12/02/2011
Arriva il Festival
Arriva il FestivalSanremo 2011. Morandi: lavoro da 6 mesi, squadra vincente. E i bookmaker puntano su Emma e i Modà
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17/02/2010
Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto
Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto
Cassano-show: «A Lippi non vorrei dedicare una canzone. Vorrei suonargliele...». Dita Von Teese scalda l'atmosfera con il suo numero nella coppa di champagne. La Clerici legge il brano di Morgan
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| Laurenti e Bonolis: è toccato a loro aprire il festival di Sanremo edizione 2010 (Liverani) |
MILANO - Toto Cutugno (Aeroplani), Nino D'Angelo (Jammo Jà) e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (Italia amore mio) sono i primi eliminati del festival di Sanremo. Con tanto di fischi del pubblico contro il principe e Pupo. I cinque possono comunque contare sulla possibilità di ripescaggio nella serata di giovedì.
BONOLIS-LAURENTI - La 60esima edizione è ripartita laddove era finita la numero 59. Ovvero da Paolo Bonolis e Luca Laurenti, i primi a salire sul palco dell'Ariston per «traghettare» la kermesse musicale più importante della tv italiana nel nuovo decennio e passare il testimone ad Antonella Clerici. Tra battute sui presenti in platea (ci sono Mazzi, Mazza - «ma è la moglie?» che «tutti insieme stanno in via Mazzini») e sugli assenti, in particolare il Bigazzi ex compare dell'«Antonellina» della Prova del cuoco ora sospeso dalla Rai per l'infelice consiglio sulla cottura del gatto («Faranno un minuto e mezzo di silenzio: un minuto per Bigazzi e mezzo per il gatto, poveraccio»), la collaudata coppia ha tirato avanti tra sketch e canzoni per quasi mezz'ora, lasciando negli spettatori il dubbio che forse la Clerici non si sarebbe presentata. Ma poi, agghindata in un abito da sera sbracciato, rosso acceso e brillante, la conduttrice è atterrata sul palco come da un'«astronave», da un troncone semovente della scenografia. Dopo qualche frecciatina sulla taglia della collega («Basta con questa ossessione per la taglia 42, è un burqa per le donne», a cui lei stessa si riallaccia poco più tardi: «Quella di quest'anno è un'edizione bella tonda, forse per questo hanno pensato a me»), Bonolis e Laurenti hanno lasciato il campo e il festival è infine cominciato.
La kermesse di DITA VON TEESE
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15/12/2009
Napolitano: Italia più coesa della politica
Napolitano: Italia più coesa della politica
Ha ricevuto al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici. «Conflitto esasperato, ma sport, ricerca e volontariato testimoniano la ricchezza e i valori della nostra società»
ROMA - Il Paese è più coeso della sua politica esasperata. Lo ha detto il presidente Napolitano, facendo riferimento allo scontro in Aula tra maggioranza e opposizione durante la discussione sull'attacco contro Berlusconi. «Il mondo dello sport, ma anche altri mondi che amo citare come quello della ricerca e del volontariato, testimoniano la ricchezza e i valori della società italiana che si mostra ancora una volta più forte e coesa dell’immagine che ne dà la politica, così segnata da esasperato conflitto» ha sottolineato ricevendo al Quirinale i dirigenti del Coni e gli atleti olimpici e paralimpici.
RICERCATORI - Napolitano ha citato in particolare l'esempio dei ricercatori italiani, «giovani che si dedicano alla ricerca i più motivati che io conosca. Molto più di quanto non si potrebbe pensare quando si leggono le loro buste paga». E gli atleti «sono una grande fonte di freschezza nazionale. Lì si guarda e si legge un futuro migliore per l'Italia».
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13/09/2009
Miss Italia, tra gaffe e polemiche
Miss Italia, tra gaffe e polemiche
PRIMI PREMI. La conduttrice Milly Carlucci aveva proclamato vincitrice di Miss Cinema la ragazza sbagliata
| L'ereditiera Paris Hilton con Miriam Leoni (LaPresse) |
SALSOMAGGIORE - Assegnati sabato sera a tarda ora i primi quattro titoli del concorso di Miss Italia, con condimento di polemiche e gaffe. La fascia di Miss Moda Italia è andata a Federica Sperlinga, siciliana. È questo uno dei tre titoli importanti di questa 70esima edizione del concorso di bellezza e che quest'anno, insieme a quello di Miss Cinema e ovviamente a quello di Miss Italia rappresenterà il Paese all'estero. Una fascia arrivata a tardissima ora, pochi minuti prima delle due di notte, e dopo l'errore commesso in precedenza dalla conduttrice Milly Carlucci che aveva proclamato vincitrice invece un'altra ragazza, Mirella Sessa, campana.
L'ERRORE - Un errore nella lettura del verdetto del televoto aveva fatto sì che l'ultima risultasse prima, e viceversa. Una situazione imbarazzante anche per la stessa vincitrice, tant'è vero che Federica Sperlinga si è accostata a questo importante successo con una espressione sul volto non proprio esaltante, consapevole della gravità dell'accaduto e di cui però lei non aveva alcuna responsabilità. Le altre due fasce assegnate sono quelle di Miss Sasch Modella Domani, andata a Maria Perrusi, calabrese, che ha così festeggiato nel migliore dei modi i 18 anni, Miss Valleverde Ragazza in Gambissima, andata a Denise Buratti, romagnola, e infine, Miss Eleganza Segue... andato a Giulia Luchi, toscana.
AUDITEL - La prima puntata di Miss Italia su Raiuno è stata seguita da tre milioni di spettatori, per il 24,53 di share. Il risultato migliora quello della prima puntata dello scorso anno in termini di share: il 9 settembre del 2008 gli spettatori furono di più, 3.360.000, ma lo share fu del 19,03%
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09/05/2009
Quaranta anni dopo, stretta di mano tra le vedove di Pinelli e Calabresi
Quaranta anni dopo, stretta di mano tra le vedove di Pinelli e CalabresiL'incontro al Quirinale dopo 40 anni di fronte a Napolitano. Napolitano: «Giuseppe Pinelli fu vittima due volte». E su Battisti e Petrella chiede «attenzione e rigore»
| L'incontro tra Gemma Capra (vedova Calabresi) e Licia Rognini (vedova di Giuseppe Pinelli) (Ansa) |
ROMA - È il «giorno della memoria» in tutta Italia in ricordo delle vittime del terrorismo. Ma quest'anno le celebrazioni hanno un valore particolare. Alla vigilia c'erano premesse e volontà, auspicate dal presidemte della Repubblica Giorgio Napolitano, di chiudere con la stagione di odio e rancore. E in questo clima al Quirinale si sono incontrate per la prima volta dopo quarant'anni Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli e Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi.
LA STRETTA DI MANO - «Finalmente, dopo 40 anni, possiamo stringerci la mano e guardarci negli occhi. Finalmente due famiglie si ritrovano». Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, si china sorridente verso Licia Rognini, vedova di Giuseppe Pinelli, seduta in seconda fila, nel salone dei Corazzieri, al Quirinale, pochi istanti prima che inizino le celebrazioni del «Giorno della memoria» per ricordare le vittime del terrorismo. Licia Pinelli non si alza, vista anche l'avanzata età, ma ricambia il sorriso e risponde: «Fingiamo che non siano passati tutti questi anni». È stata una giornata «intesa e ricca di emozioni» - riferisce all'Ansa la signora Calabresi, accompagnata dal figlio Mario al Quirinale -. Terminata la cerimonia le due donne sono state ricevute dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Poi, prima di salutarsi e dopo aver «parlato di figli e nipoti», una promessa reciproca: «Ci rivedremo presto. La signora Pinelli - fa sapere Gemma Capra Calabresi - mi ha invitata a casa sua».
NAPOLITANO: PINELLI VITTIMA DUE VOLTE - Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo discorso ha accomunato «nel rispetto e nell'omaggio i familiari di tutte le vittime di una stagione di odio e di violenza, rispetto e omaggio» e ha rivolto un particolare ricordo alla «figura di un innocente, Giuseppe Pinelli, che fu vittima due volte, prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un'improvvisa, assurda fine». Poi ha precisato: «Qui non si vuole rimettere in questione un processo, qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita, non separabile da quella dei 17 che persero la vita a Piazza Fontana, e su un nome, di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendola alla rimozione e all'oblio». «Grazie- dice con voce commossa il Capo dello Stato- signora Pinelli per aver accettato, lei e le sue figlie, di essere oggi con noi».
VALUTAZIONE STORICA - «Non si possono gettare indiscriminati e ingiusti sospetti sull'operato di quanti indagarono e in particolare sull'operato della magistratura» anche se i processi per nei gravi fatti di terrorismo «rimasero spesso non determinate le cause sul piano dei profili di responsabilità individuali e non solo», ha detto Napolitano. Su questo aspetto ha invitato tutti a soffermarsi sulla valutazione storica. «È parte dolorosa della storia italiana delle seconda metà del '900 - ha detto - anche quanto è rimasto incompiuto nel cammino della verità e delle giustizia. Il nostro Stato democratico porta su di se questo peso».
BATTISTI E PETRELLA - Poi rivendica «attenzione e rigore» il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nelle azioni che ha promosso di recente per assicurare alla giustizia italiana il terrorista Cesare Battisti che ha ottenuto una formula vicina all’asilo politico in Brasile, paese che non ha concesso l’estradizione verso l’Italia. Napolitano pur senza citare espressamente i loro nomi, ricorda i casi di Cesare Battisti in Brasile e Marina Petrella in Francia. «Attenzione e rigore ho dovuto mostrare in tempi recenti nell’esercizio delle mie funzioni - spiega il presidente - nei rapporti con i capi di Stato della Francia e del Brasile per trattamenti incomprensibilmente indulgenti riservati a terroristi condannati per fatti di sangue e da lungo tempo sottrattisi alla giustizia italiana».
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10/10/2008
No di Tremonti e Bersani: «Annozero» senza politici
No di Tremonti e Bersani: «Annozero» senza politiciSantoro: ho preferito dare la parola a chi lavora sull'economia. Ma Bondi: non andrò più né da lui né da Floris. L'ironia di Travaglio: perché apparire da noi quando possono andare a «Domenica In»?

ROMA — Per una volta, niente politici nell'arena di Michele Santoro ad Annozero ma solo giornalisti e commentatori specializzati in economia. Commento di Santoro: «I politici dicono sempre le stesse cose, ho preferito dare la parola a chi lavora sull'economia». In realtà giorni fa era partito un invito di Santoro destinato al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ma l'interessato ha risposto che nelle ore della trasmissione sarebbe stato in volo verso Washington per la riunione del Fondo Monetario Internazionale. Impegni anche per un altro invitato, Pier Luigi Bersani. Nessuna polemica, Santoro ostentava massima tranquillità («Forse saremo poco interessanti per chi cerca il "caso" politico...»). Ma sono stati in molti ieri a pensare che l'assenza di politici da Santoro fosse direttamente legata al recente sfogo di Silvio Berlusconi («Basta partecipare a talk-show in cui si fa insulto e mendacio»). Ieri sera da palazzo Chigi il sottosegretario Paolo Bonaiuti non drammatizzava ma anzi scherzava: «Confermo su Tremonti la versione di Santoro, chissà quanto sarebbe piaciuto a Michele fare la vittima...». E negava l'intensificarsi di una strategia: «Ma no, vedremo...». Resta però forte la sensazione che il Pdl stia mettendo a punto una strategia: non togliere presenze a trasmissioni considerate «sicure» (Bruno Vespa, lo stesso Enrico Mentana come dimostra la puntata con Mara Carfagna) ma invece disertare sistematicamente Annozero e lo stesso Ballarò di Giovanni Floris. Il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi confermava ieri al Corriere della Sera la sua posizione: «Salvo alcune eccezioni, certe trasmissioni sono più finalizzate all'audience che alla riflessione e quindi si trasformano in ring. Per quanto mi riguarda frequenterò solo trasmissioni in cui sia possibile far capire i problemi».
Quindi niente Santoro, ministro? «No, non ci andrò più. Siamo oltre il ring, ci troviamo nella faziosità assoluta e molti a sinistra concordano con questa analisi». E Floris? «No, non andrò più nemmeno da Floris. Non cambio idea. Preferisco lavorare e scrivere piuttosto che frequentare certa tv». E da Vespa? «Lì è possibile ragionare e discutere». Marco Travaglio ha giocato la carta della satira: «Potendo andare a Domenica In, perché i politici dovrebbero venire da noi?». Parlando poi della puntata di ieri ha aggiunto: «C'erano impegni inderogabili come quello di Tremonti ma è singolare che improvvisamente nessuno abbia detto di sì. E parliamo non dei peones ma di elementi di primo piano».
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