08/02/2012
BtJunkie si ritira: è la fine del file sharing?
BtJunkie si ritira: è la fine del file sharing?Il motore di ricerca che usava il protocollo Bit Torrent. Dopo 7 anni di attività, il popolare motore annuncia la chiusura. Spodestato da nuovi siti di streaming. Legali
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20/01/2012
La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»
La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»La lotta contro lo scambio di file su internet. Arrestati il fondatore Kim Dotcom e altri manager
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24/11/2011
La Corte Ue: «Su Internet vietati i "filtri" per impedire i download di materiale pirata»
La Corte Ue: «Su Internet vietati i "filtri" per impedire i download di materiale pirata»INTERNET. Storica sentenza della Corte di Giustizia Europea: i provider non possono «frenare» l''accesso degli utenti
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06/07/2011
Notte del Web «anti censura». E l'Agcom prende tempo
Notte del Web «anti censura». E l'Agcom prende tempoLa Rete - Il presidente Calabrò assicura: troveremo una soluzione giusta ed equilibrata. Oggi ci sarà solo il primo sì, poi la consultazione pubblica
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21/02/2011
Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'
Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare
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24/03/2009
Pirati digitali festeggiano la libertà in rete
Pirati digitali festeggiano la libertà in rete
Al Teatro delle Arti della Garbatella di Roma spettacoli multimediali, relazioni, dibattiti e laboratori tecnici
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| Logo della «festa dei pirati» |
ROMA - La «festa dei piratii», titolo ispirato dall'uscita del libro La baia dei pirati - Assalto al copyright di Luca Neri (Cooper editore), è un vero e proprio evento culturale con spettacoli multimediali, relazioni, dibattiti e laboratori tecnici divulgativi. Il tutto si svolgerà il 28 marzo a partire dalle 10 della mattina per proseguire fino a mezzanotte, al Teatro delle arti della Garbatella di Roma. Il tema? Rifiutare l'equazione pirata=ladro in favore della libertà di file-sharing, lo scambio sulla rete che le istituzioni cercano di arginare con leggi e protezione del copyright.
FILE-SHARING - La libertà è un principio fondamentale per i pirati che vogliono salvaguardare lo scambio di file di qualsiasi tipo, dalla musica, ai film, ai videogame fino ai software che circolano sulla rete. «La musica che ha più di 18 mesi difficilmente si trova nei negozi , che male c’è a scaricarla?» Dice Luca Neri che oltre ad essere ispiratore della festa, fa parte dell'organizzazione dell'evento. I pirati del resto sono forti di una statistica: i due terzi del traffico in internet a livello mondiale è generato da protocolli «peer to peer», detti anche «p2p» o per dirla in italiano, sistemi paritetici. Che sarebbe a dire il modo di scambiarsi in rete qualsiasi file digitale in collegamento via computer senza intermediari. Si condivide così la canzone preferita, il libro consigliato, le opinioni, i gusti e le tendenze preferite. «E' la passione dei giovani, ma anche il divertimento degli adulti» continua Luca Neri.
I CONSUMATORI - L'uso di internet si differenzia con l’età e gli studi dimostrano che tra i giovani ci sono i consumatori più accaniti . Ma non è sempre vero: spesso in provincia vivono le persone che frequentano maggiormente la rete, perché uscendo da casa non trovano un cinema, un teatro o una mostra così facilmente come in città. «E' in questi casi che diventa evidente come internet avvicini la cultura globale. Si può dire che la tecnologia annulla le distanza e il merito è del p2p che crea coinvolgimento»
L'EVENTO - Tra gli interventi in programma sono previsti: un mini-corso di pirateria, dove si spiega come scaricare facilmente file con il p2p; l'intervento di esperti in sociologia, politica e diritto che spiegano alcune proposte di legge come quella riguardante il pacchetto sicurezza nella quale un emendamento propone di bandire contenuti non firmati e quindi non riconducibili a una persona fisica. Gli esperti racconteranno fenomeni sociologici come il partito politico nato in Svezia, denominato «pirata», fortissimo tra gli studenti universitari e delle scuole superiori al punto che è diventato il primo partito tra i giovani. Infine ci saranno concerti e spettacoli di artisti e musicisti che sono favorevoli alla diffusione della musica in internet. A dimostrare che diffondere la musica gratis in rete è il modo migliore per pubblicizzare un concerto. Per i dettagli su come raggiungere il Teatro delle Arti, programma delle attività, lista dei relatori, biografie e altre sorprese si può cliccare su www.no-copyright.net.
CHI SONO I PIRATI - « La pirateria è una cosa positiva, buona e moralmente giusta. Imbracciamo la bandiera dei pirati». Questo lo slogan dei numerosi organizzatori dell'evento: la rivista LOOP in collaborazione con spazio di libera auto-organizzazione Frontiere Digitali, l'associazione Scambio Etico, l'associazione di promozione sociale Partito Pirata, comunità di p2p TNT Village, LinuxClub Italia, Free Hardware Foundation, REFF (RomaeuropaFAKEFActory), Cooper editore, (A)rtis(O)pen(S)ource, LPM (Live Performers Meeting), progetto FLxER (Flash Video Mixer).
IL LIBRO - La baia dei pirati - Assalto al copyright di Luca Neri, giornalista e consulente informatico, è un libro-inchiesta sul mondo dei corsari della rete fra Italia, Stati Uniti e Svezia, dove è stato fondato il sito Pirate Bay diventato famoso la scorsa estate quando il governo italiano decise di oscurarlo. Nel libro il «download gratuito» è visto come atto di disobbedienza civile e la pirateria come un'esigenza insopprimibile in un'epoca che ha bisogno di libera comunicazione elettronica.
Manuela Pelati
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20/12/2008
Pirateria musicale: dopo due avvertimenti via la connessione
Pirateria musicale: dopo due avvertimenti via la connessione«STOP ALLE CAUSE DI MASSA». L'industria discografica americana cambia strategia e si allea con i provider
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| Il simbolo della Riaa (Recording Industry Association of America) |
AVVISI - Agli utenti, che condividono in rete musica protetta da copyright per essere scaricata illegalmente, cioè senza pagare il diritto d'autore, verranno «inviate lettere di avvertimento» (ovvero e-mail), ha comunicato l'associazione che rappresenta le più importanti case discografiche statunitensi. Se beccati una seconda e una terza volta a scaricare o condividere file senza pagare, ai recidivi verrà tagliata la linea Web da parte dello stesso provider che la fornisce, sul modello «Three Strikes Out» (fuori dopo la terza infrazione). In sostanza, le società che forniscono le connessioni alla Rete, gli Internet Service Provider (ISP), si trasformeranno in una sorta di cyberpoliziotti.
ANTIPATIA - Dal 2003, l'industria musicale ha fatto causa a circa 35 mila utenti di Internet in casi di pirateria musicale per molte centinaia di migliaia di dollari - tra questi una bambina di 13 anni, una persona già deceduta e madri sole. Una strategia di poco effetto e che, inoltre, creava soltanto antipatia nell'opinione pubblica e danneggiava l'immagine, ha pensato la RIAA. Quest'ultima ha comunicato di aver già raggiunto accordi provvisori con diversi fornitori di servizi Internet, senza però specificare quali. Ha precisato, inoltre, che si riserverà il diritto di fare causa a quegli utenti che ignorano le lettere di avvertimento. E' anche possibile, scrive l'associazione USA, che in caso di recidiva possa essere ridotta la loro velocità di connessione. Il cambio di strategia della RIAA giunge dopo che gli utenti di Internet hanno raggiunto una maggior consapevolezza che scaricando canzoni pirata commettono un reato. I contatti con i provider sarebbero iniziati su pressione del procuratore di New York, Andrew Cuomo, scrive il «Wall Street Journal», che intende porre freno a queste cause di massa. Le cause in corso, tuttavia, andranno avanti fino a conclusione, ha fatto sapere il capo della RIAA, Mitch Bainwol. «I pirati musicali cronici'», ha detto la RIAA, «verranno perseguiti anche in futuro». «Sono utenti che scaricano mensilmente tra le 5 mila e le 6 mila canzoni».
CANZONI «DA 9MILA DOLLARI»- Negli USA fece scalpore la causa contro la giovane madre trentaduenne del Minnesota, Jammie Thomas, condannata a pagare una multa di 200 mila dollari per aver messo online illegalmente 24 canzoni (dunque 9.250 dollari per canzone). Nel settembre scorso il giudice Michael Davis ha riesaminato la sua decisione dichiarando che la semplice messa in condivisione di brani non bastasse a provare le accuse di infrazione di copyright.
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