08/09/2010

Il Vaticano interviene sul Koran Burning Day: «Il rogo del Corano è un oltraggio»

Il Vaticano interviene sul Koran Burning Day: «Il rogo del Corano è un oltraggio»

Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ribadisce il no a qualsiasi violenza compiuta in nome di Dio: una perversione degli insegnamenti di ogni religione

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28/06/2009

Ken, il reverendo che ama le pistole

Ken, il reverendo che ama le pistole

 

Il pastore di louisville che divide l'america. L'uomo ha organizzato un mega evento in vista del 4 luglio: «I fedeli vengano a armati». Ed è polemica


 

Il volantino della manifestazione organizzata da Ken Pagano
Il volantino della manifestazione organizzata da Ken Pagano

LOUISVILLE (Stati Uniti) - Negli Usa ormai è per tutti «il pastore che ama le pistole». La fama di Ken Pagano, guida spirituale della New Bethel Church di Louisville, ha varcato i confini del Kentucky e sabato pomeriggio i suoi fedeli parteciperanno in massa al «Open carry celebration», una manifestazione alquanto singolare: tutti i credenti andranno in Chiesa portando in tasca una pistola. La cerimonia, che il pastore sta organizzando da circa un anno, intende festeggiare anticipatamente il 4 luglio, giorno dell'indipendenza degli Usa e soprattutto celebrare il diritto al possesso delle armi dei cittadini statunitensi.

MANIFESTAZIONE - Durante l'insolita manifestazione il pastore pronuncerà un sermone in cui probabilmente ribadirà che gli insegnamenti della Bibbia e il diritto a possedere armi non sono inconciliabili. Poi sarà la volta del picnic e della lotteria. I premi offerti ai vincitori rispecchieranno i temi del sermone: i più fortunati porteranno a casa pistole e fucili, mentre gli altri si dovranno accontentare di videocassette in cui abili istruttori insegnano a usare le armi da fuoco. Infine i fedeli proclameranno la loro fedeltà al Secondo emendamento della Costituzione americana, la controversa norma che sancisce il diritto dei cittadini statunitensi a possedere armi da fuoco. Tuttavia affinché tutto fili liscio, all'entrata della Chiesa ci saranno diversi ufficiali che avranno il compito di controllare che tutte le armi siano scariche.

LEGGI LIBERALI - Il Kentucky è uno degli Stati americani dove esistono leggi molto liberali in materia di armi. I cittadini non possono portare le pistole nelle scuole, nei bar e nelle prigioni, ma in tutti gli altri posti, compresi i luoghi di culto, non esistono divieti simili. Il pastore Pagano, che è un assiduo frequentatore del poligono di tiro locale, prima di diventare una guida spirituale ha servito nel corpo del Marines. Due settimane fa ha pronunciato un sermone intitolato «Dio, Pistole, Gospel e Geometria». A chi gli fa notare che la violenza delle armi è molto lontana dalle parole di Cristo, risponde seccato: «Io invece non ci vedo nessuna contraddizione. Da cristiano non vedo alcuna incompatibilità. Il diritto a possedere armi non è né vietato dalla Bibbia né è incostituzionale. Dio e le pistole sono parte della storia di questo paese. Non tutti i cristiani devono essere per forza pacifisti».

CRITICHE - Come molti suoi fedeli, Pagano non è un supporter di Barack Obama. I ripetuti discorsi del Presidente contro le armi non sono piaciuti al pastore che assicura che senza questo diritto si cancella una parte importante della storia americana: "I padri pellegrini credevano fermamente nelle armi. Io voglio rimanere legato alla tradizione e ne sono orgoglioso". Tuttavia non tutti in Kentucky hanno le stesse idee di Pagano ed è ancora presente nella memoria collettiva americana la recente morte di George Tiller, il medico degli "aborti tardivi"(era uno dei pochi ginecologi negli Usa che ancora praticavano l'aborto dopo la ventesima settimana di gravidanza), ucciso il mese scorso in una chiesa del Kansas mentre partecipava ad una funzione religiosa. La Brady Campaign, associazione che combatte contro il dilagare delle armi in America, sostiene che chi crede in Dio non può usare armi da fuoco. Stesso concetto ribadito da John Phillips, pastore americano ferito con un'arma da fuoco in una chiesa dell'Arkansas nel 1986: «Non capisco come un ministro di Dio che conosce gli insegnamenti della Bibbia possa promuovere queste iniziative» dichiara Phillips al New York Times). Poi parafrasando la celebre frase pronunciata dall'ispettore Callaghan alias Clint Eastwood, taglia corto: «Gesù non ha mai detto: "Coraggio, andate e fatevi ammazzare"».

Francesco Tortora


10/06/2009

Si arrampica sulla statua di Garibaldi per protesta: il padrone non mi ha pagato

Si arrampica sulla statua di Garibaldi per protesta: il padrone non mi ha pagato

 

Napoli. Per oltre dieci ore sulla «testa» del patriota a 15 metri di altezza dal suolo. Faceva il pastore nel Palermitano

 

Dalle prime ore del giorno appollaiato sulla statua di Garibaldi, la protesta del trentenne del Marocco: «Il datore di lavoro non mi ha pagato» (ph. Giorgio Mottola)

 

NAPOLI - Dieci e più ore appollaiato sul «cappello di Garibaldi», sulla statua che campeggia davanti alla Stazione Centrale. Dieci ore interminabili per un trentenne marocchino che protestava contro il «padrone» che non lo aveva pagato. Anzi lo aveva minacciato costringendolo a scappare dalla Sicilia. Dieci ore durante le quali non ha neppure ricevuto molta solidarietà: alcuni napoletani, irritati dal caos che la protesta aveva scatenato, lo invitavano a scendere in tutti i modi: «Buttati anche giù, ma scendi».

SULLA STATUA - Il giovane marocchino, di nome Aziz, si trovava dalle 2 di stamattina in cima alla statua di Giuseppe Garibaldi per protestare contro il lavoro di pastore non pagato (a Palermo). Sono subito intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, ma l'uomo ha continuato a minacciare di buttarsi.

TRADUTTORE ARABO - Ai piedi della statua, un arabo traduceva le richieste delle autorità, ma l'uomo è rimasto fino alle 12, sotto un sole cocente e in pericoloso equilibrio. Poi, dopo aver accettato una bottiglietta d'acqua e una sigaretta, la decisione di lasciare la statua, accolto dagli applausi della gente che numerosa partecipava alla estenuante trattativa.

Giorgio Mottola


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08/03/2009

Illinois, sparatoria in chiesa: un morto

Illinois, sparatoria in chiesa: un morto

 

Una persona ha fatto irruzione durante la funzione domenicale. Il pastore è deceduto, due presenti feriti, l'aggressore è stato arrestato

 

 

La First Baptist Church di Maryville
La First Baptist Church di Maryville

 

 

 

 

 

 

 

MARYVILLE (Illinois) - Sparatoria in una chiesa battista a Maryville, nell'Illinois, durante la funzione religiosa domenicale. Il pastore che celebrava, il quarantenne Fred Winters, è morto e due dei 150 presenti sono rimasti feriti. L'aggressore - di cui non si conosce l'identità - è stato arrestato ed piantonato nell'ospedale di Saint Louis, dove è in gravi condizioni per le ferite che si è auto inflitto.

ARMA DA TAGLIO - È successo poco prima delle 9 locali nella First Baptist Church di Maryville, nell'area metropolitana di St. Louis. L'aggressore è arrivato fino all'altare, ha scambiato alcune frasi con Winters e poi ha cominciato a sparare. Quando la semiautomatica che impugnava si è bloccata, l'uomo ha tirato fuori un'arma da taglio e ha cominciato a colpirsi. Feriti anche due fedeli che hanno cercato di bloccarlo, ma le loro condizioni non sono gravi.