20/08/2010

Medio Oriente: riprende il negoziato di pace

Medio Oriente: riprende il negoziato di pace

Il 2 settembre a Washington, alla presenza di Barack Obama, i primi colloqui diretti tra israeliani e palestinesi dal dicembre 2008. Le due parti hanno accolto l'invito avanzato da Usa, Ue, Russia e Onu

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02/06/2010

Israele, liberati gli attivisti italiani. Frattini ringrazia

Israele, liberati gli attivisti italiani. Frattini ringrazia

I sei erano stati fermati dopo l'assalto alla flotta con gli aiuti per i palestinesi al largo di Gaza. Il ministro degli Esteri italiano: "Sono grato al governo israeliano per la collaborazione". Abu Mazen: “Terrorismo di Stato”.

 

 

 

Sono stati rilasciati e sono in viaggio verso la Turchia i sei italiani detenuti da lunedì in Israele, con altre centinaia di attivisti filopalestinesi, dopo il sanguinoso blitz contro la flottiglia di aiuti in navigazione verso la Striscia di Gaza.
La notizia del rilascio, annunciata fin dalle ore precedenti, è stata formalizzata in tarda mattinata da Betlemme (Cisgiordania) dal sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, che si trova in visita nella regione. Ed è stata subito dopo confermata dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale si è detto "particolarmente grato al governo israeliano per la collaborazione offerta" e ha dato atto dell'impegno profuso dall'ambasciata italiana a Tel Aviv.

I sei -
Giuseppe Fallisi, Angela Lano, Marcello Faracci, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin - sono stati caricati su un pullman con altri attivisti stranieri, sotto scorta e senza possibilità di contatti con l'esterno. All'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dove è prevista la presenza di rappresentanti diplomatici italiani, li attende un volo verso la Turchia, da dove proseguiranno per l'Italia.

L'accelerazione delle procedure di espulsione è scattata
sull'onda delle crescenti pressioni internazionali e dopo il via libera di ieri sera del gabinetto di sicurezza israeliano, presieduto dal premier Benyamin Netanyahu, al rimpatrio "immediato" di tutti gli stranieri fermati: inclusi quei turchi che in un primo momento avevano rischiato di finire sotto processo per la reazione violenta all'abbordaggio della Mavi Marmara, la nave guida del convoglio denominato “Freedom  Flotilla”.

Già in mattinata una cinquantina di turchi aveva lasciato il centro di detenzione di Beer Sheva,
mentre nella notte era stata completata l'espulsione via terra verso la Giordania di altre 124 persone - originarie di diversi Paesi arabi e musulmani - nonché quella di tre libanesi: tutti accolti, al di là del ponte di Allenby - che collega le due sponde del fiume Giordano - da una folla inneggiante alla "libertà della Striscia di Gaza" (l'enclave palestinese controllata dal 2007 dagli  islamico-radicali di Hamas) da slogan ostili verso Israele.

Israele proseguirà nelle prossime ore l'espulsione delle centinaia di attivisti fermati in acque internazionali mentre tentavano di rompere l'embargo a Gaza con la Freedom Flotilla. Ma intanto la
protesta nel mondo non si placa e il presidente palestinese Abu Mazen ha accusato Tel Aviv di "terrorismo di Stato".


01/06/2010

Freedom Flotilla, l'assalto israeliano.

Freedom Flotilla, l'assalto israeliano.

L'esercito della Difesa israeliana diffonde le immagini del blitz contro la flotta di attivisti compiuto al largo di Gaza. Le immagini, senza commento, riprendono i concitati momenti dell'assalto

 

 

 

Le immagini sono in bianco e nero, a tratti fuori fuoco. Sono riprese dall’alto. Piccoli punti che si muovono in tutte le direzioni; oggetti neri che piombano dal cielo e creano il vuoto tutto attorno. Bombe. Sono le immagini diffuse dall’esercito della Difesa di Israele. Si tratta di alcuni momenti dell’assalto dei reparti speciali israeliani alla flotta di navi pacifiste che voleva forzare il blocco su Gaza.
Morti, feriti e oltre 600 attivisti arrestati, tra cui sei italiani. Questo il bilancio del blitz di lunedì 31 maggio.

Nel secondo video le immagini dell’assalto alla flotta diretta a Gaza per portare aiuti sono più nitide. Riprendono l’arrivo a bordo dell’esercito israeliano e la dura reazione degli attivisti. Bastoni, o forse spranghe, oggetti neri e affusolati si agitano nell’aria e colpiscono i militari. Cercano di buttarli in mare.


Israele si è difesa sostenendo che i suoi uomini hanno risposto al fuoco dei pacifisti e che sulle navi sono state trovate armi, come dimostrerebbe anche il ferimento di dieci teste di cuoio, raggiunte da colpi d'arma da fuoco e coltellate.


Un’attivista, però, racconta un’altra versione dei fatti. “
La marina militare ci ha attaccati. Sono scesi dagli elicotteri e hanno iniziato a sparare - dice Greta Berlin, questo il suo nome - Hanno iniziato a sparare su civili disarmati che stavano trasportando 10.000 tonnellate di aiuti umanitari”.


Israele: "Pronti a fermare altre navi". La condanna dell'Onu

Israele: "Pronti a fermare altre navi". La condanna dell'Onu

480 arresti tra gli attivisti a bordo della flottiglia assaltata da un commando israeliano. Tra questi 6 italiani. Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite chiede la loro liberazione e un’inchiesta rapida e imparziale su quanto accaduto.

 

 

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, riunito a New York per esaminare l'attacco israeliano alla flottiglia di pacifisti diretta a Gaza, ha chiesto un'inchiesta e il rilascio degli attivisti e delle loro imbarcazioni. Con un equilibrismo linguistico frutto di tredici ore di negoziato al Palazzo di Vetro, il consiglio delle Nazioni Unite ha "condannato gli atti che hanno avuto come esito la perdita di vite di civili nell'incidente con la flottiglia al largo di Gaza". In una nota il consiglio di sicurezza ha chiesto l'avvio di un'inchiesta che sia "rapida, imparziale, trasparente e credibile" e "l'immediato rilascio delle navi e dei civili" fermati da Israele.

Sono 480 gli attivisti della flottiglia internazionale arrestati dagli israeliani dopo il blitz di ieri contro la spedizione umanitaria internazionale, mentre altri 48 stanno per essere espulsi. Le 480 persone arrestate sono raggruppate nella prigione di Ashdod, nel sud d'Israele, mentre gli altri 48 sono stati condotti all'aeroporto internazionale di Ben Gurion per essere espulsi verso i loro paesi d'origine. Altri 45 attivisti, per la maggior parte di origine turca, sono stati ricoverati in diverse strutture. La Farnesina ha confermato che, sulla base "degli ultimi dati disponibili,
sono 6 i connazionali detenuti" in Israele. Di questi - precisano fonti degli Esteri - due hanno doppia nazionalità, uno italo-tedesco ed uno italo-palestinese. Un funzionario italiano li incontrerà oggi, spiegano le stesse fonti.

Il ministero della Difesa israeliano ha però dichiarato che sarà impedito l'ingresso a Gaza a qualsiasi nuova nave di aiuti. Il sanguinoso epilogo del braccio di ferro tra la Marina israeliana e gli attivisti pro-palestinesi non impedirà alle forze armate dello stato ebraico di abbordare altre navi che si dovessero avvicinare a Gaza. E' il monito lanciato da un ufficiale della Marina in vista dell'arrivo nelle acque davanti al territorio palestinese sottoposto a blocco navale della Rachel Corrie, un mercantile convertito in traghetto. "Abbiamo avviato un'inchiesta" sulla sparatoria di ieri, ha detto alla Nbc l'ufficiale, "e siamo pronti per la Rachel Corrie".


Intanto un duro scontro a fuoco è avvenuto al confine fra la striscia di Gaza e il territorio israeliano, all'altezza del kibbutz israeliano di Nirim. Le pattuglie di confine stanno verificando se miliziani palestinesi si siano infiltrati  in Israele. La popolazione ebraica nella zona vicina è chiusa nei rifugi, e gli allievi non hanno raggiunto le loro scuole.


31/05/2010

Gaza, Israele attacca una flotta pacifista. Vittime e feriti

Gaza, Israele attacca una flotta pacifista. Vittime e feriti

La marina israeliana ha assaltato alcune navi che cercavano di forzare il blocco imposto attorno alla Striscia per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Ankara protesta. Hamas: “Intifada contro tutte le ambasciate di Israele” .

 

 

 

L'attacco - E' finito in un bagno di sangue, con almeno 15, forse 20 morti, l'assalto condotto stanotte dalle forze israeliane contro la flottiglia multinazionale di attivisti filo-palestinesi in navigazione verso la Striscia di Gaza. L'azione, ripetutamente minacciata da Israele nel caso in cui gli attivisti avessero cercato di forzare il blocco imposto attorno alla Striscia fin dall'avvento al potere degli islamico radicali di Hamas, nel 2007 – è avvenuta di notte in acque internazionali, a qualche decina di miglia dalla costa. L'epicentro degli scontri - che hanno provocato un'immediata crisi diplomatica fra Israele e Turchia, in prima fila nel sostegno alla flottiglia - è stata la nave di una ong turca che guidava la spedizione: promossa dal movimento 'Free Gaza' con la partecipazione di circa 700 persone (tra cui almeno cinque attivisti italiani) e l'intenzione dichiarata di portare un carico di aiuti a Gaza sfidando il blocco.

La ricostruzione -
Secondo le ricostruzioni dell'episodio, ancora frammentarie, i commando israeliani hanno aperto a un certo punto il fuoco facendo un numero di morti compreso fra 10 e venti, a seconda delle fonti, oltre a numerosi feriti. Stando a un portavoce militare dello Stato ebraico, a innescare il caos sarebbe stato il tentativo di alcuni attivisti di resistere all'abbordaggio con bastoni, coltelli e almeno un'arma da fuoco, sottratta - pare - a un soldato. Fra i militari si contano quattro feriti, ha aggiunto il portavoce, accusando i promotori della flottiglia di aver organizzato una "provocazione violenta". Alla fine le navi sono passate sotto il controllo israeliano e sono attualmente scortate verso il porto di Ashdod (sud di Israele), chiuso ai media. Nessuna conseguenza è segnalata per gli attivisti italiani.

Israele -
Israele ha intanto elevato il livello di allerta sul fronte nord (con il Libano) e su quello sud (con la Striscia di Gaza). Ma a ribollire è pure il fronte interno degli arabo-israeliani: un leader radicale di questi, lo sceicco Saleh, dirigente del Movimento Islamico in Galilea, partecipava alla spedizione e risulta essere stato ferito.

Abu Mazen -
Dalla Cisgiordania, il presidente palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha denunciato l'accaduto come "un massacro", dichiarando tre giorni di lutto nazionale. Da Gaza, invece, i dirigenti di Hamas hanno parlato di "crimine" commesso da Israele, preannunciando reazioni e chiedendo risposte internazionali. Un esponente islamico, Ahmed Yusef, ha invocato "un'intifada" di popolo dinanzi alle ambasciate d'Israele nel mondo.

Caos in Turchia -
La tensione, del resto, è già salita alle stelle con la Turchia, dove sono in corso manifestazioni di piazza anti-israeliane. Il Paese - già alleato strategico di Israele, ma da mesi in grave crisi di rapporti con lo Stato ebraico - aveva chiesto alla vigilia al governo di Gerusalemme di lasciar passare la flottiglia. L'epilogo ha indotto ora Ankara a prefigurare "conseguenze irreparabili" nelle relazioni bilaterali: tanto più gravi se sarà confermata la notizia secondo cui almeno 9 vittime sono turche.

Atene attiva l'unità di crisi -
Intanto, il Ministero degli Esteri greco ha attivato l'Unità di crisi in seguito all'assalto israeliano contro la 'Flottiglia per Gaza', della quale facevano parte due unità battenti bandiera ellenica, il cargo 'Liberta' del Mediterraneo' e la passeggeri 'Sfendoni', a bordo delle quali si trovavano cittadini greci e palestinesi.
Atene ha indicato di non avere finora notizie ufficiali su quanto accaduto e sulla sorte dei propri concittadini. Secondo attivisti greci a bordo delle unità, citati dalla radio Skai, gli israeliani avrebbero dato l'arrembaggio con elicotteri e gommoni ed avrebbero fatto uso di "proiettili veri".

Italiani a bordo -
Ci sono anche alcuni italiani, almeno cinque, fra gli attivisti della flottiglia che stamani cercava di recarsi a Gaza e che è stata bloccata dalle forze israeliane. E' quanto riferisce la Farnesina interpellata sulla vicenda.
Le fonti del ministero degli Esteri italiano riferiscono anche che non risultano italiani coinvolti nella sparatoria che ha provocato morti e feriti. L'ambasciata italiana in Israele ha comunque inviato alcuni funzionari ad Haifa, dove la flottiglia verrà scortata dalle forze israeliane, per verificare la situazione sul posto.

Ue chiede a Israele l'apertura di un'inchiesta
-  L'Unione europea chiede alle autorità israeliane di aprire un'inchiesta sull'attacco alle navi che trasportavano aiuti umanitari a Gaza. Lo ha detto un portavoce del ministro degli esteri della Ue, Catherine Ashton, sottolineando inoltre come Israele deve garantire il libero flusso di aiuti umanitari diretti alla Striscia di Gaza.


ALTRI VIDEO

 

 

 

 


03/10/2009

Israele scarcera 19 detenute palestinesi e ottiene un video del caporale Shalit

Israele scarcera 19 detenute palestinesi e ottiene un video del caporale Shalit

 

Il militare abbozza un sorrivo e incita il governo a uno scambio di prigionieri. Il soldato israeliano rapito da Hamas nel 2006 appare «vivo e lucido» e in buone condizioni

 

 

Una manifestazione a favore della liberazione di Shalit (Afp)
Una manifestazione a favore della liberazione di Shalit (Afp)

TEL AVIV - La lunga trattativa indiretta fra Hamas e Israele per uno scambio di prigionieri ha superato una prova delicata quando, con precisione cronometrica, Israele ha ricevuto un breve filmato del soldato Ghilad Shalit nel quale il giovane appare «vivo e lucido», e ha liberato 19 detenute palestinesi. Il filmato di Hamas, che dura più di due minuti, risultato autentico, è la prima prova concreta che il soldato, rapito da un commando palestinese nel giugno 2006 e da allora custodito in una località segreta, è ancora vivo. La tv israeliana ha definito il giovane «lucido».

IL VIDEO - Shalit ha in mano il giornale di Hamas, Falastin, del 14 settembre, nel filmato abbozza un sorriso e appare in buone condizioni di salute e di spirito. Il soldato indossa una divisa verde oliva, in ebraico fa appello al governo israeliano di concludere al più presto un accordo per uno scambio di prigionieri e afferma di essere trattato «in maniera eccellente» dai «mujaheddin di Ezzedin al-Qassam», il braccio armato di Hamas. Al termine si alza da una sedia e avanza verso la telecamera per mostrare che anche le sue gambe sono in buone condizioni.

 

IL MEDIATORE - In mattinata il mediatore tedesco ha consegnato il video a quello israeliano Haggai Hadas. Questi lo ha inoltrato a sua volta al premier Netanyahu e successivamente è stato consegnato alla famiglia Shalit, che per il momento non ha rilasciato dichiarazioni. Avendo stabilito l'autenticità del filmato Israele ha rilasciato 19 detenute palestinesi. Con la eccezione di una (destinata a Gaza), hanno varcato il valico di Bitunye e sono state prese in consegna dai dirigenti dell'Autorità nazionale palestinese. Per loro è stata organizzata una cerimonia di benvenuto nella Muqata, l'ufficio del presidente Abu Mazen a Ramallah. Da parte sua Hamas a Gaza sta mobilitando i propri seguaci per accogliere Fatma al-Zaq, la detenuta liberata assieme con il figlioletto di quasi due anni, partorito in carcere. È in programma a Gaza un discorso del leader locale di Hamas, Ismail Haniyeh. Nei commenti della stampa si afferma che gli eventi odierni rappresentano una «prova generale» in vista di uno scambio di prigionieri a cui il mediatore tedesco sta già lavorando.

NETANYAHU - Le trattative per la liberazione del caporale Shalit dalle mani di Hamas «saranno ancora lunghe e piene di ostacoli»: lo prevede Netanyahu in un comunicato. L'importanza di quelle immagini, ha aggiunto il premier, risiedono nell'aver confermato le sue condizioni di salute e di aver stabilito «la responsabilità» di Hamas a garantirne anche in futuro la incolumità.


16/09/2009

Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo

Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo

 

I media israeliani: «Attentato simile all'11 settembre contro il Burj Dubai. Otto arresti e 45 fermi», sospetti sull'iran. Ma la polizia smentisce

 

La torre di Dubai (Reuters)
La torre di Dubai (Reuters)

GERUSALEMME - Un aereo contro la Torre di Dubai (Burj Dubai). È l'attentato che i servizi segreti degli Emirati Arabi sarebbero riusciti a sventare, un mese e mezzo fa, e di cui danno per la prima volta notizia i giornali mediorientali. I primi otto sospetti erano stati arrestati immediatamente quando fu scoperto il complotto, mentre più di recente - scrive il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" - sarebbero state fermate altre 45 persone, fra cui la maggior parte palestinesi e libanesi. Il piano dei terroristi - riferisce il giornale - era quello di abbattere il grattacielo più alto del mondo (160 piani, ma dovrebbe arrivare a 162 per quasi 820 metri di altezza), prima della sua inaugurazione prevista per la fine del 2009. Poco dopo la pubblicazione della notizia, la polizia ha però rilasciato una secca smentita.

IL PIANO - Secondo lo "Yedioth Ahronoth", gli inquirenti sospettano che l'attacco avesse la regia dell'Iran anche se non si esclude che dietro ci potessero essere Al Qaeda o gruppi estremisti dell'Arabia Saudita. La vicenda è iniziata un mese e mezzo fa, quando il quotidiano kuwaitiano "al-Jareeda" riferì dell'arresto di otto sospetti da parte dell'intelligence degli Emirati in relazione a un «commando armato affiliato con uno dei paesi della regione, che operava nel Ras al-Khaima», uno dei sette emirati che compongono gli Eau nell'estremo nord del Paese, che si affaccia sul Golfo Persico. Durante gli interrogatori dei sospetti, tenuti rigorosamente top secret, era emerso che stavano organizzando l’attentato aereo contro la Torre di Dubai. Come svela "Yedioth Ahronoth" nella sua edizione online, è possibile che il velivolo scelto per l'operazione dovesse decollare da una pista aerea non ufficiale in Iran.

SMENTITA - Il vice-capo della polizia di Dubai, Khamis Mattar al Mazeina, ha però smentito la notizia . La storia di un tentato attacco terroristico per mano iraniana «è falsa», ha sottolineato il generale citato dal sito online del quotidiano "Gulf News".