30/11/2010

«Cristoforo Colombo ? Era polacco»

«Cristoforo Colombo ? Era polacco»

ANCORA IPOTESI SULLE ORIGINI. Nuove tesi sul navigatore: secondo uno storico portoghese sarebbe stato figlio del re Ladislao III

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26/08/2010

Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

Uno studio genetico condotto sui parenti del Führer dimostra in modo scientifico che il dittatore non era affatto ariano. Ben 39 discendenti del fondatore del Reich sono stati sottoposti a esami

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05/07/2010

Dal satellite Planck la prima mappa dettagliata delle origini dell'Universo

Dal satellite Planck la prima mappa dettagliata delle origini dell'Universo

Verrà mostrato un affresco celeste senza precedenti. Maldolesi (Inaf-Iasf): «Preciseremo uno dei grandi misteri cosmici, cioè l’esistenza dell’energia oscura»

 

Il satellite Planck in fase di costruzione (Afp)
Il satellite Planck in fase di costruzione (Afp)

E’ una mappa delle origini come non si era mai vista finora e offre uno sguardo d’insieme che gli astronomi sognano da secoli. A realizzarla c’è riuscito il satellite Planck dell’ESA europea lanciato in orbita il 14 maggio 2009. La sua importanza è presto detta raccontando qualche tappa degli ultimi decenni.

LE OSSERVAZIONI - Per capire e vedere i primi momenti della nascita dell’Universo, appena dopo il Big Bang, il grande scoppio da cui tutto ha avuto origine, alla fine degli anni Ottanta (1989) la Nasa lanciava il satellite Cobe. Il suo scopo era raccogliere le anomalie del fondo di radiazione cosmica le quali avrebbero mostrato i semi dai quali si sarebbero poi sviluppate le galassie. Cobe (Cosmic Background Explorer) misurava variazioni minime delle microonde che permeano l’universo la cui esistenza era stata individuata accidentalmente ancora nel 1964 dagli astronomi americani Penzias e Wilson. Il risultato fu straordinario tanto che George Smoot e John Mather i due protagonisti delle osservazioni con Cobe (il primo come astrofisico, il secondo come coordinatore del progetto) ricevettero nel 2006 il premio Nobel per la Fisica. Nel 2001 il primo affresco celeste a radioonde era perfezionato da un altro satellite della Nasa battezzato Wmap-Wilkinson. Ma intanto l’Esa europea aveva messo in cantiere un veicolo spaziale ben più potente capace con i suoi strumenti di compiere un balzo significativo rispetto ai due predecessori americani e cercare risposte più precise sulle origini dell’universo. Gli scienziati italiani partecipavano all’impresa attraverso l’Agenzia spaziale ASI. Così nasceva il satellite Planck di cui è project scientist Jan Tauber, e che ora offre la sua prima dettagliata mappa cosmica. A bordo ci sono due strumenti fondamentali per le osservazioni uno dei quali, il Low Frequency Instrument (LFI) è diretto da Reno Mandolesi alla guida dell’Inaf-Iasf di Bologna. «Mai si era realizzato un quadro del cosmo con nove frequenze diverse, da 30 Ghz a 857 Ghz, raccogliendo indizi e aspetti che prima erano mostrati sono come piccole tessere del grande puzzle celeste – spiega Mandolesi - . I rilevatori di Planck ci mostrano ora in dettaglio regioni importanti come la nebulosa di Orione dove nascono stelle in continuazione, estesi ammassi galattici, evidenzia i particolari della vicina galassia di Andromeda cara alla fantascienza oppure le nubi di Magellano: insomma scrutiamo un insieme di panorami mai scandagliati con queste frequenze. Così abbiamo visto, ad esempio, come dal piano della nostra isola stellare Via Lattea si estendano polveri ben oltre quanto immaginavamo».

GLI OBIETTIVI - Al di là di queste zoomate, però, il satellite Planck punta verso obiettivi e scoperte che potrebbero cambiare l’astronomia delle origini e decifrare meglio la natura che ci circonda. «Vogliamo – aggiunge Mandolesi – capire se il campo di energia che ha creato dopo il Big Bang l’inflazione, cioè quell’espansione durante la quale sarebbero nate le particelle atomiche elementari tra cui il famoso bosone di Higgs, cioè la cosiddetta particella di Dio, da cui dipende la massa delle altre particelle e dunque delle cose. Nell’ipotesi che il campo di energia sia lo stesso, Planck potrà definire con grande accuratezza la massa del bosone a cui i fisici del CERN danno la caccia utilizzando il nuovo super acceleratore LHC. In secondo luogo misureremo con una accuratezza molto superiore a WMAP il livello della radiazione del fondo cosmico, soprattutto nella sua componente polarizzata, e ciò consentirà di vedere in dettaglio ciò che finora era solo una fotografia offuscata. Di sicuro, ciò permetterà scoperte inaspettate addentrandoci bene nelle profondità. Infine preciseremo uno dei grandi misteri cosmici, cioè l’esistenza dell’energia oscura che costituisce il 73% dell’Universo. Non riusciremo a identificarne la natura ma saremo in grado di valutare la sua presenza e i suoi effetti di accelerazione come mai era stato possibile prima». Se il lontano Cobe aveva portato, pur con la sua semplicità, a scoperte da Nobel, la straordinaria potenza di Planck non sarà certo da meno.

