01/02/2011

Giovane attrice muore schiacciata dal semaforo abbattuto da un'auto

Giovane attrice muore schiacciata dal semaforo abbattuto da un'auto

Viale Monte Ceneri - La ragazza stava appendendo le locandine del suo spettacolo. Sonia Bonacina, 28 anni, era con il compagno attore e regista. «Ubriaco il guidatore»

Continua...


04/02/2010

Incatena il figlio per andare a lavorare

Incatena il figlio per andare a lavorare

 

E'  ACCADUTO IN CINA. Il padre: lo facciamo per la sua sicurezza, un mese fa sparita l'altra nostra figlia. Le autorità non gli credono

 

Lao Lu incatenato (Olympia)
Lao Lu incatenato (Olympia)

L’immagine è di quelle choc: un bimbo infagottato in un giaccone colorato, che regge la catena con cui il padre lo ha legato ad un lampione, mentre un lucchetto gli blocca la caviglia per impedire che si muova. Per noi occidentali, un esempio di crudeltà infinita. Ma per molti cinesi senza uno stipendio fisso e costretti a sbarcare il lunario facendo i lavori più umili e malpagati, questo è il solo modo che hanno per tenere d’occhio i propri figli ed evitare così che vengano portati via per essere magari venduti da gente senza scrupoli.

SPARITA LA SORELLINA - Ecco perché il signor Chen Chianliu è stato costretto a ricorrere ad una simile barbarie per assicurarsi che il piccolo Lao Lu non se ne andasse in giro per conto suo mentre lui scorrazzava i clienti con il suo risciò abusivo per le strade di Pechino e la moglie disabile raccoglieva i rifiuti. Insomma, i due genitori lo avrebbero fatto per la sicurezza del bimbo, dopo che il mese scorso si sono visti sparire da sotto il naso la figlioletta Ling, di 4 anni appena, portata via da chissà chi in un attimo di distrazione. Ma la spiegazione non ha convinto le autorità che, avvertite da alcuni passanti che si sono ritrovati davanti il povero Lao Lu in catene all’esterno dell'Huaguan Shopping Mail di Liangxiang, hanno ordinato a papà Chen di liberarlo immediatamente, anche se ora nessuno sa quale fine potrà fare il piccolo Lao Lu. All’asilo, infatti, il bimbo non può andare, perché il 42enne genitore arriva dalla provincia di Szechuan e, pertanto, non può usufruire degli aiuti statali, come dimostra anche il fatto che la famiglia viva in una stanza di neanche 3 metri per 2 e mezzo. Tantomeno, il signor Chianliu può permettersi una babysitter, visto che guadagna 5 euro al giorno con il suo lavoro saltuario .

IL RISCHIO DI NUOVI LUCCHETTI - «Mia moglie non può prendersi cura del bambino – ha detto l’uomo alla stampa locale – e io devo lavorare per mantenere la famiglia, così non posso fare altro che legare Lao Lu al palo con una catena quando devo fare una corsa con il risciò. Dopo aver già perso una figlia, di cui non ho neanche una foto da usare come volantino per le persone scomparse, non posso rischiare di perdere anche mio figlio e ho pure rinunciato ad un sacco di soldi pur di non darlo in adozione». Ma se non verrà trovata una diversa soluzione, il piccolo Lao Lu, che in un’altra foto è ritratto sorridente fra le braccia del padre, potrebbe ritrovarsi presto con un nuovo lucchetto ai piedi, sempre per il suo bene.

Simona Marchetti


19/09/2008

Niente celle, ammanettato a un palo

Niente celle, ammanettato a un palo

Immigrato «detenuto» nel corridoio del commissariato. agenti: condizioni vergognose

Monza: foto-denuncia del Siap, un sindacato dei poliziotti

MILANO — Le serrature delle celle di sicurezza sono così malandate, trasandate, rabberciate, che si possono aprire dall'interno. Ma il ragazzo che vedete nella foto tonda, un immigrato, nelle celle di sicurezza non c'è mai entrato. Non c'era posto. Erano strapiene. E così gli agenti l'hanno ammanettato dove capitava. A un palo, una qualunque colonna nel corridoio d'ingresso. Tra persone con in mano denunce, tra gente in attesa del rinnovo del passaporto, tra poliziotti e bicchieri di caffé, interrogatori, faldoni, inchieste aperte e inchieste chiuse.

La foto choc dell'immigrato ammenettato a un palo del commissariato
La foto choc dell'immigrato ammenettato a un palo del commissariato
Garantisce Fabio Sgrò, segretario provinciale del Siap, che l'immagine, un'immagine choc, che ha fatto e farà discutere a lungo, «è stata scattata da un agente iscritto al mio sindacato». Nessun fotomontaggio, dice Sgrò. Niente ritocchi. Men che meno ritocchi ad arte, per «caricare» la protesta, gonfiarla, darle fiato. Quel che vedete, «è realmente avvenuto». E proprio partendo dall'immagine, ieri mattina, il Siap, ha organizzato un presidio per (ri)lanciare l'allarme del commissariato di Monza. Volantini, cori, striscioni. E «rabbia, tanta rabbia». Monza è una città che conta 120mila abitanti e che tra pochi, pochissimi mesi, nella prossima primavera, diventerà Provincia. Ma se molte sedi della nuova creatura istituzionale sono già pronte, la Questura «non ci sarà ancora per lungo tempo». Al suo posto, «resterà il commissariato». Dove, come dimostra la foto, «la situazione è drammatica».

Sempre secondo quanto raccontato dal Siap, l'immagine risale allo scorso inizio anno, ma da allora a oggi «è ricapitata altre volte». Succede così, in certi giorni: le celle di sicurezza, probabilmente in conseguenza di una tornata di arresti e di retate nel corso della notte, non sono fruibili. La pattuglia rientra. In compagnia di un fermato. Il suo posto, sarebbe nelle celle di sicurezza. «No, lì no, non si può». E allora, dove? Dove capita. Ecco, per esempio qui. C'è una colonna, è un punto di passaggio, sì, ma non troppo, magari non dà eccessivamente nell'occhio. L'immigrato viene ancorato alla colonna. E lasciato così. Se più tardi, casomai, qualcuno verrà portato via, magari, ci sarà il trasferimento nelle celle di sicurezza. In ogni modo, «non c'è soltanto il caso di Monza. Questa è una situazione comune a molti commissariati». E però, «oltre alle celle di sicurezza fuori uso, quello di Monza conta altri nodi irrisolti». Sebbene gli archivi siano stipati di carta e faldoni, l'impianto antincendio è fuori norma e come se non bastasse il personale in servizio è «sottodimensionato rispetto alle esigenze»   

I numeri, come detto, mettono in drammatico risalto la sola pattuglia a turno per una città di 120 mila abitanti. Al momento, soluzioni a breve termine non se ne vedono. Il dirigente, Vincenzo D'Agnano, ha spiegato di avere appena avuto un incontro con Luigi Piscopo, il «commissario prefettizio che sta seguendo la costituzione della nuova Provincia brianzola e i responsabili del Provveditorato opere pubbliche». Il motivo della riunione era proprio quello di discutere i ritardi dei cantieri per la nuova Questura e le condizioni critiche del commissariato di viale Romagna. Il risultato finale è stato il via libera a un progetto di riqualificazione dell'edificio che dovrebbe andare in porto nel giro di pochi mesi. «Non sono in grado di dire quando partiranno i cantieri — dice —, ma la procedura è a buon punto». E in attesa della nuova «Questura, la sede attuale sarà sicuramente riorganizzata con nuovi spazi».

16:07 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: celle, galera, manette, ammanettato, palo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook