22/08/2011
Piazza Affari a tutto gas La Libia spinge i titoli petroliferi
Piazza Affari a tutto gas La Libia spinge i titoli petroliferiNuovo record dell'oro. In avvio Il Ftse Mib segna un calo dell'1,13%, poi il forte rialzo. bene anche le piazze europee
15:38 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, borsa, milano, piazza affari, ripresa, wall street, oro, valuta | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/06/2010
A caccia del tesoro di Napoleone Uno storico: "So dove l'ha sepolto"
A caccia del tesoro di Napoleone Uno storico: "So dove l'ha sepolto"Via agli scavi nelle campagne di Mosca. Ottanta tonnellate d´oro furono saccheggiate dai francesi nel freddo autunno del 1812
MOSCA - Il tesoro di Napoleone, ottanta tonnellate d'oro saccheggiate dall'esercito francese nell'autunno del 1812, sarebbe ancora intatto, sepolto sotto un cumulo di terra a poche centinaia di chilometri da Mosca. Che sia vero o meno, la caccia è già cominciata e giornali e tv si stanno preparando per seguire le prime operazioni di scavo la mattina del 12 giugno. Le guiderà lo storico Aleksandr Serjoghin che è convinto di aver finalmente localizzato, con un metodo che definisce "alla codice da Vinci", un patrimonio da restituire al governo russo. Segretissime, per ovvii motivi, le coordinate dell'area di scavo. Il più fidato collaboratore di Serjoghin, Vladimir Poryvajev, precisa solamente che "si trova in un triangolo tra le città di Smolensk, Elnja e Kaluga. A circa trecento chilometri dalla capitale".
Il dibattito sull'esistenza del tesoro di Napoleone è cominciato più o meno subito dopo la disfatta dell'esercito francese. Di sicuro, nella sua avanzata estiva del 1812, il gigantesco esercito napoleonico, composto da 800mila uomini, aveva saccheggiato tutto il saccheggiabile nelle città e nei villaggi conquistati. Secondo la ricostruzione degli storici russi, i soldati francesi avevano accumulato nei loro zaini un piccolo tesoro privato tra gioielli e monete di almeno dieci chili a testa. Ma il saccheggio vero e proprio avvenne dopo il 14 settembre quando, pur fiaccato dalle sanguinose battaglie di Smolensk e di Borodino, l'esercito francese entrò a Mosca. Come è noto i russi avevano incendiato edifici, magazzini, scorte di viveri nella cosiddetta "operazione terra bruciata". Rendendosi conto dell'inutilità di occupare una città deserta, senza cibo e rifornimenti Napoleone ordinò la ritirata. Ma prima, forse per rabbia, forse per vocazione, fece compiere uno dei più minuziosi saccheggi che la storia ricordi. Sui famosi 200 carri furono caricati gioielli, candelabri, cornici e dipinti preziosi, perfino il grande crocifisso d'oro del campanile "Ivan il terribile" nel cuore del Cremlino.
Della ritirata nell'inverno russo si sa tutto. I soldati percorsero la Staraja Smolenskaja, verso Smolensk, soffrendo la fame, il gelo e gli attacchi della cavalleria cosacca. Ed è lungo la Staraja Smolenskaja che per anni si è cercata traccia dei duecento carri di bottino mai arrivati in Francia. In epoca sovietica furono trovati una decina di zaini pieni di refurtiva, ma niente di più. Adesso Serjoghin avrebbe scoperto che durante la fuga un piccolo contingente di militari francesi si sarebbe allontanato dagli altri per nascondere il tesoro in un luogo sicuro. Nell'area top secret individuata sono state trovate cinture, bottoni e munizioni di soldati napoleonici. Inoltre gli abitanti della zona avrebbero affermato di aver sentito la leggenda popolare di un centinaio di francesi apparsi dal nulla che avrebbero scavato per una notte intera nelle campagne per poi dileguarsi. Serioghjn è convinto di avere una mappa precisa di quel luogo. Il tutto grazie a un matematico russo emigrato in Francia, Roman Aleksandrovic, che ha scovato in un archivio il ritratto di un funzionario napoleonico celebre per aver sempre curato la custodia dei valori.
Il quadro presenta due singolarità: il cappello a tricorno insolitamente posato per terra e un cielo stellato dipinto persino con più cura dei dettagli del resto del quadro. Secondo Aleksandrovic, cappello e posizione delle stelle nasconderebbero il segreto. Il team russo è sicuro del successo ed è già in vena di dediche e di scelte simboliche. "Cominceremo il 12 giugno - spiega Serjoghin - proprio perché è il 198esimo anniversario dell'invasione francese". Errore grossolano per uno storico. Il 12 giugno è la data del calendario giuliano allora in vigore. In realtà la data corretta sarebbe il 23 giugno. Ma è probabile che, una volta diffusa la notizia, si voglia fare in fretta. Ottanta tonnellate d'oro potrebbero scatenare troppe tentazioni.
NICOLA LOMBARDOZZI
11:07 Scritto in STORIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: storia, ricerche, tesoro, napoleone, russia, mosca, scoperto, oro, saccheggiato, francesi, 1812 | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
22/08/2009
I figli degli immigrati regalano l'oro all'Italia nel cricket: «Per Bossi»
I figli degli immigrati regalano l'oro all'Italia nel cricket: «Per Bossi»
Battuta in finale l'isola di man. La squadra è composta quasi interamente da figli di extracomunitari asiatici
![]() |
| Esulta la squadra italiana (da Icc-europe.org) |
ROMA - L'Italia non va molto bene in atletica leggera, va malissimo nel basket, così così nel calcio ma si scopre una potenza europea del cricket (!). Tanto che il presidente della Federazione fa una dedica speciale per il campionato europeo divisione II appena vinto dalla nazionale dei ragazzini sotto i 15 anni: il titolo è dedicato al leader della Lega Nord Umberto Bossi. Simone Gambino, presidente del Federcricket è un leghista convinto? Tutt'altro. La decida è dovuta in quanto la squadra azzurra è composta quasi totalmente da figli di immigrati dall'Asia (Sri Lanka, Bangladesh, India e Pakistan).
DEDICA - «È il primo titolo europeo nella storia del cricket italiano», esulta Gambino per il successo in finale contro l'isola di Man per 163 a 59. «Quattro anni fa Man ci ha battuto di cento punti. Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli extracomunitari danno solo guai, ma danno anche lustro all'Italia. E credo anche che i ragazzi conoscano l'inno di Mameli».
EUROPEI - All'Europeo, svoltosi nel Bolognese, hanno partecipato otto squadre: Italia, Belgio, Francia, Germania, Gibilterra, isola di Man, Israele e Svizzera. Dei tredici azzurrini (ma le squadre in campo sono composte da undici giocatori) solo uno è italiano al 100% (sardo), gli altri sono tutti figli di emigrati: due sono anglo-italiani, cinque sono bengalesi, due pakistani, due indiani e uno dello Sri Lanka. «Un pakistano e lo srilankese sono già cittadini italiani, gli altri lo saranno nei prossimi anni. E tra loro parlano più il dialetto che l'italiano», precisa Gambino. La «star» dei giovani azzurri è un sikh indiano di Mondovì (Cn) che gioca a Varese. Più che una nazionale italiana sembra una nazionale padana, infatti delle nove società di appartenenza tre sono di Bologna, due di Milano, una di Trento e una di Venezia. «A livello seniores siamo 27mi al mondo su 116», spiega il presidente federale. «Il rugby siamo pieni di oriundi, discendenti di emigranti italiani. Il nostro invece è il primo grande risultato dal lato immigratorio».