Giovanni Caprara


18/06/2010

New York, incriminato l’attentatore di Times Square

New York, incriminato l’attentatore di Times Square

Faisal Shahzad, l’americano di origini pachistane sospettato di essere l’ideatore del fallito attentato del 1 maggio scorso nel centro della Grande Mela è stato formalmente incriminato. Apparirà di fronte al giudice lunedì prossimo

 

 


Faisal Shahzad, l'americano di origine pachistana sospettato di avere progettato il fallito attentato di Times Square a New York, l'1 maggio scorso, è stato formalmente incriminato ieri dalla giustizia americana, che ha anche accusato i talebani pachistani di avergli fornito il loro aiuto.

Shahzad, 30 anni, dovrà apparire lunedì prossimo a mezzogiorno davanti a un tribunale per dire se si ritiene colpevole o non colpevole di dieci capi di imputazione, tra cui "tentativo di utilizzare un'arma di distruzione di massa", "possesso di arma da fuoco", "tentativo di compiere un atto di terrorismo internazionale".

Shahzad aveva parcheggiato un'auto imbottita di esplosivo a Times Square, disinnescata dagli artificieri, dopo l'allarme lanciato da alcuni ambulanti che avevano notato una strana fuoriuscita di fumo dal mezzo. Il giovane uomo è stato arrestato due giorni dopo il suo tentativo di attentato, mentre si preparava a partire per Dubai.


08/11/2009

Uccide il padre adottivo dopo una lite

Uccide il padre adottivo dopo una lite

 

È successo ad agrigento. Un giovane di origini russe avrebbe sgozzato il genitore con un coltello. Poi ha avvertito il 112

 

AGRIGENTO - È adesso in isolamento nel carcere di Petrusa, ad Agrigento, il giovane di origini russe che ha ucciso il padre adottivo. Constantin Gennaro, 23 anni, ha colpito con un coltello al collo il genitore, Damiano Gennaro di 61 anni, e in pratica lo ha sgozzato. La tragedia è avvenuta intorno a mezzanotte nell'abitazione di famiglia, nel quartiere Villaggio Mosè, alla periferia sud della città siciliana.

LA RICOSTRUZIONE - Dopo aver colpito a morte il padre, Constantin ha chiamato il 112 e si è costituito. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile sono intervenuti pochi minuti dopo la mezzanotte. In breve hanno ricostruito la scena del delitto. Il giovane, che presentava una ferita alla mano destra, è stato prima accompagnato all'ospedale "San Giovanni di Dio" per le cure del caso e poi in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Damiano Gennaro e la moglie avevano adottato una decina di anni fa tre fratellini di origini russe; la sorella e il fratello di Constantin non erano in casa quando è avvenuto l'omicidio. Una discussione finita in tragedia, spiegano gli investigatori.


11/04/2009

A caccia dell'origine della Luna

A caccia dell'origine della Luna

 

Due sonde della Nasa sulle tracce degli asteroidi THEIA. Una coppia di questi piccoli pianeti potrebbe aver formato l'oggetto cosmico che, scontratosi con la Terra, diede origine al nostro satellite naturale

 

Una sonda Stereo della Nasa
Una sonda Stereo della Nasa

Lo chiamano “Pianeta Theia” e la coppia delle sonde Stereo della Nasa sta puntando i suoi obiettivi per cercarlo. «E’ solo un’ipotesi - precisano Edward Belbruno e Richard Gott, teorici dell’Università americana di Princeton – ma da verificare». E’ un’interessante idea, infatti, e se fosse vera, e presto lo sapremo, completerebbe l’intrigante questione del come si è formata la Luna. Ora la spiegazione più accreditata è che sia nata come conseguenza dello scontro di un corpo della taglia di Marte schiantatosi sulla superficie terrestre sollevando un’imponente nuvola di materia poi coagulatasi formando la Luna che vediamo. Le indagini sulla sua natura, infatti, dimostrerebbero il miscuglio di materia dei due corpi. Ma da dove è arrivato l’imponente bolide cosmico che ci è caduto addosso?


 

 

L'ORIGINE DELLA CORSA CONTO LA TERRA - L’ipotesi di Belbruno e Gott è che provenga da

Lo schema dei luoghi dove avviene la ricerca (punti di Lagrange)
Lo schema dei luoghi dove avviene la ricerca (punti di Lagrange)

qualcuno dei cinque punti di Lagrange nello spazio circostante la Terra, la Luna e il Sole, dove le forze di gravità creano delle zone neutre nelle quali un veicolo spaziale o un pianetino possono sostare indisturbati. Gli scienziati pensano che i piccoli corpi presenti in almeno due di questi punti (L4-L5) si siano fusi creando un pianeta più consistente analogo appunto a Marte. E poi per interferenze cosmiche avrebbe iniziato la sua corsa scontrandosi con il nostro pianeta. Ora la coppia delle sonde Stereo guarderà appunto in L4 e L5 cercando quelli che sono stati battezzati “Theiasteroid”. Se li troveranno l’ipotesi dei due studiosi sarà rafforzata. Se non sarà così dovranno inventarsi un’altra soluzione.

Giovanni Caprara


16/10/2008

Origine vita: test, venne da vulcani

Origine vita: test, venne da vulcani

Ripetuti dopo 50 anni esperimenti di un biochimico Usa
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROMA, 16 OTT - Uno studio pubblicato su 'Scienze' conferma che la vita sulla terra sarebbe scaturita da energia e gas liberati dalle eruzioni vulcaniche. La ricerca, coordinata da Adam Johnson della Indiana University, ha analizzato gli esperimenti fatti 50 anni fa dal biochimico statunitense Stanley Miller che riusci' a produrre i blocchetti che costituiscono le proteine, gli amminoacidi, in un ambiente che simulava la terra delle origini. Con i campioni secchi di Miller sono stati prodotti 22 amminoacidi.


23:38 Scritto in BIOCHIMICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: origini, vita, vulcani, test, biochimica | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook