03/12/2010
Mamma e figlio sequestrati dai rapinatori svuotano la casa
Mamma e figlio sequestrati dai rapinatori svuotano la casaBERGAMO. Tre uomini con il viso coperto hanno rapinato una donna incinta tenendo in ostaggio il bimbo di 16 mesi
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26/07/2010
Ucciso l'ostaggio francese di Al Qaeda
Ucciso l'ostaggio francese di Al QaedaLa notizia, diffusa dai terroristi e rilanciata da Al Jazeera
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| Michel Germaneau in un video diffuso dai rapitori |
Sarebbe stato ucciso Michel Germaneau, l'ingegnere francese di 78 anni membro di un'organizzazione umanitaria rapito il 22 aprile nel nord del Niger da un gruppo legato ad Al Qaeda. La notizia, diffusa dai terroristi, è stata rilanciata dalla tv Al Jazeera. La Francia fa invece sapere che non può ancora confermare e che i controlli sono in corso. Nicolas Sarkozy ha convocato per lunedì mattina una riunione del Consiglio ristretto di difesa e sicurezza sulla vicenda dell'ostaggio.
AUDIO - Ad annunciare l'uccisione di Germaneau è stato un membro di Al Qaeda nel Maghreb islamico, attraverso un audio registrato in cui si spiega che l'omicidio è avvenuto sabato in risposta a un blitz delle truppe mauritane e francesi in cui sono stati uccisi 6 miliziani. «Sarkozy non è riuscito a liberare il suo compatriota ma ha di sicuro aperto per se stesso uno dei cancelli dell'inferno, il suo popolo e la sua nazione» recita l'audio trasmesso da Al Jazeera e attribuito al leader del gruppo nordafricano Abu Musab Abdul-Wadud.
L'OPERAZIONE - L'organizzazione estremista l'11 luglio aveva minacciato di giustiziare l’ostaggio se la Francia non avesse accettato entro due settimane una richiesta di scambio di prigionieri. Giovedì, il blitz delle forze mauritane, con il «supporto tecnico e logistico» di «mezzi militari francesi», contro la base dei terroristi nel Mali. Fonti del ministero della Difesa francese spiegano che l'attacco era stato ordinato solo dopo che i miliziani non avevano fornito alcuna prova che Germaneau fosse vivo.
L'OSTAGGIO - Michel Germaneau, 78 anni, cardiopatico, ingegnere minerario in pensione che aveva lavorato nell'industria petrolifera algerina ed era ora rappresentante della piccola associazione umanitaria Enmilal, era stato rapito nel nord del Niger nell' aprile scorso.
Redazione online
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20/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio Arrestato l'uomo che l'ha presa in ostaggio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Massimiliano Credico, 35 anni, chiedeva di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Alla fine, dopo oltre sette ore, è stato arrestato dai Nocs l'uomo che aveva preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, era armato con un coltello. La ragazzina, che è uscita indenne dal sequestro, era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo era entrato e l'aveva afferrata, mentre le amiche e la cassiera erano riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, aveva chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini, probabilmente per chiedere un posto di lavoro. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, si sono radunate in poco tempo decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è iniziata una delicata trattativa, condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosceva da tempo. Si cercava di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia ma l'uomo chiedeva di poter parlare con l'onorevole Mussolini di persona, e non al telefono, prima di lasciare l'ostaggio. «Fatela venire qua - aveva detto - e così facciamo lo scambio con la ragazza».
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI ERA PRONTA AL COLLOQUIO - Alessandra Mussolini aveva provato a mettersi in contatto con l'uomo durante le ore del sequestro: «Appena ho saputo mi ero messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non credeva che fossi io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiegava ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero».
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19/01/2010
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Lucera, 14enne sequestrata in un negozio
Tre anni fa aveva fatto la stessa cosa con un'altra giovane donna. Presa in ostaggio da un uomo con un coltello che chiede di incontrare la Mussolini: ha dei problemi psichici
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| L'interno del negozio 'Curiosando' |
LUCERA (Foggia) - Ha preso in ostaggio una ragazzina di 14 anni in un negozio nel centro di Lucera, in Puglia. Massimiliano Credico, di 35 anni, con problemi psichici e noto per un gesto simile commesso in passato, è armato con un coltello. La ragazzina era entrata per fare degli acquisti insieme a due amiche: all’improvviso l’uomo è entrato e l'ha afferrata, mentre le amiche e la cassiera sono riuscite a fuggire. Tenendola accanto a sé, ha chiesto di parlare con l'onorevole Alessandra Mussolini. Davanti al negozio, che si chiama "Curiosando" ed è in centro città, ci sono poliziotti, carabinieri, vigili urbani e il procuratore Massimo Lucianetti. Con l'uomo è in corso una trattativa condotta da un appuntato dei carabinieri della Compagnia di Lucera che lo conosce da tempo. Sta cercando di convincerlo a lasciar andare la piccola e a consegnarsi alle forze di polizia.
IL PRECEDENTE - Il 6 maggio 2007 il 35enne era stato protagonista di un gesto simile: nel parcheggio di un centro commerciale, sempre a Lucera, ha sequestrato una giovane donna incinta di tre mesi, minacciandola con un coltello. Quindi l'ha costretta a entrare in un negozio e a restare con lui per alcune ore mentre, in uno stato di evidente confusione mentale, chiedeva alla polizia di parlare con alcuni politici: oltre alla Mussolini, Pietro Fassino e Carlo Azeglio Ciampi. Probabilmente voleva un loro intervento per un posto di lavoro. In quella circostanza era stata proprio la Mussolini, chiamata al telefono, a dare una mano per la liberazione dell'ostaggio: durante la telefonata è scoppiato il caos ed è stato facile per poliziotti e carabinieri bloccare il sequestratore. Uno psicologo della Polizia, il dottor Ippolito, ha parlato con Massimiliano Credico.
LA MUSSOLINI PRONTA A UN COLLOQUIO - Intanto si è saputo che Alessandra Mussolini ha provato a mettersi in contatto con l'uomo: «Appena ho saputo mi sono messa in contatto con la polizia. Ho dato il mio numero di cellulare per parlare con il sequestratore, ma lui non ci crede che ci sia io dall'altra parte del filo. Il fatto è che già nel 2007 successe la stessa cosa - spiega ancora la parlamentare - Anche in quella occasione chiese di parlare con me e gli fu detto che io ero al telefono, ma non era vero». «Per farmi credere gli potrei dire cose che solo io posso sapere», insiste la parlamentare, che aggiunge: «Per convincerlo sarei disposta anche a fare un collegamento video... Ma queste sono cose che deve decidere la polizia».
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26/10/2009
Miccoli in campo, moglie e figli rapinati in casa
Miccoli in campo, moglie e figli rapinati in casa
CALCIO. Due rapinatori, a volto scoperto e non armati, si sono fatti consegnare soldi e un anello
| Miccoli in campo contro l'Udinese (Davide Anastasi) |
PALERMO - Momenti di panico domenica pomeriggio a Palermo in casa di Fabrizio Miccoli, dove due rapinatori si sono fatti consegnare 2 mila euro in contanti e un anello con brillante da 20 mila euro minacciando la moglie e i figli dell'attaccante rosanero che in quel momento era in campo al Barbera per la partita contro l'Udinese.
LA DINAMICA - I ladri, intorno alle 15.30 si sono arrampicati nell'impalcatura montata nel palazzo, in via Archimede in pieno centro città, raggiungendo il primo piano, dove si trova l'appartamento del calciatore. Attraverso una finestra lasciata aperta, i rapinatori sono entrati nell'abitazione dove la moglie, i due figli e il suocero di Miccoli, assieme ad alcuni amici, stavano guardando la partita del Palermo in tv. I due, a volto scoperto e non armati, si sono fatti consegnare i soldi e l'anello e sono usciti dalla porta di casa, fuggendo poi assieme ad altre due persone che li attendevano all'esterno dell'edificio. La polizia sta indagando per accertare se si sia trattato solo di una rapina o di una sorta di avvertimento al calciatore.
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22/04/2009
Filippine, via al blitz per liberare l'ostaggio italiano Vagni
Filippine, via al blitz per liberare l'ostaggio italiano Vagni
Offensiva contro i militanti islamici che hanno sequestrato l'operatore della Croce Rossa, scontri in corso sull'isola di jolo
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| Eugenio Vagni (Ansa) |
MANILA - È iniziata l'offensiva contro i militanti islamici che tengono in ostaggio nelle Filippine l'operatore italiano della Croce Rossa Eugenio Vagni: la polizia si sta scontrando con 30-50 uomini armati del gruppo Abu Sayyaf nel territorio di Talipao sull'isola di Jolo. I militanti, ritenuti legati al network terroristico di al Qaida, hanno sequestrato Vagni il 15 gennaio scorso.
«È MALATO» - Abdusakur Tan, governatore della provincia di Sulu, di cui fa parte Jolo, aveva annunciato di aver ordinato a più di mille soldati e agenti di polizia di trarre in salvo l'ostaggio italiano. Il governatore si è detto preoccupato del peggiorato stato di salute di Vagni, che soffre di ipertensione ed ernia. Secondo l'esercito filippino le condizioni di salute dell'operatore italiano della Croce Rossa sono peggiorate: l'operatore umanitario 62enne «avrebbe bisogno di essere operato a un'ernia, non riesce più a camminare», ha affermato un portavoce, il tenente colonnello Edgar Arevaldo, in un comunicato. «Secondo le nostre informazioni, sta bene, ma non riesce più a camminare», ha indicato Arevaldo, precisando che l'ostaggio «è vivo, ma sotto stretta sorveglianza». «Abbiamo preso questa decisione per via delle condizioni di salute di Vagni - ha aggiunto al telefono ad Ap - Lo scopo principale è di salvarlo». Ma il colonnello ha ammesso che l'operazione è rischiosa, anche se a suo avviso non ci sono alternative per salvarlo.
GLI ALTRI OSTAGGI - Vagni è l'ultimo di tre dipendenti del Cicr rapiti sull'isola di Jolo, nel sud delle Filippine, ancora in mano ai ribelli islamici. Il 18 aprile è stato tratto in salvo l'altro operatore della Croce Rossa internazionale, lo svizzero Andreas Notter, 38 anni. Il terzo ostaggio, la filippina Mary Jean Lacaba, è stato liberato il 2 aprile.
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