22/11/2010
Calca in Cambogia, 345 morti
Calca in Cambogia, 345 mortiPanico durante la festa dell'acqua. il governo cambogiano: i feriti sono 440. La ressa a Phnom Penh causata forse dagli idranti usati dalla polizia per affrettare lo sgombero della folla
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26/10/2010
Io voto Annarella. La nonnina combattente è il nuovo mito del web
Io voto Annarella. La nonnina combattente è il nuovo mito del webDA MONTECITORIO AI SOCIAL NETWORK. All'urlo di «ve comprate a gente» ha messo nel panico, Della Vedova e Bernini. Il video impazza su YouTube
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31/08/2010
Love Parade, "ecco dove ha sbagliato la polizia"
Love Parade, "ecco dove ha sbagliato la polizia"Gli organizzatori del festival di Duisburg, dove a luglio 21 ragazzi hanno perso la vita dopo una ressa infernale, hanno messo online un documentario e tutte le riprese delle telecamere di sicurezza per mostrare gli errori fatti dagli agenti
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25/07/2010
Strage alla Love Parade, un'italiana tra le vittime
Strage alla Love Parade, un'italiana tra le vittimeSi tratta di Giulia Minoli, aveva 21 anni. Sono 19 i morti e oltre 340 i feriti al festival di musica techno di Duisburg, schiacciati nella calca a causa di un'ondata di panico dentro un tunnel. Almeno un'italiana tra i feriti.
C'è anche un'italiana tra le vittime della tragedia alla Love Parade di Duisburg. Il suo nome è Giulia Minoli, viveva a Brescia. Aveva 21 anni.
I carabinieri, intorno all'una di notte, hanno avvisato la famiglia spiegando alla madre che il console italiano in Germania che si occupava del caso doveva parlarle. La donna vedendo i militari ha detto che aveva capito subito la terribile notizia, anche perché dal pomeriggio cercava di mettersi in contatto con la figlia senza riuscirci.
E intanto, si apprende che tra i feriti c'è almeno un'italiana. Secondo quanto riferiscono fonti del Consolato italiano a Colonia, le due ragazze erano insieme alla Love Parade.
Le autorità di Duisburg hanno intanto attivato un numero di emergenza per chi cerca notizie di familiari che si teme siano rimasti coinvolti nella tragedia.
Il numero da chiamare è 0049 203 94 000.
E la città tedesca oggi si è svegliata ancora sotto choc per la tragedia che ha sorpreso le migliaia di giovani accorsi in Germania da tutta Europa per parteciapre al festival di musica techno.
La calca provocata dal panico ha causato almeno 19 morti. I feriti, alcuni in gravi condizioni, hanno toccato la cifra record di 340; tra questi almeno una ragazza italiana.
Sabato 24 luglio 2010, ore 17.30. La calca, poi il panico. E' tragedia - Sarebbe stato il panico scoppiato all'ingresso del tunnel di accesso alla Love Parade di Duisburg a causare la strage di ragazzi. Secondo alcuni media tedeschi, la ressa sarebbe stata originata dal tentativo della polizia di impedire l'accesso a migliaia di persone all'area dove si svolgeva l'evento, il sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni '80 e trasformato in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente "troppo stretto" per garantire l'afflusso dei partecipanti.
"Urla, paura, panico", scrive il quotidiano tedesco Bild: "Migliaia di persone si sono scontrate, molti - almeno una dozzina di persone - sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario".
Un partecipante alla manifestazione, Marius, di 18 anni, riferisce ancora Bild, ha raccontato che "non c'è stata possibilità di fuga, la gente faceva come un muro. Ho avuto paura di morire". "Ho avuto fortuna: ho trovato un piccolo buco, ma accanto a me sono morte due donne", ha raccontato inoltre una ragazza.
Accuse agli organizzatori - "Eravamo in mezzo al tunnel. Sempre più gente cercava di entrare - ha detto un giovane 21enne di nome Fabio all'agenzia stampa Dpa - eravamo quasi arrivati all'uscita, ma la folla non riusciva ad avanzare. Con la mia fidanzata siamo tornati indietro, riuscivamo a malapena a respirare. Abbiamo dovuto farci largo a gomitate. Abbiamo avvertito la polizia che si poteva scatenare un panico di massa. Questo circa 45 minuti prima dell'incidente".
La Parata dell'Amore - Alla Love Parade, secondo i dati degli organizzatori hanno partecipato durante l'intera giornata di sabato 1,4 milioni di persone. Sono stati mobilitati circa 1.200 poliziotti. L'enorme afflusso di persone ha reso difficili i soccorsi, con il personale medico che ha dovuto farsi strada tra migliaia di giovani.
Nata a Berlino nel 1989, sull'onda del crollo del Muro di Berlino, l'annuale Love Parade a suon di musica techno era stata organizzata di nuovo dopo una pausa osservata l'anno scorso.
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26/04/2010
Preso a Salò: è finita la fuga dell'uomo che ha fatto la strage nel Mantovano
Preso a Salò: è finita la fuga dell'uomo che ha fatto la strage nel MantovanoSi è costituito con una telefonata: «Sono stanco, venitemi a prendere». Aveva sparato alla sua ex, a un'anziana vicina e a un conoscente che era in auto con moglie e bambini
| Una vecchia foto dell'omicida, Omar Bianchera, 44 anni |
MANTOVA - «Sono stanco, mi arrendo...venitemi a prendere». È finita nei pressi del Lago d'Idro la caccia all'uomo che ha seminato morte e terrore tra Mantova e Brescia. Omar Bianchera, che ha ucciso tre persone nel mantovano e ne ha ferito una quarta, è stato rintracciato ad Anfo, un paese nei pressi del lago di Idro, ed stato poi portato nella caserma di Salò. Secondo quanto riferito dagli stessi inquirenti il killer si è costituito telefonando al 113. La telefonata è stata ricevuta dalla questura di Brescia e sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Salò competenti per Anfo, il comune della Valsabbia dove il fuggitivo era arrivato scappando dopo il triplice omicidio. Il camionista 44enne di Volta Mantovana ha chiamato con un cellulare dalla propria autovettura, parcheggiata in prossimità della Rocca di Anfo, nei pressi del lago di Idro, nel bresciano. A quel punto la polizia ha subito "girato" la segnalazione ai carabinieri della zona, più vicini alla località, e l'omicida è stato raggiunto e quindi ammanettato. Le armi della strage erano nell'auto.
LE VITTIME - Le vittime sono l'ex moglie e due conoscenti con i quali l'omicida, che ha seri problemi psicologici ed è un fanatico di armi, aveva avuto degli screzi. Un'altra persona è rimasta ferita. A quanto si è appreso gli investigatori avevano localizzato, attraverso le celle del suo cellulare, gli spostamenti del killer verso la provincia bresciana che confina con quella mantovana.
L'EX MOGLIE- Il killer, Omar Bianchera, 44 anni, autotrasportatore, noto alle forze dell'ordine per precedenti di droga, sembra aver seguito nel suo delirio un preciso itinerario di «vendetta», spinto dal desiderio di eliminare tutti coloro con i quali sentiva di avere dei conti in sospeso. Domenica mattina si è diretto in auto verso la casa dell'ex moglie, Daniela Gardoni, 38 anni, che abitava in un appartamento in via Risorgimento, la strada principale di Volta Mantovana. I due erano separati da una decina d'anni ed erano in causa appunto per quell'appartamento, in cui avevano vissuto insieme: proprio martedì scorso il Tribunale aveva assegnato la casa alla Gardoni. L'uomo aveva rivolto parecchie minacce all'ex moglie e aveva anche detto a un amico che, prima o poi, l'avrebbe uccisa. L'uomo, arrivato alle 7 di mattina davanti alla casa della donna, un paio d'ore dopo ha esploso alcuni colpi contro le finestre; l'ex moglie è scesa di corsa ed è salita in auto, cercando di andare dai carabinieri, ma l'uomo le ha sparato più volte. L'auto ha percorso circa 200 metri, poi è finita contro un muro. Bianchera, che l'inseguiva, è sceso dalla sua vettura e ha freddato Daniela Gardoni con due colpi di pistola senza dire nulla. Inutilmente un ragazzo, di passaggio in sella a uno scooter, ha cercato di difendere la donna: l'omicida lo ha brutalmente scansato e ha continuato a sparare.
LA CONOSCENTE - Subito dopo Bianchera è risalito sulla sua auto e si è diretto verso la località Piccard, sulla via per Monzambano. Qui ha ucciso una sua lontana parente, Maria Bianchera, 71 anni, con la quale aveva avuto screzi a proposito dei confini: le loro abitazioni, in località Piccarda, distano una decina di metri. L'uomo ha fatto fuoco almeno 5 volte, uccidendo la donna e ferendo il marito. Proseguendo nel suo itinerario di «vendicatore», sempre in auto è andato in località Pile, a poca distanza. A quanto si è appreso voleva regolare i conti con il capofamiglia Luigi Platter, al quale qualche tempo fa aveva affittato dei locali in cui era stata aperta una birreria.
UCCISO DAVANTI AI BAMBINI - Nella corte si è imbattuto invece nel figlio di Luigi Platter, Walter, 35 anni, che stava partendo per una gita in auto con la moglie e i due bambini. Bianchera ha fatto scendere dalla macchina la donna e i piccoli e poi ha fatto fuoco su Platter, che era rimasto in auto, e lo ha ucciso. La moglie Virginia Deidonè, nel tentativo di difendere il marito, è rimasta ferita di striscio. Poi è fuggita in strada per chiedere aiuto. L'omicida ha quindi abbandonato l'auto per darsi alla fuga tra campi e boschi, dove i carabinieri lo stanno cercando.
LA CACCIA ALL'UOMO - Bianchera inizialmente si era nascosto nei boschi attorno alla zona collinare dell'alto Mantovano, vicino al lago di Garda. Le forze dell'ordine hanno organizzato posti di blocco in tutta la zona e hanno svolto battute per rintracciarlo, anche con l'ausilio di elicotteri. L'uomo era armato con un fucile a pompa e due pistole calibro 38, una delle quali regolarmente denunciata.
ALLA MADRE: «HO FATTO UN MACELLO» - «Ho fatto un macello...». Queste le parole pronunciate al telefono, parlando con la madre, da Omar Bianchera, il camionista 42enne di Volta Mantovana che stamani ha compiuto una strage uccidendo tre persone. L'uomo è ancora in fuga nelle campagne tra il bresciano e il mantovano. La telefonata è stata intercettata dai carabinieri, che avevano provveduto a mettere sotto controllo i telefoni dei congiunti dell'uomo nella speranza che questi provasse a contattarli, come in effetti poi è stato con la madre. È stata così localizzata la zona da dove è partita la chiamata. Ora ingenti forze dell'ordine si stanno muovendo verso quell'area, nel tentativo di chiudere ogni via di fuga all'uomo, ritenuto estremamente pericoloso.
«NESSUNO POTEVA IMMAGINARE» - Il sindaco di Volta Mantovana, Giuseppe Adami, che è anche il medico del paese, è sconvolto. «Bianchera? Qui in tanti lo conoscono, eccome, ma nessuno avrebbe mai immaginato una cosa simile. Si sa che è orfano di padre, che si era separato da anni. Ha ancora la mamma, una sorella». «Proprio questa mattina - racconta il sindaco - mi sono recato a deporre una corona ai caduti. Con me c'era il maresciallo del posto. E tra di noi commentavamo quanto fosse tranquilla la nostra cittadina. Poi è arrivata una telefonata, all'inizio sembrava per un incidente stradale. E invece...». In qualità di medico, è stato tra i primi ad arrivare a casa di Maria Bianchera, che era sua paziente.
LE TESTIMONIANZE - «Ho sentito gli spari mentre ero in casa con mia moglie, sono sceso e ho visto tutto e mi sono detto: 'Non è possibile". Me lo diceva sempre, "voglio ucciderla", ma non pensavo che l’avrebbe fatto davvero», racconta un vicino di Daniela Gardoni. «Era un tipo introverso, senza amici - racconta un altro conoscente di Omar Bianchera -. So che aveva spesso discussioni. Forse si è autocaricato fino a scoppiare».
Redazione online
25/04/2010
Terrore nel Mantovano, uccide tre persone e fugge
Terrore nel Mantovano, uccide tre persone e fuggeUn uomo armato ha seminato il panico tra Mantova e Brescia. Ha ucciso la ex compagna e altre due persone, poi ha fatto perdere le sue tracce nei boschi della zona. Paura tra gli abitanti
Si chiama Omar Bianchera, ha 42 anni e risiede a Volta Mantovana l'uomo che questa mattina ha ucciso la ex moglie, Daniela Gardoni, di circa 40 anni, e altre due persone prima di far perdere le sue tracce nei boschi che attorniano la zona collinare dell'alto mantovano, vicino al lago di Garda. Le forze dell'ordine hanno organizzato battute e posti di blocco in tutta la zona per rintracciarlo, ma l'uomo sembra aver fatto perdere le proprie tracce lungo i declivi che arrivano sino al Garda, tra le province di Brescia, Mantova e Verona. Sarebbe armato di tutto punto. Avrebbe con sé due pistole e un fucile e si teme possa uccidere ancora.
A Volta Mantovana, appena si è saputo quello che era accaduto, si è diffuso il panico. Le strade ora sono deserte e la gente è chiusa in casa. "Ha già ucciso tre volte - ha detto la titolare di un bar alla periferia del paese - potrebbe farlo ancora". L'uomo, Omar Bianchera è infatti armato.
Secondo quanto si apprende, la strage di questa mattina tra Mantova e Brescia, sarebbe stata un evento annunciato. Il killer, Omar Bianchera, negli ultimi mesi aveva rivolto continue minacce alla ex moglie, Daniela Gardoni, 40 anni. La loro era stata una separazione travagliata.
Proprio martedì scorso, la donna aveva vinto una causa riguardante la casa in via Risorgimento in cui la coppia aveva vissuto. Stamani l'uomo si è presentato sotto la casa in cui viveva la moglie ed è scoppiata una lite. Bianchera ha sparato alcuni colpi di pistola alla ex moglie che era salita in auto cercando di andare dai carabinieri. Circa 200 metri dopo la vittima ha perso il controllo dell'auto ed è finita contro un muro.
Bainchera, che l'inseguiva, è sceso dalla sua vettura e ha freddato Daniela Gardoni con due colpi di pistola senza dire nulla. Un ragazzo, in sella a uno scooter, ha cercato di difendere la donna, ma è stato brutalmente spostato dall'omicida che ha poi sparato all'ex moglie, uccidendola. Subito dopo Bianchera è salito sulla sua auto e si è diretto verso la località Piccard. Qui ha ucciso un'altra donna, Maria Bianchera, 71 anni, con la quale sembra avesse problemi riguardanti dei terreni e ha ferito il marito. Sempre in auto è andato in località Pile, a poca distanza, dove ha ucciso un altro uomo, Walter Platter, 35 anni, al quale, qualche tempo fa, aveva affittato dei locali in cui era stata aperta una birreria, e ferito sua moglie Virginia. Ha quindi abbandonato l'auto per darsi alla fuga nei campi, dove i carabinieri lo stanno cercando.
I due feriti sono ricoverati in ospedale ma non risultano essere gravi.
21/04/2010
Raid coi kalashnikov, terrore al bowling
Raid coi kalashnikov, terrore al bowlingPozzuoli (napoli): blitz della finanza, quattro fermi. Irruzione, armi in pugno, ripresa dalle telecamere.