12:23 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sport, cricket, italia, vittoria, oro, finale, isola di man, under 15, squadra, emigrati, dedica, presidente, federcricket | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/08/2009
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Bolt da leggenda, record anche nei 200
Mondiali di atletica. Lo sprinter giamaicano vince con 19"19, tempo che ritocca di 11 centesimi il suo limite come aveva fatto nei 100. Straordinaria doppietta-primato come a Pechino
| Usain Bolt durante la finale dei 200 m (Ap) |
BERLINO - L'uomo più veloce della storia corre da solo, nella leggenda. Stabilisce limiti per poi infrangerli. Batte l'unico avversario in grado di tenergli testa: se stesso. Usain Bolt scrive un altro capitolo della sua carriera già mitica. Lo scenario è la pista di Berlino, la gara è la finale dei 200 metri. L'oro è appeso al collo del giamaicano già prima della partenza: gli avversari non esistono. Ma ci si aspetta un'altra impresa, dopo lo strepitoso record nei 100 metri (9"58). Prima dello sparo Bolt offre il suo show, come da copione. Ma dai primi passi dopo lo scatto dai blocchi si capisce che potrebbe essere un'altra serata indimenticabile. Gli altri scivolano indietro già ai sessanta metri, Bolt spinge sulle lunghe leve, fende l'aria sfavorevole (vento contrario di 0,3 metri al secondo) e taglia il traguardo in perfetta solitudine. Il tempo del cronometro è accompagnato da un boato: 19"20. No, ancora meglio: la successiva correzione indica 19"19. È il suo nuovo record del mondo. È un altro muro che viene giù.
DOPPIETTA - Per il giamaicano una doppietta sensazionale, come a Pechino: oro e record mondiale nei 100, oro e record mondiale nei 200 (alle Olimpiadi corse in 19''30). Ma per Usain «il marziano» appare quasi una formalità: «Ho solo fatto quello per cui ero venuto qui a Berlino. Mi riesce tutto? Sì, mi sento davvero bene». Assieme a lui salgono sul podio il panamense Alonso Edward (secondo posto in 19"81 e medaglia d'argento) e lo statunitense Wallace Spearmon (terzo posto in 19"85 e bronzo): per loro, il privilegio di essere immortalati in un'istantanea che finirà di diritto nel Grande Album dell'Atletica.
17/08/2009
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Bolt, oro e nuovo record a Berlino
Mondiali di atletica. Il giamaicano ha corso in 9"58. Ha preceduto lo statunitense Gay e il connazionale Asafa Powell
BERLINO - Usain Bolt si conferma l'uomo più veloce del pianeta: il giamaicano ha dominato la finale dei 100 metri ai Mondiali di atletica di Berlino, infilando un nuovo, pazzesco, record del mondo. L'olimpionico ha abbassato il suo stesso primato di ben 11 centesimi, portandolo dal 9"69 di Pechino al 9"58 di Berlino. Nettamente distanziati tutti gli altri rivali, primi fra tutti lo statunitense Tyson Gay, che pure ha fatto segnare uno straordinario 9"71 (nuovo record Usa), e l'altro giamaicano Asafa Powell, bronzo in 9"84.
«QUI SOLO PER UNA MEDAGLIA» - La nuova impresa messa a segno a Berlino sembra avere un’importanza relativa per Bolt. «Non sono venuto qui per fare il record del mondo, sono venuto per vincere una medaglia. È stata una gara fatta bene e sono felice per questo. Volevo gareggiare e mi volevo divertire ed è andata proprio così. Pronto per le altre due medaglie (200 e 4x100)? Sicuramente», ha detto il giamaicano alla Rai.
| Olga Kaniskina (Reuters) |
MARCIA DONNE - Nella 20 km di marcia la regina resta Olga Kaniskina. Oro ai Mondiali di Osaka e ai Giochi di Pechino, la russa ha ottenuto il titolo iridato anche a Berlino dove ha conquistato il gradino più alto del podio chiudendo in 1h28'10". Alle sue spalle l'irlandese Olive Loughnane, argento, e la cinese Hong Liu, bronzo. L'azzurra Elisa Rigaudo, terza lo scorso anno a Pechino, si è dovuta accontentare del nono posto.
AZZURRE - Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara, Elisa Cusma Piccione ha passato il primo turno delle batterie nella gara dei 800 metri femminili. L'azzurra è arrivata prima nella propria batteria, con un tempo di 2'02"32 e si è qualificata per le semifinali. Fuori invece Daniela Reina che si è classificata quinta. Per quel che riguarda il lancio del peso Chiara Rosa non ha superato le qualificazioni chiudendo ottava nel gruppo A (17.89).
25/07/2009
Diventa d'oro il nuoto italiano. Cleri vince la 25 km di fondo
Diventa d'oro il nuoto italiano. Cleri vince la 25 km di fondo
Nella gara femminile bronzo per Federica Vitale. Il primo titolo ai mondiali arriva dal mare di Ostia. «Era la mia gara, mi allenavo da un anno»

Il primo oro italiano ai mondiali di nuoto non arriva dalla piscina, ma dal mare. Valerio Cleri ha infatti vinto la medaglia d'oro nella 25 km di fondo. L'azzurro ha trionfato in 5h26'31"6 precedendo nelle acque di Ostia l'australiano Trent Grimsey. Cleri regala all'Italia la prima medaglia d'oro della rassegna iridata e subito dopo arriva la sesta medaglia italiana grazie al bronzo di Federica Vitale nella 25 km donne. Nella gara femminile l'oro è andato alla tedesca Angela Maurer, l'argento alla russa Anna Uvarova.
GRAN FINALE - Cleri si è assicurato la vittoria grazie a un forcing finale con cui ha piegato la resistenza di Grimsey, alla fine staccato di 19"1. L'atleta di Palestrina ha avuto anche il tempo di fermarsi prima di tagliare il traguardo per dare inizio ai festeggiamenti. La medaglia di bronzo è andata al russo Vladimir Dyatchin, che ha chiuso la gara a 2'57"7 dal vincitore.
DOPO L'AMARO QUARTO POSTO - «Sorrido dentro. Godo pensando a tutte le persone che, a loro volta, hanno goduto l'altro giorno», ha commentato Cleri dopo la delusione patita mercoledì nella 10 chilometri, dove è giunto quarto, superato dallo statunitense Francis Crippen che aveva sbagliato l'ingresso verso il traguardo. «È andato tutto bene mi sono allenato benissimo, ma lo sapevo già dopo la 10 km. Oggi le energie nervose mi hanno permesso di finire un po' più fresco del solito. Rivincita dopo la 10 km? No, non mi è stato tolto nulla. Ho fatto due bellissime gare. Io mi sentivo più preparato sui 25 che sui 10 chilometri. Infatti sono più fresco oggi che tre giorni fa. L'oro lo dedico ai miei genitori, a mio fratello e al mio allenatore. Volevo vincere questa gara, ci tenevo, lo sentivo e lo volevo. Ho lavorato tutto un anno per questo risultato».
18:23 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sport, mondiali, nuto, roma, vittoria, i, ostia, talia, oro, bronzo, federica vitale, valerio cleri | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/03/2009
Schianto in auto, muore Parisi
Schianto in auto, muore Parisi
L'ex campione del mondo di pugilato, oro a Seul, ha perso la vita in un incidente stradale, scontro frontale a voghera
Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam)
![]() |
| Giovanni Parisi |
VOGHERA - Giovanni Parisi, 42 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20:40, si è scontrata frontalmente con un furgone. Parisi, originario di Vibo Valentia ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.
FUORI STRADA - Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi, una Bmw, è uscita fuori strada, finendo in un campo lungo il tratto della tangenziale di Voghera, compreso tra le uscite di Oriolo e Voghera Ovest. Giovanni Parisi, sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua Bmw Coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d'accertamento da parte della Polizia Locale, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera. L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione.

