05/10/2011

Barletta, "le vittime lavoravano in nero per 4 euro l'ora. Senza contratto, 14 ore al giorno"

Barletta, "le vittime lavoravano in nero per 4 euro l'ora. Senza contratto, 14 ore al giorno"

Il laboratorio - Il sindacato: era una delle centinaia di aziende che qui lavorano in nero. I parenti: pagate 3,95 euro l'ora. Il sindaco: non criminalizzare

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04/10/2011

Palazzo crollato, la strage delle operaie. Morte 5 donne: una aveva 14 anni

Palazzo crollato, la strage delle operaie. Morte 5 donne: una aveva 14 anni

Altre cinque persone sono state salvate. La ragazza estratta viva poi è deceduta per le ferite. La tragedia annunciata. Quelle crepe aperte da 3 giorni «Ci dicevano: le avete dipinte». Un testimone: «Quel palazzo tremava, sembrava si muovesse. Poi si è afflosciato su se stesso»

 

 

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03/10/2011

Crolla palazzo, sotto c'è un opificio Dalle macerie le voci delle persone

Crolla palazzo, sotto c'è un opificio Dalle macerie le voci delle persone

A BARLETTA. Corsa dei pompieri per estrarle vive: al primo piano c'è una maglieria. Al lavoro 10 ragazze, salvata una incinta

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21/09/2010

Palermo, crolla una palazzina. "Scricchiolii dalla mattina"

Palermo, crolla una palazzina. "Scricchiolii dalla mattina"

La causa probabilmente il cedimento strutturale. Ci sono alcuni feriti. Una testimone a SkyTG24: "L'edificio si è accartocciato su se stesso. Questa non è una zona sicura, c'è una situazione di speculazione edilizia".

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01/08/2010

Imma sta bene: «Sotto le macerie ho pensato a mamma e papà»

Imma sta bene: «Sotto le macerie ho pensato a mamma e papà»

IL CROLLO DI AFRAGOLA. La piccola sopravvissuta: «Non sono contenta di come è andata a finire». I medici: potrebbe essere dimessa presto

bambina salvata ad afragola.jpg

NAPOLI - Ha passato una notte tranquilla in ospedale. E al suo risveglio, ha ricordato quelle ore terribili sotto le macerie. «Ho pensato a mamma e papà. E anche a mio fratello gemello. Con lui stiamo insieme, giochiamo e qualche volta litighiamo pure». La piccola Imma, la bimba di 10 anni unica sopravvissuta al crollo della palazzina di Afragola costato la vita a tre persone, parla dal lettino dell'ospedale Santobono di Napoli dove è ricoverata. «Oggi non è un bel giorno - ha aggiunto - anche se è tutto passato». La bimba - che è stata estratta viva dai soccorritori dopo aver passato 15 ore sotto le macerie - ancora non sa che la nonna, con la quale si trovava nell'appartamento al momento del crollo, è morta. Ma forse comincia a realizzare e aggiunge: «Non sono contenta di come è andata a finire».

bambina salvata ad afragola 1.jpg

LE SUE CONDIZIONI - Nonostante il trauma addominale e lo schiacciamento di un piede, le condizioni della piccola sono giudicate complessivamente buone dai sanitari dell'ospedale napoletano «Le sue condizioni sono migliorate - afferma Eduardo Rotolo, vicedirettore sanitario del Santobono. - La bambina ha riposato tranquillamente, è sotto terapia e sotto l'effetto degli antidolorifici. Resterà comunque sotto osservazione per le prossime 24 ore per il trauma addominale che ha riportato e per verificare eventuali complicanze che al momento non ci sono». Per Imma la prognosi è di trenta giorni, ma la piccola - questo almeno è l'auspicio dei medici - in assenza di complicazioni potrebbe essere dimessa prima. E magari tornare a casa da papà e mamma per Ferragosto.

 

 

sposi morti ad afragola.jpg

 

La palazzina crollata (Laporta)
La palazzina crollata (Laporta)

IL PALAZZO - Intanto emergono nuovi particolari sulle pessime condizioni della struttura. A quanto pare, il cancello della palazzina in via Calvanese 8 non chiudeva bene e gli abitanti dell'edificio stavano pensando di sostituirlo. Non si rendevano conto che era un segnale del cedimento strutturale. Il particolare emerge dalle testimonianze dei vicini, e trova riscontri nei primi rilievi dei tecnici del comune, impegnati nella messa in sicurezza delle strutture pericolanti accanto alla palazzina crollata. Le ruspe lavorano alacremente per portare via detriti e calcinacci, la strada è transennata, qualcuno degli sgomberati alla spicciolata porta via masserizie nelle buste della spesa, e qualcuno ha lasciato ceri e fiori attaccati alle transenne di protezione. Rose rosse in particolare a Pasquale e Katia, sposati l'8 maggio dello scorso anno, dalla zia Patrizia, che nel biglietto scrive che «il Signore ha voluto a se due angeli». «C'è stato un cedimento strutturale, credo - dice Antonio Esposito, geometra dell'ufficio tecnico comunale - l'edificio doveva essere stato ristrutturato negli anni '60, come indicano le strutture in ferro liscio trovate nel cemento armato vecchio. Non è collassato su di sé, ma in avanti, e avrà collaborato qualche infiltrazione copiosa d'acqua. Del resto i cadaveri sono stati trovati 5 metri più avanti della linea del cancello, che lì sotto è sprofondato di un metro in avanti anch'esso».

Redazione online


31/07/2010

Napoli, crolla una palazzina. Tre morti, si salva una bimba

Napoli, crolla una palazzina. Tre morti, si salva una bimba

Imma, 10 anni, è stata estratta viva dopo esser rimasta intrappolata per ore sotto le macerie dell'abitazione di tre piani del comune di Afragola. Era andata a dormire dalla nonna, una delle vittime. Morta anche una coppia di giovani sposi.

 

 

Uno schianto nella notte: poco dopo l'1.30 di venerdì notte una palazzina di tre piani situata in via Calvanese, ad  Afragola, comune a nord di Napoli è crollata, probabilmente a causa di infiltrazioni d'acqua provocate dal violento nubifragio che si è abbattuto su Napoli e provincia.
La gente di Afragola (Napoli), i volontari della Protezione civile e i vigili del fuoco hanno scavato tutta la notte e a mani nude e solo dopo nove ore sono stati estratti i corpi senza vita di due sposini, Pasquale ed Enrica, e di Anna Cuccurullo, di 75 anni.
E' invece salva la piccola Imma, di 10 anni.

Imma, è stata portata in ospedale -
Un applauso liberatorio di tutti i soccorritori ha salutato l'estrazione dalle macerie della piccola Imma. Caricata su un'ambulanza è stata portata in ospedale. La piccola è in buone condizioni.
Gli strumenti dei Vigili del Fuoco hanno intercettato il pianto di Imma che la notte scorsa dormiva insieme con la nonna Anna Cuccurullo di 75 anni, una delle tre vittime. La notizia ha scatenato la gioia e gli applausi di un centinaio di persone che affollano via Calvanese e che stanno seguendo dalla notte scorsa le operazioni di scavo. Nel crollo la palazzina di due piani è sprofondata di circa 2 metri al di sotto del livello stradale e nel punto in cui è stata localizzata la bimba si sono formate delle bolle d'aria.

Le vittime -
Pasquale Zanfardino, di 33 anni, e la moglie Enrica Tromba, di 29, sono stati trovati abbracciati nel loro letto e tirati fuori a fatica: erano rimasti incastrati tra le pietre di tufo e il cemento armato.
Poco dopo è stato ritrovato anche il corpo senza vita di Anna Cuccurullo, di 75 anni.
A lungo si è ritenuto che tra i dispersi potessero esserci anche tre immigrati, provenienti dal Marocco e dal Ghana, che risultano all'anagrafe abitanti nell'edificio distrutto. Tuttavia, secondo le ultime informazioni raccolte di carabinieri, almeno due degli stranieri sicuramente non si trovavano nell'edificio al momento del crollo.

