onna, come si ricorderà, dopo la catastrofe del 6 aprile 2009, fu «adottata» dal governo tedesco di Angela Merkel (in memoria della strage compiuta in loco dalla Wehrmacht l’11 giugno 1944, quando i nazisti uccisero 17 persone e rasero al suolo le case). L’ex ambasciatore Michael Steiner (tornato da poco a Berlino) ha lavorato per più di un anno fianco a fianco con gli onnesi per ricostruire la chiesa, le case, le scuole, mettendo a disposizione i migliori architetti e ingegneri per la realizzazione di un masterplan. Un piano di rinascita che adesso finalmente è pronto. E proprio l’ambasciata, nei giorni scorsi, ha scritto all’Anas per provare a sventare la minaccia: lettere cautissime «e molto diplomatiche» - chiosano a Onna Onlus - per suggerire l’adozione di un percorso alternativo a quello descritto nel progetto di dicembre. Una strada che, cioè, passi al di là del fiume, in mezzo alla campagna, lontana dalle case. Finora, però, senza esito.

RICORSO - L’avvocato Fausto Corti, che assiste la maestra Nardecchia Marzolo nella sua battaglia per evitare l'abbattimento della casetta-miracolo, dice che un primo ricorso, già presentato al Tar, è stato respinto due settimane fa in assenza di «danno grave e irreparabile». È naturale: la demolizione non c’è ancora stata... Ma se e quando partiranno i cantieri lui, è chiaro, tornerà alla carica. È su un altro punto, però, che oggi l’avvocato vorrebbe attirare l’attenzione: «La Variante Sud», osserva, «fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud», ricorda Corti, «faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto», conclude il legale, «il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina...».

Fabrizio Caccia


16/09/2009

Terremoto, Berlusconi a Onna «Ecco le case, guardate al futuro»

Terremoto, Berlusconi a Onna «Ecco le case, guardate al futuro»

 

PEZZOPANE: «Quelle strutture non le ha fatte il governo». bertolaso: «no alle polemiche». Il premier depone una corona di fiori per le vittime del sisma. Applausi e striscioni di protesta

 

Le nuove case a Onna (Ap)
Le nuove case a Onna (Ap)

L'AQUILA - Silvio Berlusconi ha inaugurato a Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile e ha consegnato le prime villette agli sfollati. Il premier è entrato in una delle case di legno, dove si è intrattenuto con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e le autorità locali, e ha poi deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Quindi il premier ha inaugurato l'asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa morta nella Casa dello Studente che aveva realizzato il progetto della struttura. Infine ha consegnato le chiavi di casa a una delle famiglie di sfollati di Onna: «Consegno a lei la chiave - ha detto alla padrona di casa - con l'augurio che questo sia un nido d'amore per una nuova vita e per guardare avanti. Qui avete tutto quello che potrà servirvi per crescere i vostri figli, speriamo per poco, finché non sarà ricostruita Onna». «Guardate al futuro - è stata l'esortazione del premier - sia questo un luogo d'amore, per stare insieme e guardare avanti con speranza e serenità». «In queste case c'è tutto - ha aggiunto Berlusconi mentre risaliva sulla macchina -. Ci sono i bicchieri, le pentole, gli asciugamani, il sapone e nel frigorifero ogni ben di Dio. La promessa è mantenuta, ardita lo sapevamo, ma grazie a Dio è mantenuta». Il premier ha confermato che il prossimo 21 settembre riapriranno tutte le scuole: «Assolutamente - ha detto rispondendo ai giornalisti - e sarà un grande risultato».

IL VESCOVO - Durante la visita a Onna il capo del governo ha incontrato anche il vescovo de L'Aquila, Giuseppe Molinari: «Gli abruzzesi sono stanchi delle chiacchiere sterili e della politica dell'odio», gli ha detto quest'ultimo. Con il premier c'erano il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

(LaPresse)

Il premier Silvio Berlusconi nella camera da letto della prima casa consegnata a una delle famiglie terremotate di Onna, località distrutta dal sisma del 6 aprile scorso (Ansa)

Il premier Silvio Berlusconi nella camera da letto della prima casa consegnata a una delle famiglie

terremotate di Onna, località distrutta dal sisma del 6 aprile scorso (Ansa)


Non sono mancati gli striscioni di protesta (Ansa)

(Emmevi)

APPLAUSI E PROTESTE - Berlusconi è stato accolto al suo arrivo da applausi, ma anche da proteste. Alcune persone hanno esposto uno striscione con scritto: «Tempera, dove andremo a settembre? No alla deportazione». I cittadini lamentano che, a seguito dell'abbandono delle tendopoli, non sanno dove verranno spostati. Anche un gruppo di cittadini di Castelnuovo ha protestato esponendo uno striscione davanti alla scuola materna con la scritta: «Bene le case di Onna, ma gli altri?». Su un altro striscione si leggeva: «Altro che Porta a Porta, non tenemo le case». Un riferimento alla presenza di Bruno Vespa e alla sua trasmissione su Raiuno (già finita al centro di polemiche per la parallela cancellazione delle edizioni di Ballarò e Matrix). Alcune decine di manifestanti in rappresentanza dei comitati spontanei di cittadini sorti dopo il 6 aprile hanno posto altri striscioni all'ingresso dell'abitato: «Una sola grande opera: ricostruire L'Aquila dal basso» e «L'Aquila riparte con i cittadini sparsi in ogni parte?». I membri del comitato hanno consegnato dei volantini a tutte le persone che sono intervenute all'inaugurazione. Ai manifestanti non è stato possibile accedere nella frazione. Tra le persone presenti alla cerimonia di consegna dei moduli abitativi di Onna c'era anche Sabina Guzzanti: l'attrice-regista sta girando da due mesi un documentario sulla ricostruzione e sulla gestione del post-sisma con testimonianze, video e commenti dei principali protagonisti dei mesi della ricostruzione.

LE POLEMICHE - Decine di operai tecnici hanno lavorato fino all'ultimo per terminare i 94 nuovi alloggi e l'asilo realizzati dalla Provincia autonoma di Trento e finanziati dalla Croce Rossa. A tal proposito, Bertolaso replica alle polemiche nate attorno al ruolo dei vari soggetti nella realizzazione delle strutture: «Sono otto anni che cerco di spiegare che la Protezione civile è una struttura complessa, proprio perché Onna è un simbolo abbiamo voluto coinvolgere tutta la nostra struttura. Avremmo potuto fare tutto da soli, ma abbiamo voluto coinvolgere la protezione civile trentina, abbiamo chiesto alla Croce rossa di pagare, ma tutto con il coordinamento del Dipartimento nazionale. È un successo del Sistema Italia di cui dovremmo tutti essere orgogliosi». Bertolaso assicura dal canto suo che «tra sabato e domenica la tendopoli di Onna sarà chiusa e smontata. Ed entro dicembre tutti gli sfollati avranno un tetto sulla testa e allora la Protezione civile lascerà i poteri agli enti locali». Le prime vere e proprie case, sottolinea Bertolaso, saranno consegnate il 29 settembre a Bazzano.

PEZZOPANE: «PIU' SOBRIETA'» - Ma il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, non ci sta: «La consegna delle prime case per gli sfollati è un fatto importante e va sottolineato, ma va rigettato un certo tono di enfasi e di autoreferenzialità: questa case non erano previste e sono state individuate dopo una mobilitazione dei cittadini di Onna che non volevano spostarsi, non sono le case del progetto, non è merito del governo». «Continuerò - ha aggiunto la Pezzopane intervistata da "Red Tv" - a chiedere a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti, perché se in alcuni momenti siamo stato assecondati, in altri siamo stati usati e strumentalizzati, gente che soffre portata in vetrina per esibire potere e forza di un governo che in molti momenti ha mostrato debolezza».

IL PD: «UNO SHOW» - Critiche anche dal Pd: «Dispiace che il presidente del Consiglio si intesti meriti che non ha: è squallido fare la "ruota" sulle disgrazie di tante persone e su meriti altrui. Le case di Onna non facevano parte del progetto di ricostruzione del governo. Il finanziamento, infatti, è della Croce rossa, l'esecuzione è opera della provincia di Trento e la funzionalità urbana del comune dell'Aquila» sottolinea in una nota il responsabile Giustizia del Pd Lanfranco Tenaglia. «La consegna delle case di Onna - afferma- è sicuramente un fatto importante e positivo, frutto però dell'opera del Paese intero. Dispiace quindi che il presidente del Consiglio ne approfitti per mettersi al centro della scena. Non vorremmo poi che l'enfasi odierna serva solo per considerare anche la ricostruzione dell'Aquila come un risultato raggiunto. Invece ora si tratta di cominciare ad affrontare il problema fondamentale della ricostruzione della città e del suo centro storico. In tutti i casi viste la tempistica e le modalità della vicenda crediamo si tratti di un'abile opera di distrazione voluta per distogliere l'attenzione degli italiani dalla guerra intestina che sta squassando il centrodestra».

 

Ecco alcune delle 94 casette in legno realizzate a Onna e consegnate agli sfollati a poco più di cinque mesi dal terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso (foto di Valerio Simeone)

Ecco alcune delle 94 casette in legno realizzate a Onna e consegnate agli sfollati a poco più di cinque mesi dal terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso (foto di Valerio Simeone)

(foto di Valerio Simeone)

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(Inside)

(foto di Valerio Simeone)