08/09/2011
Sì al pareggio di bilancio in Costituzione
Sì al pareggio di bilancio in CostituzionePALAZZO CHIGI. Via libera dal Consiglio dei ministri. Decisa anche la soppressione delle province
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20/06/2010
Cose dell'altro mondo, Italia fermata dalla Nuova Zelanda
Cose dell'altro mondo, Italia fermata dalla Nuova ZelandaNella seconda giornata del gruppo F gli Azzurri strappano un risicato pareggio per 1-1 contro i neozelandesi che passano in vantaggio con Smeltz dopo soli 7'. Al 29' pari di Iaquinta su rigore. Ora bisogna vincere con la Slovacchia.
TALIA-NUOVA ZELANDA 1-1
7' Smeltz (NZ), 29' rig. Iaquinta (I)
Un risultato impensabile alla vigilia, un pareggio che complica la qualificazione agli ottavi che resta, tuttavia, nelle mani degli Azzurri. L'Italia deve battere la Slovacchia nel terzo e decisivo match. La Nazionale ha confermato le pecche dimostrate nelle gare pre-Mondiale e a lungo denotate nel match con il Paraguay: scarsa qualità davanti, incapacità di ribaltare l'azione e accelerare la manovra specie quando si passa in svantaggio. L'1-1 contro la Nuova Zelanda è la logica conseguenza di una strategia, votata alla sola concretezza (mai vista) e alla corsa, che non sembra pagare più del talento rimasto a casa.
Non c'è il tempo neanche di valutare l'atteggiamento in campo degli avversari che la Nuova Zelanda si porta in vantaggio al 7'. Errore di posizione della difesa azzurra che, come nel match con il Paraguay, si abbassa fino al limite dell'area piccola quando Cannavaro non riesce a intervenire sul pallone e di fatto stoppa la sfera per l'accorrente Smeltz che mette in rete da due passi. L'Italia prova la reazione d'orgoglio ma i neozelandesi attendono tutti al di qua della linea della palla intasando gli spazi. E' Montolivo a scuotere gli azzurri con un destro dalla distanza che incoccia il palo. L'Italia ci prova ma la manovra è lenta e prevedibile. Gilardino è troppo isolato in attacco, Iaquinta fa movimento ma è poco concreto in avanti. E' De Rossi a provarci dal limite ma Paston è attento e respinge con i pugni. Al 28' l'episodio che vale un calcio di rigore per la formazione di Lippi: De Rossi è trattenuto in area di rigore da Smith e va giù, per l'arbitro è fallo. dal dischetto si presenta Iaquinta che fa 1-1. Nel finale della prima frazione di gioco l'Italia prova a alzare i ritmi ma la Nuova Zelanda difende e chiude i primi 45' in parità.
Nella ripresa la squadra di Lippi si presenta con due novità in campo: entrano Di Natale e Camoranesi, escono uno spaesato Gilardino e un inconcludente Pepe. L'Italia parte a spron battuto ma fatica a creare azioni pericolose. Al 61' va fuori Marchisio per far posto a Pazzini e gli Azzurri si fanno più arrembanti. Di Natale in girata impegna Paston, poi è un bolide di Montolivo a impensierire ancora l'estremo neozelandese. Nel finale è Chris Wood a sfiorare l'incredibile colpaccio: salta Cannavaro e calcia in diagonale con il pallone che si perde di un soffio a lato della porta difesa da Marchetti. A 3' dal termine Camoranesi calcia dalla distanza e Paston si supera deviando in calcio d'angolo. Termina 1-1 un match in cui tutti i favori del pronostico erano per gli Azzurri che ora sono obbligati a vincere con la Slovacchia per passare il turno.
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15/06/2010
Aldair: "Il Brasile? Come a Usa '94. E Kakà è l'uomo chiave"
Aldair: "Il Brasile? Come a Usa '94. E Kakà è l'uomo chiave"L'INTERVISTA. Questa sera la Seleçao debutta contro la Corea del Nord e l'ex romanista ci spiega le scelte di Dunga: "C'è scetticismo e l'atmosfera è simile a quella del Mondiale americano. Io ho fiducia. Ma stavolta non ci sono né Romario né Bebeto"
La nazionale più criticata in patria è pronta all’esordio. Non è l’Italia di Lippi, ma il Brasile di Carlos Dunga che, questa sera a Johannesburg, debutterà contro la Corea del Nord nella prima giornata del girone G. Una Seleçao poco brasileira con un ct che si sente accerchiato (“Qui ci sono 300 giornalisti brasiliani che sperano che non vinciamo per poter dire che avevano ragione”, le sue parole), eppure i verdeoro sono comunque tra i favoriti del Mondiale. Un po’ come nel 1994, ed è proprio per questo che tocca a Nascimento Dos Santos Aldair, che assieme a Dunga - che era capitano - trionfò nel Mondiale statunitense, accompagnare SKY.it in questo viaggio di avvicinamento al debutto sudafricano della nazionale più vincente del pianeta: “Sono stato in Brasile meno di un mese fa e posso confermare che lo scetticismo è grande - conferma l’ex “Pluto” giallorosso - ma attenzione: basterà una vittoria per cancellare tutte le critiche. Alla fine, vincerà comunque il tifo per la Seleçao”.
Aldair, perché questo Brasile non piace ai brasiliani?
“Perché non ha un gioco spettacolare e questo giornalisti e tifosi a Dunga non lo perdonano. Poi alcune esclusioni eccellenti hanno suscitato diverse critiche: non c’è molta fiducia”.
Sembra l’atmosfera che accompagnava il Brasile di Parreira nel 1994.
“In effetti ci sono diverse situazioni comuni: sono due nazionali che si assomigliano”.
In cosa?
“Sicuramente sono simili sotto l’aspetto tattico, molto anche sotto quello tecnico. Però il Brasile di Parreira era più forte davanti: attaccanti come Romario e Bebeto nella Seleçao di oggi non ci sono”.
Dunga ha snobbato Ronaldinho…
“Un peccato, perché viene da una buona stagione nel Milan, ha esperienza internazionale e in forma avrebbe fatto comodo”.
In Brasile volevano anche Adriano.
“Se non è andato al Mondiale, è solo per questioni comportamentali, credo Dunga non lo abbia portato per questo, ma i giornalisti di Rio lo avrebbero voluto vedere in Sudafrica. Potenzialmente è ancora un giocatore di livello mondiale”.
E Neymar?
“Qui ha ragione a Dunga: è un grandissimo talento, ma non ha esperienza nella Seleçao. Verrà il suo momento, ma per questo Mondiale c’era una strada da seguire e Dunga l’ha percorsa coerentemente”.
C’è un Aldair nel Brasile attuale?
“Juan non è molto diverso da com’ero io, come caratteristiche, poi è pure della Roma. Piuttosto, non c’è un centrocampista che assomigli a Dunga: Gilberto Silva e Felipe Melo hanno un modo di giocare piuttosto diverso dal suo”.
Stasera l’esordio contro la Corea del Nord. Pronostico scontato?
“Sulla carta sì, ma nella prima partita , soprattutto dopo una vigilia come questa, ci potrebbe essere un po’ di tensione. Il Brasile è più forte e deve vincere, ma potrebbe non essere una passeggiata: Dunga dovrà essere bravo a tenere i ragazzi concentrati, ma senza caricarli di pressione”.
Più in generale, è un Brasile che può vincere il Mondiale?
“Per dirlo aspetto di vedere giocare tutte le nazionali, ma io sono convinto che possa arrivare molto lontano. Dipenderà anche dalla forma di un giocatore chiave”.
Kakà?
“Sì, Kakà. Viene da una stagione non proprio da ricordare, bisogna capire in che condizioni è arrivato al Mondiale. Se sta bene, farà la differenza”.
Le Partite di oggi
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De Rossi salva il debutto dell'Italia. Lippi: «Partite come queste vanno vinte»
De Rossi salva il debutto dell'Italia. Lippi: «Partite come queste vanno vinte»1-1 COL PARAGUAY. Il centrocampista pareggia la rete di Alcaraz.«Montolivo ha fatto una gara straordinaria, ma come lui molti altri». Il ct azzurro: «Il rammarico più grande è proprio per il risultato, meritavano di fare bottino pieno»
CITTÀ DEL CAPO (Sudafrica) – Primo giro di danza, l’Italia rischia di finire gambe all’aria ma resta in piedi. L’importante era non perdere contro il Paraguay, la più forte del girone, e il pareggio finale centrato in rimonta con rete di De Rossi lascia intatte le occasioni di qualificazione. Quanto al gioco, quella è tutta un’altra storia.
SOTTO IL DILUVIO - Piove a dirotto, soffia il vento e fa freddo al Green Point Stadium di Città del Capo. E non è la notizia più brutta nella prima ora di gioco di un’Italia volenterosa ma confusionaria e che deve fare i conti anche con l’infortunio di Gigi Buffon uscito all’intervallo per un problema muscolare (nervo sciatico). Lo sostituisce il debuttante Marchetti.
TAMBURELLO SUDAMERICANO - Ritmo lento in avvio. Il match è in linea con questo inizio di Mondiale che non brilla per poesia e bellezza di gioco. L’Albirroja si dedica solo al contenimento. Lascia che siano i lippiani a occupare il centro del ring aspettando l’attimo per colpire. E la svolta arriva. Punizione al 39’ dalla tre quarti di Torres per la testa del carneade Antolin Alcaraz, difensore appena pasato dal Bruges al Wigan, che anticipa Cannavaro e trova l’angolo giusto per battere Buffon. Gli azzurri, va detto, ci provano ma quando arrivano dall’altra parte trovano un muro. Qualche sprazzo solo da Montolivo. Il viola non ha paura di prendere l’iniziativa ma in fase conclusiva non è ficcante. Marchisio si limita al piccolo cabotaggio. Da minimo sindacale (l’esame da trequartista è fallito di nuovo). La partita di Criscito è piena di imbarazzi. E Iaquinta, il Kuyt italiano, macina sì raddoppi e coperture ma quando spinge è troppo solo. Anzi è il Paraguay ad andare vicino al colpo del ko nella ripresa con Vera che da dentro l’area spara alto a Marchetti immobile.
SI CAMBIA - Fallito lo schema 9-1 (una punta di peso e nove uomini che attaccano e difendono), che non porta mai alla costruzione di una manovra d’attacco fluida, Lippi decide di cambiare. Prima scambia le fasce a Pepe e Iaquinta e al 13’ della ripresa ridisegna anche la squadra inserendo Camoranesi per uno spento Marchisio, sempre ai margini della manovra. Abbandonato il 4-2-3-1 si torna al 4-4-2 e sembra un’altra Italia. In cinque minuti De Rossi riaggiusta il Mondiale. Al 18’ su angolo di Pepe, è vincente la scivolata del romanista che approfitta anche di una mezza uscita a vuoto di Villar. Il pareggio rianima i campioni del mondo in carica, che prendono possesso del campo e mettono alle corde i non trascendentali sudamericani. Le conclusioni dalla distanza di Pepe prima e Montolivo poi potrebbero anche trasformare una serata che sembrava da tregenda in un trionfo. Ma sarebbe stato troppo.
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| Marcello Lippi (Epa) |
CITTÀ DEL CAPO - «Partite come queste vanno vinte». È il primo commento di Marcello Lippi appena terminata la patita Italia-Paraguay ai microfoni di Rai 1. «Il rammarico più grande è proprio per il risultato, meritavano di fare bottino pieno», ha proseguito il ct azzurro. «I paraguayani l'unica volta che si sono avvicinati alla nostra porta hanno fatto gol. Loro si sono limitati a controllare e non hanno fatto niente, noi abbiamo fatto la partita. C'è stata una bella reazione, ma dobbiamo fare di più sotto porta e sottorete».
BUFFON - Lo stesso Gigi Buffon a fine partita rassicura sulle sue condizioni: «Si tratta di un risentimento al nervo sciatico, spero di recuperare in due giorni. Temevo di essermi strappato».
CONFERENZA STAMPA - Poi Lippi ha parlato in conferenza stampa: «Il cambio di Buffon è stato ulteriormente grave perché abbiamo perso la possibilità di effettuare un'altra sostituzione».
- Sul gioco: «Nel primo tempo i paraguayani erano molto arroccati e chiusi e non ci hanno mai creato pericoli. Hanno risparmiato energie perché erano sempre lì dietro. Noi nel finale abbiamo giocato con quasi quattro attaccanti».
- Sulla mancanza di tiri in porta, specie nel primo tempo: «Dobbiamo crescere sotto il profilo delle conclusioni. Ma siamo appena all'inizio del mondiale e cresceremo anche sotto questo profilo».
- Su Montolivo: «Ha fatto una partita straordinaria. Una gara di grandissima quantità e qualità. Ma tanti altri hanno giocato bene come lui». Su De Rossi: «Ha avuto qualche acciacco, ma è stato un crescendo. Tutti sono stati in grande crescita e si è vista una squadra, l'Italia, molto più squadra del Paraguay».
- Sul futuro cammino dell'Italia: «Dobbiamo crescere come brillantezza in avanti, stasera abbiamo giocato su un terreno bello ma scivolosissimo sul quale controllare la palla è stato molto difficile. L'approccio psicologico alla prima partita è stato importante. La squadra c'è, speriamo che l'abbiano capito in molti».
- Sul recupero di Pirlo: «Spero si averlo per la terza partita contro la Slovacchia».
DE ROSSI - «È stato mio gol più importante in Nazionale», ha detto il centrocampista della Roma. «Siamo stati ingenui sul primo gol - si riferiva a lui e Cannavaro, ndr - ma poi ci siamo ripresi: siamo stati bravi e fortunati. È dura se vai sotto, ma il girone è ancora piedi anche se avessimo perso». Continua De Rossi: «Non ho mai avuto dubbi sul fatto di essere in grado di giocare oggi. Il campo era pesantissimo, pioveva davvero molto». Poi a una domanda se considera la partita dell'Italia un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: «È mezzo pieno», ha concluso l'azzurro.
MONTOLIVO - Il centrocampista della Fiorentina: «Ero emozionato, ma la prestazione di tutta la squadra è stata importante. L'intesa con De Rossi è stata ottima: mi trovo bene in questa posizione in campo. Fino al 90' abbiamo tentato di vincere la partita. Mi godo questa prestazione e abbiamo cinque giorni per preparare la partita con la Nuova Zelanda».
CANNAVARO - Il capitano azzurro Fabio Cannavaro analizza gli errori: «Una disattenzione su un calcio piazzato ci stava costando caro. Abbiamo parlato di questo con il gruppo e ci siamo detti di dover stare più attenti perché in un mondiale devi sbagliare meno possibile. C'è stata la reazione, abbiamo corso e lottato, siamo soddisfatti. Oggi c'è stato un pareggio, ma al di là del punteggio la prestazione è buona. I giocatori che sono qui sono i migliori che abbiamo nel campionato».
IL CT DEL PARAGUAY - Soddisfatto per il risultato il tecnico dei sudamericani, Gerardo Martino. « Siamo stati al di sotto di quello che ci si aspettava? Bisogna tener conto dell'importanza dell'avverario. Siamo stati ordinati e nel secondo tempo ci siamo difesi molto, poi si è fatto male Santana e non avevamo più cambi. Penso sia un risultato buono», ha sottolineato il ct paraguayano. «Era la prima partita, c'erano tante aspettative, molta ansia e un po' di nervosismo: è un risultato che deve essere di stimolo e che ci deve far pensare a cosa fare per migliorare».
Redazione online
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05/06/2010
L'Italia pareggia in Svizzera, un 1-1 che porta bene
L'Italia pareggia in Svizzera, un 1-1 che porta beneGli uomini di Lippi non sono andati oltre il pareggio nell'ultimo test prima del Mondiale, Quagliarella ha risposto al gol iniziale di Inler. Ma è una vittoria per la scaramanzia: finì così anche nel 1982 e nel 2006.
SVIZZERA-ITALIA 1-1
10' pt Inler, 14' pt Quagliarella
Se si dovesse ragionare sulla scaramanzia, difficilmente l'Italia avrebbe potuto chiedere di meglio: nell'ultimo test amichevole prima del Mondiale, a Ginevra contro la Svizzera, gli Azzurri non sono andati oltre il pareggio per 1-1, un risultato magari non troppo incoraggiante, ma buono per conservare i corsi e ricorsi storici. Già, perché già nel 1982 e nel 2006 l'Italia aveva pareggiato l'ultima amichevole prima del Mondiale proprio contro gli elvetici, con lo stesso risultato e sempre a Ginevra. E come poi sono andati a finire i due Mondiali lo sanno tutti.
Eppure, aneddotica a parte, l'Italia ha dato segnali di crescita rispetto alla pessima figura rimediata contro il Messico, pur non convincendo completamente contro un avversario che arrivava al test dopo un altrettanto scadente test (0-1) contro la Costarica. A meno di una settimana dall'inizio del Mondiale, la condizione non è certo delle migliori ma una minima reazione in fondo si è vista.
Il ct, come previsto, ha schierato le seconde linee adottando il 4-3-3, con Cossu e Quagliarella esterni d'attacco a sostegno di Pazzini: prova generale per Palombo al centro della linea mediana, dove Lippi è alla ricerca di un vice Pirlo. Con un'Italia ancora in affanno nella fase difensiva ad ogni tentativo della Svizzera di attaccare con l'inserimento per vie centrali, gli elvetici hanno avuto buon gioco a passare in vantaggio dopo 10', grazie ad una violenta conclusione da fuori dell'udinese Inler, che non ha dato scampo a Buffon. Svizzera più mobile, ma il pareggio (in realtà inatteso) dell'Italia è giunto dopo appena 4', con Quagliarella abile a beffare Benaglio di testa dopo avere vinto un contrasto aereo con Senderos. A far partire l'azione era stato Montolivo, autore di una prestazione dignitosa e in crescendo nel corso dell'incontro. Una rete, quella di Quagliarella, che ha avuto il merito di ridare fiducia all'Italia e vigore a una partita che si è avviata a un finale di tempo piuttosto equilibrato, per quanto privo di capovolgimenti di fronte frenetici.
Pepe al posto di Cossu è stata la prima novità in una ripresa caratterizzata da un elevato agonismo (ammoniti Bocchetti, Gattuso, Chiellini, Magnin e Lichtsteiner), da meno lucidità ma da un certo predominio territoriale da parte dell'Italia, a tratti anche capace di organizzare geometrie apprezzabili. Pochissime le occasioni pericolose, tuttavia, ma nel finale la partita serviva principalmente per la condizione. Note positive sono giunte dalla verve di Maggio e dal dinamismo di Gattuso, per una squadra che ha chiuso in attacco senza però schiodare il punteggio dall'1-1. Un pareggio che porta bene.
Il tabellino
Svizzera (4-4-2): Benaglio (1' st Woelfli); Lichtsteiner, Senderos, Gritching, Ziegler (35' st Magnin); Behrami (13' st Barnetta), Huggel, Inler, Fernandes (43' st Shaqiri); N'Kufo (23' st Derdyk), Frei (31' st Yakin). Ct: Hitzfeld.
Italia (4-3-3): Marchetti; Maggio, Bocchetti, Chiellini, Zambrotta (35' st Criscito); Gattuso (41' st Iaquinta), Palombo (43' st De Rossi), Montolivo; Cossu (1' st Pepe), Pazzini (32' st Gilardino), Quagliarella (21' st Di Natale). Ct: Lippi.
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03/05/2010
Lazio-Inter: da Trigoria a Facebook si grida al "biscotto"
Lazio-Inter: da Trigoria a Facebook si grida al "biscotto"I nerazzurri passano all'Olimpico tra gli applausi e il sostegno del pubblico di casa e ipotecano lo scudetto. Rosella Sensi, presidente della Roma, tuona: "Mi sarei vergognata a vincere così". "Nessun imbarazzo", risponde Moratti.
Lazio-Inter è la partita destinata a rimanere nella storia del calcio italiano. E' così dal 5 maggio del 2002, quando uno scudetto praticamente sul petto dei nerazzurri viene strappato dall'inaspettato 4-2 con cui i biancocelesti s'impongono.
E siamo ancora a maggio. A distanza di otto anni l'ultimo capitolo si consuma sempre nella Captale, ma tre giorni prima. Nessuna brutta sorpresa per i nerazzurri stavolta, però il 2-0 ottenuto all'Olimpico non passa inosservato. Il pericolo retrocessione non sembra turbare i tifosi di casa, che anzi esultano alle reti di Samuel e Thiago Motta ed espongono una serie di striscioni a sostegno degli avversari. Uno di questi addirittura invita i propri giocatori a farsi da parte: "Scansateve!".
Un atteggiamento che sì onora il gemellaggio tra le due tifoserie, ma che fa insospettire soprattutto la Roma, lanciata all'inseguimento della capoclassifica allenata da Mourinho. Il giorno dopo Lazio-Inter sul web, su Facebook in particolare, si grida al "biscotto", all'inganno, alla combine.
Indignato il dirigente giallorosso Giampaolo Montali : "Ha perso lo sport" - riferisce all'Ansa -. Mai pensavo che i miei occhi potessero vedere quello che hanno visto stasera. Credo che anche l'Inter sia stata in imbarazzo. L'Inter non c'entra, oggi credo che non abbia perso solo la Lazio ma lo sport e in particolare il nostro calcio". Rosella Sensi, che della Roma è il presidente, rincara la dose: "Mi sarei vergognata di vincere così". La Roma non si aspettava una vittoria della Lazio, tanto più dopo il pareggio dell'Atalanta che aveva avvicinato di molto i rivali alla salvezza. Un risultato che aveva riacutizzato il fastidio romanista, celato a fatica da Ranieri, per la non contemporaneità delle partite di bergamo e dell'Olimpico. Ma - sempre secondo la Roma - la resistenza opposta dalla Lazio all'Inter è stata davvero troppo morbida per passare sotto silenzio. Un conto è l'atteggiamento dei tifosi, un conto quello della squadra e a Trigoria, dopo le rassicurazioni di Lotito, Reja e Rocchi, si sarebbero attesi una prestazione agonisticamente diversa.
Con lo scudetto praticamente sfumato, ora toccherà per l'ennesima volta a Ranieri deviare i pensieri dei suoi giocatori dalla rabbia alla grinta. Una grinta da spendere subito sul campo, in Coppa Italia. Di nuovo contro l'Inter, provando a non pensare a un derby infinito. E mai così duro.
"Devo dire che è un problema fra Roma e Lazio, non è un problema che riguarda l'Inter", ha invece risposto il presidente nerazzurro Massimo Moratti. "Vergognarci? Non so per cosa: rispetto la sua sensibilità e preferisco non rispondere", ha replicato Moratti. "Io saro' particolarmente apprensivo ma ho sofferto fino alla fine. Più che altro - ha concluso - il pubblico era assolutamente schierato per noi e questa era una situazione molto strana".
Highlights della SERIE A
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02/05/2010
Samp-Palermo, sprint Champions. Juve e Napoli in Europa
Samp-Palermo, sprint Champions. Juve e Napoli in Europa36a GIORNATA. I blucerchiati battono 2-0 il Livorno e restano quarti a +2 sui rosanero che liquidano il Siena (matematicamente in B) 2-1. Il Napoli vince a Verona 2-1, la Juve impatta 1-1 a Catania. Alle 20.45 Lazio-Inter.
Giornata interlocutoria per quanto riguarda i verdetti Champions League. Sampdoria e Palermo proseguono distanziate di due punti e si giocheranno il quarto posto nello scontro del Barbera la prossima settimana. I blucerchiati battono il Livorno 2-0 faticando un po' grazie a una perla di Antonio Cassano e al calcio di punizione di Reto Ziegler. I rosanero espugnano Siena (matematicamente retrocesso) 2-1 grazie a Miccoli e Cavani. Conquistano l'Europa League, invece, Juventus e Napoli.
La formazione di Mazzarri batte il Chievo 2-1 dopo essere passata in vantaggio con Denis. Pareggio gialloblù di Granoche, gol vittoria di Lavezzi. La Juve non riesce, invece, a battere il Catania: Silvestre porta avanti i rossazzurri, Marchisio evita la sconfitta ai bianconeri. Ritrova la vittoria il Bari che batte il Genoa 3-0 con le reti di Meggiorini, Castillo e Barreto. Cagliari e Udinese impattano 2-2: Jeda e Lazzari i marcatori rossoblù, Di Natale e Sanchez quelli friulani.
In chiave salvezza il Bologna pareggia 1-1 con l'Atalanta (quasi condannata alla B) grazie a un'autorete di Peluso in un match in cui i bergamaschi sono stati costretti a giocare in 10 per oltre un'ora a causa dell'espulsione di Pellegrino.
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01/05/2010
Totti-Taddei: Parma battuto, la Roma torna in testa
Totti-Taddei: Parma battuto, la Roma torna in testaSERIE A. Nel primo anticipo della 36.a giornata il capitano giallorosso porta in vantaggio i suoi dopo soli 5'. Taddei raddoppia e Lanzafame accorcia. Roma a +2 dall'Inter costretta a tifare Lazio
Sofferente ma vincente. La Roma riesce nella necessaria impresa di superare il Parma nell'anticipo del Tardini per potersi godere il posticipo domenicale tra Lazio e Inter da una posizione privilegiata: i tre punti conquistati con le reti di Totti e Taddei riportano infatti la Roma in vetta alla classifica, a +2 dai nerazzurri. Nel finale, Lanzafame spaventa Ranieri con un gol di testa.
La partita si accende e a due minuti dal termine Jimenez viene espulso per un'entrata su Totti ritenuta da Rocchi troppo dura. Ranieri concede la standing ovation a capitan Totti dando spazio a Julio Baptista per la resistenza nel recupero. Il brasiliano va vicinissimo al gol del 3 a 1 ma Mirante si oppone con grandi riflessi.
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25/04/2010
La Juve non molla, il Napoli frena. Lazio quasi salva
La Juve non molla, il Napoli frena. Lazio quasi salvaNella 35.a giornata i bianconeri battono il Bari 3-0 e restano in corsa per la Champions. La squadra di Mazzarri impatta 0-0 col Cagliari. I biancocelesti vincono a Genova, il Livorno retrocede in B. Alle 20.30 Roma-Samp.
Venderà cara la pelle fino all'ultima giornata per cercare di realizzare un'impresa alquanto difficile. La Juventus sogna ancora un posto in Champions League, batte il Bari 3-0 e resta a 4 punti dal Palermo. Ancora contestata nel pre-gara la formazione di Zaccheroni non riesce a scardinare la retroguardia biancorossa nei primi 45'. Ci pensa il neoentrato Iaquinta, al 53' a portare in vantaggio i bianconeri. Il raddoppio giunge un quarto d'ora più tardi grazie a un calcio di rigore trasformato da Del Piero. Iaquinta chiude il match sul 3-0 per la sua personalissima doppietta.
Rallenta la corsa, invece, il Napoli che non va oltre lo 0-0 al San Paolo con il Cagliari. Mazzarri perde Lavezzi per infortunio e l'attacco non riesce a essere incisivo pur creando diverse palle gol. In caduta libera la Fiorentina che pur facendo valere un predominio territoriale subisce due gol in contropiede dal Chievo. Segnano Pellissier e Sardo per i veneti. Stop anche per il Genoa che dopo essere passato in vantaggio con Palacio, si fa rimontare e battere dalla Lazio 2-1. Le reti biancocelesti portano la firma di Dias e dell'ex Floccari.
Virtualmente salva l'Udinese dopo la vittoria per 4-1 nello scontro diretto con il Siena. Pepe (doppieta), Sanchez e Di Natale su rigore i marcatori. Ottiene un prezioso successo in chiave salvezza il Bologna che deve a Di Vaio la vittoria per 2-1 al Parma e la possibilità di restare in corsa per la permanenza. Successo a sorpresa del Livorno sul Catania nel quale spicca per bellezza il gol etneo realizzato da Maxi Lopez con una straordinaria rovesciata. Gli amaranto vincono 3-1 ma retrocedono matematicamente in B.
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18/04/2010
Cassano-Pazzini, Milan ko. Il Napoli vince, il Palermo frena
Cassano-Pazzini, Milan ko. Il Napoli vince, il Palermo frena34a GIORNATA. La Sampdoria batte i rossoneri 2-1 e vola al quarto posto. Perde la Fiorentina, la squadra di Mazzarri espugna Bari. I rosanero fanno 2-2 a Cagliari. Alle 18.30 Lazio- Roma.
E ora il Milan alza definitivamente bandiera bianca. I rossoneri perdono a Marassi 2-1 contro la Samp e dicono definitivamente addio al sogno, già difficilissimo, di conquistare lo Scudetto. La formazione di Leonardo parte a ritmi bassi e la Samp, nella prima frazione di gioco, fa la partita. Ma i rossoneri riescono a passare in vantaggio con un preciso colpo di testa di Borriello. Nella ripresa la squadra di Del Neri pressa e crea occasioni. E' Antonio Cassano a sfiorare ripetutamente il pareggio che arriva puntuale sugli sviluppi di un'azione dalla destra: fallo di Bonera su Cassano, rosso e calcio di rigore per la Samp che il talento di Bari Vecchia trasforma. Ridotto in dieci, tuttavia, il Milan prova a vincere e Borriello va vicino al colpaccio. Sul finale ci prova Dida a complicare le cose ma il portiere salva sulla linea. Ma nei minuti di recupero è Pazzini a trovare la deviazione vincende che lancia i blucerchiati al quarto posto.
Proprio in chiave Champions League il Palermo accusa una frenata a Cagliari. Gli uomini di Rossi pareggiano al Sant'Elia: un 2-2 firmato Cossu, Jeda, Miccoli, Hernandez. Torna, invece, a vincere il Napoli che batte il Bari 2-1 grazie a uno straordinario Lavezzi, autore di una doppietta. Molla la Fiorentina che perde a Bergamo 2-1: le reti nerazzurre di Ferreira Pinto e Tiribocchi.
Si rifà sotto il Genoa che espugna il Tardini di Parma 3-2 con una doppietta di Palacio e la singola di Fatic. In chiave salvezza è ancora Di Natale decisivo per l'Udinese nell'1-1 casalingo contro un Bologna passato in vantaggio con un autogol di Zapata. Termina 2-2 tra Catania e Siena.
Highlights della SERIE A
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