07/05/2010
New York, fermato volo sulla pista ma era un falso allarme
New York, fermato volo sulla pista ma era un falso allarmeSi trattava di un aereo della Emirates diretto a Dubai. A bordo un passeggero sospetto: l'uomo era un omonimo di una persona inserita nella lista «no fly»
NEW YORK - Un volo dell'Emirates diretto a Dubai è stato bloccato giovedì sulla pista dell'aeroporto di New York, Jkf, per un passeggero sospetto a bordo. L'uomo è risultato essere un quasi omonimo di una persona inserita nella lista «no fly». Appurato il disguido, l'aereo è potuto decollare. Come riferito dal canale televisivo Fox News, le autorità di New York hanno spiegato che si tratta di un errore dovuto a una somiglianza di nomi.
IL PRECEDENTE - La tensione deriva dal fatto che la compagnia area Emirates è finita sotto accusa per aver venduto un biglietto ed imbarcato senza problemi Faisal Shahzad, alcune ore dopo che il pakistano naturalizzato americano era stato inserito nella lista nera per le compagnie aeree e dopo aver organizzato l'attentato a Times Square.
Redazione online
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19/01/2010
British Airways lo obbliga a cambiare a posto, lui li denuncia
British Airways lo obbliga a cambiare a posto, lui li denuncia
L'aereo non decolla finché l’adulto non cambia posto. ira del passeggero. Le norme della compagnia proibiscono agli uomini di sedersi in aereo accanto a minorenni non accompagnati
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| Mirko Fisher ha querelato la British Airways (da Daily Mail) |
MILANO - I regolamenti interni delle compagnie di trasporti non finiscono di stupire. Una delle più bizzarre è costata alla British Airways una querela per diffamazione. La policy della compagnia di bandiera britannica vieta ai passeggeri uomini di sedersi accanto a minorenni che non siano accompagnati dai genitori, onde evitare abusi sessuali. E l’aereo non decolla finché l’adulto non cambia posto. Ma la norma interna ha trovato un vivace oppositore in Mirko Fisher, manager di 33 anni, che ha sporto denuncia, come riporta il quotidiano Daily Mail.
SEX OFFENDER – Fisher viaggiava con la moglie incinta, Stephanie, che aveva chiesto di sedersi accanto al finestrino. Così il passeggero si trovava tra la moglie e un dodicenne, i cui genitori erano seduti più indietro. Quando lo steward, controllando la cabina prima del decollo, lo ha invitato a cambiare posto, Mr. Fisher ha risposto che voleva viaggiare accanto alla moglie. Ma l’assistente di volo ha insistito appellandosi al regolamento della British e al fatto che altrimenti non sarebbero partiti. Da qui il conflitto fra i due e la denuncia. «Mi sono sentito un delinquente davanti agli altri passeggeri e chissà cosa avrà pensato il bambino. Con questa norma etichettano tutti gli uomini come pedofili e perversi. I viaggiatori innocenti sono pubblicamente umiliati», ha commentato il manager esperto di finanza, che vive in Lussemburgo e ha una figlia.
DISCRIMINAZIONI SESSUALI – Una delle accuse mosse dal manager alla British Airways è la discriminazione sessuale, perché lo stesso trattamento non è riservato alle donne adulte. «Inoltre statisticamente è più probabile che i bambini ricevano offese e violenze all’interno delle mura domestiche che non nello spazio ristretto di un aereo», ha aggiunto Fischer. La sentenza sarà emessa il prossimo mese e nel caso che la corte dia ragione al passeggero, la compagnia britannica sarà tenuta a cambiare il regolamento e a risarcire il querelante. Fisher promette, in quel caso, di devolvere il risarcimento per i danni all’immagine subiti in favore della Nspcc, l’organizzazione britannica che previene la crudeltà sui bambini.
Ketty Areddia
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29/11/2009
Perde il controllo dell'auto, uccide una 14enne: era ubriaco
Perde il controllo dell'auto, uccide una 14enne: era ubriaco
COLLEFERRO
Il 26enne tornava da una festa con la ragazzina e altri due amici. Fuggito dopo l'incidente, ma è stato ritrovato
COLLEFERRO (Roma) - Ha perso il controllo della Yundai coupé ed è finito fuoristrada. Ma quando si è accorto che la ragazzina 14enne che era in auto con lui era morta, è fuggito insieme al passeggero seduto davanti. Il quarto ragazzo nell'auto, un 21enne è rimasto ferito gravemente.
DALLA FESTA - L'incidente è avvenuto la scorsa notte, alle 2, al chilometro 46 della via Casilina, tra Colleferro e Valmontone, in provincia di Roma. I quattro, tutti romeni, erano di ritorno da una festa di compleanno. I carabinieri poco dopo hanno fermato il conducente di 25 anni e il suo amico di 26 per omicidio colposo ed omissione di soccorso. Il conducente è stato accusato anche di guida in stato di ubriachezza perché è risultato positivo al test dell'etilometro a cui lo hanno sottoposto i carabinieri di Valmontone che si occupano delle indagini. Il giovane ferito si trova in gravi condizioni all'ospedale di Colleferro.
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13/11/2009
Aereo atterra dentro la sala vip
Aereo atterra dentro la sala vip
Incidente in Ruanda: un morto. Una volta atterrato i motori del velivolo sono rientrati nuovamente in funzione.
E' di un morto il bilancio di un incidente occorso ieri in Ruanda sul Kigali International Airport, quando un CRJ100 operato da Rwandair ha investito la VIP Lounge sfondando un muro. Le circostanze non sono chiare, ma pare che il velivolo fosse rientrato sull'aeroporto senza problemi dopo aver interrotto il volo per Entebbe, in Uganda, ma che una volta fermo sul piazzale i motori abbiano ripreso improvvisamente i giri. La macchina coinvolta è il CRJ100 immatricolato 5Y-JLD di proprietà di JetLink Express.
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26/09/2009
Leonard Cohen manda avanti il sosia
Leonard Cohen manda avanti il sosia
Il cantautore ebreo canadese sul palco in Israele dopo 24 anni. Arriva all'aeroporto di Tel Aviv, vede un passeggero che gli somiglia e lo convince a fingersi lui. Esce indisturbato
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| Nel cerchio rosso Leonardo Cohen, con il cappello il suo sosia |
GERUSALEMME – Il doppio concerto non s’ha da fare? E allora beccatevi il mio doppio. Un falso da (cant)autore. Così simile al vero che ci sono cascati tutti. La storica tournée di Leonard Cohen, il cantautore ebreo canadese che giovedì sera è tornato su un palco in Israele dopo 24 anni d’assenza, per mesi è stata preceduta dalle polemiche per la sua scelta d’esibirsi sia a Tel Aviv che nei Territori palestinesi. Le proteste, le accuse, le minacce di boicottaggio l’hanno costretto a cambiare programma. Ma non a togliersi qualche capriccio - o forse a ritagliarsi qualche precauzione in più -, per esempio atterrando e mandando avanti un sosia.
IMPROVVISATO - È successo tutto molto in fretta, racconta l’organizzatore della tournée, Shmuel Tsemaj: prima di passare i controlli di polizia, all’aeroporto, Cohen ha notato un signore brizzolato che un po’ gli somigliava. Gli s’è avvicinato, s’è presentato e gli ha dato borsalino nero e giacca scura, chiedendogli se poteva «donargli cinque minuti di celebrità». Richiesta accolta: quando si sono aperte le porte del Ben Gurion, i fotografi e le tv non hanno esitato a inquadrare quel signore scortato dalle bodyguard che usciva fingendo di tossire, coprendosi un po’ la faccia. Senza accorgersi che Leonard Cohen, l’originale, era il mite signore qualche metro dopo, mischiato fra il seguito. Che solitario e indisturbato saliva su un taxi e se ne andava in hotel.
STAR BENEDICENTE - L’hanno accolto da grande star, il poeta che canta. Trenta camere d’un albergo a Tel Aviv riservate al suo entourage. Per lui, la suite che in queste settimane ha alloggiato Madonna e Quentin Tarantino. Gli hanno riservato anche un elicottero privato: ne approfitterà, prima del silenzio di Yom Kippur, per andare sul mar Morto. I biglietti per l’unica data costavano più di 200 euro: bruciati in pochi giorni, allo stadio di Ramat Gan sono andati a sentirlo in 50 mila. Ragazzine e pensionati, grandi striscioni inneggianti alla pace, Halleluja cantata in coro dalle curve alla tribuna. Tre ore e un quarto di concerto, chiuse addirittura da una «benedizione» alla folla, quasi una prerogativa per chi ha in sorte il nome sacerdotale dei Cohen.
CON LE ONG PACIFISTE - In gran forma, nonostante il malore della settimana scorsa in Spagna, il vecchio Leonard ha voluto incontrare a un cocktail anche le ong che si battono per il dialogo arabo-israeliano. C’era lo scrittore David Grossman con la sua associazione, Irgun Mishpahot Shkulot, il Forum delle famiglie in lutto, a cui andrà l’incasso del tour. E c’era pure un arabo di Ramallah, fratello d’una vittima dei check-point, venuto apposta per criticare pubblicamente la «Campagna palestinese per il boicottaggio culturale d’Israele», il gruppo radicale che ha fatto saltare la serata nei Territori, accusando Cohen di mettere sullo stesso piano l’«appoggio al sionismo e la solidarietà agli occupati». Sono state numerose le pressioni, anche perché fosse annullata anche la data israeliana: «Capisco la rabbia di chi ha boicottato», ha detto l’uomo, «ma boicottare è sempre una cosa stupida. Prima, bisogna dialogare». Leonard l’ha applaudito e abbracciato.
Francesco Battistini
06:59 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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03/10/2008
Per ore nessuno lo soccorre Passeggero muore sul bus
Per ore nessuno lo soccorre Passeggero muore sul busCardiopatico di 33 anni rimane accasciato sul sedile. L'autista: pensavo dormisse, era lì immobile dal turno precedente
ROMA — A lungo, troppo a lungo, accasciato immobile sul sedile di un autobus affollato, protagonista e vittima di una storia di indifferenza metropolitana, senza lieto fine: Giovanni M., giovane cardiopatico di 33 anni, è morto così, dopo una prolungata agonia sulla linea 105, percorso che dalla stazione Termini arriva fino a Grotte Celoni, estrema periferia sud della capitale.
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| Un bus della linea 105 |
La segnalazione è arrivata mercoledì da una passeggera di quell'affollatissimo autobus, che il giorno prima, intorno a mezzogiorno, era salita sul mezzo all'inizio di via Casilina, pochi metri da Porta Maggiore: «Un giovane, dall'aria per bene, era immobile, riverso sul sedile — ha raccontato — ma si capiva che non dormiva, gocciolava, non sembrava sudore, io ero sicura che fosse morto». Ma Giovanni, si capirà solo dopo, era invece ancora vivo. E magari una segnalazione tempestiva avrebbe potuto, chissà, salvargli la vita. La donna e un'altra passeggera raccontano di aver segnalato la cosa intorno alle 13 di martedì all'autista, il quale inizialmente avrebbe risposto così: «Sì sì... lo so, era già qui quando ho iniziato il turno, il collega mi ha avvertito che c'era un poveraccio che dormiva».
Poveraccio sì, ma non era sonno, era l'agonia di un malato che morirà alcune ore dopo nel vicino Policlinico Casilino. L'autobus, secondo il racconto della donna, si è finalmente fermato poco oltre la borgata di Torpignattara, di fronte a Villa De Santis, e lì tutti i passeggeri sono stati fatti scendere. Presi dalla fretta del quotidiano, non hanno nemmeno fatto in tempo a vedere l'arrivo di un'ambulanza, saliti subito sul bus successivo e convinti comunque che quel corpo immobile fosse già quello di un morto, accasciato su quel sedile fin dal turno precedente, su e giù per chissà quanto tempo per le strade di Roma senza che nessuno si accorgesse di nulla o intervenisse per dare un aiuto. «Un fatto del genere semplicemente non è accaduto, impossibile, una bufala», si affrettavano a spiegare dagli uffici di Atac Trambus mercoledì in serata, oltre 24 ore dopo il fatto.
Storia falsa dunque? «Questo non possiamo dirlo — la risposta — magari non è una storia falsa, solo che a noi non risulta. Nei fonogrammi quotidiani non c'è traccia di questo episodio. Oltretutto, se un caso del genere non porta disguidi al servizio, può essere che non venga segnalato». No, nessuna bufala: un rapporto di poche righe alla polizia di zona, delle ore 21 del giorno dopo l'accaduto, confermerà invece il decesso di Giovanni, ragazzo cardiopatico e già sottoposto in passato a un intervento chirurgico al cuore, ritrovato su un autobus dove si trovava da chissà quanto tempo.
12:41 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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