Le proteste: gente bloccata nelle case -
Alcuni residenti di via Calvanese, la strada di Afragola dove è crollata la palazzina, hanno protestato con le forze dell'ordine, sostenendo che molte persone si trovano bloccate nella loro abitazioni, in edifici vicini a quello crollato.
Le strutture attigue, infatti, sono state tutte evacuate durante la notte, ma lo sgombero non ha riguardato alcuni edifici che non si affacciano sulla strada. "Mia madre ha 92 anni, devo assolutamente andare a liberarla - dice un uomo che come molte altre persone è bloccato dalle transenne collocate lungo la piccola strada del centro storico - in quel palazzo ci sono almeno altre venti persone che non possono né entrare né uscire da ieri notte".


26/01/2010

A Favara l'addio alle due sorelline Il sindaco: «Io ho la coscienza pulita»

A Favara l'addio alle due sorelline Il sindaco: «Io ho la coscienza pulita»

 

Il primo cittadino: per il genio civile la palazzina era sicura. L'ultimo saluto alle bimbe morte sabato. Il parroco durante l'omelia: «Chi ha il potere guardi verso il basso»


 

Centinaia di persone all'esterno della chiesa dove si sono celebrati i funerali di Marianna e Chiara Pia Bellavia (foto Arcieri)
Centinaia di persone all'esterno della chiesa dove si sono celebrati i funerali di Marianna e Chiara Pia Bellavia (foto Arcieri)

AGRIGENTO- Dolore e disperazione nella Chiesa Madre di Favara dove si sono svolti i funerali di Marianna e Chiara Pia Bellavia, le due sorelline di 14 e 4 anni, morte sabato scorso per il crollo della loro abitazione, nel quartiere di piazza del Carmine. La chiesa è gremita, un migliaio le persone fuori, nonostante una pioggia insistente. Le esequie, come richiesto dalla famiglia, sono state celebrate in forma privata. Prima dell'inizio della cerimonia funebre una ragazza, familiare delle due vittime, ha accusato un leggero malore. I genitori di Marianna e Chiara Pia si trovano davanti alle bare. La cerimonia funebre è officiata dall'arciprete don Mimmo Zambito che ha vietato l'ingresso in chiesta di fotografi e cineoperatori. L'arcivescovo Francesco Montenegro che lunedì ha annunciato che non avrebbe celebrato i funerali per una «tragedia annunciata» è all'interno della chiesa, fisicamente vicino ai familiari e alla comunità, e non ha voluto fare alcuna dichiarazione. «Favara è un luogo generoso ma disgraziato. A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica incredibile anche se con estrema dignità, alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso»: queste le parole pronunciate dall'arciprete di Favara, don Mimmo Zambito nella sua omelia davanti alle centinaia di persone che affollano la Chiesa Madre.

IL SINDACO -Ai funerali ha partecipato anche il sindaco di Favara, Domenico Russello. «Sono stato ingiustamente additato come l'unico responsabile di questa tragedia, ma io sono sindaco solo da due anni e mezzo e ho fatto quello che dovevo fare. Ho la coscienza pulita» si difende il primo cittadino, un penalista, prima di entrare nella Chiesa Madre. «Il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - ha aggiunto il sindaco - ha detto che non ci sono al momento indagati, l'iscrizione nel registro non è un atto dovuto, non si fa automaticamente ma solo a seguito dell'acquisizione dei primi elementi indiziari. Mi possono insegnare a fare il sindaco ma non l'avvocato penalista, conosco bene le procedure e so che chi ha responsabilità in questa storia verrà chiamato a pagare».

«PER IL GENIO CIVILE LA PALAZZINA ERA SICURA» - «C'è un accertamento eseguito dal genio civile negli anni passati secondo cui lo stabile era sicuro. Questo è l'unico dato che ad oggi ci risulta» ha aggiunto il sindaco parlando della palazzina crollata sabato. «Abbiamo visto le foto della palazzina prima del crollo, sopra c'era una aggiunta posticcia di una sopraelevazione probabilmente abusiva, con una copertura in cemento armato che forse ha avuto l'effetto di schiacciare lo stabile». Rispondendo ai giornalisti sui 56 alloggi popolari ultimati negli anni scorsi ma non ancora assegnati e intanto distrutti e vandalizzati, il sindaco ha osservato: «È scandaloso che siano stati distrutti, ma io sono qui dal 2007 e non spetta a me indicare le responsabilità. Da pubblico amministratore devo dare conto del mio operato ed io per primo in campagna elettorale gridai allo scandalo delle case popolari». Russello ha ribadito, inoltre, che «non c'era un'ordinanza di sgombero della palazzina e per quel che mi risulta non c'era stata neppure negli anni precedenti; proprio questo mi fa arrabbiare, perché vengo additato come l'unico responsabile mentre io non ho alcuna colpa».

Redazione online


23/01/2010

Favara, crolla una palazzina «Morto un bimbo, due sotto le macerie»

Favara, crolla una palazzina «Morto un bimbo, due sotto le macerie»

 

I tre figli della coppia sono rimasti sotto i detriti: si scava per raggiungerli. Il crollo nel paese a una decina di chilometri da Agrigento. Coinvolta un'intera famiglia: salvi i genitori

 

 

AGRIGENTO - Un bambino di sei anni è morto nel crollo di una palazzina di tre piani nel centro storico di Favara, un paese a una decina di chilometri da Agrigento. Lo ha annunciato a Sky Tg24 il tenente Gabriele Treleani, comandante della stazione locale dei carabinieri. Nel cedimento dell'edificio è rimasta coinvolta un'intera famiglia: i genitori, Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, sono riusciti a mettersi in salvo, mentre i tre figli di 2, 6 e 14 anni sono rimasti sotto la macerie. Ora si scava per trovare gli altri due bambini. Vi sono speranze per almeno uno dei due, il più grande, che ha dato segnali di vita. «È riuscito a telefonare col cellulare» da sotto le macerie, «prima a un amico e poi al 112», ha raccontato il comandante provinciale dei carabinieri Mario Di Iulio sempre a Sky. A Favara «si temono nuovi crolli», ha spiegato Treleani.

LE CAUSE DEL CROLLO - Le cause del crollo sono ancora in corso di accertamento ma l'ipotesi più accreditata è quella di un cedimento strutturale. Una sorella di Giuseppina Bello, la mamma dei bambini rimasti sotto le macerie, spiega che la famiglia Bellavia aveva presentato richiesta per ottenere una casa popolare ma senza alcun esito. Particolare confermato anche dal sindaco di Favara, Domenico Russello. «La famiglia Bellavia non era in graduatoria per l'ottenimento di una casa popolare, anche se aveva fatto la domanda» ha detto il primo cittadino del grosso centro vicino ad Agrigento. A Favara erano stati realizzati dieci anni fa 56 alloggi popolari che, nonostante la graduatoria, non furono assegnati e nel corso degli anni hanno subito atti di vandalismo. La giunta comunale ha ottenuto dalla Regione 1,5 milioni di euro per la ristrutturazione, ma i lavori non sono ancora cominciati. La famiglia Bellavia, che aveva fatto domanda per ottenere una casa, non rientrava comunque, secondo il Comune, tra i beneficiari di questi primi 56 alloggi: avrebbe dovuto aspettare la costruzione di nuovi appartamenti popolari. La palazzina crollata si trovava in una zona del centro storico di Favara particolarmente degradata e presentava numerose cedimenti strutturali e infiltrazioni di acqua. «Quanto è accaduto nel quartiere di Favara è una tragedia - ha aggiunto il sindaco - ma lì ci sono decine di stabili fatiscenti. Case pericolanti, vecchie catapecchie che rischiano di crollare da un momento all'altro. Potremmo fare un'ordinanza di demolizione, ma si tratta di immobili abitati da gente indigente che non avrebbero i soldi per demolire e non avrebbero alternativa di residenza».

ZONA AD ALTA RISCHIO, SCOPPIA LA POLEMICA - La zona di Favara in cui è avvenuto il crollo, detta «del calvario», è da tempo ad alto rischio. Erano già cadute le case adiacenti a quella crollata sabato. La palazzina della famiglia Bellavia era composta da un magazzino sotterraneo, un pianterreno e due piani superiori. Maurizio Cimino, della protezione civile regionale, che è sul luogo del crollo, sostiene che la casa era inagibile e che alcune opere di consolidamento effettuate sui piani superiori hanno reso ancora più critica la situazione. «Le fondamenta marce - dice - non hanno più retto e la casa si è accartocciata su se stessa». Per questi motivi il crollo di sabato mattina ha sollevato non poche polemiche. La tragedia di Favara è solo l'ultimo degli eventi luttuosi che dimostrano le gravi conseguenze delle carenze della politica urbanistica ed edilizia degli ultimi sessant'anni» ha detto Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e prima firmataria della mozione sulla messa in sicurezza del territorio, la rottamazione edilizia e l'edilizia sostenibile che sarà in discussione dell'Aula di Montecitorio la prossima settimana. «Di fronte a ciò - aggiunge - è indispensabile avviare una nuova politica nazionale per il governo del territorio a partire dal recupero e dalla riqualificazione del patrimonio edilizio, favorendo la rottamazione (con eventuale 'delocalizzazione") degli edifici pericolosi che sorgono in zone a rischio o privi di qualità e riconoscendo priorità di intervento alle aree ad elevato rischio idrogeologico».

APERTA UN'INCHIESTA - La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta sul crollo della palazzina di Favara. L'ipotesi di reato è disastro colposo. Il fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore Lucia Brescia. L'inchiesta è coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale e dall'aggiunto Ignazio Fonzo.

«HO PENSATO AL TERREMOTO» - «Alle 7 mi ero appena alzato, ero in vestaglia, ho sentito un boato e la terra tremare. Pensavo fosse il terremoto. Ho guardato prima il lampadario poi mi sono affacciato e ho visto che la palazzina di fronte era implosa. Ho chiamato subito i vigili del fuoco e sono sceso in strada». A raccontarlo è il geologo sessantenne Angelo Di Rocco che abita di fronte la palazzina crollata in cui abitava la famiglia Bellavia. «Ho gridato - ha aggiunto il testimone - per vedere se qualcuno mi rispondeva e ho cominciato a togliere qualche pezzo di cemento ma era un lavoro disumano. Sono arrivati subito i vigili del fuoco e i carabinieri che erano in zona. E sono cominciate le operazioni di soccorso. Era una scena apocalittica».

IL CORDOGLIO DI NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico bilancio del crollo di una palazzina a Favara, ha chiesto al prefetto di Agrigento di rappresentare alla famiglia Bellavia i suoi sentimenti di partecipazione al dolore per la perdita delle piccole Chiara e Marianna. Anche il presidente del Senato Renato Schifani ha inviato al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione un messaggio di cordoglio per la morte delle due sorelline. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano confida che sia fatta «immediata chiarezza sull'accaduto, perché non accadano mai più tragedie così terribili» e auspica che si intraprendano «tutte le iniziative possibili per assicurare un aiuto concreto alla famiglia Bellavia, colpita da un tale immenso dolore». «Quella che ha colpito la famiglia Bellavia è una tragedia terribile» ha detto il governatore Raffaele Lombardo, aggiungendo che la Regione Sicilia «intraprenderà tutte le iniziative possibili per stare vicini ai coniugi Bellavia e al piccolo Giovanni».


Redazione online


03/12/2009

Crolla una palazzina nel Varesotto. Due morti

Crolla una palazzina nel Varesotto. Due morti

 

Un'esplosione si è verificata verso le 7 in una palazzina in via San Pietro a Borsano, frazione di Busto Arsizio (Varese). A causare la deflagrazione probabilmente una fuga di gas. Cinque famiglie bloccate in edificio confinante

 

 

Un'esplosione si è verificata questa mattina verso le 7 in una palazzina in via San Pietro a Borsano, frazione di Busto Arsizio (Varese). L'edificio, composto da due piani, è crollato probabilmente a causa di una fuga di gas. Sul posto anche polizia, carabinieri e le ambulanze del 118.

Il bilancio è di due vittime. Dopo il corpo senza vita di una ragazza ventenne di nazionalità cinese, un secondo cadavere è stato estratto dalle macerie della palazzina crollata questa mattina a Busto Arsizio. Si tratta di un uomo italiano di 38 anni che abitava al piano terreno.

Come racconta una testimone, Angela Gagliardi, che nella via del disastro vive e gestisce un negozio di alimentari, l'uomo viveva in quella casa con un bambino piccolo, "ma non sappiamo se stamattina era con lui. In quella palazzina c'erano dei cinesi che tornavano sempre a casa alle 23 e uscivano la mattina alle 6.30. Di giorno non si vedevano mai".

Altre quattro persone sono state recuperate e non dovrebbero esserci altri dispersi: a quanto risulta ai vigili del fuoco nel crollo sono rimaste coinvolte due famiglie.

I soccorritori stanno cercando ancora tra le macerie per trovare eventuali altre persone che siano rimaste sepolte sotto il cumulo di macerie provocate dall'esplosione che ha sventrato la casa
Nell'edificio confinante con la palazzina, ci sono cinque famiglie bloccate.

A provocare la deflagrazione pare essere stata una fuga di gas che ha letteralmente sventrato la palazzina facendola crollare. Via San Pietro, a Borsano di Busto Arsizio è una strada molto stretta che è stata immediatamente chiusa per consentire le operazioni di soccorso. Sul posto, oltre ai mezzi del 118, alle forze dell'ordine e alla Polizia locale, anche le squadre dei Vigili del fuoco da tutta la provincia e anche da Milano e dal Comasco. I pompieri hanno già iniziato a rimuovere le macerie con l'uso anche di un grosso argano.


11/10/2009

Esplode edificio a Roma, tre feriti gravi

Esplode edificio a Roma, tre feriti gravi

 

Edificio distrutto nella periferia della Capitale. Una fuga di gas la causa. Cinquanta persone evacuate

 

Le immagini della casa (Mario Proto)
Le immagini della casa (Mario Proto)

ROMA – Dramma nella notte a Roma. Tre persone sono rimaste gravemente ferite nel crollo di una palazzina provocato, intorno all’una, dall’esplosione di una bombo­la di gas. L’edificio, in via di Grottarossa 91, periferia nord della capitale, è andato interamente distrutto. Detriti, inferriate, pezzi di infissi sono stati scagliati a centinaia di metri di distanza. Sfiorata la strage. Dei tre i feriti, trasporta­ti d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, poco lontano dal luogo del disastro, uno è gravissimo: si tratta di un uomo di 40 anni che sarebbe in pericolo di vita.

I SOCCORSI - Sul posto sono in­tervenute dieci squadre dei vigili del fuoco che hanno impiegato ore a spegnere l’incendio sprigionatosi dopo l’esplosione. Il 40enne che ha riportato ustioni di secondo grado su viso e corpo, dopo le pri­me medicazioni, è stato trasferito all’ospedale Sant’Eugenio, al centro grandi ustionati. Lo scoppio ha causato pesanti danni anche alle abitazioni degli edifici vicini e a numerosi veicoli parcheggiati nella strada. Inagibili due palazzi, 50 persone sono state evacuate. Dal terzo piano, dove la bombola del gas è esplosa, l’esplosione ha aperto il pavimento dell’ap­partamento e ha distrutto i­nizialmente quello sottostante: altri crolli e incendi hanno poi devastato la palazzina, di cui restano intatte solo le strutture portanti.

ESPLOSIONI - Roma non ricordava un’ esplosione così drammatica dal 10 maggio scorso, quando in via Maestrini saltò in aria un'altra palazzina, nella zo­na di Spinaceto-Casal Brunori, periferia Sud. Allora un’altra fuga di gas nell'appartamento di un’anziana che aveva appena perso il figlio causò la morte di tre perso­ne. Una trentina furono gli sfollati. Come sei mesi fa, l’esplosio­ne di ieri notte ha coperto l'asfalto di vetri, pezzi di ce­mento e schegge di suppellettili. Ingenti i danni anche ai palazzi vicini, con fori provocati dai tramezzi sparati come proiettili dall’apparta­mento distrutto.