26/09/2010
Grillo: "Basta partiti, ecco la piattaforma dei cittadini"
Grillo: "Basta partiti, ecco la piattaforma dei cittadini"Così il comico genovese a Cesena, nel secondo giorno di "Woodstock 5 Stelle", ha presentato il sito del Movimento 5 Stelle. "Intendiamo abolire le province e garantire a tutti l'accesso alla Rete".
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27/11/2009
Mauro aggredisce Veronica, il Grande Fratello minaccia pesanti provvedimenti
Mauro aggredisce Veronica, il Grande Fratello minaccia pesanti provvedimenti
Il salumiere scherza pesantemente e poi mette le mani addosso alla moretta che si arrabbia, interviene massimo che deve essere trattenuto a forza dagli altri ragazzi
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| Lo scontro tra Veronica e Mauro |
Notte di violenza al Grande Fratello. E forse un espulsione in arrivo. Tanto che con un comunicato la gestione del programma di Canale 5 censura l'accaduto. «Questa notte nella Casa si sono verificati episodi assolutamente scorretti e contrari alle norme non solo di Grande Fratello, ma della convivenza civile. Lunedì sera Grande Fratello vi comunicherà le decisioni in merito ai gesti provocatori e comunque sbagliati di cui si è reso protagonista Mauro e alle reazioni degli altri abitanti della Casa; in quella sede avrete anche modo di discutere a fondo di quanto successo, e chiarire definitivamente le vostre opinioni sull'accaduto». È questo il duro monito degli autori del reality. Un monito consegnato stasera ai concorrenti. «Con questo comunicato, Grande Fratello vi ammonisce per l'ultima volta - è detto - a tenere un comportamento più rispettoso delle vostre diverse personalità e della sensibilità del pubblico che vi segue: eccessi di violenza verbale o, peggio, fisica, non saranno in alcun modo tollerati».
LO SCONTRO - La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo scontro tra Veronica e Mauro. Mauro ha preso sgarbatamente un biscotto alla moretta che se l'è presa. Per reazione, poco dopo la ragazza ha lanciato a terra un osso di pollo sfidando Mauro a raccoglierlo. Quando il giovane ha tentato di mangiarlo, la ragazza lo ha fermato, ma lui si è divincolato e lo ha mangiato. Il fare scherzoso si è poco dopo trasformato in una vera e propria aggressione violenta di Mauro a Veronica. Lei si è poi divincolata insultandolo pesantemente. A questo punto è intervenuto Massimo che ha tentato di affrontare il salumiere. I due hanno alzato la voce ma poi sono stati divisi dagli altri inquilini
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11/09/2009
«Caso escort ? Organizzato dalla mafia»
«Caso escort ? Organizzato dalla mafia»
«L'HO DETTO ANCHE A BERLUSCONI. HANNO MESSO IN PIEDI QUESTA ROBA QUI». Bossi: «Si tratta di una ritorsione contro il governo». Poi su Fini: «Gli immigrati se li porti a casa sua»
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| Umberto Bossi (Ansa) |
PIAN DEL RE (Cuneo) - Per Umberto Bossi la vicenda delle escort è stata organizzata dalla mafia per ritorsione contro le leggi "pesantissime varate dal governo per combatterla". «Penso che tutto sia stato messo in piedi dalla mafia - ha detto Bossi al suo arrivo a Pian del Re, dove ha rinnovato la cerimonia dell’ampolla - abbiamo fatto leggi pesantissime contro la mafia. L’ho detto anche a Berlusconi: guarda che qui c’entra la mafia, chi ha in mano le prostitute è la mafia. Sono convinto che la mafia - ha ripetuto - ha organizzato questa roba qui». Alla domanda se si è trattata di una ritorsione contro il governo, Bossi ha replicato: «Sì, esatto».
FINI: «GLI IMMIGRATI? SE LI PORTI A CASA SUA» - Poi il leader della Lega fa una battuta su Fini e sul tema caldo dell'immigrazione: «Aprire agli immigrati? Se li porti a casa sua». Umberto Bossi ha risposto così a chi gli chiedeva un commento alle parole del presidente della Camera che aveva detto che per il governo era necessaria una svolta. Bossi si è però detto anche sicuro che alla fine l'accordo elettorale sull'immigrazione sarà mantenuto. «Sull'immigrazione - ha osservato - è stato fatto un accordo elettorale e Fini è uno che mantiene i patti, al di là di quello che ha detto. C'è un patto e sono sicuro che lo manterrà».
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09/07/2009
I Grandi e le misure anti-crisi: «Segni di ripresa, ma restano i rischi»
I Grandi e le misure anti-crisi: «Segni di ripresa, ma restano i rischi»
Accordo anche sul Clima. Ma india e cina bloccano l'intesa sui gas serra. Approvata la dichiarazione economica:«Mantenere aperti i mercati. Le persone al primo posto»
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| Berlusconi con la Merkel (Reuters) |
L'AQUILA - I segnali positivi ci sono. Ma la situazione economica mondiale rimane «incerta» con «rischi significativi per la stabilità». Per questo i Paesi si impegnano a fare «tutti i passi necessari per sostenere la domanda e ripristinare la crescita», mantenendo «liberi e aperti i mercati» e respingendo «il protezionismo di ogni genere» . È questo il messaggio principale contenuto nella dichiarazione economica approvata durante la prima giornata del G8 dell'Aquila. Nuove regole globali, lotta ai paradisi fiscali e attenzione al lavoro e al sociale sono le altre priorità toccate dal documento.
VIA PER LA RIPRESA - I Grandi sottolineano «i progressi raggiunti finora nel ripristinare la fiducia, stabilizzare il settore finanziario e fornire lo stimolo per sostenere la crescita e per creare posti di lavoro», ma «la situazione rimane incerta e rimangono rischi significativi per la stabilità economica e finanziaria». Le misure dei governi a sostegno dell'economia, che gli stessi si impegnano a continuare a fornire, «hanno avuto un impatto sulle finanze pubbliche». Per questo i Grandi si impegnano «ad assicurare la sostenibilità fiscale a medio termine». I capi di Stato e di governo affermano il loro impegno a raggiungere una chiusura positiva della riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio in maniera «rapida, ambiziosa, equilibrata e ampia».
LOTTA A PARADISI FISCO - La lotta all'evasione fiscale assume dimensioni internazionali: «Non possiamo continuare a tollerare - dicono i Grandi - grossi ammontari di capitali nascosti per evadere il fisco». Ruolo fondamentale è affidato all'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che ha già stilato le black list sui paradisi, alla quale si chiede di affrontare «rapidamente queste sfide e proporre ulteriori passi» in vista del prossimo G20 finanziario. I Grandi rinnovano il loro impegno all'applicazione di norme e principi comuni di «correttezza, integrità e trasparenza» coinvolgendo il G20 nella strategia definita dal "Lecce Framework", il quadro di regole promosso dalla presidenza italiana e dal ministro Tremonti nel recente vertice. Il G8 si impegna a anche a mantenere gli impegni presi nei vertici di Washington e Londra per riformare la regolamentazione finanziaria e stabilire norme più stringenti fra cui il controllo sugli hedge funds e i tetti agli stipendi dei manager. Il sostegno all'economia, sostengono inoltre i Grandi, passa per una maggiore attenzione al lavoro e alla situazione della gente che vive sulla pelle gli effetti della crisi. «Siamo impegnati a trattare la dimensione sociale della crisi, ponendo le persone al primo posto».
BERLUSCONI: «IL PEGGIO È PASSATO» - In serata, è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a stilare un bilancio sull'accordo e sulla prima giornata del G8: «Tutti quanti abbiamo convenuto che ci sono segnali di miglioramento - ha dichiarato. - Ormai la parte più dura della crisi è alle spalle, ora bisognerà uscire dalla crisi con un codice di valore per far sì che non si ripeta più». Il premier ha ribadito che «ci sono segnali di miglioramento» e al vertice «tutti abbiamo convenuto su questo. Abbiamo deciso - ha aggiunto - che è importante mantenere il sostegno al sistema bancario e a chi ha perso il posto di lavoro».
INTESA SUL CLIMA - Capitolo clima: i Paesi del G8, si legge nella dichiarazione che è stata approvata al termine della sessione sulla lotta ai cambiamenti climatici e sullo sviluppo, si impegnano a limitare «l'aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali». Ma non solo. Gli Otto grandi sottolineano anche la «volontà di condividere con tutti i Paesi l'obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questo implica che le emissioni globali raggiungano il picco quanto prima, per avviare subito dopo una rapida riduzione» e riaffermano il sostegno «all'obiettivo dei Paesi sviluppati di ridurre insieme le emissioni di gas serra dell'80% o oltre entro il 2050, prendendo il 1990 o anni più recenti» come punto di riferimento per il calcolo delle riduzioni». «Abbiamo raggiunto sul clima una posizione comune che discuteremo con i Paesi emergenti - ha dichiarato Berlusconi. - Europa e Stati Uniti sono fermamente per la riduzione dell'emissione di anidride carbonica. La data di ingresso in vigore dell'accordo è ancora in discussione: 2020 o 2050. Su questo si deve trattare». Bisogna insomma «verificare» se sia possibile un'intesa con India e Cina (pronte a dare battaglia sulla riduzione dei gas serra).
SVILUPPO E AFRICA - Via libera dai leader del G8 anche alla dichiarazione su «Sviluppo e Africa: per una globalizzazione sostenibile e inclusiva». Gli Otto si impegnano a mitigare l'impatto della crisi economica mondiale sui Paesi poveri e a «rinnovare tutti gli impegni, in particolare verso l'Africa» e gli sforzi per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo Onu del Millennio entro il 2015. Secondo i Grandi, è necessario porre «l'agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell'agenda internazionale». I progressi «nello sradicamento della povertà - si legge - possono essere raggiunti solo se la crescita economica e il cambiamento climatico, attraverso un ambizioso accordo a Copenaghen», sono perseguiti in maniera congiunta.
RITARDI NEGLI AIUTI - A proposito degli aiuti all'Africa, Berlusconi ha affermato che l'Italia si impegna di fronte al G8 a rispettare gli obiettivi che aveva assunto nell'ambito del global fund (nei giorni scorsi le organizzazioni a sostegno del continente africano hanno rinfacciato all'Italia di essere lontana dall'investimento programmato pari allo 0,5% del Pil per il programma promosso al G8 di Genova del 2001, anch'esso a presidenza italiana). Sull'Africa «sono stati segnalati alcuni ritardi fra i quali quelli del mio Paese che, è stato fatto notare, non ha versato quanto dovuto. Manterremo l'impegno entro fine anno come è negli accordi del global fund», ha assicurato Berlusconi.
IRAN - I leader del G8 hanno poi raggiunto un accordo per un testo comune sulla delicata questione dell’Iran. A quanto si apprende da fonti della presidenza, non è stato però ancora stabilito se il dossier iraniano sarà incluso nella dichiarazione finale degli Otto sulla politica estera o se sarà l'oggetto di uno "statement" isolato.
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08/07/2009
I Grandi a Coppito, parte il G8 Obama: «Forte leadership dell'Italia»
I Grandi a Coppito, parte il G8 Obama: «Forte leadership dell'Italia»
Il cancelliere tedesco angela Merkel sulle rovine di Onna. Un pranzo su temi economici dà il via al vertice. Il presidente Usa a L'Aquila dopo l'incontro con Napolitano
| L'arrivo a Pratica di Mare del presidente americano Barack Obama e della Moglie Michelle (Reuters) |
L'AQUILA - Il vertice del G8 a L'Aquila è ufficialmente iniziato. Ad aprire i lavori un pranzo di lavoro incentrato sui temi dell'economia globale, iniziato intorno alle 13, 30 con un ritardo di circa mezz'ora sulla tabella di marcia. La prima delle tre giornate di lavoro è ristretta ai leader degli Otto Grandi (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) più il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il premier svedese e presidente di turno dell'Ue, Fredrik Reinfeldt.
L'ARRIVO DI OBAMA - Uno degli ultimi leader ad arrivare nel capoluogo abruzzese è stato il presidente americano Barack Obama. Ad accogliere l'inquilino della Casa Bianca a Coppito c'era il premier Silvio Berlusconi. I due si sono abbracciati e baciati, facendosi immortalare davanti al logo del summit. Obama, così come il Cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente della Federazione russa Dmitri Medvedev e il premier giapponese Taro Aso sono arrivati all’ingresso della sala a piedi accompagnati dalle loro delegazioni. Altri leader invece hanno usufruito della macchina elettrica.
LA VISITA AL QUIRINALE - Prima di arrivare a L'Aquila, al termine della visita al Quirinale, il presidente americano Obama ha voluto offrire un vero attestato di stima e fiducia all'Italia e al suo esecutivo. «Il governo italiano è un vero, grande amico degli Stati Uniti su tanti temi importanti e Italia e Usa lavorano fianco a fianco» ha detto Obama. L'Air Force One proveniente da Mosca e con a bordo il presidente americano, la moglie e le loro figlie Malia e Sasha è atterrato a Pratica di Mare intorno alle 10, 30. La famiglia Obama si è subito diretta in elicottero a Roma per incontrare al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la moglie Clio. Sui temi del G8 «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership» ha ribadito più volte il presidente americano, sgombrando di fatto il campo dalle polemiche sollevate dal New York Times. Lo stesso sherpa americano del G8 Mike Froman ha voluto specificare che la presidenza italiana ha fatto «uno splendido lavoro» nella preparazione del vertice sia sull'agenda politica che per la logistica. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una possibile fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi ha spiegato che si tratta di una ipotesi «assolutamente non credibile».
ELOGIO A NAPOLITANO - Obama, per la prima volta in Italia da presidente, ha voluto chiudere il colloquio con Napolitano facendo i complimenti al capo dello Stato: il presidente gode di «una reputazione meravigliosa», «dell'ammirazione di tutto il popolo italiano, non solo per la sua carriera politica, ma anche per la sua integrità e gentilezza: è un vero leader morale e rappresenta al meglio il vostro Paese» ha detto il presidente americano. Il capo dello Stato da parte sua ha rimarcato nel suo intervento la «forte convergenza di veduta tra il presidente Usa Obama, l'amministrazione Usa e governo italiano sulle misure anticrisi».
| Silvio Berlusconi e Angela Merkel a Onna (Reuters) |
BERLUSCONI CON LA MERKEL A ONNA - In mattinata, mentre Obama era impegnato al Quirinale il cancelliere tedesco Angela Merkel ha visitato Onna, il paese dell'Aquilano più colpito dal terremoto del 6 aprile, accompagnata dal premier Silvio Berlusconi. La Germania intende finanziare la ricostruzione della cittadina dove avvenne un eccidio nazista nella Seconda guerra mondiale.
LA PROTESTA DEI TERREMOTATI - A l'Aquila, in concomitanza con il summit, è iniziata la protesta dei terremotati. I comitati di cittadini nati dopo il summit del 6 aprile hanno sistemato sulla collina di Roio una scritta a lettere cubitali, visibile anche dalla sede del vertice. «Yes we camp» si legge. Impossibile non notare che si tratta di una ironica distorsione dell'ormai famoso slogan di Obama.
«PREGATE PER I LEADER» - Un pensiero al summit in programma a l'Aquila lo ha rivolto in mattinata Benedetto XVI, esortando i fedeli, nel corso dell'udienza generale del mercoledì, a pregare «per tutti i responsabili del G8 riuniti in questi giorni a L'Aquila» e ad «affidare alla Vergine Maria le loro grandi intenzioni». «Da questo importante summit mondiale possano scaturire decisioni e orientamenti utili al vero progresso di tutti i popoli, specialmente di quelli più poveri» ha detto il Pontefice. Si è soffermato sul vertice, facendo riferimento anche all'enciclica di Ratzinger, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando all'assemblea dell'Abi. Facendo riferimento al processo di regolamentazione che arriva sul tavolo del G8 il ministro ha spiegato che «l'utilità delle regole in economia è fondamentale» e questo «è una conquista che risale a 2-3 secoli fa». Ma le regole, avverte Tremonti,, «devono essere qualcosa in più: lo trumento che trasporta nel mondo dell'economia i valori, il principio, l'etica. Questo è il messaggio che ci viene dall'enciclica. Questo è il punto principale, l'etica» ha spiegato il ministro, auspicando a «regole che non soffochino il mercato» ma «che siano etiche e morali, che trascendono gli interessi particolari».
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Il Guardian: «Italia fuori dal G8» Frattini: «È una buffonata»
Il Guardian: «Italia fuori dal G8» Frattini: «È una buffonata»
Duro Scontro tra il ministro e il quotidiano britannico. Il giornale: «I piani del summit sono nel caos. Intervenuti gli americani». Il ministro: «Solo sciocchezze»
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| Frattini (Newpress) |
ROMA - Il Guardian spara sull'Italia, a proposito dell'organizzazione del summit dell'Aquila: «Italia fuori dal club del G8». E Frattini risponde ad alzo zero: «È una buffonata, spero che il Guardian esca dal club dei grandi giornali». In serata arriva anche la replica diretta del presidente del Consiglio, Berlusconi: «Una colossale cantonata di un piccolo giornale». Tutto è nato dalla tesi sostenuta dal quotidiano britannico, in un commento dell'editorialista che si occupa di diplomazie, Julian Borger, secondo le quali «all'interno del G8 crescono le voci di un'espulsione dell'Italia, perché i piani del summit sono caduti nel caos». Il commento prevede anche un futuro scenario di vertici senza l'Italia, «sostituita dalla Spagna che ha un più alto reddito pro capite» e riporta alcune affermazioni di alti funzionari occidentali, secondo i quali «il G8 è un club, con la sua quota partecipativa da pagare. L'Italia non lo sta facendo».
«ITALIANI TERRIBILI» - Secondo la fonte citata dal Guardian, «gli italiani - nell'organizzazione del summit - sono stati terribili. Non ci sono né metodi, né programmi». Il giornale scrive anche che, negli ultimi giorni, in assenza di iniziative concrete in agenda, gli Usa hanno preso il controllo della situazione, organizzando una «teleconferenza tra gli sherpa, in un ultimo disperato tentativo di inserire degli obiettivi nel summit». Un analista della New York University citato dal giornale, Richard Gowan, critica duramente la presidenza di Berlusconi: «Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è propagandare un'agenda molto sintetica per nascondere il fatto che non hanno realmente un'agenda».
FRATTINI: «È UNA BUFFONATA» - «Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo» ha dunque replicato il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest quando gli è stata rivolta una domanda sull'articolo del quotidiano britannico. Il ministro ha definito una «buffonata» la notizia, riportata dal Guardian, che gli Usa abbiano preso in mano l'organizzazione del summit dell'Aquila con una videoconferenza tra gli sherpa. «È una sciocchezza», ha commentato Frattini. Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia che gli Usa abbiano preso in mano la situazione c'è «un evidente fraintendimento» perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c'è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh.
LA RUSSA: «NON LEGGO GIORNALI STRANIERI» - «È una sciocchezza, basta non comprare il quotidiano inglese. L'Italia fuori dal G8? Se mai il "Guardian" sarà fuori dalle edicole...». Con una battuta anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, liquida l'articolo del 'Guardian «In questi giorni -dice La Russa- non leggo i giornali stranieri, nè le notizie riprese dai giornali stranieri».
BOSSI: «COPIANO I GIORNALI ITALIANI DI SINISTRA» - Anche Umberto Bossi dice di non essere minimamente preoccupato per le continue accuse della stampa estera nei confronti di Silvio Berlusconi. «Sono critiche - spiega mentre pranza in un bar vicino alla Camera dei deputati con il figlio Renzo - che vengono dall'interno, all'estero copiano i nostri giornali, i giornali della sinistra. Ma Berlusconi - aggiunge Bossi - non cade e non cadrà... Un governo cade se non fa niente ma lui di cose ne ha fatte tante...».
NYTIMES: «G8 COMMEDIA, TRAGEDIA O FARSA. DIPENDE DA BERLUSCONI» - A creare un clima di ulteriore attesa sul G8, con riflettori sempre più puntati su Berlusconi, arriva anche il New York Times che scrive come il vertice potrebbe assumere le caratteristiche della commedia, della tragedia o dell'impresa seria auspicata dai suoi organizzatori. Il più importante quotidiano Usa precisa che l'esito del vertice dipende dal premier Silvio Berlusconi, e dagli «scandali da soap opera a sfondo sessuale» da cui è costretto a difendersi. Ma non solo: a condizionare la riuscita o meno del vertice potranno contribuire anche altri due fattori, il sisma e i no global.
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02/05/2009
Scivolone per Michelle Obama: tra i poveri con le scarpe extra-lusso
Scivolone per Michelle Obama: tra i poveri con le scarpe extra-lusso
A Washington. La first lady a un evento organizzato da Feeding America con sneakers da 540 dollari
WASHINGTON - Scivolone per Michelle Obama: la first lady americana si è presentata mercoledì a un evento a Washington organizzato da Feeding America, un ente che si batte contro la povertà in Usa, in stile adeguatamente casual. Il consueto cardigan J.Crew, disinvolti pantaloni modello "capri", ma ai piedi scarpe da ginnastica modello Lanvin da 540 dollari (una ostentazione soprattutto in tempi di crisi così buia). Lo scivolone di Michelle non è passato inosservato soprattutto perché avvenuto sul terreno in cui la moglie del presidente americano Barack si muove come un pesce in un acquario: la moda.
LE SCARPE - In pelle scamosciata, con lacci in fettuccia di grogrè e punte in rosa metallico, le sneakers di Lanvin - del tutto esaurite nella boutique-chic statunitensi - sono già un cult tra le fashion-addict. Michelle le ha avute probabilmente tramite Ikram, la boutique di lusso a Chicago di cui è cliente abituale. Con i reporter che le guardavano incuriositi i piedi, Michelle ha tagliato corto: «Sono scarpe». Del resto, come affidataria principale del first dog Bo, Michelle ha bisogno di un abbigliamento comodo: «Sono in piedi dalle 5 e un quarto», ha fatto notare. «Ecco come iniziano le mie giornate: anche se le bambine sembrano fare un sacco di lavoro, io sono in piedi dalle 5 e un quarto per portare fuori il cane».
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18/04/2009
Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce
Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce
I soldi verranno usati per progetti di un’organizzazione giovanile non-profit di Ramallah. Graffitari palestinesi dipingono sulla barriera i messaggi che giungono dal web
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| Il muro che separa Israele dalla Cisgiordania (dal sito www.sendamessage.nl) |
L’idea è di avvicinare il mondo ai palestinesi. Attraverso la barriera di separazione costruita da Israele che separa la Cisgiordania dal mondo. È un progetto olandese-palestinese. Il sito «Send a message» (con versioni in varie lingue, tra le quali l’italiano) consente di inviare un testo online: al costo di 30 euro, verrà dipinto da graffitari palestinesi sul muro. Il committente riceverà tre foto dell'opera. «Tu paghi 30 euro, i palestinesi pittano»: è l’invito sulla versione italiana del sito.
IL PROGETTO NON-PROFIT - Le richieste pervenute finora sono 910, tra le quali molti messaggi d’amore e battute scherzose, ha detto alla Cnn Justus van Oel, uno sceneggiatore olandese che lo gestisce gratis. Caspar Nieuwenhuis, un direttore di teatro olandese, l’ha usato per chiedere alla fidanzata di sposarlo. Il piano era di far mandare in onda la foto della sua proposta di matrimonio in tv. Non ha funzionato. Alla fine, l’ha mostrata alla fidanzata dal desktop del portatile. Lei ha pianto e ha detto di sì. I soldi verranno usati per progetti del «Peace and Freedom Forum», un’organizzazione giovanile non-profit con sede a Ramallah. Tra questi: la costruzione di un parco per bambini, l’acquisto di biciclette, un servizio di lavanderia per gli studenti dell’università palestinese di Bir Zeit. Ma il messaggio più lungo è una lettera aperta ai palestinesi commissionata dal sito all’intellettuale sudafricano Farid Esack. Il 10 maggio verrà scritta sul muro a El-Ram, nei pressi di Ramallah. È composta da 1.998 parole. «Send a message» invita i lettori a sponsorizzare una delle 1.662 sezioni di 1 metro e mezzo ciascuna del messaggio, inviando 20 euro (il nome degli sponsor sarà indicato sotto ciascuna sezione).
LO SCRITTORE MUSULMANO - «Una volta nella mia terra alcune persone pensarono di poter costruire la propria sicurezza sull’insicurezza altrui», scrive Esack. «Vengo dal Sudafrica dell’apartheid. Arrivando nella vostra terra, la terra di Palestina, è inevitabile un senso di deja vu. Sono colpito dalle somiglianze. In un certo senso, siamo tutti figli delle nostre Storie. Ma possiamo anche decidere di restare colpiti dalla Storia altrui. Forse questa abilità si chiama moralità». Esack è uno scrittore musulmano e attivista politico che nel 1996 Nelson Mandela nominò alla guida di una commissione per l’uguaglianza tra i sessi. Il quotidiano israeliano Haaretz, riportando la notizia della lettera aperta, nota che il testo, critico nei confronti delle «uccisioni mirate (da parte di Israele, ndr) di coloro che osano resistere», «non fa alcun riferimento all’ideologia antisemita di Hamas, né al lancio di razzi da parte dei palestinesi sui civili israeliani o ai kamikaze». Israele, che ha iniziato a costruire la barriera di separazione nel 2002, afferma che ha permesso di prevenire gli attacchi terroristici palestinesi. I palestinesi dicono che costituisce un’appropriazione illegale della loro terra, perché non segue il confine precedente alla guerra del 1967 e, in diversi punti, penetra profondamente all'interno della Cisgiordania per integrare le colonie israeliane. Nel 2004 la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha dichiarato che la barriera viola il diritto internazionale.
Viviana Mazza
23:28 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/03/2009
Droga, arrestato Rocco Bormioli Detenzione e spaccio di cocaina
Droga, arrestato Rocco Bormioli Detenzione e spaccio di cocaina
L'ex re del vetro di Parma. Organizzava o partecipava a festini con altri esponenti della «Parma bene»
PARMA - Rocco Bormioli, ex titolare della omonima vetreria di Parma, è stato arrestato nel pomeriggio di venerdì dai carabinieri per detenzione e spaccio di cocaina, su richiesta della Procura di Parma, con provvedimento di custodia cautelare del Gip Pietro Rogato. I carabinieri l'hanno prelevato e interrogato nella caserma di via delle Fonderie, prima di portarlo in carcere.
FESTINI CON LA «PARMA BENE» -Secondo quanto si è appreso, Bormioli era solito cedere anche a titolo gratuito la cocaina, da cui era dipendente da anni, e organizzava o partecipava a festini con altri esponenti della «Parma bene». L'inchiesta sarebbe partita proprio dalle notizie che la Procura ha raccolto su questi festini, alcuni dei quali si sarebbero tenuti in casa di Bormioli e, pare, anche nel suo yacht ormeggiato in un porto turistico della costa ligure. Rocco Bormioli, figlio di Pierluigi detto «Bubi» che negli anni Sessanta fece scandalo per la sua «storia movimentata» con l'attrice Tamara Baroni, era rimasto fino a pochi anni fa sulla poltrona di presidente del gruppo vetrario parmigiano, anche se dal 2000 la famiglia ne aveva perso la maggioranza azionaria. Due anni fa in casa sua erano stati trovati più di 300 grammi di cocaina e Bormioli era stato denunciato per detenzione e spaccio.
22:47 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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