02/02/2012

Fornero: «Se non c'è accordo avanti da soli» Il sì di Marcegaglia: «Condividiamo obiettivi »

Fornero: «Se non c'è accordo avanti da soli» Il sì di Marcegaglia: «Condividiamo obiettivi »

RIFORMA DEL LAVORO. Il ministro: l'Art.18 non va applicato nelle crisi aziendali Bonanni: «Cautela». Camusso: «Problema è l'occupazione»

Continua...


27/09/2011

Operai Fiat in piazza, traffico in tilt Alemanno: ho chiesto di fermarli

Operai Fiat in piazza, traffico in tilt Alemanno: ho chiesto di fermarli

VERSO PALAZZO CHIGI. A Roma i lavoratori di Termini Imerese. Strade chiuse e presidiate da forze dell'ordine. Il sindaco: situazione intollerabile. «Ma se è la Capitale deve sopportare»

Continua...


14/07/2010

Nicola Cosentino si è dimesso da sottosegretario

Nicola Cosentino si è dimesso da sottosegretario

Il suo entourage annuncia la decisione dopo un lungo vertice a Palazzo Chigi. Continuerà a essere il coordinatore del Pdl in Campania

 

nicola_cosentino_lp.jpg

L'entourage di Nicola Cosentino conferma che il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino ha deciso di rassegnare le dimissioni dal governo, mantenendo però quello di coordinatore del Pdl in Campania. il politico campanno risulta, insieme al coordinatore del Pdl Denis Verdini, inquisiti nell'inchiesta per associazione segreta stralciata dall'eolico in Sardegna. La decisione delle dimissioni di Cosentino è stata accelerata da Silvio Berlusconi che nell'incontro nella sede del governo ha chiesto un passo indietro al politico campano. Per mercoledì 21 luglio era in programma una mozione, presentata dall'Idv e dal Pd, per sfiduciare il sottosegretario e sulla quale rischiavano di convergere anche i voti dei cosiddetti finiani.

Nicola Cosentino è
indagato nell'inchiesta sull'eolico per associazione per delinquere semplice e violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi che vieta la ricostituzione delle società segrete presentata.

Dopo Claudio Scajola, il 4 maggio, e Aldo Brancher, il 5 luglio, questa è la terza volta in pochi mesi che un esponente del governo Berlusconi è costretto alle dimissioni.


09/06/2010

La Schiavone: «Un onore sedersi accanto a Piersilvio»

La Schiavone: «Un onore sedersi accanto a Piersilvio»

Visita della tennista a Palazzo Chigi, che si confonde sul nome del premier. «È una persona molto energica: in 7-8 minuti ci ha raccontato un sacco di cose e pure due barzellette»

 

(Reuters)
(Reuters)

ROMA - L'emozione di entrare in quelle che ha definito «bellissime stanze» di Palazzo Chigi ha giocato a Francesca Schiavone un piccolo scherzo. Parlando con i cronisti nella sala conferenze stampa dopo l'incontro con il premier Silvio Berlusconi, si lascia andare ad una piccola gaffe: « È stato un grande onore sedersi vicino a Piersilvio...».

LA PASSEGGIATA TRA LE "BELLISSIME STANZE" - La tennista italiana, la prima nella storia a trionfare in un torneo del grande slam, ha "sfilato" per le stanze di Palazzo Chigi, avvolta in un abito firmato Armani e tacchi alti. Accolta da una folta delegazione del governo, la sportiva lombarda si è concessa per qualche foto con il premier e poi per una breve conferenza stampa con Rocco Crimi, sottosegretario allo Sport e Gianni Letta, che la incorona: «Oggi a Palazzo Chigi c'è una sola regina». E così è: tutti in fila per una foto con lei, dai sottosegretari ai funzionari del palazzo. Lei sorride e racconta della passeggiata tra le «bellissime stanze» di Palazzo Chigi e ovviamente del faccia a faccia con Berlusconi. È una persona «molto energica- dice- in 7-8 minuti ci ha raccontato un sacco di cose e pure due barzellette. Ci ha parlato molto di lui e la cosa mi ha molto interessato. È un grande uomo, pieno di ambizioni grandissime, ma non lo scopro certo io. A sentirlo a pelle è molto simpatico, estroverso». Pausa, sorriso, piccolo rossore sulle guance. Prima di aggiungere: «Certo, parla, parla tantissimo...».


24/07/2009

Blitz di un dipietrista, la Gelmini lascia la sala stampa

Blitz di un dipietrista, la Gelmini lascia la sala stampa

 

MOTIVO DELL'IRRUZIONE IL MANCATO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI FONDI. Pedica irrompe a Palazzo Chigi. Il ministro, interrotto, va via: «L'Idv forza democratica, complimenti.. »

 

ROMA - Blitz del parlamentare Stefano Pedica a Palazzo Chigi. L’esponente dell'Italia dei Valori ha preso la parola in sala stampa subito dopo l’arrivo del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che intendeva illustrare l’approvazione del pacchetto università in Consiglio dei ministri. Scopo del blitz di Pedica avere delucidazioni dalla Gelmini sui motivi del mancato via libera del Consiglio dei ministri allo scioglimento del Comune di Fondi, in provincia di Latina, per infiltrazioni mafiose.

«DOBBIAMO PARLARE ANCHE SE OSCURATI» - Di fronte all’insistenza di Pedica, il ministro Gelmini, pur assicurando che della questione si occuperà «uno dei prossimi Consigli dei ministri», ha preferito comunque lasciare la sala stampa, «occupata» dal senatore Idv, senza nemmeno iniziare la prevista conferenza stampa. «L'Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti...» ha detto ironicamente il ministro rivolgendosi al senatore dipietrista. La conferenza è stata così trasferita presso la sala verde di Palazzo Chigi, mentre Pedica ha «occupato» la sala stampa, dove sono state spente le luci. «Ci oscurano - ha detto il senatore Idv - ci tolgono la voce in Parlamento e in televisione. Noi siamo come in Iran, dobbiamo parlare anche se oscurati, dobbiamo fare come Mousavi». Mentre raggiungeva la sala verde con i giornalisti per la conferenza stampa, il ministro Gelmini ha sdrammatizzato l'episodio con una battuta: «Dopo aver toccato il fondo con Fondi - ha detto scherzando - ora parliamo di altri fondi... dell'università». Intanto, Palazzo Chigi nel consueto comunicato stampa al termine del Cdm ha confermato che la decisione di rinviare alla prossima riunione la decisione sullo scioglimento del consiglio comunale di Fondi.

«ESCALATION DI ARROGANZA» - Il Pdl ha duramente condannato l'irruzione di Pedica, accusando l'Italia dei Valori di «prepotenza». «Il blitz contro la Gelmini è solo l'ultimo atto di una escalation di arroganza che, fra girotondi intorno al Quirinale, offese quotidiane, appelli inverosimili lanciati all'estero, dimostra la chiara volontà di porsi fuori dal sistema e dalle civili regole democratiche» ha detto in una nota Barbara Saltamartini, deputata e responsabile delle Pari opportunità del Pdl.


13/10/2008

Da oggi i tornelli anti-fannullone in funzione anche a Palazzo Chigi

Da oggi i tornelli anti-fannullone in funzione anche a Palazzo Chigi

Il ministro: «Non era mai successo che ci fossero i controlli in entrata e in uscita per i dipendenti»

 

 

 

La vignetta di Vauro sui tornelli a Palazzo Chigi (dal sito di Anno Zero)
La vignetta di Vauro sui tornelli a Palazzo Chigi (dal sito di Anno Zero)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 616019484.jpg

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - Il ministro della Funzione pubblica Brunetta fa il segno di vittoria mentre simbolicamente attraversa i tornelli di Palazzo Chigi che da lunedì mattina sono entrati ufficialmente in funzione. «Non era mai successo nella storia di Palazzo Chigi che ci fossero i controlli in entrata e in uscita per i dipendenti», spiega mentre mostra ai fotografi il badge con il quale dirigenti, funzionari e impiegati del Palazzo potranno accedere al posto di lavoro. Giunge, quindi, a compimento un percorso iniziato in estate quando i tornelli, dei varchi in vetro sul modello di quelli utilizzati nelle stazione della metropolitana, furono sistemati all'ingresso degli uffici della Presidenza del Consiglio di via Po, via della Mercede, di via della Ferratella e negli uffici di Palazzo Colonna.

IL MINISTRO - «Si è aperta una nuova stagione di responsabilità e trasparenza nella Pubblica amministrazione. In questo modo - ha spiega Brunetta - puntiamo ad avere più produttività, più presenza degli impiegati e garantendo più servizi ai cittadini». Il ministro della Funzione pubblica spiega che queste iniziative rientrano «in una politica riformista» e chi le deride «lo fa perché non ha la coscienza pulita». A chi gli chiede, citando la battuta del presidente del Consiglio Berlusconi sui mancati guadagni dei bar della zona, Brunetta si limita a dire: «Se ne faranno una ragione». Il segretario generale della Presidenza del Consiglio, Mauro Masi, assicura che «la decisione di mettere dei tornelli all' ingresso è stata presa in stretta collaborazione con le associazioni dei lavoratori».

GLI INTERESSATI - Tra i dipendenti di Palazzo Chigi bocche cucite. In pochi si fermano a parlare, molti sono semplicemente incuriositi dalla presenza di giornalisti e fotografi. «È una scelta moderna - spiega un impiegato che vuole restare anonimo - un segnale importante ma qui, tornelli o no, si è sempre lavorato molto: non credo che si tratti di una scelta punitiva». Intorno al Palazzo, nei tanti bar presenti in zona, come tutti i lunedì è una giornata di inteso lavoro. In pochi sono a conoscenza dei tornelli. «Li hanno messi anche lì? Ci potevano pensare prima - afferma Antonio, barista alla Tazza d'oro, storica caffetteria a due passi dal Pantheon -. Abbiamo molti clienti che lavorano a Palazzo Chigi e, posso assicurarlo, i furbi ci sono sempre. Non credo che la pausa caffè sia in pericolo, un modo per uscire la troveranno di sicuro». Poco più in là nell'affollatissimo Caffè Chigi c'è chi resta scettico: «Vediamo cosa accade nei prossimi giorni. Non credo, comunque, che i nostri affari ne risentiranno», dice Luca, barista.