31/12/2011

«Mora ha tentato il suicidio in carcere»

«Mora ha tentato il suicidio in carcere»

NEL PENITENZIARIO DI OPERA. Sarno della Uil: «Ha applicato dei cerotti su bocca e naso»

 

 

 

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30/08/2010

Incendio a Venezia: danni a una tela di Tiziano

Incendio a Venezia: danni a una tela di Tiziano

L'opera "Davide e Golia" si sarebbe impregnata d'acqua durante l'operazione dei Vigili del Fuoco intervenuti per spegnere le fiamme divampate all'interno della Basilica della Salute

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27/05/2010

Coperta l’opera di Banksy, valeva centomila dollari

Coperta l’opera di Banksy, valeva centomila dollari

Napoli, il caso. Il murale nascosto dalla scritta di un writer Chiesta tutela per l'altra opera del centro storico

 

NAPOLI - Coperta l’opera di Banksy in via Benedetto Croce La famosa rilettura della Santa Teresa del Bernini affrescata di fronte al chiostro di Santa Chiara del più conosciuto esponente mondiale della guerrilla art, l’inglese Banksy, è stata coperta da un murales dalle più che dubbie qualità artistiche. Se si tratti di una inconsapevole ignoranza da parte di qualche para-artista nostrano, in questo caso da considerare doppiamente vandalo, oppure di una copertura consapevole tesa alla ricerca di notorietà indiretta probabilmente non lo si saprà mai, ma non c’è dubbio che il danno derivante dal murale dell’ignoto writer è enorme. Primo perché le opere di Banksy nella città partenopea sono rarissime, e secondo perché hanno anche un notevole valore economico (alcuni artwork del writer sono stati venduti a prezzi che si aggirano intorno ai 100 mila dollari).

 

Lo stencil di Banksy a Napoli: una Santa Chiara che ruicorda il cristo Velato che va in estasi...da indigestione di hamburger

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Il graffito realizzato da un writer sconsiderato che ha coperto (per sempre) l'opera di Banksy (ph. Al. Ingegno)


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L’opera di Banksy rappresentava, attraverso la rilettura del dipinto del Bernini, una pungente critica al consumismo: Santa Teresa era raffigurata in posizione stesa con in grembo una coca cola, un panino e delle patatine di McDonald.

Una vera e propria estasi consumistica più che mistica. L’artista inglese oltretutto era stato attento a non imbrattare gli elementi in piperno incassati nel muro, facenti parte del vecchio tracciato greco napoletano, limitandosi a disegnare sulle aree di intonaco circostanti.

Il vandalo nostrano invece, oltre alla copertura, è stato in grado di fare di peggio: la scritta a caratteri cubitali ricopre ance le parti archeologiche della parete di via Benedetto Croce. Napoli però non è l’unica città dove le opere di Banksy vengono bistrattate, volutamente o per errore: nel settembre 2009 un murales disegnato dall’artista di Bristol su un palazzo londinese, utilizzato anche per la cover della canzone Crazy Beat del gruppo inglese Blur, aveva avuto la stessa sorte della Santa Teresa. In quel caso però i colpevoli furono degli operai inconsapevoli del valore economico e simbolico dell’opera che si accingevano a distruggere. L’estasi di Banksy per fortuna non era l’unica opera del writer di Bristol presente sui muri di Napoli: ancora intatta, e magari da preservare, la madonna disegnata in piazza Gerolomini. E ora tutti chiedono di tutelarla.

Alessandro Ingegno


18/03/2010

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

 

Lo studio è opera di un gruppo di ricercatori tedeschi e britannici. Realizzata una struttura tridimensionale in grado di controllare la luce nascondendo alla vista gli oggetti

 

Harry Potter e il suo mantello (Ansa)
Harry Potter e il suo mantello (Ansa)

Arriva il primo mantello dell'invisibilità in 3D: non è il sottile velo che nei libri della Rowling Harry Potter usa per nascondersi, ma una struttura tridimensionale composta da una nuova classe di materiali capaci di controllare la luce rendendo così invisibili gli oggetti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve a un gruppo di ricerca tedesco e inglese coordinato da Tolga Ergin e Nicolas Stenger dell'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe.

LA RICERCA - I ricercatori hanno utilizzato il mantello tridimensionale per rendere invisibile una protuberanza su una superficie d'oro, un po' come accade cercando di nascondere un piccolo oggetto sotto un tappeto ma facendo scomparire contemporaneamente anche il tappeto. Il mantello è composto da speciali lenti assemblate in una struttura polimerica che ricorda una catasta di legna. La loro caratteristica è di legarsi parzialmente alle onde luminose in modo da impedire alla luce di diffondersi. I primi test hanno avuto successo e hanno dimostrato che il nuovo materiale funziona, rendendo la parte schermata realmente invisibile. I mantelli dell'invisibilità finora ottenuti sono tutti bidimensionali ed anche questo era stato progettato inizialmente a due dimensioni, ha spiegato Ergin, ma poi ha dimostrato di poter funzionare anche nella terza dimensione. Che lavorino su un piano o su una struttura tridimensionale, i «materiali dell'invisibilità» appartengono al regno dell'infinitamente piccolo. Si tratta infatti di nanomateriali (delle dimensioni dell'ordine di milionesimi di metro). La loro caratteristica è la capacità di deviare le onde luminose, orientandole attorno a un oggetto fino ad avvolgerlo come un guscio che si comporta come un mantello dell'invisibilità. Il passo per trasformare queste ricerche avveniristiche in dispositivi di grandi dimensioni è ancora molto lungo, anche se la ricerca va avanti a grandi passi. Le prospettive sono comunque interessanti: secondo gli esperti si potrebbero rendere invisibili sonde da utilizzare in indagini di spionaggio, oppure componenti elettronici miniaturizzati più efficienti, lenti più efficaci, mantelli acustici per prevenire la penetrazione di vibrazioni, suoni o onde sismiche, e ancora si prospettano possibili applicazioni nella difesa e nelle telecomunicazioni. Con i futuri mantelli dell'invisibilità si potranno fare molte cose, ma fin da ora è chiaro che sarà molto difficile farne in tutto e per tutto l'equivalente del magico mantello di Harry Potter: è vero che, indossandoli, nessuno può vedere chi si nasconde all'interno, ma è anche vero che dall'interno non è possibile vedere nulla di quello che c'è all'esterno.

Redazione online


08/12/2009

Alla Scala quattordici minuti d'applausi per la Carmen

Alla Scala quattordici minuti d'applausi per la Carmen

 

In scena l'opera di Bizet diretta dal maestro Daniel Barenboim. Fuori dal teatro storico di Milano momenti di tensione per la protesta degli enti lirici italiani, in crisi. Prima dell'apertura del sipario attimi solenni con l'inno di Mameli

 

 

 

MILANO Atmosfera tesa, cupa, e non soltanto per la pioggia e il freddo. Piazza Scala, blindata da forze dell'ordine in assetto antisommossa, ha atteso la «prima» in un clima poco festoso e molto legato alla crisi. Fin dal pomeriggio hanno manifestato i lavoratori del teatro Regio di Torino, quelli del Verdi di Trieste, quelli del teatro dell'Opera di Roma e molti altri. Accanto alle bandiere degli organizzatori della protesta (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Cub e Cobas) c'erano bandiere rosse, palloncini e megafoni per urlare slogan. La crisi è stata protagonista anche all'interno del teatro, dove alle 18 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto il suo ingresso, accolto da applausi. Il sovrintendente Stephane Lissner lo ha accolto e quindi accompagnato al palco reale per assistere alla Carmen diretta da Barenboim. Lo spettacolo è stato preceduto da una pausa di silenzio, un momento di riflessione chiesto dai lavoratori del Teatro in segno di solidarietà con le difficoltà di altri teatri e lavoratori. Appena entrato il maestro Daniel Barenboim, si sono accese le luci del teatro, ed il pubblico dopo averlo applaudito si è alzato per il minuto di silenzio. Finito il momento di riflessione, è cominciato l’inno di Mameli, eseguito in onore del presidente Napolitano. Dopodiché è partito il preludio di Carmen.

BRAMBILLA UNICO MINISTRO - «Non so chi c'è e chi non c'è»: Michela Vittoria Brambilla ha risposto così a chi le ha chiesto perché fosse l'unico ministro presente, dopo la defezione di Bondi, molto contestato dalla piazza.  «Posso dire le mie ragioni - ha detto il ministro del Turismo -. La Scala è fondamentale per promuovere l'Italia nel mondo. È un marchio dell'eccellenza italiana e mi piace la lirica». Il sindaco di Milano Letizia Moratti, come preannunciato, ha sfoggiato un vestito verde di Armani. Accanto a lei in platea il presidente della Regione Roberto Formigoni, il vicepresidente della Scala Bruno Ermolli, l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, quello di Edison Umberto Quadrino, Cesare Romiti, l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, l’ex sovrintendente Carlo Fontana, l’ex procuratore capo di Milano, attualmente alla guida del Conservatorio Francesco Saverio Borrelli, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera.

LE TENSIONI - Intorno alle 17 ci sono stati momenti di tensione tra i manifestanti, alcune centinaia, e agenti delle forze dell'ordine. In almeno tre occasioni i manifestanti hanno tentato di sfondare le transenne che recintavano l'area della protesta, scatenando alcuni parapiglia con le forze dell'ordine. E in una circostanza alcuni lavoratori hanno scagliato uova contro gli spettatori diretti a teatro mentre i militanti dei centri sociali hanno acceso a più riprese fumogeni rossi. Appesi alle transenne c'erano striscioni di diverse rappresentanze sindacali che protestano contro i tagli agli spettacoli. Il segretario provinciale Fials, Sandro Malatesta, ha spiegato: «La nostra è una protesta dovuta contro i tagli che rappresentano la rovina dei teatri lirici». Sui cartelloni si leggevano slogan come «Ieri Attila oggi Bondi», «Piangi, pagliaccio», «Basta tagli alla cultura». Accanto a loro i lavoratori delle aziende in crisi, a rischio licenziamento: l’Alfa di Arese, la Lares-Metalli Preziosi di Paderno Dugnano e altre, oltre a esponenti dei centri sociali milanesi.

IL MINUTO DI SILENZIO - Prima dello spettacolo gli orchestrali sono rimasti in piedi per 60 secondi «a supporto dei lavoratori colpiti dalla crisi e, al tempo stesso - spiega una nota firmata dalla rappre­sentanza sindacale aziendale e da Cgil, Cisl, Uil e Fials - per ricordare quello che sta acca­dendo nei nostri teatri senza un adeguato sostegno pubbli­co». «Sicuramente ge­sti come questo hanno signifi­cato», è stato il commento del sindaco Letizia Moratti. Il minuto di silenzio indetto prima dello spettacolo come segno di vicinanza per i lavoratori colpiti dalla crisi, afferma invece il segretario provinciale Fials Sandro Malatesta, «è un segnale minimo che può servire per attirare l'attenzione sul nostro problema, ma certo serve molto di più». «È giusta la decisione di attuare un minuto di silenzio per i lavoratori in crisi, ma quanto fatto dal governo per loro non si è mai visto con nessun altro governo», è stato il commento del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, al suo arrivo a teatro.

NAPOLITANO: «FACCIO QUEL CHE POSSO» - «Non ho bacchette magiche né i cordoni della borsa. Quello che posso fare per la Scala e la musica lo faccio», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l’intervallo della rappresentazione, andando a salutare i musicisti e le maestranze del teatro. «Complimenti alle maestranze - ha detto Napolitano - molti di voi li ho visti a Tokyo, ma questa è casa nostra. Abbiamo tanti ospiti stranieri e questo è motivo di gratificazione».

BASSO PROFILO - La Scala ha fatto una scelta di understatement: la regia di Emma Dante con pochi fronzoli e molto contesto sociale e la me­tamorfosi della cena di gala of­ferta dal Comune che quest'anno diventa un buffet in piedi (per trecen­to invitati) nei ridotti del tea­tro. Il menu: carpaccio di sal­mone, tagliata di storione, tim­balli di riso, tortini di zucca e uno scrigno di funghi porcini serviti dal Caffè Scala.

BACIO MALEDUCATO ALLA MARINI - Piccola gag fuori programma e non si sa quanto apprezzata per Valeria Marini. La showgirl, arrivata al Teatro alla Scala per assistere alla prima, è stata avvicinata da Enrico Lucci de «le Iene» che si è inginocchiato - mentre la Marini posava per i fotografi con un bell'abito lungo e scollato, rosso porpora - e ha approfittato della distrazione per baciare il fondoschiena dell'attrice, prima che la sicurezza riuscisse a fermarlo.


21/05/2009

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

 

Il dottore è dovuto intervenire sul cervello per una emorragia interna. Il ragazzo aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta. L'operazione eseguita con un neurochirurgo al telefono

 

 

 

 

 

 

SYDNEY - Un medico di campagna in Australia ha salvato la vita ad un ragazzo di 13 anni, che aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta, usando un comune trapano elettrico per alleviare la pressione sul cervello di un'emorragia interna, perché nell'ospedale locale mancavano gli strumenti adatti.

LA TRAPANATURA - L'operazione di emergenza, eseguita dal medico generico Rob Carson nella cittadina di Maryborough in Victoria, è stata elogiata da un noto neurochirurgo come «uno dei più coraggiosi sforzi salvavita immaginabili». Il piccolo Nicholas Rossi era caduto venerdì scorso, aveva perso brevemente conoscenza e accusava mal di testa, così i genitori lo avevano portato di corsa all'ospedale locale. Quando il ragazzo ha cominciato ad avere contrazioni spasmodiche, il dottor Carson si è reso conto che si era prodotta un'emorragia interna, e che sarebbe morto se la pressione non fosse stata alleviata. Poiché l'ospedale non era dotato di trapani neurologici il medico, che non aveva mai eseguito un simile intervento, si è armato di un trapano della manutenzione e ha telefonato al neurochirurgo di Melbourne David Wallace, perché lo guidasse in diretta sull'inclinazione e sulla profondità della trapanatura. Dopo l'operazione, Nicholas è stato trasportato in aereo in un ospedale di Melbourne dove si è pienamente ristabilito. Lunedì è stato dimesso, e ha potuto festeggiare con la famiglia il suo 13esimo compleanno.


21/03/2009

Rimosso il crocifisso con profilattico

Rimosso il crocifisso con profilattico

 

Eseguito il provvedimento voluto dal sindaco Iervolino: «pessimo gusto». L'opera dell'artista Sebastiano Deva era esposta alla mostra al Pan di Napoli

 

Il crocifisso avvolto con il profilattico (Press Photo)
Il crocifisso avvolto con il profilattico (Press Photo)

 

 

 

 

 

 

 

NAPOLI - E' stato rimosso dagli organizzatori della mostra al Pan di Napoli il crocifisso avvolto in in priofilattico, che venerdì aveva creato polemiche e malumori nella giunta comunale (l'artico in fondo uscito venerdi). Il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva ordinato di toglierlo ma non era mai arrivato il diktat ne' alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, ne' all'artista, Sebastiano Deva.

PRIMA LO SPOSTAMENTO, POI LA RIMOZIONE - Venerdì era stato solo spostato in una sala ed era stata spenta la telecamera che lo proiettava su una parete del museo. Sabato pomeriggio invece è scattata la decisione «per rispetto degli altri artisti che partecipano al format». La conferma di questo provvedimento è stata data dallo stesso Deva ad Agr.

L'articolo di venerdi

Il sindaco prende posizione. Iervolino: l'opera di Deva è di pessimo gusto. Oddati elimini questo sconcio. Il primo cittadino tuona contro il Cristo «velato» dal condom esposto al Pan: quello che manca è l'arte. Rosa Russo Iervolino spara a palle incatenate contro l'opera di Sebastiano Deva, esposta al Pan che rappresenta un crocefisso coperto da un condom. «È chiaro che, quando manca l'ispirazione artistica - dice il sindaco di Napoli riferendosi chiaramente alla contesta opera dell'artista napoletano - si tenta di far parlare di sé anche con operazioni artistiche di pessimo gusto e che non rispettano - come si dovrebbe - il sentimento religioso dei cittadini. Naturalmente, quando chiedo il rispetto del sacro, mi riferisco a tutte le religioni e non intendo comprimere la libertà dell'arte. Ma, lo ripeto, in questo caso, quello che manca è proprio l'arte, mentre regna sovrano il pessimo gusto. Sono sicura - conclude la prima cittadina lanciando così un chiaro messaggio al suo assessore - che la saggezza dell'assessore Oddati eliminerà questo sconcio, senza naturalmente che il Pan e l'arte abbiano a soffrire».

 

 

 

 

 

 

 


10/03/2009

Windows versione 7.Ue

Windows versione 7.Ue
La Ue batte Microsoft: su Windows 7 si potrà «spegnere» Explorer, Dopo le multe pagate per il Media Player, il colosso corre ai ripari

 


image_thumb.pngIl cerchio si stava stringendo. Un po' troppo per pensare di trovare una qualche scappatoia. Anche perché a dar man forte alla Commissione Ue contro Microsoft - scatenata a suo tempo dai norvegesi del browser Opera - erano scesi in campo due nomi non da poco: Google e la Fondazione Mozilla, gli sviluppatori di Firefox, uniti dallo slogan "E' un vantaggio sleale". La lunga serie di audizioni sui supposti abusi di Microsoft legati all'inclusione in Windows sia di Internet Explorer sia del Media Player è sfociata a gennaio in una lettera nella quale l'Unione Europea spiegava che il colosso informatico ha violato le regole del Trattato Ue - abuso della posizione dominante (articolo 82) - per l'integrazione di Explorer in Windows.

Redmond incassa e decide che dal prossimo sistema operativo, l'atteso post-Vista Windows 7, sarà possibile "spegnere" Explorer con un semplice clic su una tabella (dalla quale potranno essere eliminati anche altri componenti, vedi la foto). Per il solito motto che sostiene che "prevenire è meglio che curare" (ed è anche meglio che dover pagare multe salate), il prossimo Os di Microsoft, da tempo in testing da parte di una grande comunità di utenti e atteso per la fine di quest'anno, arriverà dunque sempre con il browser "embedded", ma con la possibilità appunto di eliminarlo e utilizzare altri software per navigare. La notizia è partita da alcuni blog di betatester - da AeroXperience a Chris’ Repository of Knowledge - per, infine, approdare sul blog ufficiale di Redmond. Dove i commentatori si chiedono: "Sarà felice ora l'Unione Europea? E quelli di Opera e di Firefox?".