Giovanni Parisi con Marvin Hagler nel 1995 (Reuters)
Parisi sul podio più alto nell'Olimpiade di Seoul 1988 (Omega)
LA CARRIERA - Giovanni Parisi aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie. Non era riuscito però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters Wbo. Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto con il soprannome di Flash, per il carattere guascone, capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva. Parisi era salito alla ribalta internazionale con la vittoria olimpica a Seul, dove aveva battuto il romeno Dumitrescu, per poi passare professionista per una brillante carriera
07:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: sport, pugilato, morto, giovanni parisi, incidente, auto, frontale, tangenziale, voghera, campione del mondo, seul, oro, olimpiadi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/10/2008
In vendita il superyacht (kitsch) che appartenne a Saddam Hussein
In vendita il superyacht (kitsch) che appartenne a Saddam HusseinLungo 82 metri, è ora di proprietà del governo iracheno. Chi lo vorrà, dovrà sborsare 25 milioni di euro. Oro, argento tappeti sgargianti e abbinamenti di colori di dubbio gusto
![]() |
ARREDAMENTO DI DUBBIO GUSTO - Costruito in gran segreto nel 1981 nei cantieri navali di «Helsingor Vaerft» dell’omonima città danese, quest'imbarcazione è dotata di numerose stanze arredate in modo sgargiante e dotate tutte di vetri antiproiettile: molte delle camere sono piene di tappeti di diversi colori sui quali sono disegnati alcuni panorami delle città sacre arabe mentre nei bagni vi sono gli immancabili rubinetti d'oro. Nella principale camera da letto il pavimento di color blu convive con un baldacchino color rosa salmone. Anche nelle altre stanze da letto gli abbinamenti dei colori sono così improbabili e forti che, secondo il Times, è «davvero difficile immaginare che qualcuno riesca a dormirci». Anche se vi sono diverse saune e piscine, un eliporto e una sala da party che può ospitare fino a 200 persone, quest'imbarcazione è priva di una palestra, lusso a cui nessuno degli odierni supericchi sa rinunciare.
![]() |
23:52 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: saddam hussein, yacht, vendita, kitsch, oro, argenti, tappeti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/09/2008
L'oro è piovuto dal cielo
L'oro è piovuto dal cieloNuova teoria presentata da uno scienziato tedesco. I metalli preziosi sarebbero stati portati fra 4 e 3 miliardi di anni fa da «isole del tesoro cosmiche»
![]() |
| I metalli preziosi sarebbero arrivati sulla terra trasportati da asteroidi 3-4 milioni di anni fa |
CAMPIONAMENTI - Lo scienziato riferisce di essere arrivato a queste conclusioni dopo 12 anni di ricerche sperimentali, nel corso delle quali ha studiato centinaia di siti in cui sono caduti e sono stati recuperati meteoriti grandi e piccoli, effettuando analisi quantitative delle tracce dei metalli preziosi presenti. Nello stesso tempo, il metodico professor Schmidt ha effettuato analoghe analisi su campioni di rocce provenienti dal mantello terrestre (lo strato immediatamente sotto la crosta del nostro pianeta), sui frammenti di rocce lunari portate dagli astronauti delle missioni Apollo negli anni ’70, e su meteoriti di origine marziana. A conclusione di molteplici confronti, Schmidt si è convinto che l’oro e gli altri metalli preziosi, chiamati anche «siderofili» per la loro affinità a combinarsi col ferro, non appartengono alla storia evolutiva della Terra, nel senso che non si sono formati a partire dalle polveri di quella parte di «nebulosa primordiale» da cui si è aggregato il nostro pianeta circa 5 miliardi di anni fa. Invece, afferma Schmidt, i metalli siderofili hanno una «origine cosmochimica», nel senso che si sono formati in quel più vasto crogiolo naturale degli elementi che esiste in una molteplicità di ambienti dello spazio cosmico, concentrandosi poi negli asteroidi di natura metallica e nei loro più piccoli derivati chiamati meteoriti.
CENTINAIA DI ASTEROIDI - Lo scienziato tedesco ha potuto calcolare che per rifornire la Terra delle quantità di metalli preziosi che oggi vi si riscontrano, furono sufficienti circa 160 asteroidi metallici del diametro di 20 km ciascuno. Secondo lo scenario elaborato da Schmidt, dopo la formazione della Terra, quando il nostro pianeta prese la consistenza di un corpo sferico dotato di grande massa, la sua forza gravitazionale cominciò ad attrarre gli asteroidi e gli altri corpi minori che le passavano vicini e che erano molto più abbondanti rispetto a oggi –fra questi asteroidi e meteoriti di natura metallica- e così poté arricchirsi di oro e di tutti gli altri metalli preziosi, che poi migrarono nella crosta terrestre attraverso vari processi di concentrazione. Secondo alcune stime oggi nella parte più esterna del nostro pianeta esistono ancora 50 mila tonnellate di oro.
17:38 Scritto in FANTASCIENZA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: preistoria, oro, piovuto, cielo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook











