27/06/2010

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Alle 16 a Bloemfontein andrà in scena un classico dei Mondiali: la sfida fra inglesi e tedeschi è stata finale nel 1966 e semifinale nel 1990. Capello: "Una delle partite più importanti". E Loew non si presenta in conferenza stampa.

 

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"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi": questa frase ha vent'anni ed è rimasta nella storia del calcio. A proferirla, Gary Lineker, uno dei più grandi attaccanti di sempre della nazionale inglese. Inglesi contro tedeschi, già: oggi, a Bloemfontein, è il giorno di Germania-Inghilterra, big match che a questi Mondiali arriva troppo presto, già agli ottavi di finale. Ma non è una partita come le altre, Germania-Inghilterra: per motivi storici, politici e, ovviamente, sportivi, non può davvero esserlo.

Non può esserlo, non lo sarà. La Germania ha fatto quello che gli era stato chiesto: passare il turno, e farlo possibilmente da prima in classifica. Con precisione teutonica anche se non senza sofferenza, i tedeschi hanno eseguito il programma. Non altrettanto l'Inghilterra, che nel girone C di fatto ha deluso, qualificandosi solamente grazie all'anemico 1-0 contro la Slovenia nella terza giornata: secondo posto, ed ecco la sfida delle sfide.

Quattro precedenti ai Mondiali, ma mai così presto. Germania-Inghilterra è stata finale, nel 1966 (quella rimasta nella storia per il gol fantasma di Hurst e per la decisione di convalidarlo ad opera del guardalinee sovietico Tofik Bakhramov: vinsero gli inglesi), quarto di finale nel 1970 (3-2 per i tedeschi ai supplementari), gara del secondo girone eliminatorio nel 1982 (0-0, ma passò la Germania) e semifinale a Italia '90, quando la Germania si guadagnò la finale ai rigori. Quella sera, al termine della partita, Lineker se ne uscì con la frase di cui sopra.

La vigilia - L'Inghilterra può contare sull'unico italiano rimasto al Mondiale, se non si conta l'arbitro Rosetti. E' Fabio Capello, ovviamente. Il ct della nazionale di Sua Maestà, alla vigilia, ha lasciato trasparire la consapevolezza di trovarsi al cospetto di una delle sfide più intense della sua pur straordinaria carriera di allenatore: "E' una partita importante, forse una delle più importanti per me e per l'Inghilterra. C'è tensione, ma è una cosa normale, e i miei giocatori lo capiscono". Meno loquace Joachim Loew che, anzi, in conferenza stampa proprio non si è presentato, lasciando l'incombenza al preparatore dei portieri Andreas Koepke. Aspetto che alla Fifa non è affatto piaciuto. Ma tant'è. Germania-Inghilterra, in fondo, è anche questo.

"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi". Se sarà così anche stavolta, lo sapremo più tardi. Germania-Inghilterra, ore 16: ne resterà soltanto una.







 


17/03/2010

L'Inter piega il Chelsea con Eto'o

L'Inter piega il Chelsea con Eto'o

 

Ritorno degli ottavi di champions league. il cska batte il siviglia 1-2. Festa nerazzurra, inglesi sconfitti 0-1 senza Balotelli. Mourinho gioca in attacco: schiera tre punte e Sneijder

 

 

 

LONDRA - Inter, missione compiuta. Dopo le eliminazioni di Fiorentina e Milan è l'unica rappresentante italiana ai quarti di finale di Champions League. Contro il Chelsea, nel ritorno degli ottavi, bastava un pareggio ma è arrivato anche il gol, firmato Eto'o, al 34' del secondo tempo. Degna conclusione di una bella partita che i nerazzurri hanno giocato con testa e cuore, contro una squadra un po' opaca. Dunque, l'Inter c'è. Dopo la inattesa crisi in campionato (con il Milan arrivato a -1 riaprendo di fatto la lotta scudetto), è lecito sognare la vetta dell'Europa.

Mourinho (Bozzani)

FORMAZIONE D'ATTACCO - Mourinho ha schierato tre punte, Eto'o, Pandev e Milito, oltre al trequartista Sneijder. Un modulo assolutamente offensivo per il passaggio del turno, dopo il 2-1 ottenuto dai nerazzurri a Milano tre settimane fa. Ancelotti sceglie il 4-3-3 con Malouda esterno; con Cech e Hilario infortunati in porta va Turnbull. L'Inter ha concesso poco al Chelsea e non ha mai rinunciato ad andare in avanti. Al 12' il primo pericolo con un rasoterra di Ballack che passa tra le gambe di Samuel e finisce non lontano dal palo. Al 25' Drogba sfrutta un rimpallo e conclude pericolosamente, provvidenziale la ribattuta di Maicon. Al 33'la prima grande occasione per l'Inter: cross di Maicon dalla destra e palla in prossimità del secondo palo per Eto'o che schiaccia di testa a un passo da Turnbull, ma non trova la porta. Nella ripresa il Chelsea sposta il baricentro in avanti, ma l'Inter non cede nulla. Al 20' Sneijder serve Milito di prima intenzione evitando il fuorigioco, è l'occasione più ghiotta ma il "principe" manda fuori alla sinistra di Turnbull. Al 33' il gol partita: perfetto cross di Sneijder per Eto'o che batte Turnbull in uscita con un esterno che si infila nell'angolo. Al 40' il Chelsea rimane in 10 per l'espulsione di Drogba dopo un intervento sulla caviglia di Thiago Motta, già a terra in area. In pieno recupero Turnbull si salva in angolo con i piedi su Eto'o. Sugli spalti c'era il presidente Massimo Moratti, arrivato a Londra lunedì sera: in albergo si è intrattenuto per un'ora con i giocatori in vista del match partita di Stamford Bridge.

MOURINHO: QUI SONO A CASA - Dopo il match Josè Mourinho non trattiene la felicità: «Oggi sono l'allenatore più felice del mondo: Stamford Bridge è davvero casa mia, questo è uno stadio per me "special". È stata un'Inter perfetta, è un grande momento per la squadra, per l'Inter e per tutti giocatori che anno dopo anno facevano fatica a oltrepassare barriera ottavi - ha aggiunto il portoghese -. Ho festeggiato come mai dopo la partita nello spogliatoio. È una vittoria fantastica della mia squadra, che è l'Inter. Tutto quello che ho vissuto nel Chelsea rimane nel cuore. Questa vittoria è la conferma che qui è la mia casa, Stamford Brifge è speciale per me». Infine un augurio a Carlo Ancelotti: «Non vorrei essere l'unico allenatore ad aver vinto uno scudetto al Chelsea, perciò spero lo faccia anche lui». Massimo Moratti ha parole solo per il tecnico: «È la vittoria di Mourinho. Ha fatto scelte di coraggio e ha indovinato alla perfezione la formazione. La squadra ha fatto una grande partita, i difensori sono stati eccezionali». Dunque si allontanano le ombre del campionato, ma restano degli scogli da superare. «Ora godiamoci i quarti, ci sono ancora partite davanti - dice il presidente nerazzurro. E non mi chiedete di scegliere tra Champions e scudetto. Teniamoci stretto anche il campionato, siamo attrezzati per tutto».

IL CASO BALOTELLI - Anche sul caso Balotelli sembra tornato il sereno. «Mario deve tornare a lavorare per ritrovare un posto in squadra. Deve sempre comportarsi come un grande professionista» dice il suo agente Mino Raiola, all'indomani dell'esclusione dai convocati per Londra a poche ore dalla sfida di Champions. «Mario deve essere sempre aperto e critico per migliorare» ha aggiunto Raiola, secondo cui è ancora possibile recuperare il rapporto con Mourinho e non è assolutamente in programma una cessione. «Ha un contratto di tre anni e quindi chi decide il suo futuro è la società - ha detto Raiola -. Hanno per le mani un grande talento e devono gestirlo. Da parte nostra ci sarà piena collaborazione».

PASSA ANCHE IL CSKA - Nell'altra gara odirna il Cska Mosca ha battuto a sorpresa 2-1 il Siviglia e passa così il turno in virtù dell'1-1 dell'andata. I russi sono passati in vantaggio con Necid al 39' ma due minuti dopo gli andalusi pareggiano i conti con Perotti. Nella ripresa, al 10', il gol vittoria di Honda che lancia il Cska verso i quarti, mettendo fine al sogno europeo dell'undici di Manolo Jimenez.

Redazione online


16/03/2010

Inter, contro il Chelsea sfida- verità

Inter, contro il Chelsea sfida- verità

 

Gli ottavi di champions league. La squadra di Mourinho difende a Londra la vittoria per 2 a 1 dell'andata. Il tecnico torna da ex.

 

 

LONDRA - Una passeggiata nel verde di Hyde Park. Per rilassare i muscoli, scacciare la tensione e allontanare le polemiche. L'Inter di Mourinho si prepara alla partita clou della stagione con un imperativo: nervi saldi. Perché la sfida con il Chelsea, dopo la vittoria di misura dell'andata (2-1), sarà una partita per cuori forti. E anche perché le polemiche tra il tecnico portoghese e il ribelle Balotelli (rimasto a casa per «scelta tecnica») non devono assolutamente distrarre l'ambiente. Contro la squadra di Ancelotti è vietato sbagliare. I nerazzurri, che in campionato sono reduci da un'inattesa crisi di risultati (il Milan è arrivato a -1, riaprendo di fatto la lotta scudetto), hanno l'obbligo di concentrarsi su quello che è sempre stato il principale obiettivo della stagione. Un altro fallimento europeo scatenerebbe nuovi e aspri processi; la qualificazione ai quarti, al contrario, riaccenderebbe quegli entusiasmi che nelle ultime settimane (tra liti nello spogliatoio, accuse agli arbitri e prestazioni deludenti) si sono un po' sopiti.

LE SFIDE - Una cosa è certa: servirà una grande Inter. Non certo quella di Catania. Non certo quella delle ultime giornate di serie A. Lo «Special One» lo ha ripetuto spesso: in Europa si va avanti curando i particolari. E i particolari stanno nelle mille sfide che si accenderanno allo Stamford Bridge (fischio d'inizio alle 20 e 45, arbitra il tedesco Wolfgang Stark): Milito contro Drogba, Eto'o (o Pandev) contro Anelka, Cambiasso contro Lampard, Lucio contro Terry, Motta contro Ballack, Snejder contro Mikel. E, ovviamente, Mourinho contro Ancelotti.

OLTRE I QUARTI - Il tecnico portoghese, che torna in Inghilterra da ex, carica i suoi: «Darò tutto quello che posso per influenzare la mia squadra. Ho visto e rivisto sette volte il video della partita d'andata, stoppando e mandando indietro». Il massimo, insomma, per preparare al meglio questa «piccola finale». Mou parla dello stadio, della città, dei tifosi e dei giocatori che erano con lui ai tempi del Chelsea. «Emozionato? Certo. Non confondete il mio controllo emotivo con la mancanza di voglia di vincere», avverte l'uomo che ha vinto due Premier League e tutte le coppe nazionali con i Blues fermandosi due volte in semifinale di Champions. Ma attenzione: «Per me - chiarisce - non sarebbe speciale eliminare il Chelsea, quanto portare l'Inter oltre la barriera dei quarti a cui si è fermata negli ultimi anni». Sconfiggere il tabù. Rendere «speciale» l'Inter anche in Europa.

Redazione online