10/10/2011

«Se Jobs fosse nato a Napoli». La fiaba amara fa il record di clic

«Se Jobs fosse nato a Napoli». La fiaba amara fa il record di clic

IL CASO IN RETE/ Antonio Menna crea l'alter ego campano (e fallito) del genio Apple: il successo non si può raggiungere in Italia

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12/07/2010

Magic Italy: la parodia corre sul web

Magic Italy: la parodia corre sul web

Lo spot con cui il presidente del Consiglio Berlusconi promuove il turismo in Italia diventa subito oggetto di remake e sberleffi su Internet. E’ la satira ai tempi della rete

 



Al posto del David di Michelangelo i rifiuti di Napoli, invece della fontana di Trevi un ecomostro qualsiasi, non più Venezia ma l’Aquila sventrata. E poi, ancora, la strage di Capaci, gli scontri negli stadi, “l’harem” di Villa Certosa. Un po’ di montaggio, qualche fotoritocco, tanta ironia e sotto la voce di Silvio Berlusconi che esalta la “magica Italia” non scorrono più le meraviglie del nostro Paese ma immagini di degrado, sofferenza e sberleffi sarcastici.

E’ la satira ai tempi di Internet, quando uno spot promozionale del turismo italiano a cui il presidente del Consiglio ha prestato la sua voce diventa in pochi giorni oggetto di video-parodie e remake su YouTube. Decine di versioni “alterate” in cui la “magic Italy” pensata dal ministero del Turismo per promuovere il marchio Italia nel mondo si trasforma nel suo opposto.


Mentre Berlusconi esalta un Paese “fatto di cielo, di sole, di mare” scorrono carrellate di foto in cui a farla da padrone sono
spazzatura, violenza negli stadi e scempi edilizi . Dal Belpaese rivisto ironicamente sul Web esce Portofino ed entra prepotentemente il terremoto de l’Aquila: sia per quanto riguarda la devastazione della città sia in relazione alla manifestazione dei terremotati abruzzesi del 7 luglio scorso e relative cariche della polizia.

E visto che l’Italia, come dice lo spot, è anche la “storia” ecco che qualcuno si prende la briga di accompagnare la voce suadente del premier con una personalissima (e per niente rassicurante) selezione di fatti che hanno caratterizzato la nostra nazione nel tempo:
dall’incontro Mussolini-Hitler, alla strage di Capaci passando per Piazza Fontana e Licio Gelli

In certi casi lo sport rivisto e corretto diventa un’occasione per attaccare più direttamente il premier. Come nel video in cui sono messi in sequenza
alcuni momenti caldi dell’epopea berlusconiana : le foto osé di villa Certosa, i complimenti focosi a Michelle Obama sotto lo sguardo gelido del marito, la foto di un giovane Berlusconi con Bettino Craxi. Più velenoso, elaborato e “scorretto” il remake che mescola le parole del premier impegnato a decantare lo Stivale con le immagini delle dichiarazioni in aula del pentito Gaspare Spatuzza che nomina Berlusconi e Dell’Utri.

Proprio questi ultimi video che prendono di mira più direttamente Berlusconi (così come quello
in cui l’inquilino di Palazzo Chigi diventa Dart Vader, il cattivo di Guerre Stellari, sono gli esempi tipici esempi del fenomeno chiamato “politics busting”. Vale a dire, la pratica sempre più frequente di distorcere messaggi politici seri e istituzionali e farli circolare in rete in versione caricaturale. Una tendenza così diffusa che Henry Jenkins, studioso americano che si è occupato dell’argomento, ha chiamato “democrazia di Photoshop”. Quella in cui a un cittadino bastano un po’ di nozioni di fotoritocco e montaggio per rielaborare a piacimento il discorso politico.

Raffaele Mastrolonardo


30/09/2009

Lerner contro Ricci: «Sei tu il vero papi»

Lerner contro Ricci: «Sei tu il vero papi»

 

L'ideatore di Striscia: «Mi accuseranno anche dell'omicidio di Garlasco». Il giornalista accusa: «Si fa scudo della parodia per riprodurre sempre uguale l'immagine della donna-oca»

 

Gad Lerner (Ansa)
Gad Lerner (Ansa)

MILANO - Non si placa la polemica a distanza tra Gad Lerner e Antonio Ricci. In un post pubblicato martedì sera sul suo blog e intitolato «Il vero papi delle ragazze tv», il conduttore dell'Infedele torna a definire il papà di Striscia la notizia «il vate che ha tradotto nella lingua volgare della televisione commerciale una mentalità degradante e misogina, da vitelloni e da frequentatori di casino, senza un passo avanti rispetto all'italietta puttaniera e clericale degli anni Cinquanta».

LERNER - Criticando il fatto che Striscia non abbia replicato martedì sera alle sue accuse, Lerner insiste sottolineando che Ricci «si fa scudo della parodia per riprodurre da un quarto di secolo sempre uguale l'immagine della donna-oca, seminuda in mezzo a uomini vestiti, zitta e sculettante. Proprio come piace a «papi», che ogni tanto ne premia una magari portandola con sé in politica. Ho visto Striscia la notizia mettere alla berlina un mascalzone di Bari che chiedeva a ragazze in cerca di lavoro di slacciare la camicetta e alzare la gonna. Bene, bravi. Ma non ho potuto fare a meno di pensare che un'estate sì e un'estate no Antonio Ricci ne raduna a migliaia già spogliate davanti alle telecamere, gonfiando il portafoglio del premier e il suo ego di anziano mandrillo, aizzando la loro speranza di trovare un impiego da velina».

RICCI - E Antonio Ricci risponde alle accuse in una nota: «L'inizio è stato frizzante, più di quello che sinceramente potessi immaginare. Adesso mi aspetto che mi accusino dell'omicidio di Garlasco. Sono stupefatto da tanto rumore creato dai media intorno a lui e alle sue trasmissioni televisive». In particolare, il papà di Striscia la notizia è stato protagonista di uno scambio polemico con Gad Lerner, che lo ha definito «il Dante Alighieri del berlusconismo». «Gad Lerner - aveva replicato Ricci - è il Petrarca di Telecom, il Brunetto Latini della famiglia Agnelli e il monsignor Giovanni della Casa dell'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Io mi sento piuttosto un Giordano Bruno».