08/04/2011
La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»
La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»Insorge il ministro Maroni: «Dai giudici un errore, rimedieremo». Bocciata la norma che consente di adottare ordinanze come quelle anti-lucciole o anti accattonaggio. Maroni: «Questione formale, rimedieremo con una legge»
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22/11/2010
Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italiani
Acque all'arsenico: l'Ue chiude i rubinetti di 128 Comuni italianiINQUINAMENTO. Documento di Bruxelles nega al ministero della Salute la deroga ai limiti per la potabilità. E impone ordinanze per vietarne l'uso alimentare. Lazio regione più colpita
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09/08/2010
Terremoto, la cricca abruzzese e Berlusconi "Telefonate al premier per i lavori post sisma"
Terremoto, la cricca abruzzese e Berlusconi "Telefonate al premier per i lavori post sisma"L'inchiesta sulla corruzione post sisma che ha portato a tre arresti e alle dimissioni dell'assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati. Le intercettazioni: telefonate al premier per far rientrare Abruzzo Engineering fra le società beneficiarie dei lavori post terremoto. La difesa: ipotesi fantasiose
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21/07/2010
‘Ndrangheta, maxioperazione delle Fiamme Gialle. 67 arresti
‘Ndrangheta, maxioperazione delle Fiamme Gialle. 67 arrestiGli uomini del Gico di Catanzaro e dello Scico di Roma hanno eseguito le ordinanze di custodia in diverse regioni italiane. L’operazione “Santa Tecla” ha sgominato una cellula dell’organizzazione mafiosa calabrese dedita allo spaccio e all’usura
Sono 67 le ordinanze di custodia cautelare in carcere che i finanzieri del Gico di Catanzaro e dello Scico di Roma e i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito in Calabria, Lombardia e altre regioni italiane. I provvedimenti sono stati emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro a carico di altrettanti appartenenti e affiliati ad una pericolosa organizzazione 'ndranghetistica con base nell'alto Ionio cosentino.
Alle persone coinvolte nell'operazione, ribattezzata "Santa Tecla", vengono contesti i reati di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. In corso anche il sequestro di beni mobili, immobili, attività commerciali e conti correnti bancari per un valore complessivo di circa 250 milioni di euro.
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21/04/2010
Cocaina on line, 10 arresti
Cocaina on line, 10 arrestiAcquisti di cocaina con pagamenti on line. Questo quanto accertato dalla Direzione investigativa antimafia di Bari che all'alba ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere
L'operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha portato oggi all'arresto di 10 persone. Per loro, l'accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, durate oltre un anno e inserite in un contesto investigativo ben più ampio, hanno permesso di stroncare un gruppo criminale, con base a Cerignola (Foggia) e Canosa di Puglia (Barletta), dedito allo spaccio di sostanze stupefacente su tutto il territorio nazionale. Nel corso dell'operazione è stata sequestrata cocaina proveniente dalla Calabria e destinata a rifornire la piazza canosina, quella dei comuni limitrofi nonché il mercato del Centro Italia.
Dall'indagine sono emerse nuove modalità di pagamento della sostanza stupefacente mediante paypal o vaglia postali on line.
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06/03/2010
Piscicelli e Cerruti in arresto Fusi no, la procura fa ricorso
Piscicelli e Cerruti in arresto Fusi no, la procura fa ricorso
Grandi opere.Due nuove ordinanze di custodia cautelare per la scuola dei Marescialli: arresti anche per l'imprenditore Piscicelli e l'avvocato Cerruti, quest'ultimo ai domiciliari
FIRENZE - L'inchiesta sugli appalti e le grandi opere, almeno a Firenze dove sono rimasti il filone che riguarda la questione della scuola Marescialli di Castello, la costruzione dei Grandi Uffizi e dell’auditorium del Maggio, arriva ad una prima svolta sulla scuola Marescialli. Due le nuove ordinanze di custodia cautelare spiccate dalla procura di Firenze nella notte: in manette sono finiti Francesco De Vito Piscicelli, l'imprenditore che secondo gli atti dell'inchiesta, sarebbe l'anello di collegamento tra la Ferratella e la Btp (e quello che rideva insieme al cognato del terremoto all'Aquila) e l’avvocato romano Guido Cerruti, dello studio legale che curava gli affari della scuola dei Marescialli e dei Nuovi Uffizi grazie ai suoi rapporti con il Ministero. Insieme a loro, il gip di Firenze ha disposto un'ulteriore misura cautelare, notificata in carcere all’ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci e a Fabio De Santis, ex funzionario della Ferratella diventato poi provveditore alle opere pubbliche della Toscana.
IL RUOLO DI FUSI E LA RICHIESTA DELL'ARRESTO - Il gip ha respinto invece, la richiesta di misura cautelare in carcere per l’imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp. In base a quanto si apprende, la richiesta era stata formulata dalla procura fiorentina a dicembre, insieme a quelle eseguite la scorsa notte e parallelamente a quelle eseguite il 10 febbraio, dopo che una fuga di notizie ne aveva accelerato l’esecuzione. Nel frattempo, secondo il giudice, sarebbero venute meno le esigenze cautelari per Fusi. Il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, ha firmato però l’impugnazione del provvedimento con cui il gip, Rosario Lupo, ha respinto la richiesta di misura cautelare in carcere per l’imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp, in relazione alla vicenda della scuola marescialli dei carabinieri. Sull’impugnazione deciderà il tribunale del riesame di Firenze.
LA VICENDA SCUOLA MARESCIALLI - Per tutti l’accusa è di corruzione. Nel documento di 342 pagine il giudice Rosario Lupo, lo stesso che ha firmato l’ordinanza di arresto prima di trasferire la competenza a Perugia, racconta i passaggi della complicatissima vicenda partita nel lontano 2001, quando la Baldassini Tognozzi vinse l’appalto di 456 milioni di vecchie lire. Il colosso delle costruzioni guidato da Riccardo Fusi, ora indagato per corruzione, perde l’appalto nel 2006. Quello che accade da quel momento in poi è il tentativo di riconquistare il cantiere perduto. Fusi comincia a lavorare su più fronti: quello politico, grazie all’amico di sempre Denis Verdini (anche lui indagato per concorso in corruzione) che cerca di metterlo in contatto con il ministro Altero Matteoli (del tutto estraneo alla vicenda), e poi sponsorizzando la nomina di De Santis al Provveditorato alle opere pubbliche della Toscana; ma anche quello imprenditoriale, grazie al rapporto con l’imprenditore De Vito Piscicelli, l’uomo che doveva lanciarlo nel mondo dei grandi appalti.
I NUOVI ARRESTI - L’avvocato romano Guido Cerruti si trova agli arresti domiciliari. Nell’ambito dell’inchiesta Cerruti compare in più intercettazioni telefoniche con vari indagati. Per quanto riguarda Firenze il suo ruolo emerge, oltre che nell’appalto per la nuova Scuola marescialli dei carabinieri, anche per un interessamento per i lavori per l’ampliamento della Galleria degli Uffizi. Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dalla magistratura di Firenze anche nei confronti dell’imprenditore Francesco Piscicelli, già indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti. Al momento dell’emissione del provvedimento l’imprenditore si trovava all’estero ed è rientrato appositamente a Roma per costituirsi.
NEGLI ATTI - Sulla scuola marescialli di Castello le trattative per fare rientrare la Baldassini e Tognozzi nel cantiere andavano avanti da mesi. Alla fine del 2008 la situazione sembrava arrivata a una fase di stallo. Era arrivata la sospensiva del lodo che dava ragione alla Baldassini-Tognozzi-Pontello (Btp). Si ferma tutto di nuovo e Riccardo Fusi, patron del colosso delle costruzioni Btp, si lamenta con Francesco Giuffrida, consigliere delegato Btp: «Noi siamo arrivati al precetto, loro hanno fatto ricorso chiedendo la sospensiva. Primo caso nella vita che è stata accettata e l’hanno rimandata al 2012. L’hanno pilotata, il giudice ha dato la sospensiva». Ma poi qualcosa inizia a muoversi. A gennaio di quest’anno cambia tutto: arriva l’atto di precetto per l’esecuzione del lodo favorevole alla Btp. E Fabio De Santis, provveditore alle opere pubbliche della Toscana, si agita, vuole accelerare le pratiche per concludere tutto in fretta. L’avvocato Guido Cerruti, che sta seguendo la pratica della scuola grazie ai suoi rapporti con il ministero, teme che con il riconoscimento di un danno economico sia all’Astaldi che alla Grandi Lavori Fincosit, si arrivi a un «bagno di sangue» per le casse dello Stato: «Se non ci si mette d’accordo qui si rischia veramente, che lo Stato, l’Erario piglia un bagno di sangue che non finisce più». Il 21 dicembre De Santis chiede di proporre al vice capo di gabinetto del Ministero di nominare una terza commissione «per rilasciare in breve tempo un autorevole ed insindacabile parere per sbloccare la questione nell’ottica di arrecare meno danno possibile a tutte le parti in causa».
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«ENTRO MARZO RIAVRO' IL CANTIERE» - Il 27 gennaio Fusi esulta all’uscita di una riunione al Provveditorato, dove gli hanno chiesto di rinunciare al lodo arbitrale. Al telefono dice a Giuffrida che gli hanno assicurato che entro marzo riavrà il cantiere della scuola marescialli di Castello: «Insomma son contento perché si sta facendo un lavoro nell’interesse dello Stato ma che potrebbe riportare il cantiere a Firenze e quindi fare una cosa fatta bene per tutti perché qui si parlerebbe di riprendere il cantiere, loro parlano dei primi di marzo». Fusi spiega gli è stato proposto il riaffidamento del cantiere con gli stessi termini contrattuali originari del 2001 a cui vanno aggiunti «una serie di adeguamenti» su cui bisogna fare particolare leva: «Noi si sta parlando di riprendere il contratto del 2001. Se ci si mette ora a fare il computo perché poi non si finisce più perché tra l’altro ci hanno già detto che noi si ritorna in origine del contratto originario poi ci sono tutta una serie di adeguamenti e lavoreremo lì». Qualche giorno prima De Santis e Maria Pia Pallavicini (dirigente del ministero delle Infrastrutture) stanno già parlando della posizione di 7 liberi professionisti destinatari di incarichi per la scuola marescialli. Pallavicini: «Allora io ho l’elenco dei 7 liberi professionisti per Firenze, tu li hai verificati tutti? Albanesi, Carpenzano, Ciminna, Schena, Frasca, Albanesi e Zaninelli?». De Santis conferma che sì, «c’è tutta la relazione di Fittipaldi sulla congruità, sul taglio rispetto alle parcelle, sulla convenienza».
Alessandra Bravi
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16/06/2009
Mafia, arrestati i protettori del superboss
Mafia, arrestati i protettori del superboss
Estorsioni e traffico di droga: così si finanziava la rete del capo criminale. Tredici persone in carcere: hanno favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra
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| Un frame del video girato dalla polizia di Stato sull'operazione Golem |
Tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite tra le province di Trapani, Palermo, Roma e Piacenza, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di società e valori. Sequestrata un'impresa olearia del valore di 2 milioni ed eseguite decine di perquisizioni, anche in diverse carceri.
LA LATITANZA - L'operazione, denominata «Golem», è stata condotta da investigatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Trapani e Palermo, al termine di indagini svolte principalmente in provincia di Trapani. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo, Ricciardi, su richiesta del procuratore aggiunto della Dda, Teresa Principato, e dei Pm Roberto Scarpinato, Roberto Piscitello, Paolo Guido e Sara Micucci. Gli arrestati, secondo gli inquirenti, hanno svolto un fondamentale ruolo nel sostegno alla latitanza del boss Matteo Messina Denaro, assicurandogli tra l'altro canali riservati di comunicazione con i componenti di vertice di Cosa Nostra palermitana. Inoltre, l'azione di copertura sarebbe stata attuata attraverso la fornitura di falsi documenti d'identità al capomafia di Castelvetrano.
LE ESTORSIONI - Le indagini hanno riguardato anche un'attività estortiva controllata da un cugino del boss ricercato, con l'imposizione del «pizzo» a imprenditori locali, e un traffico di stupefacenti tra Roma e il territorio trapanese, sempre finalizzato, per gli investigatori, a finanziare l'organizzazione criminale in nome e per conto di Matteo Messina Denaro.
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28/04/2009
Centrale di Pignataro, 23 ordinanze: arrestato ex assessore provinciale Pd
Centrale di Pignataro, 23 ordinanze: arrestato ex assessore provinciale Pd
Il blitz nel casertano in un impianto «verde». Perquisito l'ufficio dell'assessore regionale Cozzolino che ha ricevuto un'informazione di garanzia
La centrale di Pignataro
CASERTA - Centrale pulita, ma affari sporchi. Ventitré arresti, bufera in Regione Campania, perquisizione negli uffici dell'assessore regionale Andrea Cozzolino (che potrebbe essere candidato dal Pd alle Europee), in manette anche tre suoi strettissimi collaboratori.
COZZOLINO «AVVISATO» - L’assessore alle Attività produttive Cozzolino (Pd), ha anche ricevuto un avviso di garanzia. Il provvedimento, si apprende, è stato notificato come atto dovuto per poter eseguire la perquisizione dell’ufficio alla Regione Campania.
OPERAZIONE BIOPOWER - Un ciclone innescato da un'inchiesta sulla società «Biopower» interessata alla costruzione di una centrale a biomasse a Pignataro Maggiore (Caserta). Nell'inchiesta sono stati effettuati 23 arresti (14 in Campania, 4 in Lazio, 3 in Emilia e 2 in Lombardia) su ordine della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere per reati che vanno dall'associazione per delinquere alla truffa, al falso alla corruzione. Ai domiciliari è finito un ex assessore del Pd della provincia di Caserta, Franco Capobianco.
LA CENTRALE «PULITA» - La vicenda riguarda la costruzione di una centrale a biomasse nel territorio del comune di Pignataro Maggiore, una decisione che aveva provocato le proteste della popolazione di quel comune e dei circostanti. A voler realizzare l'impianto due imprenditori laziali, Renzo Bracciali e Gianpiero Tombolillo che avevano costituito tre società la «Biopower spa», la «Natural Energy srl« e la «Energethic srl», intessendo - a detta della Procura - una «fitta rete di rapporti di favoritismo e di corruttela con funzionari e amministratori pubblici».
Per instaurare poi i rapporti e poter svolgere attività contabili (secondo la procura si tratterebbe di tangenti) i due avevano anche costituito una società con sede a San Marino. Il giro di corruzione, promesse e denaro, secondo il procuratore capo di Santa Maria, Corrado Lembo, aveva molte facce: per poter realizzare la centrale i due imprenditori avevano promesso a un funzionario dell'assessorato alle attività produttive, Vincenzo Guerriero, di inserire il figlio nel team di progettazione. Mentre un altro funzionario dello stesso assessorato, Fulvio Scia, avrebbe ricevuto dai due imprenditori 25.000 euro l'anno per fornire «soffiate» utili ad orientare le strategie imprenditoriali.
Nel giro era finito anche Eugenio Di Santo, coordinatore della segreteria particolare dell'assessore Andrea Cozzolino che, oltre a rilevare in maniera irrituale i nominativi dei funzionari che curavano le istruttorie, aveva anche fatto in modo di far incontrare i due imprenditori con l'assessore. La Finanza avrebbe accertato il pagamento di 140 mila euro a Di Danto come compenso per queste «prestazioni».
SPONSOR ALLA SOCIETA' DI CALCIO - Anche altri imprenditori locali sono entrati nell'affare, come «plenipotenziari» di Bracciali e Tombolillo. Così Giovanni e Tommaso Verrazzo (residenti a Capua) hanno fatto da intermediari sia con Francesco D'Alonzo consigliere comunale di Pignataro, sia con l'ex assessore provinciale del Pd Franco Capobianco. Il consigliere comunale avrebbe avuto in cambio del suo interessamento sponsorizzazioni per la sua squadra di calcio, la Sc Pignataro Calcio. Così avrebbe espresso voto favorevole alla costruzione della centrale nel corso della conferenza di servizi. Franco Capobianco avrebbe invece fatto pressione su Francesco Cuccaro, consigliere comunale del Pd per cercare di fargli smettere le proteste che aveva organizzato contro questo insediamento. Poi c'è il Genio civile di Caserta: anche in questo caso sarebbero stati i due imprenditori locali a fare pressione su Michele Testa e Mario Pasquariello per ottenere favori e agevolazioni in cambio di denaro. I due funzionari avrebbe fatto risultare conformi alle normative antisismiche i progetti presentati. Per loro, sostiene l'accusa, sarebbero stati prelevati 100mila euro dalla tramite la società di San Marino.
EOLICO - Non è stata solo la centrale di Pignataro a sollecitare le mire del gruppo. Un altro funzionario dello stesso assessorato, Giuseppe Ragucci è stato arrestato e messo ai domiciliari per una serie di autorizzazioni concesse per la costruzione di un parco eolico a San Bartolomeo in Galdo nel Beneventano. Il tutto per ottenere un contributo dalla regione Campania di 6 milioni e 800 mila euro che poi non è stato erogato perché i due imprenditori hanno optato per altre agevolazioni ( i cosidetti «certificati verdi»).
15:47 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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