09/04/2010
Niente birra durante le ore lavorative Scioperano gli operai della Carlsberg
Niente birra durante le ore lavorative Scioperano gli operai della CarlsbergDANIMARCA. Dal primo aprile possono bere solo in pausa pranzo. Paralizzata la produzione e il rifornimento
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| Un operaio nella fabbrica della Carlsberg (Ap) |
COPENHAGEN - Per due giorni consecutivi hanno incrociato le braccia per ottenere il ripristino dell'antico diritto: bere birra durante le ore lavorative. Centinaia di operai della Carlsberg, l'azienda danese che produce una delle birre più famose del mondo, mercoledì e giovedì scorso hanno scioperato davanti ai cancelli della fabbrica di Copenhagen.
DIVIETO - Fino allo scorso marzo una direttiva della compagnia stabiliva che ogni dipendente poteva bere birra durante le ore lavorative e nella fabbrica erano presenti diversi frigoriferi dai quali i dipendenti potevano rifornirsi. Tutto è cambiato lo scorso 1 aprile. Adesso gli operai potranno bere solo durante la pausa pranzo. Secondo i dipendenti della fabbrica i dirigenti hanno tentato di dividere il fronte degli operai stabilendo che il divieto è imposto solo ai dipendenti che lavorano nello stabilimento di Copenhagen. I camionisti che trasportano la birra nelle città danesi invece possono bere fino ai tre birre nelle ore lavorative. Tuttavia questa strategia non è servita a nulla, visto che nei scorsi giorni, tutti i dipendenti, compresi i camionisti, hanno marciato fianco a fianco per chiedere il ritiro del provvedimento.
COMMENTI - Lo sciopero ha prodotto ritardi nei rifornimenti e soprattutto la paralisi della produzione. Jens Bekke, portavoce della Carlsberg, ritiene che il provvedimento sia giusto: «Pensiamo che i tempi siano maturi per il cambiamento. Circa il 93% delle aziende danesi ha adottato una politica che limita l'alcol sul lavoro. Mercoledì scorso abbiamo ritirato le bottiglie di birra da tutti i frigoriferi. Da ora gli operai potranno bere solo quando vanno a mensa». Dennis Onsvig, rappresentante sindacale, difende la scelta degli operai di scioperare: «Abbiamo deciso di fermare l'attività lavorativa perché la dirigenza della Carlsberg ha violato l'accordo contrattuale - dichiara Onsvig al Copenhagen Post - Non può prendere una decisione del genere senza chiedere il nostro parere».
Francesco Tortora
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27/03/2010
Scatta l'ora legale, il 28 lancette avanti
Scatta l'ora legale, il 28 lancette avanti
La stima del risparmio economico per il 2010 è pari a 90 milioni di euro. Alle 2 di domenica si rimette l'orologio e si dorme un'ora in meno. Si torna all'ora solare la notte del 31 ottobre

MILANO - Lancette avanti di un'ora nella notte tra sabato e domenica. Alle 2 di domenica 28 marzo scatta infatti l'ora legale, che resterà in vigore per sette mesi, fino al 31 ottobre. Termina così il periodo di ora solare che accompagna i cinque mesi invernali, con l'obiettivo di recuperare un'ora di luce a fine giornata e ridurre i consumi di energia elettrica. Il cambio d'ora non comporterà disagi per chi viaggia in treno: come sempre, allo scattare dell'ora x, i treni in viaggio si dovranno fermare alla prima stazione con personale addetto alla circolazione e sincronizzare gli orologi con il nuovo orario, per poi ripartire. Durante il periodo di ora legale Terna prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 644 milioni di kilowattora. In termini di costi, la stima del risparmio economico relativo all'ora legale per il 2010 è pari a 90 milioni di euro. L’ora legale fa bene anche allo smog: al minor consumo di energia si accompagna infatti una riduzione di CO2 non immessa nell'atmosfera per un valore stimato di oltre 300mila tonnellate.
I CONSIGLI - Per alcuni giorni, il passaggio a giornate più lunghe si potrà far sentire sul fisico di molti, soprattutto a causa del diverso ritmo sonno-veglia. Ci si dovrà svegliare un’ora prima. Maggiore stanchezza, spossatezza, irritabilità saranno gli effetti più evidenti del passaggio. L’orologio biologico si deve infatti riadattare alle nuove condizioni e ai nuovi ritmi. Gli esperti consigliano gradualmente di provare ad andare a letto ogni giorno un po' prima, circa 15 minuti. Stesso consiglio per i pasti, provando a spostare in avanti di circa trenta minuti il momento del pranzo e della cena, per cercare di regolare progressivamente lo stimolo della fame.
L'IDEA DI FRANKLIN - Il primo a teorizzare l'ora legale fu Benjamin Franklin, che ne fece l'oggetto di un articolo sul Journal de Paris nel 1784. L'idea non ebbe grande seguito anche perché, all'epoca di Franklin, i risparmi sarebbero stati relativamente bassi. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal britannico William Willet e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. In Italia l'ora legale fu adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi l'inizio fu anticipato a marzo. La norma rimase in vigore fino al 1920 e poi venne abbandonata. Dopo 20 anni però si decise di farvi di nuovo ricorso: Mussolini decretò che era necessaria e la riammise. L'ora legale tornò così in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L'adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996, quando si stabilì di prolungarne la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.
Redazione online
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26/03/2009
Lite tra dottoresse al pronto soccorso: pugni e schiaffi. Curate dai colleghi
Lite tra dottoresse al pronto soccorso: pugni e schiaffi. Curate dai colleghi
IN PROVINCIA DI TREVISO. Degenera in rissa una discussione di lavoro tra due colleghe al pronto soccorso di Vittorio Veneto
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| (Ciofani) |
VITTORIO VENETO (TREVISO) - Una lite tra due dottoresse, una dipendente dell'Usl 7, l'altra con contratto libero-proffesionale ha animato il pronto soccorso di Vittorio Veneto dove i medici prestavano lavoro.
LE FERITE - Calci, schiaffi e tirate di capelli: questa la modalità per risolvere un diverbio nato a causa dell'abbondante ritardo con il quale la dottoressa precaria si era presentata al lavoro, costringendo la collega, che aveva fatto il turno di notte, ad attendere oltre l'orario previsto il passaggio di consegne. L'esito della lite ha provocato ferite da suturare ed escoriazioni traumatiche per entrambe le dottoresse, che i colleghi del pronto soccorso si sono affrettati a curare.
I PROVVEDIMENTI - La direzione sanitaria dell'Usl non ha ancora preso una decisione sulla vicenda, e in attesa che si pronunci la commissione disciplinare (lunedì prossimo) ha lasciato le due dottoresse a casa per qualche giorno.
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18/12/2008
Strasburgo: «No alla settimana di lavoro fino a 65 ore»
Strasburgo: «No alla settimana di lavoro fino a 65 ore»La decisione del parlamento europeo. L'orario settimanale resta di 48 ore. Tre anni agli Stati Ue per mettersi in regola
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| Sala del Parlamento europeo |
GLI EMENDAMENTI - Tutti gli emendamenti sono stati approvati con una maggioranza superiore ai 393 voti richiesti, essendo il provvedimento in seconda lettura. Quello determinante, passato con 421 sì, 273 no e 11 astensioni e accolto da un applauso dagli eurodeputati, stabilisce che l'orario settimanale è di 48 ore e concede tre anni agli Stati Ue per derogarvi arrivando alle 65 ore settimanali, di fatto eliminando la possibilità di 'opt out' al termine del periodo transitorio. Il relatore, lo spagnolo Alejandro Cercas (Pse), è stato abbracciato da molti colleghi subito dopo le votazioni sugli emendamenti. «Questa è un trionfo per tutti i gruppi del parlamento europeo ed è l'occasione per il Consiglio di cogliere questa opportunità per rendere la nostra agenda più vicina a quella dei cittadini europei», ha affermato Cercas subito dopo il voto.
DAMIANO: «SCONFITTA POSIZIONE SACCONI» - Una vera e propria sfida del Parlamento europeo al Consiglio Ue sulla direttiva sull’orario di lavoro. Bocciato, dunque, il tentativo del Consiglio Ue di introdurre la possibilità per gli Stati membri di applicare deroghe permanenti al principio del limite di 48 ore settimanali. Soddisfatto il ministro ombra del Pd Cesare Damiano: «Una eccellente notizia, perfettamente coerente con l’esigenza di combattere la disoccupazione. Questa proposta era stata favorita dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, fin dall’insediamento del nuovo governo Berlusconi. Sacconi è stato abbandonato dalla gran parte degli stessi parlamentari italiani del centrodestra che siedono al parlamento europeo. Questo a dimostrazione dell’incongruenza, in questa grave situazione, di proposte che allungano gli orari di lavoro e detassano gli straordinari. Una salutare retromarcia dalla quale il governo deve trarre insegnamento».
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10/12/2008
Il 2008 si allunga di un secondo
Il 2008 si allunga di un secondoSan Silvestro durerà di più. L'osservatorio di Washington: colpa del rallentamento della rotazione della terra
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MILANO — Il 2008, con tutti suoi guai economici, non vuol proprio finire. E ci farà soffrire (ma qualcuno certamente gioirà) un secondo di più. Il Naval Observatory di Washington che governa il tempo americano, ma di fatto quello del pianeta perché controlla buona parte degli orologi atomici di riferimento nel mondo, ha deciso di aggiungere alle 24 ore del 31 dicembre un altro secondo quando nella capitale degli States saranno le 18, 59 primi e 59 secondi.
«Guarderemo l'orologio, ma siamo sicuri che non succederà nulla — precisa Geoff Chester, portavoce dell'Osservatorio — sarà soltanto una celebrazione anticipata dell'anno nuovo». In Italia, per la differenza del fuso orario, l'aggiornamento sposterà di un secondo il brindisi della mezzanotte. Tenendo conto che quest'anno era anche bisestile, il 2008 è da record. L'intervento degli scienziati americani è necessario per tener conto del progressivo rallentamento della rotazione della Terra causato da fatti naturali come l'azione di marea esercitata dalla forza gravitazionale della Luna, oppure dal Sole, ma anche da grandi eventi analoghi allo tsunami in Indonesia nel dicembre 2004. È tutto normale, comunque: lo studio dei depositi mareali di circa novecento milioni di anni fa raccolti in varie parti del mondo, dallo Utah all'Indiana, dall'Alabama all'Australia, dimostrano che allora il giorno era di circa 18 ore. E quindi continuando a rallentare, fra qualche centinaio di milioni di anni il giorno sarà di addirittura di un paio di mesi. Tutto cambia inesorabilmente. Oggi, però, il tempo è diventato un riferimento importante perché ogni marchingegno elettronico ha a che fare con l'orologio: dai computer ai satelliti, ai cellulari. Ed è stata la diffusione di queste tecnologie che ha reso necessario da una parte misurare meglio il tempo e dall'altra aggiornare il suo scandire secondo i ritmi astronomici.
Per questo nel 1949 il National Bureau of Standard negli Stati Uniti installava il primo orologio atomico il quale calcolava il secondo in base alla frequenza di risonanza di un atomo. Solitamente si è impiegato il cesio, ma ora sui satelliti di navigazione europei Galileo si farà ricorso per la prima volta al maser a idrogeno più preciso e tra l'altro costruito dalla società italiana Selex Galileo con l'Osservatorio di Neuchatel in Svizzera. Intanto dagli anni Cinquanta i vari organismi internazionali discutevano su come intervenire. Proprio per rispondere a queste necessità il Naval Observatory, un luogo celebre perché sotto la sua cupola Hasaph Hall scopriva i due satelliti di Marte, Phobos e Deimos, e ora ospita l'International Earth Rotation Service, dal 1972 iniziava a tener conto del rallentamento della rotazione terrestre adeguando il battito degli orologi atomici al fine di mantenerli in sintonia con il comportamento del pianeta. Da allora a giugno o in dicembre gli astronomi resettavano i quadranti digitali aggiungendo un secondo. È accaduto quasi tutti gli anni: l'intervallo più lungo in cui non sono intervenuti è stato dal 1998 al 2005, l'anno dell'ultimo aggiornamento, il ventitreesimo (nel 1972 ne hanno compiuti due). E con il 2008 hanno «regalato» 24 secondi al valore medio storico che stabiliva la lunghezza del giorno in 86.400 secondi, valido, però, nel 1820. Il tempo scorre l'uomo e la Terra lo devono rincorrere. E la frontiera per dominarlo è rappresentata da orologi su un chip a ioni di mercurio. I progettisti del National Institute of Standard and Technology statunitense ne hanno sperimentato un prototipo in laboratorio e dicono che sbaglia solo di un secondo ogni 4,5 miliardi di anni, l'età della Terra.
12:52 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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24/10/2008
Finisce l'ora legale, lancette indietro
Finisce l'ora legale, lancette indietroSi rimette l'orologio alle 3 di notte, tra sabato e domenica. Società Terna: risparmiati 646 milioni di chilowattora, dal 2004 spesa diminuita di circa 400 milioni di euro
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