19/04/2012

Celentano versa in beneficenza i 500mila euro ricevuti come compenso per Sanremo

Celentano versa in beneficenza i 500mila euro ricevuti come compenso per Sanremo

In precedenza aveva versato altri 200mila euro a favore di emergency. I soldi ai sindaci di Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Milano, Verona e Firenze da destinare a famiglie bisognose

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03/06/2011

Il Tesoro Usa esce dal capitale di Chrysler Per Fiat partecipazione potenziale al 98%

Il Tesoro Usa esce dal capitale di Chrysler Per Fiat partecipazione potenziale al 98%

Il linghotto pagherà 500 milioni di dollari per l'acquisto del 6% delle azioni. L'ad Marchionne: «Grazie Obama. Ora acceleriamo il nostro progetto di creare un costruttore globale»

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04/01/2011

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

DISCRIMINAZIONI MILITARI. Precaria da 5 anni. Non potrà partecipare al concorso per l'assunzione a tempo indeterminato. Ricorre al Tar

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12/11/2010

Fini e Bersani in tv da Fazio e Saviano Stop di Masi e Marano: è polemica

Fini e Bersani in tv da Fazio e Saviano Stop di Masi e Marano: è polemica

In onda lunedì 15 novembre. I due leader interverranno sui valori di destra e sinistra. Il dg scrive a Ruffini: non prevista la presenza di politici

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23/08/2010

«Fiat, i lavoratori partecipino agli utili»

«Fiat, i lavoratori partecipino agli utili»

Il  ministro del welfare al meeting di C. L. Sacconi: giusto che condividano i risultati delle loro fatiche con un salario collegato ai risultati aziendali

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03/01/2010

Pamela Anderson e Gascoigne attesi al Big Brother Vip in Inghilterra

Pamela Anderson e Gascoigne attesi al Big Brother Vip in Inghilterra

 

Con «gazza» ci dovrebbe essere il suo acerrimo nemico Vinnie Jones. Si «punta» sulla loro partecipazione allo show, in partenza su Channel 4

 

Pamela Anderson e Paul Gascoigne
Pamela Anderson e Paul Gascoigne

LONDRA - C'è attesa in Gran Bretagna per sapere chi saranno i partecipanti alla nuova edizione del «Grande Fratello Vip» in partenza su Channel 4. I «bookmaker» puntano su una partecipazione di Pamela Anderson. Fra i papabili anche Paul Gascoigne, che sarebbe messo a confronto con l'ex calciatore Vinnie Jones, lo storico «nemico» che in campo lo distrasse toccandogli i testicoli durante una gara. Una convivenza che si preannuncia difficile e che rischia di «far saltare» la casa. Cosa che ovviamente si augurano gli organizzatori della trasmissione, i quali , secondo il tablodi «Sun» per convincere il celebre «Gazza» ad accettare l'invito sarebbero arrivati a garantirgli un supporto psicologico 24 ore su 24 per tutta la durata della sua permanenza in onda. Fra gli altri ospiti ci dovrebbero essere anche Heidi Fleiss, divenuta celebre per il suo giro di squillo negli Stati Uniti, il rapper Mc Hammer, il cantante Dane Bowers, e ì, forse, Ekaterina Ivanova, ex fidanzata del Rolling Stone Ron Wood.


05/12/2009

No B day: il popolo della Rete dice no al governo

No B day: il popolo della Rete dice no al governo

 

Attesa una grande partecipazione per l'iniziativa nata su Facebook. A Roma 700 pullman, treni speciali, un nave dalla Sardegna. Lo striscione "Berlusconi dimettiti" aprirà il corteo

 

 

 

Sabato dalle 15 diretta della manifestazione su SKY.it attraverso il segnale di You dem, canale 813 di SKY

E' il giorno del No B day, la manifestazione autoconvocata su Internet, nata per iniziativa di un gruppo di blogger. Obiettivo chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio - si legge nell'appello pubblicato sul web. Nella capitale arriveranno 700 pulman, 4 treni speciali, una nave dalla Sardegna: gli organizzatori attendono 350mila persone. Previsti gli interventi di esponenti della società civile, del mondo della cultura e dello spettacolo come Dario Fo, Josè Saramago, Margherita Hack. Alla manifestazione ha aderito anche Nanni Moretti, mentre Roberto Vecchioni suonerà in chiusura.
Hanno aderito Italia dei valori, Rifondazione comunista, Pdci, Sinistra e Libertà, i Verdi. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani non sarà in piazza a differenza di Rosy Bindi, Dario Franceschini a Ignazio Marino.


20/10/2009

Mesina nel cast dell'Isola, è giallo

Mesina nel cast dell'Isola, è giallo

 

L'anticipazione de "la nuova sardegna". Secondo alcune voci, non confermate dagli amici dell'ex bandito sardo, avrebbe già firmato il contratto

 

 

Graziano Mesina (Ansa)
Graziano Mesina (Ansa)

MILANO - Graziano Mesina potrebbe "naufragare" verso l'Isola dei Famosi. La Nuova Sardegna dà praticamente per certa la partecipazione dell'ex primula rossa del banditismo sardo al reality show condotto da Simona Ventura su Rai Due. Il programma partirà il 13 gennaio e Mesina avrebbe appena firmato il contratto. «Lui non conferma - scrive il giornale sardo riferendosi a Mesina-, forse aspetta che a dare notizie ufficiali siano la Ventura e il suo staff, ma neanche smentisce».

«NON HA ANCORA FIRMATO» - Secondo altre voci invece, «Grazianeddu», come qualcuno lo chiama ancora nella sua Orgosolo, è stato sì contattato per entrare a far parte del cast del programma ma non ha ancora firmato alcun contratto. «Se mi chiamano sono pronto», avrebbe confidato ad un amico che, letta La Nuova Sardegna, lo ha subito chiamato per avere conferma della notizia.

LE EVASIONI E LA GRAZIA - Noto per le numerose evasioni e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, Mesina ha lasciato il carcere di Voghera nel 2004, dopo aver ottenuto la grazia del Presidente della Repubblica Ciampi e dal ministro della giustizia Castelli. Da allora l'ex primula rossa del banditismo sardo vive nella sua Orgosolo. Complessivamente Mesina ha trascorso 40 anni in carcere, e quasi 5 da latitante.


11/10/2009

Iran, tre dimostranti condannati a morte

Iran, tre dimostranti condannati a morte

 

Avevano preso parte alle proteste per le elezioni presidenziali

 

In questa immagine del 21 giugno 2009 la morte di Neda, la giovane donna rimasta uccisa a Teheran negli scontri tra la polizia del regime e i sostenitori del governo (Ansa)
In questa immagine del 21 giugno 2009 la morte di Neda, la giovane donna rimasta uccisa a Teheran negli scontri tra la polizia del regime e i sostenitori del governo (Ansa)

TEHERAN - Tre manifestanti, incriminati per la partecipazione alle dimostrazioni antigovernative, sono stati condannati a morte in Iran. Lo riferisce l'agenzia Isna. I tre avevano preso parte alle proteste scoppiate in occasione delle elezioni presidenziali che hanno sancito la riconferma di Mahmoud Ahmadinejad.

IL MINISTRO - Il capo dell'ufficio pubbliche relazioni del dipartimento di Giustizia della provincia di Teheran, Bashiri Rad, parlando con l'Isna, ha reso note solo le iniziali dei nomi dei tre condannati al patibolo. Si tratta di M.Z., A.P. e M.E. I primi due, ha precisato Bashiri Rad, sono stati riconosciuti colpevoli di legami con un'organizzazione monarchica e il terzo con i Mujaheddin del Popolo, la più importante organizzazione di opposizione armata al regime. Giovedì, il sito riformista Mowjcamp aveva reso nota la condanna a morte di un manifestante, Mohammad-Reza Ali-Zamani, riconosciuto come militante filo-monarchico. Non è escluso che possa trattarsi di uno dei tre di cui si è avuta notizia oggi.

DIRITTI UMANI - Proprio il giorno che ha portato da Teheran pessime notizie, per Amnesty International è una data di riflessione e lotta. Il 10 ottobre, da sette anni, è indetta la giornata mondiale contro la pena di morte, considerata la maggiore delle violazioni dei diritti umani. In particolare quest'anno l'impegno di Amnesty International è volto a educare i giovanissimi alla conoscenza dei fondamentali diritti dell'uomo, con dibattiti e incontri nelle scuole. I dati forniti dall'associazione sottolineano come nel 2009, il Burundi e il Togo sono diventati abolizionisti della pena di morte e negli Usa, anche lo Stato del New Mexico ha posto fine alle esecuzioni.


02/10/2009

Santoro: «In onda finchè mi dicono di no» D'Addario, il racconto ad «Annozero»

Santoro: «In onda finchè mi dicono di no» D'Addario, il racconto ad «Annozero»

 

Non sapevo che fare,né Masi né Liofredi hanno risposto a telefono. La escort ospite dopo molte incertezze. «Ho registrato ma non volevo ricattare nessuno. In quelle due serate nella residenza romana del premier non ero l’unica escort»

 

ROMA - «In questa valle di Giosafat l'unica cosa che non farò è smettere di andare in onda: se vogliono che non vado in onda, lo devono dire, altrimenti fino a quel punto sempre in onda sto»: lo ha detto Michele Santoro aprendo la puntata di questa sera di «Annozero», accompagnata dalle polemiche per la presenza di Patrizia D'Addario. Santoro ha raccontato di aver ricevuto «attorno alle 19 di questa sera otto pagine con un parere dell'ufficio legale della Rai che in sostanza diceva che la D'Addario non può partecipare. Siccome era accompagnato da una stringata letterina del mio direttore di rete, gli ho subito chiesto se si trattava di una direttiva o solo di un parere di cui tener conto. E la risposta è stata: non ho ricevuto indicazioni aziendali in merito».

AI GIORNALISTI - In precedenza, prima di entrare in studio, Santoro ha raccontato ai giornalisti i concitati momenti pre-trasmissione: «Mi sono consultato con il mio legale, ma dalla Rai c’è stata una specie di black out». «Mi aspettavo di parlare con Liofredi o con il direttore generale, ma nessuno dei due - dice ancora il giornalista - mi ha risposto. Fino a quando mi è arrivata via mail la risposta ufficiale del direttore di Raidue che preferisco non commentare».

VIDEO BBC E BERNSTEIN - Una volta in onda Santoro ha chiuso il suo intervento iniziale lanciando una provocazione: «Non dico che immaginiamo di fare una tv irriverente così come la fa la Bbc - ha detto Santoro dopo aver mostrato un filmato della tv pubblica britannica che criticava il proprio premier - ma con tre reti Rai che non possono criticare il governo, una rete come La7 che è di Telecom ed ha qualche problema per i contratti telefonici e con tre reti Mediaset che sono del presidente del Consiglio, sono io questa volta a fare un esposto all'Agcom per capire: »chi è che garantisce il contraddittorio in questo paese?». L'ntervento di Marco Travaglio (ancora come ospite, il contratto con la Rai non è stato firmato) è stato incentrato sulla differenza tra Usa e Italia nelle leggi che riguardano le querele contro i giornalisti. E proprio uno dei grandi nomi del giornalismo Usa, Carl Bernstein (uno dei due giornalisti che scoprirono lo scandalo del Watergate) è intervenuto nel programma. «La stampa ha il dovere legittimo di accertare il vero se ci sono evidenti verità nelle accuse contro un Capo di Stato o un premier- ha detto -. È stato il caso di Monica Lewinsky nei confronti di Clinton ed è il caso che riguarda oggi Berlusconi. C'è da verificare se la condotta generale di Berlusconi si rifletta sul suo incarico. Secondo me le maggiori restrizioni al giornalismo sono autoimposte, più per pressioni o intimidazioni che per volontà del governo». E ha concluso: «Il giornalismo investigativo è un dogma per il giornalismo libero».

D’ADDARIO - Poi è stata la volta di Patrizia D’Addario in collegamento da Bari: «Ero felice del fatto di essere rimasta lì col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persona a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere più veloce la pratica e mi rendeva felice». Patrizia D'Addario racconta così ad «Annozero» il giorno dopo del suo incontro a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicità era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice», aggiunge D'Addario vestita di nero su divani rossi nel collegamento da Bari con il programma di Michele Santoro. «Perché ha registrato? Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verità. Io ho sempre registrato perché così mi sentivo più sicura, non perché volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere», aggiunge, «e in quelle due serate nella residenza romana del Premier Silvio Berlusconi «non ero l’unica escort». «A Palazzo Grazioli - ha aggiunto - sembrava un harem». «Il premier lo sapeva che ero una escort. Lo ha detto anche alla Montereale che sapeva che ero una escort», dichiara poi la D'Addario nella sua intervista ad Annozero. «Se lo hanno detto anche le altre ragazze che sapevano che io dovevo rimanere li? Ho passato tutta la notte col presidente, lo sapevano tutti che erano una escort. Lo sapeva. Io mi sono presentata al presidente come Alessia». «Non mi vergogno di quello che ho fatto, di quello che ho detto. In Italia c'è la strumentalizzazione della donna. Ma a me importa solo del mio cantiere, liberate il mio cantiere». «La mia candidatura alle europee? Giampaolo Tarantini è venuto a prendere il mio curriculum dicendomi che ero candidata per le europee, quando ha richiamato il suo assistente ha detto che l'intervento della moglie del premier Veronica Lario aveva causato un gran casino sui giornali per le modelle, le veline, non si fa più niente», così racconta Patrizia D'Addario.

BELPIETRO - Ospite in trasmissione il direttore di «Libero», Maurizio Belpietro, che nel pomeriggio ha incontrato il premier nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli. «Era un incontro programmato già da tempo», spiega Belpietro. «Sono sceso a Roma, avevo altri appuntamenti e ho incontrato anche il premier. Abbiamo parlato di varie cose, della situazione politica - prosegue il direttore di "Libero" - e, ovviamente, anche della vicenda che riguarda la puntata di "Annozero" di stasera", alla quale è previsto l’intervento della escort pugliese Patrizia D’Addario. Berlusconi ha "manifestato le sue opinioni, che sono note: è indignato per le vicende di questi giorni compreso il caso Santoro con la puntata che ospita Patrizia D'Addario. È convinto che trasmissioni del servizio pubblico non debbano dare spazio a certi personaggi, che sia un’operazione politica. Io, da parte mia - conclude Belpietro - gli ho detto che credo che, al di là delle opinioni sulla trasmissione, non si dovesse fare nulla, non ci dovessero essere tentativi suoi o di altri di fermare la trasmissione».