07/10/2010

Allenamento più sesso a pagamento alla montagnetta di San Siro

Allenamento più sesso a pagamento alla montagnetta di San Siro

Ogni tanto c'è una retata della polizia, ma poi tutto torna come prima. Le lucciole romene: di quelli che vengono al parco per fare jogging, otto su dieci sono nostri clienti

Continua...


25/02/2010

Orca uccide addestratrice del Seaworld

Orca uccide addestratrice del Seaworld

 

La donna è stata trascinata sul fondo della vasca dove è morta annegata. Raccapricciante spettacolo davanti al pubblico del parco acquatico di Orlando

 

Un momento di uno degli spettacoli delle orche in un Seaworld
Un momento di uno degli spettacoli delle orche in un Seaworld

ORLANDO (FLORIDA) - Orrore al SeaWorld di Orlando, in Florida. Un'addestratrice del parco acquatico - uno dei tanti dell'omonima catena statunitense di parchi di divertimento - è stata uccisa da un'orca davanti agli occhi del pubblico. La donna stava illustrando agli spettatori lo show cui avrebbero assistito - che per tragica ironia si intitolava «Cena con l'orca» - quando il cetaceo è fuoriuscito dalla piscina afferrandola tra le fauci. L'orca ha quindi trascinato la donna prima sul fondo e poi per tutta la piscina in una sorta di macabra danza della morte. A quel punto, riferiscono testimoni citati dal Los Angeles Times, sono suonate le sirene e utti gli spettatori sono stati fatti allontanare. L'orca chiamata Tilikurnm, e ribattezzata con il nomigliolo di Tilly in occasione degli spettacoli, era a SeaWorld dal 1992 ma sei mesi prima del suo arrivo era stata coinvolta nella morte di un altro addestratore in un parco della British Columbia, in Canada.

PESSIMA FAMA - L'orca è un mammifero della famiglia dei delfinidi, il più grande della specie, caratterizzato dalle inconfondibili macchie bianche e nere. Di questo animale si è molto parlato dopo l'uscita del libro di Arthur Herzog «L'orca assassassina» da cui è stato tratto poi l'omonimo film di Michael Anderson nel 1977. Proprio la fama di animale killer (la definizione inglese è proprio «killer whale», balena assassina), oltre che la sua imponente mole, lo hanno fatto diventare l'oggetto del desiderio per molti parchi acquatici che giocano appunto sulla sua fama di pericoloso abitante dei mari. Da molti è considerato il vero concorrente dello squalo bianco.

PARCO EVACUATO - Dopo l'incidente, che ha choccato molti dei bambini che vi assistevano, il parco è stato immediatamente evacuato. E’ estremamente raro che le orche addestrate abbiano manifestazioni violente nei confronti degli addestratori. La vita in cattività per questi esemplari, che in natura vivono in diversi ambienti oceanici ma sempre in grandi spazi aperti, può però provocare mutazioni comportamentali che, come in questo caso, possono avere anche gravi conseguenze.

SENZA SCAMPO - La donna, a quanto riferiscono i media locali, era una delle animatrici più esperte del parco. La morsa dell'orca però non le ha lasciato scampo. Trascinata sott'acqua, è morta per affogamento. I vigili del fuoco della contea di Orange sono arrivati sul posto non più tardi di 5 minuti dopo la prima segnalazione al 911, il numero americano per le emergenze. Tuttavia quando sono riusciti a recuperare il corpo, per l'addestratrice già non c'era più nulla da fare. Non è la prima volta che il Sea Worlkd registra incidenti con le sue orche. Nel 2005 un altro addestratore era stato colpito da uno degli esemplari poi definito "sovreccitato" dai responsabili dell'impianto durante una performance dal vivo, ma in quel caso riuscì a cavarsela con qualche graffio e contusione. Alla donna agganciata mercoledì invece non è andata altrettanto bene.

I PRECEDENTI - Il parco di divertimento di SeaWorld ad Orlando, in Florida, riceve circa sei milioni di visitatori l'anno. È il settimo parco a tema più visitato degli Stati Uniti. Tra le sue attrazioni vi sono ottovolanti e una altissima torre di osservazione. Ma la sua caratteristica sono le esibizioni degli animali addestrati nel grande Shamu Stadium, con esibizioni di delfini e orche assassine. SeaWorld era stato nel 1999 al centro di un mortale incidente quando un senzatetto era penetrato in una vasca, scavalcando i recinti, e aveva tentato di nuotare nella grande piscina degli animali. L'uomo, Daniel Duke, era stato trovato il giorno dopo senza vita, e completamente nudo, sulla schiena di Tillikum, l'orca assassina, oggi trentenne, protagonista dell'incidente odierno. Nel 2005 sempre a SeaWorld un addestratore era rimasto ferito quando era stato colpito con violenza da un'orca assassina durante uno spettacolo. Nel 2006 al parco divertimenti di SeaWorld Texas, a San Antonio, un'altra orca assassina aveva aggredito un trainer mandandolo all'ospedale. Compreso quello di oggi, concluso con la morte della addestratrice, vi sono stati almeno una ventina di incidenti nei diversi SeaWorld Usa con protagoniste le orche assassine.

 

Redazione Online


28/01/2010

Abba, a Londra arriva un parco a tema

Abba, a Londra arriva un parco a tema

 

Dopo il musical e il film a celebrare lo storico gruppo svedese degli ABBA arriva ora uno speciale museo multimediale.

 

 

A Londra ha aperto Abbaworld, tappa fondamentale per tutti i fan del più celebre e colorato gruppo svedese. Nel museo interattivo si potranno vedere memorabilia della band, i loro costumi sgargianti, i dischi originali. Inoltre sarà possibile interagire con i grandi successi della band, da Dancing Queen a Mamma Mia! Gli Abba tra il 1972 e il 1982 hanno venduto quasi 400 milioni di dischi in tutto il mondo. Sono diventati uno dei simboli degli anni '70 e dello stile glam.

abba

I quattro componenti del gruppo sono Björn Ulvaeus , Benny Andersson (con la barba), Agnetha Fältskog (la bionda) e Anni-Frid Lyngstad

 

abba

Le iniziali dei loro nomi formano appunto la sigla ABBA

abba

Separatisi all'inizio degli anni ottanta (anche personalmente) si sono ritrovati negli ultimi anni grazie al musical tratto dalle loro canzoni


02/01/2010

Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia

Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia

 

IL SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ AL COLLEGA AMERICANO. Dopo la condanna di Amanda Knox. Le città sono gemellate dal 1993

 

Lo Space Needle, simbolo di Seattle (Reuters)
Lo Space Needle, simbolo di Seattle (Reuters)

Perugia e Seattle sono gemellate dal maggio del 1993, ma la recente condanna di Amanda Knox a 26 anni di carcere per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, potrebbe avere ripercussioni sui rapporti tra le due cittadine. Secondo quanto riporta il Seattle Times, le autorità di Seattle, principale città dello Stato di Washington, volevano intitolare un parco cittadino proprio a Perugia, ma ora hanno deciso di sospendere questo piano.

«MALUMORI DOPO LA SENTENZA» - Gli abitanti di Seattle sono infatti rimasti scossi dalla vicenda giudiziaria in cui è rimasta coinvolta la loro giovane concittadina, e il sovrintendente per i parchi dell’amministrazione locale, Tim Gallagher, ha deciso di fare marcia indietro a causa di questi malumori. «Abbiamo temporaneamente accantonato la procedura per l’intitolazione del parco» alla città di Perugia, ha detto Gallagher. Il presidente della Seattle-Perugia Sister City Association, Mike James, si è detto sorpreso. «Queste sono questioni separate e il processo (di Amanda Knox) non dovrebbe definire Perugia», ha detto. «Questo è un discorso razionale, ma ci sono state molte reazioni emotive dopo il verdetto».

SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ A COLLEGA DI SEATTLE - Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali scriverà al suo collega di Seattle in merito alla vicenda, auspicando che le relazioni tra le due città «non debbano essere compromesse da una vicenda che è deve restare soltanto giudiziaria». «Le nostre due comunità - continua Boccali - non c'entrano nulla. Certo io non ho visto nessun fumus di antiamericanismo in città, nè credo che i giudici del processo siano stati mossi da altre ragioni che non fossero esclusivamente gli atti processuali». «L'ultimo, tra i tanti, episodi dell'amicizia tra le nostre due città - ricorda il sindaco - è Sister Orca, un' opera di un artista di Seattle, di origini indiane, donata a Perugia come segno di amicizia perché l'orca è per quelle popolazioni un animale sacro». La grande scultura in bronzo decorato è stata collocata recentemente proprio davanti alla stazione del Minimetrò, l' infrastruttura più significativa della Perugia moderna. «Scriverò al sindaco di Seattle - conclude Boccali - per dirgli che i sentimenti dei perugini sono immutati, e spero sia lo stesso per quanto riguarda gli abitanti di Seattle».


23/10/2009

Sarà italo-giordano il maggiore parco solare mediterraneo

Sarà italo-giordano il maggiore parco solare mediterraneo

 

ENERGIA: Siglata ieri a Milano l’intesa tra Solar Ventures e il re Abdullah II. Costruito nel sud della Giordania, avrà una potenza di 100MWp. Ma la capacità arriverà fino a 200MWp

 

L'area in cui sorgerà la centrale in Giordania
L'area in cui sorgerà la centrale in Giordania

Sorgera' in Giordania il parco solare fotovoltaico piu' grande dell'area Mediterranea: 100 MWp realizzati da Solar Ventures con il partner Kawar Energy. L'accordo per l'acquisizione del terreno e' stato firmato a Milano davanti a Re Abdullah II di Giordania. Dopo la prima fase pilota il progetto raggiungera' una capacita' complessiva di 200 MWp. Si chiamera' Shams Ma'an e sara' uno dei parchi fotovoltaici piu' grandi del pianeta: i primi 100 MWp del progetto pilota verranno costruiti nella regione di Ma'an, sud della Giordania, entro il 2012. In uno step successivo la centrale verra' ampliata a una potenza totale di 200 MWp.Il progetto, si legge in una nota, e' frutto della partnership siglata dall'italiana Solar Ventures di Michele Appendino con le societa' giordane Kawar Energy di Karim Kawar e First International for Investment and Trade (che insieme hanno costituito la joint Venture Shams Ma'an Power Generation) e Ma'an Development Company (MDC), organismo per lo sviluppo del paese controllato dal governo giordano che mettera' a disposizione il terreno per realizzare l'impianto. I partner della joint venture si sono conosciuti grazie a YPO (Young Presidents' Organization) di cui anche il Re Abdullah e' socio onorario. L'accordo per la costruzione della mega centrale fotovoltaica e' stato firmato a Milano nel corso del "Jordan-Italy Business Forum" organizzato da Promos, al cospetto del Re di Giordania Abdullah II Al Hussein, in visita ufficiale in Italia.Shams Ma'an sorgera' su una superficie iniziale di 2 km2 (ma arrivera' a occupare un'estensione di 5 km2), che verra' coperta da 360.000 pannelli solari, con una produzione di 168.100 MWh di energia pulita l'anno, pari al fabbisogno di 60.000 famiglie. La centrale evitera' l'immissione in atmosfera di 90.000 tonnellate di CO2, con un beneficio ambientale che corrisponde a piantare circa 9 milioni di alberi ad alto fusto.Michele Appendino, Presidente e Fondatore di Solar Ventures, commenta cosi' l'operazione: "Siamo un'azienda a forte vocazione internazionale e il progetto Shams Ma'an e' un ulteriore passo avanti che Solar Ventures muove nell'area del Mediterraneo, zona strategica per lo sviluppo del nostro business. Iniziative come il Piano Solare del Mediterraneo o le recenti direttive della Comunita' Europea, che consentono l'importazione 'fisica' di energia dai paesi del bacino del Mediterraneo agli Stati Membri, ci incoraggiano a percorrere questa strada". (AGI)tativo di accrescere la propria indipendenza energetica – sta infatti puntando su solare ed eolico.

 


09/10/2009

Lo zoo non può permettersi le zebre Così dipinge due asini di bianco e nero

Lo zoo non può permettersi le zebre Così dipinge due asini di bianco e nero

 

Ma un parco safari di Tel Aviv: «Vi mandiamo noi due esemplari non contraffatti». Lo stratagemma del direttore del giardino zoologico di Gaza. Che si giustifica: tutta colpa dell'embargo

 

Uno degli asini dipinti da zebra allo zoo di Gaza (Reuters)
Uno degli asini dipinti da zebra allo zoo di Gaza (Reuters)

GAZA - Abituati a sopravvivere tra mille difficoltà i residenti della Striscia di Gaza non potendosi permettere una coppia di vere zebre per il loro mini-zoo hanno fatto di necessità virtù e hanno dipinto due asini.

CONFINI BLOCCATI - Il colpo di genio è opera di Nidal Barghouthi, figlio del proprietario del Marah Land Zoo costretto a fare i conti con un conflitto (l'offensiva israeliana «Piombo fuso») che lo scorso gennaio ha decimato gli animali. Non solo. Con un embargo che gli impedisce di importare nella Striscia di Gaza nuovi animali, per far passare attraverso i tunnel una sola zebra gli avevano chiesto 40.000 dollari. Secondo il quotidiano Yediot Ahronot, i gravi danni provocati quest'anno a Gaza dalla operazione «Piombo fuso» non hanno risparmiato il modesto zoo Zaitun, dove ormai restano in prevalenza cani e gatti e dove una delle attrazioni maggiori sono appunto «gli asini a strisce».

STRISCE BIANCONERE - Barghouthi a colpi di rasoio ha prima depilato i due asini e poi li ha dipinte a strisce bianconere. «Volevamo solo portare allegria e gioia ai bambini che sono venuti a visitare lo zoo durante la festa dell Eid al-Fitr» che segna la fine del Ramadan, ha spiegato il ragazzo.

(Reuters)


«VE NE DIAMO NOI DUE VERE» - La notizia delle zebre contraffatte è arrivata però alle orecchie del sindaco di Ramat Gan, cittadina nei dintorni di Tel Aviv, in Israele, che ha invitato i responsabili del locale parco safariad un gesto di solidarietà animalesca, chiedendo loro di inviare al più presto al piccolo zoo di Gaza due zebre «autentiche». Non sono dunque rimasti insensibili alla notizia, riportata con enfasi dalla stampa israeliana, dei bambini palestinesi costretti per penuria di risorse ad ammirare solo animali «contraffatti». Ma la operazione potrebbe non essere semplice perchè dovrà essere approvata adesso non solo dalle autorità veterinarie, ma anche dal ministero della difesa, dall'esercito israeliano nonchè dai responsabili di Gaza: ossia dai dirigenti di Hamas.


23/05/2009

Brescia e la disfida del cricket Vietato lo sport dei pachistani

Brescia e la disfida del cricket Vietato lo sport dei pachistani

 

Al bando le partite nei parchi. Gli immigrati: è l’ennesimo schiaffo. Il vecesindaco: tanta gente si lamenta

 

BRESCIA — Ci mancava so­lo la disputa del cricket. Dopo le moschee, il kebab, i phone center, i bonus bebè, l’ultimo punto di attrito tra italiani ed extracomunitari è diventato il gioco che gli inglesi esportaro­no nel XIX secolo nelle loro co­lonie asiatiche. Il nuovo rego­lamento di polizia urbana in discussione a Brescia, se appli­cato alla lettera, renderebbe impraticabile nelle aree verdi della città il cricket. Il detta­glio nella stragrande maggio­ranza delle città italiane fini­rebbe nella cartelletta delle no­tizie bizzarre; non a Brescia, dove la comunità straniera più numerosa è quella dei pa­chistani, per i quali il cricket è l’equivalente del nostro cal­cio.

(Cavicchi)
(Cavicchi)

A Campo Marte, nel quartie­re di San Polo, al parco Tarello e in qualunque area verde di Brescia l’immagine di giocato­ri con la pelle scura impegnati a lanciarsi la pallina e a respin­gerla con la caratteristica maz­za piatta è ormai una consue­tudine. Consuetudine che il puntiglioso regolamento co­munale in gestazione rischia di cancellare. Su tutta la penisola soffia un vento di divieti e prescri­zioni, di sindaci dall'ordinan­za facile e il documento in di­scussione a Brescia sta nel bel mezzo di questo mainstream. Viene vietato l’uso delle altale­ne ai maggiori di 14 anni, vie­ne regolamentato il modo di parcheggiare la bicicletta e vie­ne vietata la pratica di qualun­que sport (tutti, anche il cal­cio) in ogni area non apposita­mente attrezzata.

Messa così sembra una norma equanime e inattaccabile, se non fosse che a Brescia abbondano cam­pi di calcio, di tennis, di palla­volo, ma non ci sono spazi per il cricket. E questo ha messo in subbuglio la comunità dei 2.200 pachistani residenti in città, ai quali occorre aggiun­gere 1.200 cittadini del Bangla­desh e 1.000 dello Sri Lanka, tutti accomunati dalla passio­ne per il medesimo sport. Il contestato articolo sem­bra dettato da un criterio di buon senso, ma Fabio Rolfi, vi­cesindaco leghista con delega alla sicurezza, fa intendere che il cricket c’entra parec­chio: «I nostri vigili ricevono decine di telefonate di perso­ne nei parchi infastidite dai praticanti del cricket o che vengono colpite dalla pallina. Ma non c’è nulla di discrimi­natorio: il regolamento proibi­sce anche il gioco della lippa che era un divertimento mol­to in voga a Brescia tanti anni fa». Non si lascia convincere da queste parole Sayad Shah, por­tavoce dei pachistani di Bre­scia: «È l’ennesimo schiaffo in faccia che riceviamo dalla giun­ta di centrodestra. L’alloggio, il rilascio di certificati, la possi­bilità di pregare: fan­no di tutto per render­ci difficile il raggiungi­mento dei nostri diritti fino a farci desistere. Per il cricket abbiamo più volte chiesto che ci mettessero a disposizione un’area, non ci hanno mai ri­sposto. Ma fosse solo un pro­blema sportivo...». «Il divieto di fare sport nei parchi — prova a mediare Emilio Del Bono, capogruppo Pd in Comune — è dettato dal buon senso: il problema è semmai quello degli impianti sportivi, che devono tener conto anche delle nuove esi­genze ». Il 3 giugno prossimo il nuovo regolamento verrà approvato in commissione, il sì del consiglio comunale arri­verà prima dell’estate. Poi per far pace tra italiani e pachista­ni, si può sempre sperare in una partita di cricket riconci­liatrice. In fondo anche Nixon e Mao ricominciarono a parlar­si davanti a un tavolo da ping-pong.

Caludio Del Frate


20/05/2009

Il mistero di "Baby Angel" sepolto in un parco giochi

Il mistero di "Baby Angel" sepolto in un parco giochi

 

La polizia ha diffuso un disegno che ricostruisce il volto del piccolo. Albuquerque, New Mexico: trovato il cadavere di un bambino tra i tre e i cinque anni

 

La ricostruzione del volto del bambino trovato sepolto in un parco giochi ad Albuquerque, New Mexico
La ricostruzione del volto del bambino trovato sepolto in un parco giochi ad Albuquerque, New Mexico

WASHINGTON – Lo hanno sepolto, in gran fretta, sotto la sabbia di un parco di Albuquerque, New Mexico, tra altalene e scivoli. Un luogo di divertimento e non di morte. Una mamma che aveva portato il figlio a giocare ha scorto una scarpetta ed ha chiamato la polizia. Non c’è voluto molto per estrarre il cadavere di un bambino: età tra i 3 e i 5 anni, ispanico o nativo-americano. Indossava dei pantaloncini scuri e una maglietta rossa con una jeep disegnata sul davanti.

«SEPOLTO» - Non conoscendo il suo nome lo hanno soprannominato Baby Angel (o Baby Joe) ed hanno diffuso un disegno che ne ricostruisce il volto. Dal giorno del ritrovamento – venerdì scorso – la polizia ha battuto la zona sperando di trovare qualche elemento per identificarlo. Gli investigatori, non essendo arrivate denunce di scomparse, sospettano che il bimbo possa essere stato sepolto nel giardino da un congiunto. Una persona che doveva avere un gran fretta, altrimenti lo avrebbe nascosto in un posto diverso e non in quest’area piuttosto frequentata.

MISTERO SULLE CAUSE DEL DECESSO - È mistero anche sulle cause del decesso. L’autopsia avrebbe escluso, per il momento, traumi, ma ci vorrà altro tempo per un verdetto definitivo. Baby Angel è stato ucciso? È rimasto vittima di un “incidente”? Era figlio di immigrati clandestini che temevano di essere individuati? Interrogativi che si aggiungono alla commozione delle decine di persone che da venerdì hanno iniziato a portare fiori, peluche e candele nel parco. La storia di Baby Angel ricorda quella di Riley Ann Sawyers, 2 anni, assassinata dalla madre e dal patrigno a Galveston, Texas, nel luglio 2007. La bambina, dopo essere stata uccisa, fu chiusa in un contenitore poi gettato poi in mare. La corrente spinse il contenitore a riva dove lo trovarono alcuni pescatori. Come per il bimbo di Albuquerque, gli investigatori distribuirono a giornali e tv un ritratto fatto da una disegnatrice forense. Passarono diversi giorni prima che la nonna, ritenendo di aver riconosciuto la nipotina, contattasse la polizia. Fu la segnalazione giusta che permisè la soluzione del caso e l’arresto degli assassini.

Guido Olimpio


23/03/2009

Scocca la freccia per sbaglio e centra un passante nell'occhio

Scocca la freccia per sbaglio e centra un passante nell'occhio

 

Tragedia sfiorata in un parco di Roma durante un'esibizione di tiro. Un principiante non ha atteso il via libera dell'istruttore. Il ferito è stato sottoposto a un intervento chirurgico

 

ROMA - Scocca la freccia prima del via libera dell'istruttore e centra l'occhio di un anziano passante. Il rischio che finisse in tragedia quella che doveva essere solo una tranquilla giornata di sport è stato molto elevato. Al Parco della Cellulosa nel quartiere Casalotti, era infatti in programma un'esibizione di atleti di tiro con l'arco aperta anche al pubblico.

L'ERRORE DEL PRINCIPIANTE - E proprio la performance intempestiva di un principiante 45enne ha rovinato la festa: la freccia partita dalle corde tese del suo arco, in anticipo sui tempi pattuiti con l'istruttore, ha colpito di rimbalzo il viso di un 72enne impegnato a fare un po' di attività fisica, causandogli lo scoppio del bulbo oculare. Condotta presso l'ospedale Oftalmico, la vittima è stata sottoposta ad intervento chirurgico ed è tuttora ricoverata. Gli agenti del Commissariato Aurelio, diretti da Federico Gazzellone, e del Gabinetto interregionale di Polizia scientifica, diretto da Giovanna Petrocca, immediatamente intervenuti, hanno ricostruito l'episodio e denunciato in stato di libertà per lesioni colpose in concorso due persone, il maldestro arciere e l'istruttore responsabile del controllo.


20/03/2009

Lione, spara su mamme in attesa dei figli davanti a una scuola materna: otto feriti

Lione, spara su mamme in attesa dei figli davanti a una scuola materna: otto feriti

 

Tragedia sfiorata in francia. Un uomo armato di un fucile a piombini ha sparato all'impazzata in un parco davanti all'edificio

 

LIONE - Tragedia sfiorata a Lione: un uomo armato di un fucile a piombini ha sparato all'impazzata in un parco davanti a una scuola materna, nel centro di Lione, contro alcune mamme che andavano a prendere i figli a mezzogiorno. I bambini non erano ancora usciti da scuola. Otto donne sono rimaste ferite in modo lieve: due colpite alla testa e una alle gambe, ma nessuna è stata portata in ospedale. L'aggressore è fuggito.