12/02/2011

Roberta Oronzo: "Ecco le foto che l'Italia cerca"

Roberta Oronzo: "Ecco le foto che l'Italia cerca"

Intervista alla "seconda minorenne": è l'amica del cuore di Noemi, la ragazza di Casoria. Sono suoi gli scatti a cui tutti danno la caccia: "Abbiamo passato un Capodanno da lui, ma non abbiamo mai fatto sesso col premier. Foto hard? Non esistono". Poi chiarisce: "Non mi va di passare come una che si vende. Ero lì col permesso dei genitori"

Continua...


02/07/2010

Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"

Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"

Una nota ufficiale smentisce la notizia pubblicata su un giornale online brasiliano: "Breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani"

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Ancora un giallo anima le trasferte internazionali del premier Berlusconi. Se a Toronto aveva fatto discutere la presenza della misteriosa "Dama bianca" nella delegazione al fianco del premier, in Brasile invece - dopo la barzelletta hard sulla cameriera - si parla di ballerine. Sei per la precisione. Ma Palazzo Chigi smentisce la notizia pubblicata dal quotidiano brasiliano online "Estadao" per cui il presidente del Consiglio avrebbe partecipato a un party privato a San Paolo con sei ballerine. "Lunedì 28 giugno - si legge nella nota - il presidente Berlusconi, accompagnato da persone del suo staff e da numerosi agenti della sua sicurezza, ha partecipato, su invito di un imprenditore, ad uno dei molti ricevimenti tenutisi in occasione della sua visita in Brasile. In tale circostanza è stato organizzato un breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani".

Continua la nota: "Il presidente Berlusconi non ha partecipato alla successiva cena e, dopo una breve permanenza di cortesia, si è allontanato per ulteriori impegni di lavoro". Pertanto, conclude Palazzo Chigi, "le notizie apparse su alcuni siti online sono destituite di fondamento e sono frutto evidente della volontà di qualcuno di procurarsi della pubblicità".


01/07/2010

Sesso e coca, consigliere ricoverato

Sesso e coca, consigliere ricoverato

IN ZONA SAN GIOVANNI. Durante un festino l'uomo ha urlato frasi sconnesse e improvvisato un comizio, poi si è sentito male

 

ROMA - Un consigliere della Provincia di Roma è stato ricoverato in stato confusionale all’alba di oggi in un ospedale della capitale dopo che avrebbe partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, al quale erano presenti alcuni trans.

IL RACCONTO - A svelare il retroscena sarebbe stato uno di questi, che ha riferito l’accaduto alle forze dell’ordine. Il consigliere, infatti, si sarebbe affacciato in uno stato confusionale dal balcone della casa nella quale si stava svolgendo il festino - sembra di proprietà del transessuale e in zona San Giovanni - urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio. (Fonte Apcom)


17/07/2009

Ira di Putin per il party, oligarca in esilio

Ira di Putin per il party, oligarca in esilio

 

 

All’inaugurazione del suo hotel, ha invitato (a pagamento) Hilton, Gere, Bellucci e la Stone. Megafesta nel pieno della crisi. E il governo blocca le attività di Ismailov

 


Sharon Stone
Sharon Stone

MOSCA — L’idea di dare una festa da mille e una notte nel bel mezzo della gra­vissima crisi economica che sta lasciando centinaia di migliaia di russi senza lavoro non è stata certamente delle migliori.

Ma Telman Ismailov non si aspettava certo che invitare (naturalmente a paga­mento) personaggi come Sharon Stone, Richard Gere, Mariah Carey, Paris Hilton e Tom Jones gli sarebbe costato così caro. Il primo ministro Vladimir Putin è andato su tutte le furie e poco dopo le redditizie attività commerciali del tycoon di origine azera sono state bloccate. Lui, per pruden­za, si sarebbe rifugiato in Turchia. Visti i precedenti nel paese, un mandato di cattu­ra, o altri spiacevoli «inconvenienti» non sono affatto da escludere.

Nel frattempo, come risultato dello scontro tra il vertice del potere e l’oligar­ca, il mercato all'aperto di Mosca Cherki­zovskij (il più grande d'Europa), di sua proprietà, è stato chiuso con decine di mi­gliaia di uomini e donne finiti sul lastrico. La vicenda è iniziata nello scorso mag­gio, quando Ismailov era pronto a inaugu­rare uno dei più costosi alberghi del mon­do appena realizzato ad Antalia in Tur­chia, con 17 bar, 10 ristoranti e una pisci­na così grande che per attraversarla in bar­ca dicono che ci voglia mezz'ora. Ismailov ha fatto i quattrini rapidamente negli ulti­mi anni, iniziando proprio col piccolo commercio. Fino all'idea di creare il colos­sale mercato che sorge alla periferia est di Mosca. Una città nella città, accusano i de­trattori dell'imprenditore; con polizia pri­vata, un consolato del Tagikistan e miglia­ia di lavoratori che non parlano il russo (solo i tagiki sarebbero 17 mila) e non escono per anni dai confini di Cherkizo­vskij. Tutto ben noto alle autorità che han­no sempre guardato dall'altra parte.

Il sindaco di Mosca Yurij Luzkov è un grande amico di Ismailov, tanto che in un filmato girato due anni fa in occasione del cinquantesimo compleanno dell'oligarca, lo si vede gridare al microfono: «Telman, tu sei nostro amico, amico per sempre». Alla stessa festa Jennifer Lopez abbraccia­va e baciava Ismailov dopo aver ballato e cantato per la modesta cifra di un milione di dollari. Le bizzarrie dell'imprenditore non sono però piaciute a Putin quando i rotocalchi russi si sono riempiti delle im­magini della costosissima festa svoltasi in Turchia. Soprattutto, pare, le immagini di Ismailov che danza sotto una pioggia di banconote da cento dollari.

Subito sono partite le prime ispezioni sanitarie al mercato e le prime indagini do­ganali e fiscali. Un copione già visto in pas­sato con tutti gli oligarchi diventati all'im­provviso sgraditi, da Khodorkovskij, anco­ra in carcere, a Berezovskij e Gusinskij, fuggiti all'estero. In Russia quasi tutti quel­li che hanno fatto soldi nascondono vari scheletri nell'armadio. E chi di dovere di­spone di tutta la documentazione necessa­ria. Che può essere tirata fuori al momen­to del bisogno.

Ma con Ismailov le cose sono andate a rilento all'inizio e allora Putin ha deciso di intervenire personalmente e pubblica­mente. In una riunione di governo si è la­mentato: «Normalmente il risultato delle indagini è il fatto che le persone finiscono dentro. Ma dove sono gli arresti?» L'acce­lerazione è stata immediata. Seimila con­tainer pieni di merce contraffatta seque­strati e il mercato chiuso a tempo indeter­minato. Da parte del sindaco, che ha subi­to capito con chi bisognava allinearsi. E Ismailov, che un po’ di esperienza in que­sti anni se l'è fatta, si tiene alla larga dalla Russia. In attesa di vedere se riesce a farsi perdonare.

Fabrizio Dragosei


19/03/2009

Genova, 25 poliziotti nei guai: cocaina, bische e festini

Genova, 25 poliziotti nei guai: cocaina, bische e festini

 

L'inchiesta Le prime manette a febbraio. Il questore: solo poche mele marce. La lista degli agenti drogati pronta per il Viminale

 

GENOVA — Il mondo sotto al monumento di Quarto era come un film americano. I circoli per anziani diventavano bische notturne. Arrivava gente in cerca di coca che si faceva chiamare «Jack» e «Topo», con i rotoli di banconote in tasca. Gli sbirri che gestivano il traffico di droga si sentivano «prima spacciatore e poi poliziotto », tenevano in casa fucili a pompa e munizioni da guerra per custodire «la bamba», organizzavano festini con prostitute, transessuali e fiumi di polvere bianca, si depilavano a sangue il pube per sfuggire ai controlli tossicologici degli «Affari interni», sniffavano fino a «farsi girare gli occhi», scortavano armati le auto dei pusher.

Lo sapevano in tanti, quel che succedeva intorno al «monu », la statua che celebra la partenza dei Mille di Garibaldi diventata punto di ritrovo dei «cattivi tenenti» genovesi, i due poliziotti arrestati lo scorso febbraio per spaccio. Era davvero come un film o un romanzo lungo almeno due anni, dal 2007 al 2009. Di quelli sui poliziotti cattivi, «i ragazzi del coro » raccontati da Joseph Wambaugh e poi James Ellroy. Dove non c'è più distinzione tra male e bene, i mondi paralleli del crimine e della legge finiscono per sovrapporsi e diventare una sola cosa. Soltanto che qui i cattivi tenenti avevano facce da ragazzi, non la maschera sfatta di Harvey Keitel.

Al nono piano del palazzo di Giustizia in questi giorni va in scena una sorta di forca caudina. Uno alla volta, vengono interrogati una trentina di agenti. Dalle intercettazioni risultano essere consumatori abituali di cocaina. Il pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati li mette davanti ad un bivio. Se ammetti di aver comprato e sniffato vieni segnalato al Prefetto e vai incontro ad un procedimento disciplinare, ci sono già gli ispettori venuti da Roma che aspettano di avere i nomi. Se rimani in silenzio vieni indagato per favoreggiamento. In ventidue sono finiti nel primo elenco. Altri tre hanno dato prova di omertà e adesso sono sotto inchiesta.

Nessuno si è mai accorto di niente, questa è la versione ufficiale. I poliziotti arrestati e quelli indagati hanno lavorato a Milano, Asti, Lodi, Novara, Mondovì e Genova, trafficando sempre in cocaina. I magistrati sono sempre più convinti che gli agenti abbiano goduto di una rete di connivenze. Non un complotto da parte di cittadini al di sopra di ogni sospetto. Piuttosto, la semplice condivisione del consumo di droga, pratica che dalle testimonianze raccolte finora sembra diffusa tra i colleghi degli agenti arrestati. Anche nelle intercettazioni ci sono passaggi preoccupanti. «Sei dei tanti, non ti preoccupare, sei proprio nella norma», dice un agente ad un collega mentre parlano tra loro del consumo di droga. Anche per questo il capo della Polizia ha subito mandato i suoi ispettori. Nessuna voglia di sottovalutare l'allarme.

«Poche mele marce», è la definizione fornita dal questore di Genova Salvatore Presenti. Un gruppo di amici, tutti compagni di corso, età compresa tra i 25 e i 30 anni. L'indagine nasce quasi per caso e fin da subito assume una coloritura malsana. Massimo Pigozzi è un agente che nel luglio scorso è stato condannato a tre anni e due mesi per i fatti avvenuti durante il G8 nella caserma di Bolzaneto. Aveva «strappato» la mano di un no global, divaricandogli le dita fino a lacerare pelle e legamenti. Nel 2007 era stato arrestato con un'altra accusa. Insieme ad alcuni suoi colleghi avrebbe violentato tre prostitute straniere nelle guardine della questura genovese. I magistrati decidono di fare intercettazioni sull'utenza dell'agente che abitualmente era di turno con lui. Dall'ascolto delle telefonate emergono riferimenti a festini a base di cocaina. Ad organizzarli è uno spacciatore, Luca Schenone, che rifornisce decine di poliziotti. Due di questi acquirenti, gli agenti Morgan Mele e Stefano Picasso, decidono di mettersi in proprio, organizzando una rete che aveva clienti in molte questure del Nord Ovest.

I comportamenti illegali di questo gruppo di agenti mostrano una scelta di campo netta. «Venererò quello spacciatore fin che vivrà» dice Mele, consapevole dell'abbruttimento dovuto alla droga. «Non riesci a pisciare, dormire, mangiare. E non ci vedi, cazzo». Quando Picasso viene fermato dai carabinieri mentre sta sniffando fuori da una discoteca, decide di prendersi una pausa dal lavoro in questura e simula una malattia, ingannando il medico. «Recito da Oscar. E ho scoperto che il bello è stare a casa senza avere assolutamente nulla, è una cosa bellissima». Un poliziotto dichiara le sue intenzioni: «Voglio bruciarmi completamente ». Il collega lo ammonisce a non portare un amico considerato non adatto: «Non vorrei che morisse lì, e poi ci tocca anche buttarlo nella spazzatura». Medici pronti a dare lastre false per simulare incidenti, armi illegali, depilazioni integrali e ripetute per aggirare i controlli. Due atti di droga venduta e consumata ogni settimana. Coca a fiumi, cervelli in pappa. «Stasera voglio fare una rissa della Madonna, finisce che ammazzo tutti». La sensazione di impunità che permette di fare progetti folli. «Facciamo come i colleghi arrestati a Brescia» dice l'agente Mele. Si riferisce ad una banda di carabinieri e vigili urbani che rapinava extracomunitari. «Rapinare i negri», una suggestione che ricorre spesso nelle intercettazioni. Ogni Paese ha i ragazzi del coro che si merita.

Marco Imarisio


06/02/2009

Nuoto: Phelps squalificato per 3 mesi

Nuoto: Phelps squalificato per 3 mesi

 

Il gesto era stato reso pubblico grazie ad una foto uscita su «News of the World». La Federazione Usa lo ha voluto sanzionare per aver fumato marijuana ad una festa per studenti

 

 

Michael Phelps (Afp)
Michael Phelps 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COLORADO SPRINGS (USA) - Lo hanno punito per dare un esempio. La Federazione di nuoto degli Stati Uniti ha sospeso per tre mesi il nuotatore 8 volte medaglia d'oro a Pechino, Michael Phelps per le fotografie pubblicate dal tabloid «News of the World» in cui il pluriprimatista mondiale fuma marijuana da una pipetta ad una festa di studenti.

MESSAGGIO FORTE - «In questo caso non è stata violata nessuna legge sul doping, ma abbiamo deciso di dare a Michael un messaggio forte perchè ha deluso molte persone, in particolare le centinaia di migliaia di bambini che guardano a lui come un modello ed un eroe», spiega la federazione in un comunicato pubblicato sul suo sito internet. La federazione ha tagliato a Phelps qualsiasi supporto finanziario per la durata della squalifica. «Michael ha accettato questo rimprovero e si è impegnato a riguadagnarsi la nostra fiducia», aggiunge il comunicato federale.


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28/01/2009

La nave dei party con le modelle si ferma

La nave dei party con le modelle si ferma

 

Rapporti tesi tra l'armatore e il gestore tecnico. Sequestrato a Genova lo yacht della «Fashion tv». Organizzava feste con dj e 25 ragazze

 

 

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GENOVA — Disavventura per la «nave delle modelle», la Black Diamond che, in linea con il proprio nome, ha le fiancate completamente dipinte di nero. La nave «più glamour del mondo» è stata messa sotto sequestro dalla Capitaneria nel Porto Antico di Genova. Armatore della Black Diamond è Fashion Tv, la tv satellitare creata nel 1997 da Michael Adam Lisowsky, un canale completamente dedicato alla moda e alla bellezza. La Black Diamond viaggia nel Mediterraneo toccando di party in party le località più modaiole, da Saint Tropez a Porto Cervo, dalla Costa Smeralda alla Costa Azzurra. Dopo aver lasciato Montecarlo, dallo scorso novembre è attraccata nel porto di Genova dove ha aperto le sue piste da ballo a un nutrito programma di feste.

Ma negli ultimi tempi i rapporti tra l'armatore e il gestore tecnico della nave si sono incrinati e il gestore si è ritirato lasciando la Black Diamond priva dei requisiti necessari per poter rimanere in attività. Sono venuti a mancare responsabili della sicurezza e autorizzazioni e la Capitaneria infine ha disposto il sequestro amministrativo dello scafo. Lunga centoquaranta metri, la Black Diamond è in realtà un mega-yacht con sale da ballo, «emotion room» (così vengono chiamate), bar, ristoranti e la possibilità di fare riprese televisive a bordo e broadcasting. I filmati delle serate vengono poi trasmessi sul canale satellitare Fashion tv che offre agli appassionati del genere ventiquattr'ore su ventiquattro di sfilate e news. A bordo della Black Diamond viaggiano venticinque «bellissime top model» che animano, insieme con i dj, le notti glamour nei porti cari ai vip. Ma la Capitaneria ha spento la musica e «sbarcato» le modelle, non senza soddisfazione dei locali di terra del Porto Antico. La presenza molto vivace della Black Diamond aveva causato già più di una protesta da parte dei commercianti. Anche l'Autorità portuale di Genova ha avviato una procedura nei confronti della nave: «Hanno avuto la concessione per effettuare minicrociere — spiega il presidente Luigi Merlo — ma non per restare fermi per lunghi periodi e per organizzare eventi nell'ambito portuale».

 


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27/10/2008

Droga party a Isola delle Femmine Arrestato Francesco Casisa

Droga party a Isola delle Femmine Arrestato Francesco Casisa

DOVRA'RISPONDERE DI DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI AI FINI DI SPACCIO. L'attore ha recitato in «Nuovomondo» di Crialese e nella fiction «Il Capo dei capi»

 

 

 

 

 

Una foto recente di Francesco Casisa (Ansa)
Una foto recente di Francesco Casisa 
 
PALERMO - Da posteggiatore abusivo nel quartiere popolare Zen di Palermo ad attore di pellicole premiate in festival internazionali del cinema ai ruoli in fiction importanti come quella sulla vita del boss Totò Riina: l'escalation di Francesco Casisa, 21 anni, già qualche precedente penale alle spalle, si è conclusa la scorsa notte in cella.

DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO - Il ragazzo è stato arrestato insieme a due amici Tommaso Genovese, 22 anni, e Pietro Ciaramitaro, 20 anni, durante un droga party organizzato in una villetta del borgo marinaro di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo. I carabinieri hanno deciso di controllare l'abitazione insospettiti dalle urla, dalla musica ad alto volume che provenivano dall'interno. Alla vista dei militari, i tre, completamente ubriachi, hanno buttato dalla finestra un panetto di hashish. Durante il blitz sono stati sequestrati oltre mezzo chilo della sostanza stupefacente e diversi grammi di cocaina. Al festino partecipava anche una ragazza che è stata denunciata. I tre giovani, invece, devono rispondere di detenzione di droga ai fini di spaccio. Oltre ad avere una parte nella fiction di Mediaset sulla vita di Riina «Il capo dei capi», Casisa ha recitato nel film «Nuovomondo» del regista Emanuele Crialese, candidato, nel 2006 all'Oscar.

4 FILM SULLA MAFIA - Negli ultimi anni Casisa ha partecipato a quattro film le cui trame ruotano attorno a storie di mafia. Il giovane attore ha cominciato la carriera cinematografica con una comparsa nel film «Il fantasma di Corleone», documentario sulla vita del boss Bernardo Provenzano, (arrestato qualche settimana dopo l'uscita del film), e nella fiction tv «Paolo Borsellino». Dalla comparsa a un vero e proprio ruolo, anche se di secondo piano: ne «Il capo dei capi», fiction tv sulla vita di Totò Riina, Francesco Casisa vestiva i panni di Domenico, il figlio di un mugnaio ucciso dal capomafia. Nel film «La siciliana ribelle», pellicola dedicata alla vita di Rita Atria, la ragazza che collaborava con il giudice Borsellino e che si suicidò dopo la strage di via D'Amelio, Casisa interpetra Vito, il fidanzato di Rita Atria.


19/09/2008

Preso stupratore seriale, drogava drink alle vittime

Preso stupratore seriale, drogava drink alle vittime
2098164089.jpgLe conosceva grazie agli annunci sulle bacheche di incontri e le portava a casa sua. Oppure aspettava che suonassero alla porta per vendere o chiede qualcosa. Cambiava la sua identità: si presentava come poliziotto o carabiniere oppure com eun anziano bisognoso di cure. Le tranquillizzava. Offriva loro da bere. Ma nei bicchieri inseriva sempre un quantitativo di droga che stordiva la vittima. Che, completamente in balia dell'aggressore, non offriva resistenza alla violenza sessuale. La polizia ha arrestato Daniele Scardetta, un magazziniere di 44 anni con l’accusa di aver violentato diverse donne utilizzando questa tecnica: un violentatore seriale, lo definiscono gli inquirenti. L’arrestato era in libertà grazie all’indulto del 2006. Le aggressioni sarebbero cominciate nel 2000.

L'arresto È stato arrestato dopo aver commesso una violenza sessuale ai danni di una donna di origine ecuadoriana, ma è ritenuto responsabile di almeno altri quattro stupri. Gli uomini della squadra mobile lo hanno arrestato ieri in un’abitazione dell’hinterland, a Cinisello Balsamo dopo aver accertato lo stupro di una 50enne ecuadoriana. Stupro messo a segno il 15 marzo scorso dopo aver drogato il caffè della vittima. È bastato aggiungere un po' di polvere nel caffé  per soggiogare la vittima. La polvere utilizzata è derivante dal principio del benzodiazepine, comune nei tranquillanti.

Altre violenze Secondo Francesco Messina, capo della mobile di Milano, è "fondatissimo il sospetto che oltre alle violenze per cui è indagato ne abbia messe a segno altre". Non sempre utilizzava la stessa tecnica. Dal fingersi appartenente alle forze dell’ordine ad approfittare di testomoni di Geova che bussavano alla sua porta o ancora la risposta a semplici annunci. Nella violenza ai danni dell’ecuadoriana, infatti, aveva risposto ad un’offerta di lavoro fingendosi gravemente ammalato e chiedendo l’aiuto di una badante. Dopo mesi di indagini per l’ex magazziniere ora disoccupato sono scattate le manette. Secondo gli investigatori dal 2000 al 2003 avrebbe commesso alcuni stupri prima di finire in carcere. Poi, di nuovo in libertà avrebbe ripreso a fare nuove vittime. 


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