31/05/2011
Governo, verifica in aula dopo il 20 giugno Il premier: "Mio funerale? Non ho tempo"
Governo, verifica in aula dopo il 20 giugno Il premier: "Mio funerale? Non ho tempo"Bossi non parla, maroni sì: «Adesso vediamo se la maggioranza reagisce». Era stato Napolitano a chiederla dopo la nomina dei nuovi sottosegretari. Franceschini: «Il premier lasci»
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30/05/2011
Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandato
Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandatoAMMINISTRATIVE, SECONDO TURNO: Al voto 13 comuni capoluogo e sei province. Il centrosinistra conquista Milano e Napoli, ma anche Trieste e Cagliari. Grande festa all'ombra del Duomo
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Gli «intention poll» di Sky tg 24: vincono Pisapia e De Magistris
Gli «intention poll» di Sky tg 24: vincono Pisapia e De MagistrisAMMINISTRATIVE, SECONDO TURNO: Al voto 13 comuni capoluogo e sei province. Dati non basati sui voti reali: il centrosinistra conquista Milano e Napoli. Bossi: «La Lega ha fatto il suo dovere»
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31/01/2010
Smog e veleni, Milano va a piedi
Smog e veleni, Milano va a piedi
Oggi blocco totale del traffico dalle 10 alle 18.Stop alle auto anche a Bergamo e Brescia. Varese a targhe alterne
MILANO - Chi sperava che i fiocchi di neve caduti su Milano allontanassero il blocco del traffico si è sbagliato: le concentrazioni di polveri sottili in città e in altre zone della Lombardia sono rimaste molto al di fuori della norma anche sabato. Secondo i dati diffusi dall'Arpa (l'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente) della Lombardia, il pm10 ha spesso superato i 130 microgrammi per metro cubo contro i 50 indicati come valore limite. Concentrazioni alte sono state rilevate anche dalle centraline in altre zone della regione, come a Como (107 microgrammi per metro cubo) e a Monza (110). In ogni caso il provvedimento che stabilisce il blocco delle auto nel capoluogo lombardo alle 1o alle 18 di domenica non è stato revocato. Così come gli altri provvedimenti decisi a macchia di leopardo in lombardia. Stop alle auto anche a Brescia, Bergamo e Lodi, mentre Varese ha scelto per le targhe alterne. Non ha aderito gran parte dei sindaci dell'hinterland del capoluogo, che lamenta l'assenza di un coordinamento a livello regionale. Formigoni però ha respinto le critiche: «Anni fa la Regione si era fatta carico di un compito di supplenza stabilendo le domeniche a piedi, ma ora lasciamo ai Comuni la decisione».
DEROGA PER IL CALCIO - Nel lungo elenco delle deroghe per quanto riguarda MIlano, si è intanto capito che allo stadio di San Siro in macchina potranno andarci solo i tifosi che arrivano da fuori Milano. Lo ha precisato il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: «per chi viene dalla città, lo stadio di San Siro sarà raggiungibile solo con i mezzi pubblici. Per questioni di sicurezza, l'accesso e il deflusso dei veicoli dallo stadio sarà consentito limitatamente alla fascia oraria 13.00-15.00 e 16.30-18.00 solo per chi arriva dalla tangenziale ovest da via Novara fino all'incrocio con via San Giusto e per chi arriva dalle autostrade nord nel tratto compreso tra via Natta e via Diomede (nel tratto compreso tra via Sant'Elia e via Ippodromo), via Ippodromo (nel tratto compreso tra via Diomede e via Patroclo) - via Montale - via Patroclo».
Il testo integrale dell'ordinanza (in pdf)
MANIFESTAZIONE "MAMME ANTI SMOG" - Nella giornata di sabato si è svolta una manifestazione delle "mamme anti smog" a Milano. In circa 500 con i rispettivi bambini si sono riunite davanti Palazzo Marino, sede del Comune, per protestare contro lo smog del capoluogo lombardo a colpi di tosse, come quella provocata dall’aria non pulita, e di mascherine anti smog. Il vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato, parla in una nota di «una sparuta minoranza di mamme milanesi, circa 500 su oltre 206.000», che protesta «contro l'unico comune lombardo che ha Ecopass, che blocca il traffico e che ha intensificato i controlli della Polizia Locale per il rispetto delle temperature negli edifici pubblici e del blocco regionale per il divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti».
Redazione online
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03/08/2009
Wi-fi, la beffa della banda gratuita Il Comune: siamo pronti a partire
Wi-fi, la beffa della banda gratuita Il Comune: siamo pronti a partire
Città digitale. Polemica a Palazzo Marino: «Senza Metroweb si paga il servizio». Il Pd: tre anni di annunci, spesi 150 mila euro
MILANO - La beffa del wi-fi. La storia di tre anni di annunci, di 150 mila euro spesi per un progetto poi abbandonato e di un’amministrazione comunale che punta a realizzare una città digitale ma nel frattempo vende la società che possiede la rete. La polemica, appena riesplosa in consiglio comunale, si impone alla ribalta agostana nel giorno in cui il city manager del Comune, Giuseppe Sala, annuncia un progetto per Milano digitale come biglietto da visita per Expo. Il problema è che l’impresa era già stata tentata dalla giunta Moratti con l’annuncio roboante del marzo 2007: «Entro il 2009 avremo una rete internet senza fili per Milano » avevano dichiarato seduti allo stesso tavolo l’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, i consiglieri di centrosinistra che avevano elaborato il primo progetto «Milano wireless» e il professor Maurizio Decina, docente dei Telecomunicazioni del Politecnico che aveva definito il piano insieme ad un team di esperti.
Il 2009 è quasi finito, la rete non esiste e nel frattempo la giunta ha venduto Metroweb, la società che aveva cablato Milano. Su questo, si è di recente assistito ad una schermaglia in aula consiliare fra Davide Corritore (Pd) e Guido Manca (Pdl), che è presidente di Metroweb. Corritore ha denunciato il fatto che il sindaco Moratti nell’ottobre 2006 aveva spiegato, cedendo Metroweb agli inglesi del fondo Stirling Square, che «il Comune ha negoziato un contratto di uso gratuito per 10 anni di una quota di banda (riservandosi il 15 per cento) per uso diretto del Comune o di altri enti pubblici». Eppure, stimatizza Corritore, «Metroweb oggi non riconosce quell’impegno». Manca sostiene che Corritore menta. Il consigliere del Pd aveva però consegnato a Manca una copia «che evidentemente non ha letto» dei patti parasociali di Metroweb dove è scritto al punto 3.9 che il socio di maggioranza è impegnato «a rendere disponibile ai migliori prezzi di mercato... la rete proprietaria di Metroweb... in relazione ai servizi che dovessero essere offerti»: Conclude Corritore: «Il paradosso è che per avere i servizi promessi dal sindaco, il Comune dovrà pagare la società che era stata sua». Nel frattempo, c’è stata un’evoluzione.
Il Comune, accantonato nel maggio 2008 l’originario progetto wireless per una serie di «problemi tecnici», aveva avuto da Decina una seconda proposta denominata «Milano digitale». Un piano ridimensionato, con l’utilizzo delle reti di Atm e Provincia, invece che quella di Metroweb. «Partiamo subito con la sperimentazione, e le zone pilota saranno San Siro e il centro», aveva annunciato Rossi Bernardi. Ma, trascorso un anno, la sperimentazione non è ancora terminata. L’assessore Rossi Bernardi spiega: «È stato fatto uno studio di fattibilità, abbiamo identificato problemi, ora stiamo vedendo quali servizi potrebbero essere immessi». Poi c’è il nodo economico: «Serve un gestore - ricorda l’assessore - e stiamo studiando con le varie compagnie di telecomunicazione se serva un bando o se si riesce a fare un accordo tra grandi compagnie per avere un soggetto unico che poi con la pubblicità recuperi i fondi per garantire la manutenzione ». Basta avere pazienza.
Elisabetta Soglio
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