NAPOLI - Sembra Scarface, ma non è un film. Piuttosto, le scene di un raid all’interno della sala giochi “Hollywood Casinò” di Giugliano e nel bowling “Big One” di Pozzuoli. Due raid di una violenza inaudita messi in atto nell’arco di pochi minuti. Sparano alle auto di un parcheggio, alle slot machine, evitando solo per pochi centimetri un uomo. Incendiano piste di un bowling mentre ci sono dei bambini che giocano. Nel marzo scorso, in sei misero le sale di intrattenimento a ferro e fuoco. Oggi, sono stati fermati. Casco in testa, il primo raid è nella sala giochi di Giugliano: è lì che arrivano, armi in mano - pistole e mitragliette - già dalla strada. Puntano le armi alle testa dei clienti e poi iniziano a sparare contro le slot machine: un uomo, steso a terra, trema; i colpi quasi lo sfiorano. Una famiglia, padre, madre e due bimbe, anche loro costretti nel terrore. I criminali entrano, iniziano a spargere liquido infiammabile. Poi danno fuoco a tutto e tutto si riempie di fumo: le bimbe piangono, urlano. Loro, intanto, continuano a mettere a segno il raid. Alla fine, escono spavaldi e con un fucile a pompa devastano le auto nel parcheggio: tanto per lasciare un segno. Un automobilista tenta la fuga: contro di lui il gruppo spara e lo ferisce. Colpi che solo per puro caso non uccidono. Le indagini congiunte di carabinieri e guardia di Finanza dei comandi provinciali di Napoli hanno permesso di identificare i sei autori delle spedizioni, tra le quali vi è anche un minorenne. Tutti sono ritenuti affiliati al clan camorristico dei Nuvoletta, egemone a Marano. Nel corso delle investigazioni, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è stato accertato il movente dei raid: dissidi personali e di carattere economico tra uno dei fermati, Giuseppe Palumbo, di 34 anni, mandante ed esecutore delle spedizioni punitive, la moglie ed uno zio di quest’ultima. Gli investigatori hanno accertato che la donna si era separata dal marito ed era stata accolta nella casa di un suo zio, il proprietario dei due locali, che a giudizio di Palombo erano stati acquisiti a discapito di un fratello e di un nipote (quest’ultimo è legato da vincoli di parentela e di amicizia proprio con Giuseppe Palumbo).
Stefano Piedimonte
IL VIDEO
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14/04/2010
Milano, lepre in pista. Onorevole paura
Milano, lepre in pista. Onorevole pauraAttimi di panico, ma per fortuna pochi danni allo scalo di Linate. Colpa di una lepre che ha deciso di entrare in uno dei motori dell'aereo che avrebbe dovuto portare a Roma molti parlamentari di Pdl e Lega.
Tanta paura ma per fortuna pochi danni. Colpa di una lepre, che pochi minuti prima delle 14, a Linate, ha deciso di entrare in uno dei motori dell'aereo che avrebbe dovuto portare a Roma molti parlamentari di Pdl e Lega. L'avaria li ha costretti a cambiare programma e a rimandare di qualche ora il rientro a Roma per i lavori di Montecitorio.
Tra i deputati coinvolti nell"avventura', Giorgio Jannone, Riccardo De Corato, Viviana Beccalossi, il sindaco di Brescia Adriano Paroli, piu' una decina di altri parlamentari di Pdl e Lega.
"Il motore dell'aereo è esploso appena prima del decollo, quando mancavano pochi metri prima di staccarsi da terra. Abbiamo sentito un forte botto e subito dopo una violenta frenata. Poi ci hanno fatto scendere", spiega Jannone. L'esponente del Pdl racconta le fasi del singolare contrattempo sulla pista dell'aeroporto milanese, che poi è rimasta chiusa per alcuni minuti.
Già più di due anni fa, la pista di Linate è stata protagonista di un'altra caccia alla lepre.
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09/02/2010
Paranormal activity, malori in sala Il Codacons : «Vietiamolo ai minori»
Paranormal activity, malori in sala Il Codacons : «Vietiamolo ai minori»
Scene di Panico, vomito e persino un ricovero a Napoli: la mussolini scrive a Bondi. L'associazione dei consumatori farà azioni legali per ottenere lo stop per chi ha meno di 18 anni
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| Una scena di «Paranormal activity» (Ipp) |
MILANO - Terrore nelle sale, gioia alla cassa. «Paranormal activity» sbarca nei cinema italiani e, a causa del suo grande successo (è al secondo posto nella classifica degli incassi in Italia questa settimana) attira nel buio della sala anche molti minori. Che ne escono terrorizzati. Causando l'ira delle associazioni dei genitori e di quelle dei consumatori per il fatto che la pellicola non sia stato vietata a chi ha meno di 18 anni. Tanto che il Codacons sta «studiando azioni legali a tutela degli spettatori minorenni del film, attualmente in programmazione nel nostro Paese».
LA NOTA - «I casi accertati di attacchi di panico e gli altri effetti psicologici registrati nei minorenni, legati alla visione della pellicola - spiega il Codacons in una nota - dimostrano chiaramente l'esigenza di vietarne la visione ad un pubblico di età inferiore ai 18 anni». «Ma c'è anche un altro scenario che potrebbe aprirsi», aggiunge il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi. «I minorenni che in questi giorni hanno subito effetti legati alla visione del film, quali attacchi di panico, tremori, vomito, stato di choc, ecc..., potrebbero richiedere il risarcimento dei danni in tribunale». L'associazione ricorda come già nel 2007, proprio grazie ad un ricorso del Codacons, il Tar del Lazio dispose che il film di Mel Gibson «Apocalypto» fosse immediatamente vietato ai minori di anni 14, allo scopo di evitare conseguenze negative per i più giovani.
LA RUSSA: «STOP AL TRAILER IN TV» - Sulla vicenda si è espresso anche il ministro della Difesa che ha chiesto di vietare il passaggio del trailer del film in tv, almeno nelle fasce non protette e che comprendono un pubblico di minorenni. «Ho visto mio figlio che aveva paura di quello spot, di quel trailer passato in tv - ha detto Ingnazio La Russa. La tv dice tante parole, si fa un gran parlare di fasce protette, di programmi e poi infilano in una fascia oraria "frequentata" da bambini 10 trailer di quel film, che poi credo facciano più paura del film stesso».
MUSSOLINI - Anche Alessandra Mussolini, presidente della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, lancia in una nota «un allarme al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi» sul film. L’esponente del Pdl spiega infatti che si tratta di un «film ad alto contenuto ansiogeno e non vietato ai minori, che sta provocando numerosi casi di attacchi di panico e di problemi psicologici tra i giovani».
I CASI - Certo una pubblicità migliore di questa «Paranormal acttivity» non se la poteva aspettare. Un film del terrore che fa veramente paura, di questi tempi, è merce rara. Ma cosa è successo veramente in questi giorni nelle sale italiane? Le cronache raccontano di gente che lascia la sala e addirittura di una ragazzina ricoverata a Napoli. «Sabato notte - riferisce un infermiere del 118 partenopeo - si sono verificati diversi episodi di attacchi di panico durati più di mezzora, cosa insolita in questi casi, e talora neanche l'arrivo dell'ambulanza è servito a calmare i soggetti colpiti da crisi. Altri spettatori sono stati colpiti da vomito e da tremore. Il caso più grave quello di una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale».
Una cosa però è certa. La polemica manderà ancora più gente nelle sale. E il film, che, costato 15.000 dollari (circa 11.000 euro), ha incassato solo negli Usa 48 milioni di dollari (oltre 35 milioni di euro), promette di continuare a fare ottimi risultati al botteghino anche nel nostro Paese.
Redazione online
11:42 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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01/08/2009
Spari in strada dopo la rapina. Paura tra i turisti ad Alassio
Spari in strada dopo la rapina. Paura tra i turisti ad Alassio
Il colpo in una gioielleria del centro. Posti di blocco in tutta la zona. Tre banditi hanno seminato il panico in mezzo alla folla dei vacanzieri diretti in spiaggia. Uno è stato arrestato
Tre banditi che scappano dopo una rapina sparando alla cieca in strada, in pieno centro, in mezzo alla folla dei turisti che vanno in spiaggia. Attimi di terrore sabato mattina nel centro storico di Alassio (Savona), sulla costa della Riviera ligure di ponente. Poco dopo le 9 tre banditi, probabilmente francesi, camuffati con parrucche sono entrati nella gioielleria «Silvana» in via Brennero armati di pistole e kalashnikov e hanno immobilizzato la commessa. I malviventi hanno preso gioielli e orologi, ma un passante si sarebbe accorto di quanto stava accadendo, dando l'allarme al 112. Nelle vicinanze della gioielleria c'era una pattuglia dei carabinieri che ha notato i malviventi.
LA SPARATORIA - I tre hanno iniziato a esplodere colpi d'arma da fuoco per garantirsi la fuga, ma i militari sono comunque riusciti a fermarne uno e a recuperare buona parte della refurtiva. Gli altri due rapinatori sono ricercati in tutto il comprensorio alassino e in prossimità dell'autostrada sono già stati istituiti posti di blocco.
14:39 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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