14/05/2011

Il Pakistan condanna i raid Usa

Il Pakistan condanna i raid Usa

Attacco alla sovranita'. Critiche all'azione «unilaterale americana» con cui il 2 maggio ad Abbottabad è stato ucciso Osama bin Laden

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13/05/2011

Duplice attentato in Pakistan Sale a 87 il bilancio dei morti

Duplice attentato in Pakistan Sale a 87 il bilancio dei morti

Le esplosioni contro le Guardie di frontiera pachistane nel distretto di Charsadda. L'attacco è stato rivendicato dalla Ttp, la più importante organizzazione clandestina islamica pachistana

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09/05/2011

Obama: «Vogliamo dare il colpo grazia ad Al Qaeda»

Obama: «Vogliamo dare il colpo grazia ad Al Qaeda»

L'intervista del presidente Usa alla Cbs: «Mia famiglia all'oscuro del blitz». Su Osama Bin Laden: «Ho visto le fotografie: era lui. Non c'era dubbio che fosse lui»

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02/05/2011

Bin Laden era nascosto in una villa lussuosa in Afganistan. Su Twitter il blitz in diretta

Bin Laden era nascosto in una villa lussuosa in Afganistan. Su Twitter il blitz in diretta

Il capo di AL-QAEDA abitava in un complesso residenziale nascosto da ingenti misure di sicurezza altamente sofisticate senza linea telefonica e connessioni internet. Le prime indiscrezioni 40 minuti prima dell'annuncio di Obama. Un consulente informatico è stato il primo testimone, quasi involontario, dell’operazione.

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Blitz in Pakistan, ucciso Bin Laden «Giustizia è fatta», l'America è in festa. La tv pachistana: "La foto? Un falso". Berlusconi: "Grande risultato".

Blitz in Pakistan, ucciso Bin Laden «Giustizia è fatta», l'America è in festa. La tv pachistana: "La foto? Un falso". Berlusconi: "Grande risultato".

L'annuncio dell'uccisione dato in tv da Obama. Ma e' giallo sul cadavere già sepolto in mare. Il capo di Al Qaeda freddato con un colpo alla testa. Si nascondeva in un compound di lusso fuori Islamabad. La foto del cadavere di Bin Laden, mostrata questa mattina dalle tv pachistane, sarebbe stata già diffusa sul web cinque mesi fa da un sito  iraniano. E Peacereporter parla di "falso clamoroso": "Foto del 23 settembre 2006, chiamata Osama torturato". I network americani non la mandano in onda. Un giornalista francese svela "il trucco". Poi dal Pakistan la smentita: "E' un falso". Davanti al tribunale di Milano il premier commenta l'uccisione del leader di Al Qaeda: "Un grande risultato nella lotta contro il male". E poi attacca i giudici: "Inconcepibile che io debba stare qui durante un fatto così importante"

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19/03/2009

Dubbi dagli Usa: «Osama è già morto»

Dubbi dagli Usa: «Osama è già morto»

 

Perplessità anche sui contenuti dei messaggi diramati negli ultimi tempi. Mancano testimoni diretti, dubbi sulle tracce audio: potrebbero essere state fabbricate appositamente

 

Osama Bin Laden in un'immagine utilizzata da una tv araba per accompagnare un suo recente messaggio audio (Afp)
Osama Bin Laden in un'immagine utilizzata da una tv araba per accompagnare un suo recente messaggio audio (Afp)

WASHINGTON – Che la «voce» stanca attribuita ad Osama parli della Somalia non è una sorpresa. Il territorio africano, non da oggi, è un piccolo avamposto di jihadisti e simpatizzanti qaedisti. Vi operano diverse organizzazioni islamiste, non c’è un controllo dei confini, è un rifugio ideale. Solo pochi giorni fa un kamikaze si è fatto esplodere tra i turisti nello Yemen: la polizia ha scoperto che si era addestrato proprio in Somalia. Negli Usa l’Fbi sta indagando sul flusso di militanti americani di origine somala verso il loro Paese. Sono stati arruolati a Minneapolis, in Oregon e California, poi sarebbero entrati in formazioni armate attive in Somalia. Uno di loro è morto come attentatore suicida. Ancora: voci non confermate hanno parlato della presenza in Somalia di Ayman Al Zawahiri. Dunque un ricco dossier che giustifica l’interesse di Osama.

I DUBBI DEGLI ESPERTI - Ma il punto è un altro. Molti, anche negli Usa, sono convinti che Bin Laden non sia più tra noi. Il fondatore del qaedismo sarebbe morto anni fa per cause naturali o come, sostenne Benazir Bhutto (anche lei non c’è più) assassinato da un militante. A sostegno di questa tesi qualche esperto americano – serio - ricorda come non esistano da tempo immemorabile avvistamenti di prima mano: un testimone che è sicuro di averlo visto in una data precisa, in un luogo preciso. L’ultima segnalazione, vaga, parla della presenza di Bin Laden nella regione di Chitral (Pakistan). Il classico ago nel pagliaio. Gli stessi esperti – che non appartengono all’area dei cospirativi - sono convinti che le registrazioni siano dei falsi elaborati al computer.

NON CI SONO PROVE - Sono stati fatti studi a riguardo, eseguite comparazioni. La Cia afferma, quasi sempre, che la voce è «attribuibile» ad Osama. Gli esperti ribattono, dati alla mano, che non si può avere la prova certa. Con questo non si vuol dire che sia stata per forza l’intelligence Usa a fabbricare i «tapes» – anche se in tanti lo pensano – ma potrebbero anche essere il frutto di una manipolazione dei seguaci di Bin Laden. Per non parlare poi del famoso video del 2007 dove chiaramente c’era stato un ritocco grossolano della barba. Esistono, poi, perplessità sui contenuti dei messaggi, non sempre in linea con il «vecchio» Osama. Infine le valutazioni «militari»: l’influenza di Osama è calata in modo netto così come il suo movimento ha perso i pezzi. Tanto è vero che la «voce» sembra più quella di un commentatore – che spazia da Gaza a Mogadiscio – che quella di un raìs. Nel senso che parla. Parla e basta.

LA CASA BIANCA - Interessante la recente valutazione ufficiale statunitense. Il segretario alla Difesa Robert Gates per spiegare la difficoltà di scovare il capo qaedista ha fatto paragoni con il passato. Ricordate – ha detto martedì – che per catturare l’Unabomber americano ci sono voluti 17 anni malgrado si nascondesse sul territorio statunitense. Pensate ancora – ha aggiunto – all’impossibilità di recuperare gli ostaggi americani in Libano, tenuti in catene per anni. Poi una battuta: «Trovare i terroristi è davvero duro. Penso che la gente veda troppi film». Quindi la «voce» di Osama ci accompagnerà ancora per molto.


31/01/2009

Ecco come sarebbe Osama «in borghese»

Ecco come sarebbe Osama «in borghese»

 

L’immagine fa parte dell’agenda annuale usa sul terrorismo. In un’elaborazione al computer compare in abiti occidentali, con giacca e cravatta, barba curata

 

 

L'immagine di osama Bin laden rielaborata al computer
L'immagine di osama Bin laden rielaborata al computer
WASHINGTON – Osama in abiti occidentali, con giacca e cravatta, barba curata. Non è una nuova foto segnaletica del fondatore di Al Qaeda ma è un’elaborazione al computer del National Counterterrorism Center statunitense. Un’immagine contenuta all’interno dell’agenda che ogni anno fissa gruppi, personaggi e simboli del terrorismo. Per gli americani Bin Laden continua ad essere nascosto in qualche punto lungo l’esteso confine Afghanistan-Pakistan. Nella zona sarebbe arrivato anche il figlio Saad, per anni «ospitato» in Iran. L’ultimo messaggio audio, diffuso alla vigilia dell’insediamento di Obama, ha rafforzato negli 007 l’idea che stia molto male: la sua voce – sostengono – era molto affaticata. Spiegazioni che non convincono quanti ritengono che sia morto da tempo e che i suoi interventi siano solo una messinscena. O, peggio, una manipolazione. Nelle ultime analisi statunitensi si afferma che il movimento di Bin Laden, per quanto abbia seguaci regionali, avrebbe perso la capacità strategica e, soprattutto, molti operativi.

«NERVOSISMO» - Alcuni esperti si sono spinti ancora più oltre definendo Al Qaeda e lo stesso Osama «irrilevanti». Una difficoltà alla quale ha alluso lo stesso Obama sottolineando come i leader terroristi sembrino «nervosi» per il cambio della guardia a Washington. Ossia non saprebbero bene come affrontare gli Usa ora che il nemico storico – George Bush – se ne è andato. Le prime mosse di Osama mettono insieme vecchi sistemi e novità. C’è continuità con il passato per quanto riguarda le incursioni nei santuari del radicalismo in Pakistan – azioni affidate ai velivoli senza pilota – le pressioni su Islamabad. C’è, invece, il tentativo di restringere il campo d’azione con l’Afghanistan «focus della battaglia» e i qaedisti bersaglio principale. E’ probabile che Obama – e vedremo se vi riuscirà – voglio evitare le generalizzazioni dell’amministrazione Bush che aveva trasformato la guerra ad Al Qaeda in una lotta contro ogni forma di estremismo violento. Una campagna che è stata recepita dal mondo musulmano come una crociata, ha disperso le forze e rallentato l’intervento nello scacchiere afghano.