24/12/2010

Assange: "Negli Usa rischierei di venire ucciso"

Assange: "Negli Usa rischierei di venire ucciso"

Il fondatore di Wikileaks teme che in caso di estradizione potrebbe fare la fine di Jack Ruby. E promette nuove rivelazioni su Israele

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26/07/2009

Berlusconi il libidinoso fa il penitente

Berlusconi il libidinoso fa il penitente

 

Secondo i media britannici cerca di riaccreditarsi presso la comunità cattolica. La stampa estera attacca il premier italiano: per recuperare immagine va in pellegrinaggio da Padre Pio

 

Il pezzo che il Sunday Times dedica a Berlusconi
Il pezzo che il Sunday Times dedica a Berlusconi

ROMA - Continua ad occuparsi di Silvio Berlusconi la stampa estera e, in particolare, quella inglese, convinta che il premier per recuperare il calo di immagine legato alla vicenda D'Addario, stia preparando un'estate soft nella terremotata Aquila e non a villa Certosa, con in programma anche una visita al santuario di padre Pio per recuperare i rapporti con i cattolici. Un duro attacco al premier arriva dal londinese The Observer, edizione domenicale del Guardian, in un articolo intitolato «le buffonate di Berlusconi meritano la nostra censura». Il settimanale si chiede se gli altri leaders europei «avrebbero tollerato, da un Paese che si apprestasse a diventare membro dell'Ue, una situazione in cui la società civile è così evidentemente sottomessa alla volontà del Premier? Certamente no». Una domanda che il giornale si pone dopo aver sottolineato che Berlusconi «controlla» diversi media e «società che controllano il reddito pubblicitario», e che, se dall'inchiesta emergesse qualcosa di serio, «sarebbe al sicuro dalle accuse grazie ad una legge introdotta da lui stesso».

DEVOTO E PLAYBOY - «Silvio Berlusconi leggermente contrito corteggia la chiesa con un cenno ed un ammiccamento», è il titolo del Daily Telegraph che scrive: «Nelle prossime settimane, Silvio Berlusconi, il libidinoso primo ministro italiano, giocherà un ruolo poco visto nel suo repertorio alimentato dal testosterone: il penitente». Il giornale spiega che il premier intende ripulire la sua immagine dopo le rivelazioni sulla sua vita privata, per «mostrare agli italiani che può giocare il ruolo del leader responsabile e devoto, quanto quello del settuagenario playboy». Di qui la decisione di trascorrere l'estate all'Aquila e non a villa Certosa. E, nel tentativo di riavvicinarsi ai cattolici, «l'unica comunità che ha visto le buffonate di Berlusconi con disapprovazione», ha organizzato una visita al santuario di padre Pio.

ESTATE IN SOBRIETA' - Sulla stessa linea anche il Sunday Times, con un articolo dal titolo «I nastri sul sesso costringono Berlusconi ad un'estate di sobrietà». Dopo le ultime rivelazioni sulla sua vita privata, recita il sottotitolo, «il leader italiano corre ai ripari per recuperare la dignità». Secondo il giornale, «nel tentativo di compiacere la chiesa cattolica, nella quale molti cardinali lo hanno rimproverato di offrire un misero esempio morale, Berlusconi intende visitare il santuario di Padre Pio, santo popolarissimo nell'Italia meridionale».

L'articolo su Paris Match
L'articolo su Paris Match

LE BAMBOLE DI SILVIO - Di Berlusconi si occupa anche Paris Match, in edicola questa settimana, con un articolo, intitolato «le bambole russe di Silvio Berlusconi», che ripercorre la vicenda delle intercettazioni e dedica un capitoletto alla D'Addadio la quale, scrive, «non demorde» e ribatte alle accuse di essere stata pagata dai giornalisti. (Ansa).


10/09/2008

TALEBANI IN POSA CON I DEI SOLDATI FRANCESI UCCISI

TALEBANI IN POSA CON I DEI SOLDATI FRANCESI UCCISI

Il settimanale sotto accusa: così fa il gioco degli assassini

Polemiche per le foto pubblicate da «Paris Match». Alcune vittime sono morte sgozzate

 

Una delle fotografie pubblicate da Paris Match
Una delle fotografie pubblicate da Paris Match
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI — Un talebano mostra con orgoglio l'orologio strappato a un soldato. Un altro indossa un elmetto e un altro parti della divisa. Le fotografie di Paris Match dal fronte afghano sono un pugno nello stomaco dell'opinione pubblica francese, già scossa da indiscrezioni (ammesse ieri dallo stato maggiore) che qualcuno dei dieci militari caduti nell'imboscata del 18 agosto sia stato finito all'arma bianca. Morire in combattimento o torturati non cambia molto dal punto di vista di chi ha perso un figlio o un parente al fronte, ma modifica la sensibilità collettiva, fa crescere l'orrore, la pietà e gli interrogativi sulla guerra, impone una domanda di verità su cause e responsabilità. Il reportage dal fronte, con intervista al capo dei guerriglieri e minacce sulla sorte dei soldati occidentali, è sotto accusa e fonte di polemiche. I giornalisti e la direzione del settimanale si assolvono per uno «scoop» che ha il merito di alzare il velo sul conflitto. Che non è una rassicurante operazione di stabilizzazione del Paese ma è scontro incerto e in campo aperto con le formazioni della guerriglia. «Piantiamola di seguire l'esempio di Bush, andiamo via dall'Afghanistan», ha scritto a Sarkozy la madre di un caduto. Secondo un sondaggio, la maggioranza dei francesi è d'accordo.

COMBATTIMENTI CORPO A CORPO - Oggi si sa e si ammette (il ministro della Difesa aveva sostenuto il contrario) che ci sono stati combattimenti corpo a corpo e che non tutti i soldati sono caduti per colpi d'arma da fuoco nei primi minuti dell'imboscata. Ma molti opinionisti (da Max Gallo a Daniel Cohn-Bendit), politici di destra e di sinistra, autorità militari e lo stesso ministro della Difesa, Hervé Morin, accusano senza mezzi termini il settimanale di aver fatto il gioco del nemico, perché quelle foto finiscono per esaltare l'impresa dei talebani, fanno da cassa di risonanza dei loro proclami e umiliano i soldati francesi e i familiari. «Non si tratta di libertà di stampa, ma di morale e di rispetto per i nostri caduti — scrive Max Gallo — Nostri? L'aggettivo è ancora in uso?». Il confine fra informazione e propaganda indiretta resta incerto quando si tratta di guerre o conflitti di natura terroristica. Anche le notizie sulle torture nelle carceri di Bagdad, su Guantanamo o sui ricorrenti massacri di civili possono fare il gioco del nemico e delegittimare l'intervento militare. Sarebbe giusto non darle? Prima del controverso reportage di Paris Match, altri giornali francesi (il Canard Enchaine, seguito da Liberation e Le Monde) avevano indagato, riuscendo a smentire in parte le verità dello Stato Maggiore sulla battaglia del 18 agosto, dalla ricostruzione dell'imboscata alla fine dei giovani soldati. «Quattro — scrive Le Monde — sono stati uccisi con un coltello alla gola». Restano punti oscuri: l'organizzazione del pattugliamento, i «buchi» nelle comunicazioni, i tempi di reazione e di arrivo dei rinforzi («tre ore di ritardo», scrive Le Monde), l'ipotesi che qualche soldato sia stato colpito da fuoco amico durante il bombardamento di caccia Usa. Lo Stato Maggiore esclude comunque errori nella catena di comando e attribuisce il ritardo nelle comunicazioni al fatto che, fra i primi caduti, c'era l'addetto radio, colpito da un cecchino. Ma il sistema di comunicazioni fra forze Nato è all'ordine del giorno. Da ieri, 350 paracadutisti sono in viaggio per l'Afghanistan.


16:03 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: talebani, afganistan, paris match | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook